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luned 16 luglio 2018

Riccardo Scamarcio

Step, andata e ritorno

38 anni, 13 Novembre 1979 (Scorpione), Andria (Italia)
occhiello
Gin: guarda che per sempre
Step: per sempre....

dal film Ho voglia di te (2007) Riccardo Scamarcio Step
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Riccardo Scamarcio
Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attore non protagonista per il film Loro 1 di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2018
Premio miglior attore non protagonista per il film Loro 1 di Paolo Sorrentino

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attore per il film Pericle il nero di Stefano Mordini

David di Donatello 2015
Nomination miglior attore per il film Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attore non protagonista per il film To Rome With Love di Woody Allen

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film La prima linea di Renato De Maria

Nastri d'Argento 2004
Premio miglior attore per il film La meglio giovent di Marco Tullio Giordana

Nastri d'Argento 2004
Nomination miglior attore per il film La meglio giovent di Marco Tullio Giordana



L'attore presenta a Roma Manuale d'amore 3.

L'amore qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro.

mercoled 20 ottobre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

L'amore  qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro. Sar un caso che, dopo un (non)giovane di nome Dante (Francesco Mandelli) e un disc-jockey interpretato da Claudio Bisio, il narratore che sfoglier per noi i nuovi capitoli del compendio amoroso di Giovanni Veronesi sia un tassista chiamato Cupido (Emanuele Propizio)? Forse no, considerando che il protagonista di Manuale d'amore 3 il taxi driver per eccellenza della storia del cinema, l'uomo pi emulato da varie generazioni di attori posti davanti a uno specchio in cerca di uno sguardo paranoico ed esaltato. C' voluta una conferenza stampa allestita durante una pausa di lavorazione per vedere e credere ci che era stato gi da tempo annunciato: Robert De Niro protagonista dell'ultima delle ricette sentimentali di Giovanni Veronesi e Aurelio De Laurentiis. I quali, dopo le "appendici" sugli italiani all'estero (Italians) e sul gap generazionale (Genitori & Figli), tornano cos alla manualistica pi rodata (35 milioni di euro gli incassi complessivi dei primi due film) con un terzo tomo che si porta dietro molti degli attori delle puntate precedenti (Verdone, Scamarcio, Bellucci) pi qualche nuova entrata (Michele Placido, Donatella Finocchiaro, Laura Chiatti e Valeria Solarino), tutti uniti a sostenere e controbilanciare la mole del mostro sacro newyorkese.
Dopo il ricco proprietario terriero di Novecento di Bertolucci e il gangster Noodles di C'era una volta in America di Sergio Leone, De Niro rientra in Italia dopo pi di venticinque anni per assecondare il genere che da un po' di tempo gli risulta pi congeniale (sta per uscire in America la terza parte di Ti presento i miei) e per interpretare (in italiano!) un maturo professore di storia dell'arte destinato a innamorarsi delle forme giunoniche di Monica Bellucci. L'episodio in questione si intitola "Oltre" (in merito a quella fase del percorso amoroso che segue "Giovinezza" e "Maturit", gli altri due episodi previsti del film), ma davvero difficile anche per gli altri attori presenti andare "oltre" e parlare liberamente, al di l della presenza di De Niro al loro fianco. Cos che anche le loro parole si concentrano sugli aneddoti riguardanti l'attore italo-americano. Il quale, a sua volta, ricambia la stima con molta umilt e qualche lacrima, a dispetto di un'atmosfera a dir poco festante.

Come stato coinvolto in questo progetto?
Robert De Niro: Avevo sentito dire che Giovanni Veronesi era interessato a farmi interpretare un ruolo in un suo nuovo film. Per convincermi, mi ha mandato i primi due Manuali. Li ho visti e mi sono piaciuti molto, cos come mi piaciuta l'idea del ruolo scritto per me. Cos, mi ha mandato la storia e quando ci siamo incontrati in Sicilia l'estate scorsa, mi sono reso conto che era una persona intelligente e ho deciso di accettare il ruolo.

stato molto difficile recitare in italiano?
Robert De Niro: Un po' d'italiano lo parlo in realt, ma la qualit dell'italiano richiesto dalle mie battute era davvero difficile e sofisticato, cos ho dovuto imparare a memoria la giusta pronuncia. Non che sia stato difficilissimo, ma devo anche ammettere che non stato sempre semplice, mi auguro solo di aver recitato con un italiano sufficientemente buono da non dover essere doppiato. Molto dell'umorismo sta anche nel fatto che il mio personaggio deve parlare un accento un po' strano.

