Kate WinsletRosa nell'oceanoNome: Kate Elizabeth Winslet34 anni, 5 Ottobre 1975 (Bilancia), Reading (Gran Bretagna) |
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![]() Caledon: Dove stai andando? Cosa? Da lui? Per fare la puttana di un topo da fogna? Rose: Preferisco essere la sua puttana piuttosto che tua moglie!
dal film Titanic (1997)
Kate Winslet è Rose De Witt Bukater
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Incantevole come una sirena in acque cristalline, sofisticata come una dama del rinascimento: Kate Winslet, seducente diva dalle morbide e sinuose curve, ha stregato le platee grazie a quel volto incredibilmente luminoso, sul quale risplende uno sguardo di rara e poetica beltà.
Questa fanciulla dalle formidabili doti attoriali nasce a Reading, nel Berkshire, da una famiglia che possiede la settima arte nel sangue. I genitori Roger Winslet e Sally Bridges, nonché le sorelle Anna e Beth, sono attori. I nonni materni, Oliver e Linda, dirigevano il Reading Repertory Theatre e suo zio Robert Bridges recitava stabilmente sui palcoscenici del West End. Kate ha anche un fratello, Joss, l'unico dei Winslet a non lavorare nel mondo dello spettacolo. A soli sette anni, la bimba inizia a frequentare la Redroofs Theatre School di Maidenhead e a undici viene ingaggiata per lo spot dei cereali "Sugar Puffs".
Nel 1990 è scritturata nel suo primo lungometraggio: il film tv Shrinks. Dopo aver partecipato ad alcune serie televisive come Dark Season e Casualty, Kate ha l'occasione di mettere alla prova le straordinarie capacità interpretative, nella visionaria opera di Peter Jackson, Creature del Cielo. La pellicola del regista neozelandese racconta la vicenda amara e autentica di due amanti, Pauline e Juliet che, il 22 giugno 1954, assassinano atrocemente la madre di una di loro. Ai significativi consensi da parte della critica, si aggiungono i primi riconoscimenti come l'ALFS Award, al London Critics Circle Film. Nel 1995 arriva anche una nomination agli Oscar come Migliore Attrice non Protagonista, nel raffinato dramma di Ang Lee, Ragione e Sentimento.
Dodici mesi più tardi, Kate ci sbalordisce con la sublime performance in Hamlet. Nella sontuosa trasposizione diretta da Kenneth Branagh, la ragazza veste i panni della radiosa Ophelia: durante le riprese, ha una breve relazione con l'attraente Rufus Sewell.
In quel periodo, si vocifera che il regista James Cameron sia in cerca due giovani protagonisti, per quello che diverrà uno dei monumenti della storia del cinema: Titanic. Venuta a conoscenza del soggetto del futuro pluripremiato kolossal, l'ambiziosa diva invia al cineasta canadese un pacchetto. Dentro di esso vi sono delle foto della Winslet e una rosa rossa accompagnata da un messaggio: "Sono la tua Rose". Invaghitosi di tale bellezza e determinazione, Cameron la scrittura a effetto immediato. Tuttavia, Kate non sarà presente alla premiere del film, perché impegnata nei funerali dell'ex fidanzato Stephen Tredre, scomparso a causa del cancro. Rose, la romantica eroina di Titanic, dona a questa stella in ascesa una gloria e una fama inimmaginabili: nel 1997, le viene assegnata la seconda candidatura agli Academy Awards, stavolta come Miglior Attrice Protagonista.
L'anno seguente gira l'intimista Ideus Kinky - Un treno per Marrakech. Sul set incontra James Threapleton, con il quale convola a nozze: dalla loro unione nasce la piccola Mia. Superbo terzetto alle soglie nel nuovo millennio, ossia quando la Winslet affianca Geoffrey Rush e Joaquin Phoenix nell'intrigante Quills - La penna dello scandalo. Aggiudicatasi un Grammy per aver abilmente cantato in un album per bambini, Kate consegue la nomina agli Oscar come Migliore Attrice non Protagonista nel biografico Iris - Un amore vero.
Ottenuto il divorzio da Threapleton, la star sposa il celebre regista Sam Mendes, dal quale avrà un figlio: Joe Alfie. Nel 2004, si cimenta nel ruolo dell'impetuosa Clementine in Se mi lasci ti cancello, al fianco di Jim Carrey: è la volta della quarta candidatura all'ambita statuetta.
Nel 2006, la Winslet si cala nei panni della frustrata mogliettina nel toccante Little Children, prova che le frutta una nuova nomination agli Oscar.
Si distingue, inoltre, nei nutriti cast de L'amore non va in vacanza e in Tutti gli uomini del re.
Questa rosa scarlatta, dai capelli biondo miele e dai grandi occhi espressivi, predilige interpreti come Jodie Foster e Meryl Streep. Adora la musica di Rufus Wainwright e dei Cranberries, nonché il capolavoro di Jonathan Demme: Il silenzio degli innocenti.
