|
|
|
| Kids | iPhone | Scrivere di Cinema | La bocca del lupo new! | | |||||
|
|||||
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
|
|
|||
Fargo
Un film di Joel Coen.
Con Frances McDormand, Steve Buscemi, William H. Macy, Peter Stormare, Harve Presnell.
continua»
Drammatico,
durata 97 min.
- USA 1996.
|
Accedi
|
Registrati
|
|||||||||||
|
||||||||||||
|
|
|
|
||||
Giancarlo Zappoli
|
|
Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d'auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile. Ingaggia due crudeli quanto incapaci malviventi che riescono a tramutare il dramma in tragedia. Sarà l'intervento di Marge Gunderson, capo della polizia locale, in avanzato stato di gravidanza, a risolvere la situazione. I Coen, come tutti i registi di razza, si divertono a spiazzare. Se Mr. Hula-hoop aveva marcato un netto stacco dalle ricerche linguistiche di un Barton Fink pur conservando un elevato tasso di cinefilia, con Fargo, presentato a Cannes 1996 senza suscitare particolari reazioni, sembrano cambiare registro. Anzi c'è chi, in cerca di sicurezze, è andato citando il loro film d'esordio, quel Blood Simple che in realtà non ha con questo film nient'altro che una superficiale affinità. Entrambi sono dei thriller, ma se il primo si rifaceva alle atmosfere alla James M. Cain, quest'ultimo è un'analisi spietata della profonda stupidità di gran parte della violenza contemporanea. I due criminali, interpretati da Steve Buscemi e Peter Stormare, sono al contempo troppo cinematografici per essere "veri" (fanno spesso venire in mente i due ladri rapitori dei dalmata de La carica dei 101) e troppo tragicamente reali per essere solo frutto della finzione. Su quella distesa di neve senza fine, destinata a macchiarsi di sangue versato senza un briciolo di quella strategia del delitto che faceva grandi gli omicidi hitchockiani, si va a rappresentare la storia di una Twin Peaks in sedicesimo in cui i fatti sono accaduti nella realtà e che è luogo di origine dei due fratelli. Fargo è un film "congelato" come gli spazi e i personaggi che mette in scena. Le loro origini scandinave costituiscono quasi un certificato di garanzia della loro capacità di controllarsi (si veda in proposito la sequenza in cui Marge incontra nel bar il compagno di scuola di origine giapponese) e questa discendenza viene sottolineata, nell'edizione originale, dall'accento richiesto agli interpreti. È quasi come se i Coen, a dispetto del loro cognome, ci volessero parlare della loro infanzia, delle origini, della loro idea di un cinema che, per quanto onnivoro sia, ha in Kubrick e in Hitchcock dei punti di riferimento che paiono ineludibili. È il personaggio di Marge (moglie nella realtà di Joel Coen) che sfida le leggi dell'equilibrio e della gravità, che segna il film. Non è particolarmente intelligente né si avvale di grandi strategie investigative, eppure riesce a risolvere un caso che, proprio per l'ottusità che sembra connaturata all'ambiente, ha già raggiunto e superato il limite della tragedia. Ma tutto si svolge in una routine in cui, alla fine, il detective ne sa meno di noi. Eccoci allora collocati in una prospettiva hitchockiana in cui le reali dimensioni dell'accadimento sono note al nostro sguardo da voyeurs consapevoli che il bambino che si trova in quella pancia sta per entrare in un mondo ancora più tragicamente assurdo di quel che sembra. Oscar a Frances McDormand. |
|
|||||
|
|
premi nomination |
Premio Oscar 3 5 |
Golden Globes 0 5 |
Festival di Cannes 1 0 |
Maledettamente freddo...