Cos' per lei l'amore?
Robert De Niro: L'amore sempre lo stesso, a ogni et, ed sempre meraviglioso: solo che, invecchiando, si pi consapevoli del fatto che tutte le cose hanno una fine. Giovanni Veronesi ha scritto il mio episodio con tanta dolcezza, dando al personaggio una seconda possibilit. D'altronde l'amore qualcosa di fantastico. Di dolce e di fantastico.

Cosa la attira cos tanto nella commedia contemporanea?
Robert De Niro: Le commedie generalmente hanno meno restrizioni. Nella commedia puoi provare su ogni cosa, puoi osare di pi. Puoi essere molto pi spregiudicato rispetto a un dramma. Mi piace fare commedie e devo dire che recitare in una commedia italiana stato ancor pi piacevole, grazie a una grande tradizione che gli permette in modo unico di coniugare comico e drammatico.

Le tre fasi evolutive dell'amore: Oltre
Giovanni Veronesi: Con "Oltre", volevo parlare di quella fase dell'uomo dopo la maturit, quella fase molto delicata e molto dolce, in cui non si chiede pi molto dalla vita. L'idea vincente dell'episodio con Bob stata quella di affiancargli Michele Placido e Monica Bellucci: assieme li ho resi davvero un trio esplosivo! Standogli vicino, ho imparato molto cercando di osservare la sua dedizione: all'interno di un piccolo film italiano con attori a lui sconosciuti, lui d il massimo e passa anche ore a imparare una singola battuta. Diciamo che sono andato a scuola e ho imparato abbastanza.
Monica Bellucci: Finalmente un ruolo femminile cos bello e due grandi accompagnatori. Inizialmente ero molto stupita dall'idea di lavorare con questi attori: non sapevo cosa poteva venirne fuori. Inoltre eravamo tutti in qualche modo intimiditi dal De Niro star. Fortunatamente siamo presto riusciti a conoscere anche l'uomo e ce ne siamo davvero tutti innamorati. Si tratta davvero di una bellissima esperienza di cinema.
Michele Placido: Credo che siamo a un'et in cui si comunica molto di pi fra colleghi parlando della vita e dei nostri piaceri che del nostro lavoro. A casa De Laurentiis, Bob ha rotto il ghiaccio subito facendosi una foto con tutti quanti. Poi abbiamo passato serate intere a dissertare sulla qualit delle mozzarelle del Sud, si creata una grande atmosfera amichevole.

Giovinezza
Valeria Solarino: La giovinezza quella fase in cui non si ancora presa una direzione, quando ci ferma a pensare e si cerca di crescere oppure si cambia improvvisamente percorso di vita per una svolta esistenziale. Per quanto riguarda me stessa, sento di essermi arricchita molto in questi ultimi anni e anche grazie a questa esperienza.
Riccardo Scamarcio: Interpreto un giovane avvocato, un uomo che si trova in quella fase della vita in cui occorre fare scelte importanti, ma poi per una cosa di lavoro vengo mandato in un paesino di provincia della Toscana. A Castiglion della Pescaia vivr grazie a una sbandata per il personaggio di Laura Chiatti un ritorno adolescenziale che metter in crisi le mie prospettive sulla stabilit.
Laura Chiatti: Sono davvero molto onorata di partecipare a questo film, fin dalla prima volta in cui ho conosciuto De Niro non ho avuto il coraggio di dire niente. Tuttora credo di dover ancora realizzare. Il mio personaggio una ragazza energica e brillante, con un carattere forte. Sono tuttavia il seme della discordia, quello che creer problemi alla coppia Scamarcio-Solarino.

