Dal testo teatrale di Oriza Hirata. In Concorso al Festival di Cannes.
di Giancarlo Zappoli
Nagi è una cittadina di campagna in Giappone. Lì è andata a vivere Yoriko dopo la fine di una storia d’amore e lì esercita la sua attività di artista scolpendo il legno. L’arrivo di Yuri, una architetto che proviene da una recente separazione le offre una la presenza di una nuova modella e, al contempo, entrambe si danno l’occasione per riflettere su quanto è loro accaduto sul piano sentimentale.
Fukada torna ad approfondire la sua analisi del mondo femminile con levità e partecipazione.
Si respira un’atmosfera cechoviana in questo film di Koji Fukada che lo ambienta nella campagna giapponese creando intorno alle due protagoniste un mondo ovattato che non per questo fa scomparire le difficoltà relazionali. In questo piccolo mondo tutto accade senza scosse apparenti ma i turbamenti non mancano anche se si esprimono sottotraccia e Fukada sa come coglierli grazie anche all’understatement delle sue attrici che accompagnano le parole con la riservatezza nei volti come se volessero attenuare la malinconia che il ricordo produce.