The Perfect Candidate

Film 2019 | Commedia drammatica 101 min.

Titolo originaleThe Perfect Candidate
Anno2019
GenereCommedia drammatica
ProduzioneArabia Saudita
Durata101 minuti
Regia diHaifaa Al-Mansour
AttoriMila Al Zahrani, Nora Al Awadh, Dae Al Hilali .
DistribuzioneAcademy Two
MYmonetro 2,71 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Haifaa Al-Mansour. Un film con Mila Al Zahrani, Nora Al Awadh, Dae Al Hilali. Titolo originale: The Perfect Candidate. Genere Commedia drammatica - Arabia Saudita, 2019, durata 101 minuti. distribuito da Academy Two. - MYmonetro 2,71 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La pionieristica regista Haifaa Al Mansour racconta una nuova storia di emancipazione femminile in Arabia Saudita.

Consigliato sì!
2,71/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,42
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Scheda Home
Premi
Cinema
Trailer
Un film che denuncia il patriarcato saudita con sensibilità e senza mai ricorrere ai toni del pamphlet.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 29 agosto 2019
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 29 agosto 2019

Maryam è una dottoressa consapevole della responsabilità del proprio ruolo che esercita in un piccolo ospedale in Arabia Saudita. Nonostante la sua professionalità deve lottare quotidianamente contro il pregiudizio diffuso nella società nei confronti delle donne. In famiglia, anche se ha un padre musicista di ampie vedute, sono inizialmente le sorelle a frenarne le prospettive per il futuro perché già hanno dovuto subire il precedente dileggio nei confronti della madre, cantante ora defunta. Quando, in seguito a una serie di contingenze, Maryam si ritrova a firmare i documenti per la candidatura alle elezioni per il Consiglio Comunale, la situazione si fa ancor più complicata.

Non è un certamente un caso che la sequenza di apertura del film ci mostri la protagonista che indossa il niqab ma è alla guida di un'auto. Il 'ma' avversativo della frase precedente ha una sua precisa motivazione.

Lunga è la strada che le donne debbono ancora percorrere in Arabia Saudita ma (appunto) dei passi sono stati compiuti e a contribuirvi è stato proprio quel La bicicletta verde che Haifaa Al Mansour presentò alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2012. A sette anni di distanza le donne possono andare in bicicletta e guidare un'auto anche in assenza di un uomo al loro fianco (cosa inconcepibile all'epoca) e si sono verificate ulteriori aperture. Ma, si potrebbe dire, inevitabilmente una parte consistente dell'universo maschile oppone una resistenza che va dal rifiuto totale degli anziani a forme più o meno subdole che hanno comunque l'obiettivo di conservare saldamente i poteri che contano in mano ai maschi.

La regista riesce a realizzare, come nella sua prova precedente, un film di denuncia senza assumere i toni del pamphlet. Lo fa sempre partendo da una dimensione familiare, da un rapporto tra sorelle che vivono in maniera differente sia il rapporto con la figura materna, ora scomparsa, che quello con il padre. Qui sta l'elemento innovativo nel percorso di Al Mansour.

Se ne La bicicletta verde gli uomini nel loro complesso non facevano una bella figura qui il genitore assume un ruolo solo apparentemente passivo nei confronti di quanto accade in famiglia. Perché è membro di un ensemble di musicisti impegnati a tenere viva una forma espressiva tradizionale che, in tempi di integralismo rampante, si è cercato di cancellare in nome della 'purezza' della fede.

Sia lui che Maryam, ognuno a suo modo, lottano perché la società muti aprendosi non a una 'modernità' che sia fine a se stessa (i social non mancano in questo film) ma piuttosto consapevole del contributo fondamentale che le donne possono offrire per 'guarire' (la metafora è esplicita) le parti dolenti della società. Tutto ciò sembra ora possibile a patto però di non cedere dinanzi agli ostacoli di quella strada non asfaltata che corrisponde al rispetto dei diritti di uomini e donne. Senza se e senza, ancora una volta, ma.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 29 agosto 2019
Adriano De Grandis
Film TV

Una giovane dottoressa non riesce a imbarcarsi per Riad, dove è attesa per un convegno, a causa di un visto scaduto, non rinnovabile in assenza del suo tutore. La ragazza per ripicca si presenta come candidata alle elezioni comunali, sfidando oltre al suo rivale maschio, tutta una comunità, che osteggia ogni emancipazione femminile. Haifaa Al Mansour torna a Venezia dopo La bicicletta verde, firmando [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 settembre 2019
Xan Brooks
The Guardian

Haifaa al Mansour è stata la prima saudita a dirigere un lungometraggio. Ma il suo La bicicletta verde, piovuto dal cielo al festival di Venezia del 2012, ha dimostrato di essere più di un'arida pietra miliare. Raccontava la storia di una ragazzina ribelle che prova a rimediare il denaro per comprarsi una bicicletta e sfidare i suoi coetanei maschi in una gara.