Maturit
Carlo Verdone: Ho preso parte a Manuale 3 un po' in extremis. Dovevo cominciare a girare il mio nuovo film in questo periodo ma mi sono reso conto che non sarei riuscito a finire di scriverlo per tempo. Cos, di comune accordo col produttore De Laurentiis, mi sono preso un po' di tempo e ho trovato qualche spazio libero che ho cercato subito di impiegare chiedendo a Giovanni di poter occupare con una partecipazione al suo film. Mi ha risposto subito s e ha creato un episodio alla Attrazione fatale con Donatella Finocchiaro, tanto bella e simpatica, quanto pericolosa e compulsiva. Lavorando a stretto contatto con De Niro, abbiamo avuto il privilegio di incontrare un grandissimo attore, una grandissima persona dotata di signorilit e di grande umilt. Quando l'ho conosciuto avrei voluto parlargli per ore di Taxi Driver o Il cacciatore e invece siamo finiti a mostrarci le foto delle vacanze con la famiglia sul cellulare! Abbiamo creato un legame attraverso il telefonino.
Donatella Finocchiaro: Nell'episodio interpreto una donna affetta da una sindrome bipolare, una tendenza ossessivo-compulsiva. La sua ossessione per Carlo diventa follia vera, finch non divento per lui una minaccia seria. Ma non abbiamo voluto banalmente ridicolizzare una malattia seria, vedrete che l'episodio ha anche una sua complessit.

Un viaggio nei primi dieci anni di carriera dell'attore.

Napoli Film Festival: Riccardo Scamarcio si racconta

luned 7 giugno 2010 - Fiorella Taddeo cinemanews

Napoli Film Festival: Riccardo Scamarcio si racconta Si autodefinisce come il "Sophie Marceau" del cinema italiano: da idolo delle ragazzine, ad attore apprezzato da critica e pubblico, il passo stato veloce ed indolore, come un naturale e predestinato viaggio. Riccardo Scamarcio si racconta al Napoli Film Festival di quest'anno, ospite della prima serata della sezione "Incontri ravvicinati". Per la prima volta pubblicamente, con il giornalista Fabrizio Corallo, l'attore pugliese, candidato al Nastro d'Argento per Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek ("venduto in 26 paesi" ha voluto ricordare) ha ripercorso i primi dieci anni di una carriera che lo ha visto cambiare generi cinematografici pi volte e che gli ha permesso di ritagliarsi, in tempi brevi, uno spazio di riferimento nel panorama italiano. Nel passato di questo percorso, gli studi, non finiti, al Centro sperimentale di cinematografia e il folgorante successo di Tre metri sopra il cielo.
Il futuro un'ennesima scommessa e un nuovo "cambio d'abito": una casa di produzione con la compagna Valeria Golino, una fiction in sei puntate dal titolo Il segreto dell'acqua per la regia di Renato De Maria, e il ritorno a teatro con un "Romeo e Giulietta" , diretto da Valerio Binasco, che debutter il 13 febbraio all'Eliseo di Roma. "Avevo il bisogno di ricominciare a sentire l'innamoramento con il mestiere di attore- sottolinea- quello che per la prima volta provai al teatro Astra di Andria a 16 anni. Il successo e il passaggio continuo di set possono far dimenticare l'essenza a volte di questo mestiere, il rapporto diretto con il pubblico invece un'altra cosa.
Sono convinto che questa la professione ideale per chi curioso e per chi ama il rischio. Non ci si deve quindi mai adagiare e rilassare: per ogni artista pericoloso". Non disprezza tuttavia la vita di set Scamarcio, che, anzi, ammette essere uno dei motivi principali del suo voler essere attore ed ci che colora il "durante", quel periodo di tempo lontano dai riflettori dei festival e dai flash dei fotografi. " come stare in gita sei mesi con sessanta persone, un'avventura a volte indimenticabile, a volte terribile".

Rubini gira il suo decimo film e torna (di nuovo) alle origini e alla retorica delle radici.