Golden Globes 2009
Golden Globes 2009
Premio Oscar 2009
Premio Oscar 2009
Golden Globes 2007
Premio Oscar 2007
Emmy Awards 2006
Golden Globes 2005
Premio Oscar 2004
Golden Globes 2002
Premio Oscar 2001
Golden Globes 1998
Premio Oscar 1997
Golden Globes 1996
Premio Oscar 1995
C'è quella che l'Oscar l'ha vinto ed ora ne raccoglie i frutti; chi l'ha sfiorato e continua ad impegnarsi in ruoli difficili; chi ha sempre fatto a pugni con l'impegno preferendo la commedia disincantata e chi, invece, vive in bilico tra i due mondi. Infine, c'è anche l'outsider, la protagonista che non ti aspetti.
Sono cinque donne ma, soprattutto, sono le cinque attrice che animano la settimana della sala cinematografica: Helen Mirren, Kate Winslet, Kate Hudson, Anne Hathaway e Melissa Leo sbarcano in Italia o, almeno, nei cinema del Bel Paese, promettendo una settimana importante. La prima, Helen Mirren si cimenta nel genere fantasy. In effetti il suo in Inkheart – La Leggenda di Cuore d'Inchiostro può essere considerato un ritorno alle origini: si rivelò in Excalibur di John Boorman, ovvero la saga di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda; non sarà Il Signore degli Anelli ma le stigmate del genere ci sono tutte. Kate Winslet, dopo aver messo a segno una eccellente interpretazione con Revolutionary Road, torna a stupire nell'intenso The Reader, diretta da un grande narratore di personaggi femminili, lo Stephen Daldry di The Hours. Hudson e Hathaway si sfidano in Bride Wars, commedia a stelle e strisce sull'ormai consunto tema del matrimonio. Riusciranno a non far rimpiangere Julia Roberts? Infine, arriva anche Frozen river, il film che ha rivelato Melissa Leo tra le interpreti più importanti della stagione. È tra le candidate quale miglior attrice protagonista agli Oscar 2009.
È stato oggetto del desiderio di tutti, Leo DiCaprio. Di donne in Pronti a morire, di uomini in Ritorno dal nulla e in Poeti dall'inferno. Sarà per quel volto innocente composto di angoli gentili, per quella fronte illuminata dai tramonti del Titanic, per quella abbassata del Re Sole (La maschera di ferro) o per quella corrugata nel bene e nel male (The Departed). Candido e privo di ambiguità, l'attore americano è stato all'alba della sua carriera l'interprete ideale del ruolo romantico e rassicurante. È stato l'anello di congiunzione tra etero e omosessualità. Senza sfumature, senza una vitalità dirompente da mettere in gioco, senza il dolore ardente di River Phoenix o la bellezza imperfetta di Matt Dillon. Poi un giorno ha acquistato un biglietto di terza classe, si è imbarcato su un transatlantico spettacolare, ha sostenuto l'amata sull'orlo dell'abisso e si è immerso nel profondo, riemergendo da una mare nero come inchiostro a nuova vita e a nuovo cinema. Quello esotico di Danny Boyle, quello in fuga di Spielberg, quello esaltato di Scott, quello esistenziale di Mendes e una, due e tre volte quello "meanstreets" di Scorsese. Dopo l'inabissamento e dopo gli occhi di Jack che dipinge gli occhi di Rose, DiCaprio contraddice coraggiosamente il suo fisico da eroe romantico scegliendo personaggi ambigui come il contrabbandiere di diamanti di Blood Diamond, sgradevoli come l'agente della CIA di Nessuna verità o ancora patologici come l'Howard Hughes di The Aviator, alternandoli ad altri decisamente più convenzionali. Perduto l'aspetto efebico e raggiunta la definizione sessuale, DiCaprio costruisce ruoli di luci e ombre attraverso una recitazione "naturale", vagamente nevrotizzata, che cerca la psicologia del personaggio e che pretende una verità psicologica al personaggio. Lavorando all'interno e giocando sulle sfumature che spaziano dall'underplaying all'overplaying, l'attore che con una macchinetta in bocca urlava straziante l'altrove in Mr. Grape, ha sancito il commiato dagli adolescenti innamorati, dai poeti amanti, dai pittori di terza classe per abbracciare "quei bravi ragazzi" con la faccia d'angelo che compiono azioni cattive. Produce allora personaggi per cui la morale è un arnese obsoleto. Sollecita lo spettatore ad abitare la spaccatura esistenziale dell'agente infiltrato di un infernal affairs o la progressiva arcatura autodistruttiva di Howard Hughes, miliardario eccentrico, capitalista impavido, sognatore megalomane del Sogno Americano, metafora leggendaria di un destino di distruzione precipitato dal cielo sulla Mecca hollywoodiana. L'eterno adolescente si sbriglia nel titanismo ambizioso di Hughes e raggiunge la maturità sui marciapiedi di Boston, incoraggiato da Frank Costello (e da Martin Scorsese) a frequentare la luce chiara della legge e insieme il buio clandestino del crimine. Muovendosi nell'oscurità del non essere pienamente se stessi e nella normalità di un asfissiante sopportazione, DiCaprio guida fino alla Revolutionary Road. Sull'uscio di una casa a due piani lo aspettano April, Rose e Kate, sopravvissute al naufragio del Titanic e "affondate" nelle loro stanze. In una notte senza luna, in un giorno senza sole, in una vita senza Frank, Jack, Leo.