martedì 24 giugno 2008
di Romeo79
Fa freddo a Fargo,nel North Dakota.E fa terribilmente freddo anche a Breinerd,paese di boscaioli,ed a Minneapolis.Queste le città della nostra macabra vicenda.L'inverno è rigido ed una spessa coltre di neve imbianca ogni cosa.Le case,gli alberi,le automobili.E così ogni mattina Jerry deve alzarsi presto,sbrinare faticosamente il parabrezza con un raschia-ghiacchio ed andare al lavoro alla Oldsmobile.Lavoro che odia,schiacciato dall'ingombrante figura del suocero,titolare dell'azienda.Lavoro che continua » |
Originale noir raccontato con la maestria dei coen
giovedì 26 luglio 2007
di andre
Strepitoso e preoccupante affresco noir, firmato dal genio di Joel Coen. La storia ricorda da vicino quella de "L'uomo che non c'era", malgrado la denuncia della stupidità umana sia in quest'opera ancora più accentuata. E' infatti il protagonista stesso a firmare la propria caduta, a trasformare una vita tutto sommato felice- bella casa, moglie, figlio, buon lavoro- in un incubo in cui niente va come aveva previsto. I fratelli Coen raccontano senza fronzoli nè abbellimenti estetici la stupidità continua » |
|
Un tour de force di violenza e malizia
lunedì 5 gennaio 2009
di teo
Sangue. Sembra essere proprio il sangue il protagonista della pellicola dei Coen: trapela da ogni angolo, luccica come un diamante su di un’infinita distesa di neve, stravolge, ingorga gli anfratti. Gela. Pietrifica lo spettatore, trascinandolo in un macabro e sadico gioco di complotti, sparatorie, situazioni in cui l’uomo dimostra la totale perdizione di se stesso e dei suoi principi. “Tutto questo per un po’ di soldi, dov’è la logica?”, si chiede incredula la poliziotta in dolce attesa Marge Ganderson continua » |
Bersaglio centrato
domenica 21 ottobre 2007
di JD
I fratelli Cohen,tornano ai temi cari del loro film d'esordio,"Blood Simple"(l'orrore nel quotidiano),ma attualizzandoli in considerazione dei nuovi avvenimenti nel cinema(Tarantino,Lynch,ecc..).Abili nel dare un tono diverso al solito filone del rapimento e riscatto(mai visto tanto odio verso l'ostaggio,ucciso fuori campo senza un commento,e verso l'odioso maritino)e nel bilanciare umorismo e dramma.Qualche cedimento nel personaggio della poliziotta,golosa e impicciona come il Tenente Colombo.Azzeccata continua » |
|
| Carl Showalter e Gaear Grimsrud (i due balordi) | |
|
Ma lo sai che il sangue di quella donna mi ha fatto un certo effetto! Sempre meglio di quando sull'ottovolante mi hai vomitato sulla giacca! |
|
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| Marge Gunderson | |
| Così era la signora Lundegaard quella distesa per terra... E quello che stavi triturando era il tuo complice... E quei tre poveretti uccisi a Brainerd! E tutto per cosa?! Per quattro biglietti di banca... C'è altro nella vita che quattro biglietti di banca... Non c'ha mai pensato?! | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| La voce narrante | |
| QUELLA CHE VEDRETE È UNA STORIA VERA. I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota. Su richiesta dei superstiti, sono stati usati dei nomi fittizi. Per rispettare le vittime tutto il resto è stato fedelmente riportato. | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
|
Altre frasi celebri del film Fargo
oppure Aggiungi una frase
|
|
DVD | FargoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 27 agosto 2008
|
SOUNDTRACK | FargoLa colonna sonora del film
Disponibile on line da giovedì 1 giugno 2006
|
L'America dei fratelli Coen fa centro a Cannes
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Sulla mappa Fango è una località al confine fra il North Dakota e il vicino Minnesota: intitolando così il loro film, presentato in concorso, i fratelli Joel ed Ethan Coen hanno voluto simbolicamente alludere al confine tra il bene e il male. Proprio in un bar notturno di Fargo, nella prima scena, sorprendiamo il venditore di macchine Jerry (l’attore è William II Macy, un prediletto di Mamet) sancire un patto scellerato con i gangsters Carl (Steve Buscemi, della scuderia Tarantino) e Gaer il taciturno (Peter Stormare, uno svedese targato Bergman). » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Cieli lattescenti, sconfinate distese di neve, gelo, nebbie candide, paesaggi piatti immensamente bianchi: il Grande Inverno americano è l'invenzione figurativa bellissima di Fargo di Joel Coen. Altre immagini straordinarie: un gangster che tentando di triturare il cadavere del suo compagno nella macchina per fare la segatura arrossa la neve d'una pioggia di sangue; un capo della polizia che è una donna incinta di almeno sette mesi (la brava Frances McDormand, moglie di Joel Coen, che scherza: “Da dodici anni vado a letto col regista ed è la prima volta che mi dà una bella parte”). » |
|
|
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Nel gelo d’un orizzonte bianco e piatto, lentamente qualcosa si fa visibile, forse mostro irreale o forse incubo astratto. Poi, dall’indifferenza opaca d’una sterminata distesa di neve, a fatica emerge una forma. Pian piano, si riconosce un’auto che ne traina un’altra. Tuttavia, non svanisce l’emozione visiva che apre Fargo. Al contrario, perdurano l’irrealtà mostruosa e l’indifferenza astratta d’una storia che gli autori amano definire vera, e che ci mostrano puntigliosamente come incubo e ailucinazione. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Questa è una storia di pazzi. I protagonisti hanno nomi scandinavi (Lundegaard, Gunderson, Grimsrud, Gustafson), ma vivono nel Minnesota, nel piatto e immenso Midwest degli Stati Uniti. Una storia realmente accaduta, nel 1987, e ora fedelmente raccontata nel film Fargo dai fratelli Joel ed Ethan Coen (il primo, oltre alla sceneggiatura, firma anche la regia). Il motore della vicenda è Jerry Lundegaard (William Macy), un venditore di automobili convinto che il destino gli riservi una vita ben migliore. » |
|
| Recensioni & Opinionisti |
Premi |
Multimedia | Shop & Showtime |
|
Pubblico (per gradimento)
1° | romeo79 2° | andre 3° | jd 4° | esaminatore 5° | teo 6° | piernelweb 7° | paride86 |
Premio Oscar (8) Golden Globes (5) Festival di Cannes (1) Articoli & News |