venerdì 30 agosto 2019
Grazia Paganelli
Duels.it

"Una visione ottimista del ruolo che le donne saudite possono ricoprire nella società", spiega la regista Haifaa al-Mansour qui al suo quarto lungometraggio di finzione. E, infatti, la storia è tutta al femminile, a partire dalla protagonista, la dottoressa Maryam che lavora al pronto soccorso di una piccola clinica. La vediamo fin dall'inizio, alla guida della sua auto nuova fiammante, mentre affronta [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Nora Demarchi
Cineforum

Sono passati nove anni da quando Haifa Mansour ha portato a Venezia Wadjida - La bicicletta verde e da allora diverse cose sembrano essere cambiate nella società saudita. Una lenta apertura della cultura locale all'arte pare aver preso piede e questo film ne è lo specchio. La vicenda ripercorre in parallelo il tentativo di un padre e di una figlia di affermare la propria vocazione, civica e artistica, [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Dell'ultimo film in Concorso "The perfect candidate" della saudita Haifaa Al Mansour, già nota a Venezia per "La bicicletta verde", si apprezza il tema della emancipazione femminile in un terreno fortemente ostile, dove una dottoressa si presenta candidata alle elezioni. Un film importante per quello che dice, ma debole nella costruzione narrativa e con una regia molto convenzionale.

venerdì 30 agosto 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Il candidato perfetto su cui è imperniato il lavoro(omonimo) della saudita Haifaa Al Mansour è una giovane dottoressa la quale, già costretta a un'estenuante lotta quotidiana in ospedale per guadagnarsi il rispetto di colleghi tradizionalisti e pazienti recalcitranti, decide di sfatare un altro tabù radicato nel suo Paese, candidandosi al consiglio comunale della sua città.

venerdì 30 agosto 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Dopo le polemiche sulla presenza femminile al Lido e quelle su Polanski (il cui film resta in concorso dopo le scuse, accettate dai produttori, della presidente di giuria Lucrecia Martel), arriva in concorso la prima regista dell'Arabia Saudita, già autrice di La bicicletta verde? ma i suoi unici titoli di merito risiedono proprio nel tema. La storia di una dottoressa che scandalosamente e un po' per [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Aperta al nuovo e arcaica, infiltrata di usi occidentali ma legatissima alle sue tradizioni patriarcali: è la contraddittoria Arabia Saudita che emerge dal film in concorso The Perfect Candidate firmato da Haifaa Al Mansour, prima regista donna (e, per la verità, primo regista in assoluto) di un ricco paese islamico che solo nel 2018 si è risolto ad aprire sale di cinema e a concedere alle donne il [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Maryam (Mila Alzahrani ) è una giovane dottoressa impiegata in una piccola clinica in Arabia Saudita: il rispetto di pazienti, colleghi e superiori è da guadagnarsi, ogni giorno. Per fortuna, non è sola: le sorelle sono complici, il padre musicista affettuoso. La svolta è fortuita: Maryam si imbatte nel modulo di candidatura alle elezioni cittadine e decide di parteciparvi.

giovedì 29 agosto 2019
Raffaele Meale
Quinlan

Maryam è una dottoressa saudita che ogni giorno deve fronteggiare l'ostilità di pazienti e colleghi uomini che mal vedono una donna medico; quando a causa di una serie di contrattempi burocratici è costretta a rinunciare a un viaggio a Riad dove intendeva seguire un meeting, decide di candidarsi alle elezioni per un posto nel consiglio municipale. Il suo obiettivo di programma? Far asfaltare la strada [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Pietro Masciullo
Sentieri Selvaggi

"Si, ma... io voglio parlare della clinica e non del fatto che sono donna!". La perfetta candidata risponde così a chi le manifesta solidarietà per la difficilissima battaglia elettorale che ha deciso di intraprendere. Perché per la giovane Sara asfaltare la strada sterrata fuori dall'ospedale dove lavora ha la priorità su tutto, anche sulle rivendicazioni di genere che dovranno diventare una conseguenza [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Giulia Genovese
Close-up

Cambiamento. Progressismo. Femminismo. Queste potrebbero essere le tre parole chiave per definire plot e intenti di The Perfect Candidate - quarto lungometraggio di Haifaa Al-Mansour, in Concorso alla 76. Mostra del Cinema di Venezia. L'autrice saudita è nota per aver sempre trattato - almeno, finora - tematiche e personaggi, prettamente, femminili; sin dalla sua, molto apprezzata, opera prima, La [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

Il secondo film in concorso, alla 76esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia apertasi ieri, è stato "The perfect candidate". Si tratta di un'opera diretta da Haifaa Al-Mansour, prima regista donna dell'Arabia Saudita (fattasi già notare per "Mary Shelley - Un amore immortale" con Elle Fanning) e racconta una storia di emancipazione femminile che ha per protagonista una giovane e determinata [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 29 agosto 2019
Giancarlo Zappoli

In Concorso a Venezia 76, Haifaa Al Mansour racconta una nuova storia di emancipazione femminile. Vai all'articolo »

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