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The Hurt Locker
Un film di Kathryn Bigelow.
Con Jeremy Renner, Anthony Mackie, Guy Pearce, Ralph Fiennes, Brian Geraghty.
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Drammatico,
durata 131 min.
- USA 2008.
- Videa - CDE
uscita venerdì 10 ottobre 2008.
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![]() Un racconto solido, tra coraggio e alienazione, su quell'immmenso contenitore di alibi che è la guerra
Marianna Cappi
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Strange kathryn b.
giovedì 9 ottobre 2008
di Claudio Salvati
- di CLAUDIO SALVATI - Il giornalista di cronaca Mark Boal affida nuovamente le sue memorie dal fronte alla fluidità narrativa del grande cinema. Se l’anno scorso La Valle di Elah fu un toccante, eppur retorico, manifesto sul disadattamento dei giovani militari di stanza in Iraq congedati dal fronte, ispirato a Paul Haggis da un articolo dell’inviato, quest’anno è Kathryn Bigelow a dispiegare la sua forza d’urto visionaria al servizio di un racconto che è anche una causa: l’idea che la guerra è continua » |
Un finale da antologia
sabato 28 marzo 2009
di Mary22
Una storia molto concentrata e concreta ma con un punto di astrazione che rende simboliche le immagini (l'iracheno che chiede di essere "disinnescato"..lo stesso "rito" di dirigersi verso le bombe)Il Finale Superbo(si chiarisce la dicitura iniziale della guerra come droga)introduce il differenziale su cui riflettere.. con la carrellata su un supermercato vuoto e silenzioso, dove il protagonista (artificiere top) non riesce a focalizzare cosa comprare in uno scomparto strapieno dello stesso tipo continua » |
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La routine dell'artificiere
lunedì 6 aprile 2009
di Verbal
Mi aspetto di più, vista la scena iniziale. Poi, mi pare che grossomodo il film ripeta la stessa scena, nelle stesse ambientazioni per quasi due ore, salvo qualche parentesi (caserma, sparatoria nel deserto, ritorno in Usa del protagonista, ecc.). Gli attori non sono male, sebbene non siano delle star. O meglio ci sono anche due star, Guy Pearce e Ralph Fiennes, ma durano solo 5 minuti a testa prima di .... "crepare" . Ho avuto l'impressione che dopo aver letto il copione, le grandi star si siano continua » |
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| qui puoi sparare alle persone, non c'è bisogno che gli tiri una chiave inglese | |
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| un ufficiale si rivolge al sergente James dopo aver dissinnescato l'ennesima autobomba? | |
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"qual'è il modo migliore per disarmare una di queste cose?" "quello... in cui non si muore!" |
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| la guerra e come un droga | |
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DVD | The Hurt LockerUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 25 febbraio 2009
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APPROFONDIMENTI | Ricognizione sul cinema bellico contemporaneo e sulle lacerazioni emotive determinate dalla guerra in Iraq nel tessuto sociale americano.Il mestiere delle bombe
venerdì 10 ottobre 2008 - Marzia Gandolfi
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APPROFONDIMENTI | La paura chiarificatrice.Il film
venerdì 3 ottobre 2008 - Pressbook
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CELEBRITIES | Con Joseph, Ralph compone una coppia di fratelli attori da Oscar.Il fratello bravo
martedì 7 ottobre 2008 - Stefano Cocci
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Arriva sugli schermi il film che avrebbe dovuto vincere il Leone d'oro a Venezia.
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Avendo rinunciato da tempo a lavare la testa all'asino, ossia a polemizzare con le giurie, mi guardo bene dal sostenere che il verdetto doveva essere a favore di The Hurt Locker, lascio che parlino i fatti. l dieci critici che votavano su Ciak, il quotidiano della Mostra, hanno dato la preferenza al titolo di Kathryn Bigelow; e anche il pubblico, nella stessa sede, l'ha piazzato buon secondo dopo un delizioso cartoon di Miyazaki. Va detto inoltre che la brava regista, unica donna in concorso, ha collezionato non meno di 5 premi collaterali, mentre dal consesso ufficiale non è arrivato nessun riconoscimento. » |
Con Bigelow in Iraq tra i soldati Usa drogati dalla guerra
di Valerio Caprara Il Mattino
Non è banale o retorico «The Hurt Locker», che rilancia alla grande Kathryn Bigelow. E c'è persino qualcuno che l'accusa di tendenze guerrafondaie per come affronta i crudi risvolti della tragedia irachena. Mentre proprio nel mantenersi incollato ai suoi personaggi (soldati di prima linea nell'inferno di Baghdad), la regista ribadisce rigore e carisma. Lo spunto deriva da un reportage sulle compagnie dell'esercito Usa adibite al disinnesco delle bombe: mentre i terroristi perfezionano ogni giorno in maniera più subdola le loro trappole, a fronteggiarli sono chiamati questi specialisti ad altissimo rischio, magari armati di semplici pinze. » |
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L'uomo che sussurrava alle bombe
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Quando la bomba comincia a emergere dal terriccio il sergente maggiore James emette una specie di mugolio di piacere. Le dita scavano esperte e quasi avide, scostano il pietrisco, accarezzano il metallo, dipanano i cavi fino a snidare il detonatore, che in pochi secondi finisce a terra. Missione impossibile. Missione compiuta. Il sergente maggiore James, artificiere in Iraq, fa uno dei lavori più pericolosi del mondo e dei più eccitanti. A casa era solo un redneck, un bifolco, una testa calda. "Spazzatura", come sentenzia il suo secondo, stufo di subire le sue pericolose mattane. » |
Dalla parte dei marines contro la guerra
di Roberto Silvestri Il Manifesto
Si può fare un film contro l'aggressione in Iraq stando dalla parte dei soldati Usa? Sì. The Hurt Locker diretto con sapienza visuale insostenibile da Kathryn Bigelow, una militante atletica e adrenalinica della nuova sinistra Usa, ci proietta proprio dentro questo incubo. Essere costretti, per la pace, a fare un film di guerra. Dunque partecipiamo da dentro al lavoro delle unità speciali addette allo sminamento di strade, bombe a orologeria e kamikaze. È la pericolosa guerra dei «pacifisti» armati, un altro tipo di delirio suicida. » |
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