| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 106 minuti |
| Al cinema | 86 sale cinematografiche |
| Regia di | Saverio Smeriglio |
| Attori | Andrea Montovoli, Federico Richard Villa, Ivana Lotito, Caterina Silva Isabel Russinova, Nicola Nocella, Simone Tisi. |
| Uscita | giovedì 16 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 16 aprile 2026
Il film, ispirato ad una storia vera, racconta di un viaggio come ricerca di sé e della propria libertà. Lo chiamava Rock & Roll è 13° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 7.218,00 e registrato 4.522 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Mauro è un surfista famoso che, in seguito ad un incidente, perde un amico e compagno di squadra e si ritrova con un problema invalidante ad una gamba. Costretto a una lungodegenza in un clinica per sottoporsi ad un periodo di riabilitazione, conosce Federico, affetto da Atassia di Friedreich e costretto su una sedia a rotelle. L'iniziale scontro tra i due si trasforma in un'amicizia profonda che li porterà a compiere insieme un percorso fuori dagli schemi.
Saverio Smeriglio torna dopo molti anni alla regia di un lungometraggio per proporre una vicenda che interroga i cosiddetti normodotati.
Questo film ha già vinto il primo premio al Sfiff di San Francisco, il Festival cinematografico statunitense più longevo, è stato selezionato al Sliff, il S.Louis International Film Festival, evento internazionale dedicato al dialogo interculturale attraverso l'arte cinematografica giunto alla 34esima edizione, ha ricevuto la "Honorable mention" al Festival di Houston, ed è in concorso anche al Barciif di Barcellona.
Finalmente potrà vedere accendersi la luce dei proiettori anche nelle sale italiane che vorranno proiettarlo consentendo al pubblico di assistere ad un'opera particolare per più motivi. Innanzitutto (non è il motivo più importante ma è quello più evidente) perché, pur essendo girata in perfetta lingua italiana, viene proposta in versione sottotitolata per favorire l'inclusione dei non udenti. Poi perché ad interpretare il ruolo di Federico è Federico Richard Villa che è affetto da Atassia e che si trova sulla sedia a rotelle sin da giovane ma non per questo ha smesso di vivere e di affrontare sfide sempre più complesse. È così diventato un sitting blogger proponendo possibilità di esperienze e di soluzioni tecnologiche che aiutino a fare delle diverse disabilità occasioni di crescita e non di isolamento.
Quello che sul piano della narrazione e su quello cinematografico appare però come lo stimolo più importante è collocato in modo particolare nella prima parte del film e veicola un messaggio di impatto che dovrebbe far riflettere. Perché Mauro, il surfista abituato a primeggiare che ora deve imparare di nuovo a deambulare e Federico non sono personaggi presentati come privi di difetti. L'uno si chiude nell'alcol e nei sospetti nei confronti della moglie mentre l'altro trova nello scontro verbale la modalità di relazione.
A loro si aggiunge Elvis che a un primo approccio si propone come una persona a cui si può dare ascolto ma solo per tempi limitati. Non ci viene quindi presentata un'immagine edulcorata del disabile verso cui provare quel sentimento di falsa pietà che ci libera dalle responsabilità. Ognuno di loro ha dei motivi per essere così e la figura dell'infermiere Oronzo (un empatico ma anche ironico Nicola Nocella) li sa comprendere, non senza fatica, favorendone l'orientamento in positivo.
Ci viene così ricordato che i disabili non meritano solo assistenza ma anche comprensione vera e disponibilità di attenzione vera. Tutta la parte on the road viene poi portata sullo schermo con il ritmo giusto e con la giusta attenzione nei confronti del paesaggio delle Marche evitando però l'effetto da Ente del Turismo lasciando inoltre nello spettatore la curiosità nei confronti della meta da raggiungere ed esponendolo a un finale per molti probabilmente inatteso.