Il 2008 si è chiuso all'insegna del romanticismo un po' fantasy di Twilight, con l'amore di un vampiro per un'umana, che ha conquistato il pubblico e il box office. Il 2009 si è aperto con un ritorno al classicismo hollywoodiano, con la passione australiana tra Nicole Kidman e Hugh Jackman, entrambi belli, avventurosi ed innamorati sullo sfondo dei paesaggi "down - under". Gennaio, invece, si conclude all'insegna di un altro tipo di amore, anzi, con il racconto di un rapporto che lentamente cede ai colpi dei sogni infranti e delle speranze deluse. È il ritorno di Sam Mendes, del suo viaggio dentro la famiglia americana: dopo American Beauty, Revolutionary Road è ambientato in un'altra epoca, gli anni Cinquanta, è tratto da un romanzo dal successo clamoroso degli anni Sessanta, che per primo squarciò il velo dell'ipocrisia della famiglia, e della società, perfetta americana: Frank e April Wheeler tentano di lottare contro il qualunquismo della provincia, pensano e credere di essere qualcosa in più di una casa in ordine, un'auto e dei figli da crescere, ma, presto, faranno i conti con la realtà. Il film è bellissimo, struggente e interpretato magistralmente. I protagonisti sono una delle coppie "romantiche" più amate e di maggior successo della storia del cinema: Jack e Rose che naufragano con il Titanic, alias Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. Tornano insieme e stavolta non sono più i brividi della passione – oltre che dell'oceano ghiacciato – a scuoterli ma i dubbi e le paure di una famiglia borghese. Se Australia e Revolutionary Road sono i due poli dell'amore e del romanticismo attorno a cui ruota il nuovo anno appena iniziato, il cinema ha sempre offerto spunti e riflessioni sull'amore romantico, in qualsiasi forma fosse pensato e vissuto.
A più di dieci anni dall'affondamento del Titanic tornano a lavorare insieme Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. In Revolutionary Road interpretano una coppia middle class di New York, divisa tra l'esigenza di assecondare i propri desideri e le pressioni del conformismo sociale e dell'ipocrisia imperante negli anni cinquanta negli States. Il film, presentato lunedì 15 dicembre a Los Angeles, uscirà in Italia il 30 gennaio. Al Mann Village Theatre, dove si è svolta la serata, era presente anche Russell Crowe.
Amici, questo è il giorno che voi tutti ricorderete come il giorno in cui in cui avete quasi catturato capitan...”. Johnny Depp è una delle icone del nostro tempo così come il suo Jack Sparrow è uno dei personaggi più amati della storia del cinema. Il suo stesso essere un antidivo è diventato parte integrante del mito: mettersi completamente a disposizione del proprio talento, dopo aver vissuto una gioventù piena di eccessi, seguendo qualsiasi tipo di curiosità potesse avere, innamorandosi perdutamente e disperatamente di donne bellissime come Winona Ryder o Kate Moss. Gli anni Ottanta furono all'insegna della musica e dell’iniziazione cinematografica grazie all'amico Nicolas Cage che lo indirizzò, quando era ancora un chitarrista, verso la recitazione. I Novanta furono gli anni degli eccessi. Le storie d'amore da copertina, gli arresti della polizia, le risse con i paparazzi, contribuirono ad alimentare la sua aurea “anti-sistema”. Poi l'amore, i figli, la famiglia gli diedero quella tranquillità necessaria per far sbocciare definitivamente l'attore che si nascondeva dietro le droghe, le risse, le storie disordinate. Ma qualcosa di quegli anni gli è rimasto dentro, tant'è che oggi non c'è nessuno in grado di rivaleggiare con lui nell'interpretare gli eroi solitari ma capaci di cambiare il mondo.
Così, oggi la lista di personaggi indimenticabili o parzialmente difficili da dimenticare è lunga come quella dei reati di capitan Jack Sparrow elencati al termine de La maledizione della prima luna. Questo perché Johnny Depp, il bello e dannato, ha sconfitto la maledizione e ha tutta l'aria di godersela, mentre interpreta il Nemico Pubblico più celebre della storia degli Stati Uniti: il John Dillinger con cui, diretto da Michael Mann, rischia di vincere finalmente il suo primo Oscar. Quello sarà il giorno che noi tutti ricorderemo come il giorno in cui... insomma avete capito!
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