Disunited Nations

Film 2025 | Documentario, 80 min.

Anno2025
GenereDocumentario,
ProduzioneFrancia
Durata80 minuti
Regia diChristophe Cotteret
Uscitasabato 3 gennaio 2026
TagDa vedere 2025
DistribuzioneMescalito Film
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Christophe Cotteret. Un film Da vedere 2025 Genere Documentario, - Francia, 2025, durata 80 minuti. Uscita cinema sabato 3 gennaio 2026 distribuito da Mescalito Film. Valutazione: 3,5 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Ultimo aggiornamento venerdì 2 gennaio 2026

Il difficile equilibrio tra diritto internazionale, informazione e potere. In Italia al Box Office Disunited Nations ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 102 mila euro e 17,2 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Saggio sull'annosa questione palestinese e reportage al seguito di Francesca Albanese, nel mezzo delle recenti controversie.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
venerdì 2 gennaio 2026
Recensione di Raffaella Giancristofaro
venerdì 2 gennaio 2026

Dopo gli attentati terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 la questione palestinese è notoriamente riemersa con prepotenza nello scenario internazionale. Una delle persone più esposte nel dibattito è l'italiana Francesca Albanese, dal 2022 relatrice speciale per l'ONU sui diritti umani all'interno dei territori palestinesi occupati, che porta l'attenzione sul rischio di pulizia etnica. Un incarico che svolge in quanto esperta di diritti umani e sulla base della conoscenza di quelle aree, coi dati che confluiscono in un documentatissimo rapporto semestrale. Le sue posizioni critiche verso il governo israeliano e i suoi scritti scatenano una campagna di boicottaggio nei suoi confronti, vengono fatte pressioni sulle università in cui la giurista tiene le sue conferenze, mentre la polizia reprime le proteste di chi manifesta in favore della Palestina.

Mettendo in fila gli attacchi che la investono, il documentarista francese Christophe Cotteret, autore di opere a tema politico per i canali ARTE e la tv belga RTBF, realizza un film saggio sull'inerzia e sull'inefficacia dell'ONU, o Organizzazione delle Nazioni Unite, a dispetto della ragione per cui era stata concepita nel 1945: scongiurare nuovi conflitti, promuovere la cooperazione, vigilare sui diritti umani.

E invece si "limita" a contenere i danni intervenendo sulle conseguenze e non a monte, sulle cause. La "inazione" delle Nazioni Disunite non riguarda solo il Medio Oriente, ma altri contesti: Ruanda, Bosnia, Congo, Sudan. A sostegno della sua tesi, Cotteret porta il pensiero di Albanese e sottolinea l'ostracismo nei suoi confronti. A quanto pare non si tratta di un attacco ad personam, ma al ruolo: anche il suo predecessore Richard Falk (professore a Princeton ed osservatore dei diritti in Medio Oriente dal 2008 al 2014) subì un trattamento simile.

È l'argomento dell'antisemitismo scagliato intenzionalmente per mettere a tacere la legittima critica alle politiche israeliane di occupazione e repressione. Fino all'uso, condiviso anche dallo storico israeliano Amos Goldberg, del termine "genocidio" per indicare la persistente politica israeliana iniziata con la fondazione dello Stato di Israele (1948), l'inizio della nakba, l'esodo forzato dei palestinesi dai loro territori e seguito dalla illusoria speranza di reciproca legittimazione degli Accordi di Oslo (1993).
L'analisi di Cotteret evidenzia uno squilibrio di trattamento, riguardo la questione palestinese, tra l'Assemblea e il Consiglio di Sicurezza, ma soprattutto segue Albanese nel tour dei suoi interventi pubblici nelle capitali, anche in un incontro londinese tra esuli palestinesi in cui ci si augura che la ricetta di un piatto mediorientale, la maqluba, possa essere di buon auspicio. Report giornalistico dal taglio asciutto e tradizionale, che interpella non solo studiosi ma protagonisti sul campo, tra cui Juliette Touma e Philippe Lazzarini di UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente) in chiusura il film di Cotteret pone la questione centrale delle immagini nella percezione della Storia: "stiamo imparando che non è l'assenza di immagini a rendere invisibile un genocidio ma le parole usate per descriverlo". Anche per questo il richiamo alle Nazioni Unite a riprendersi il loro mandato suona più alto e forte.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 6 gennaio 2026
Roberto Silvestri
Film TV

Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i Territori palestinesi occupati, dopo aver denunciato, dal marzo 2024, il genocidio a Gaza e in Cisgiordania e l'ipocrita inerzia araba e occidentale, è oggetto di continua diffamazione politica e mediatica. Segno di un'esiziale spaccatura tra Consiglio di sicurezza (che, non riconoscendo il genocidio per il veto Trump, autonominatosi così "paciere", [...] Vai alla recensione »

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