L'uomo nero: l'amore ritorna

luned 30 novembre 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

L'uomo nero: l'amore ritorna Dopo aver rinunciato alla Puglia, spostandosi a Roma e servendo la vendetta (damore) nei panni di un autorevole critico darte e ai danni del talentuoso scultore di Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini torna alle radici e a quella dimensione arcaica e misteriosa che ha innervato alcune delle sue opere pi belle. Lontano dalla citt e nella profonda provincia pugliese si consuma la vita e il sogno di Ernesto Rossetti, capostazione con velleit artistiche. Ispirata da Czanne e umiliata da un critico darte locale e trombone, la vita artistica di Ernesto osservata con stupore e raccontata con nostalgia dal figlio Gabriele. Nella doppia veste di regista e interprete, Sergio Rubini presenta a Roma il suo nuovo film, che ancora una volta va a sud e fa i conti con la tradizione dei generi (commedia in primis).

Compie trent'anni il bel tenebroso del cinema italiano.

Riccardo Scamarcio: tanti auguri!

venerd 13 novembre 2009 - Gianmarco Mariotti cinemanews

Riccardo Scamarcio: tanti auguri! Anche per il pi ambito sex symbol d'Italia, giunge il momento di fare il passo nel terzo decennio di vita. Il che vuol dire che Riccardo Scamarcio compie 30 anni.
appena un lustro fa che l'attore, nei panni scuri e maledettamente irresistibili di Step, dona il proprio volto alla causa di un nuovo cinema nascente in Italia, e che avr tanto seguito negli anni successivi, con Tre metri sopra il cielo di Luca Lucini. Sono lontani i tempi in cui lo si poteva trovare nelle aule del Centro Sperimentale di Cinematografia o a un seminario di Karpov alla sorgente di un sogno ancora lontano dal realizzarsi. E ora lo si vede travolto dal successo, amato dalle fan, richiesto in Italia e all'estero, con in testa un'unica preoccupazione: sposare o meno la brava e bellissima Valeria Golino (43 anni), conosciuta sul set di Texas di Fausto Paravidino. Una fama non diretta unicamente al volto di Step, perch il tempo passa e anche Step cresciuto, passando attraverso interpretazioni e collaborazioni importanti come per Romanzo Criminale di Michele Placido o per Manuale D'amore 2 di Veronesi, o come la collaborazione estera con Abel Ferrara per Go go Tales con Willem Dafoe e Asia Argento. Una carriera ampiamente variegata e in continua evoluzione, che esattamente ci che l'attore vorrebbe dal proprio futuro: "Continuare ad esplorare i generi ed un bel ruolo strano".
Il saluto ai vent'anni sembra per lui un atto non particolarmente doloroso o pesante, e come potrebbe, dal momento che non accenna una men che minima discesa dalla cresta dell'onda, dopo un 2009 che lo vede in primo piano in ben cinque (cinque!) pellicole, fra le quali Verso l'Eden di Costa Gavras, primo assaggio della cinematografia francese, Il grande sogno, per il quale torna a lavorare con Michele Placido, e La prima linea di Renato De Maria.
Se il futuro si promette abitato da una relazione da sogno, dalla quale magari ci si aspetta anche qualche figlio e da ben tre pellicole in programma solo per il 2010, il duro uomo di altri tempi non pu che accettarlo di buon grado col meritato sorriso sulle labbra. Auguri!

   

L'incontro con Giovanni Veronesi e il cast di un film che racconta con leggerezza i vizi e le virt degli italiani.

Italians: commedia tricolore

mercoled 21 gennaio 2009 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Italians: commedia tricolore Dopo il successo di Manuale d'amore e Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi) Giovanni Veronesi torna dietro la macchina da presa per riproporre per l'ultima volta - come promette - la formula del film a episodi. Italians la somma di due commedie ambientate rispettivamente nel deserto dell'Arabia Saudita e in Russia che vede protagonisti Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio nella prima e Carlo Verdone, Ksenia Rappoport e Dario Bandiera nella seconda. Scegliendo di ritrarre le caratteristiche pi divertenti e paradossali dell'italiano medio, Veronesi confeziona un film sulle debolezze e i vizi degli italiani all'estero. "Che vuol dire che ci facciamo sempre riconoscere?" si chiesto il regista all'incontro che si tenuto questa mattina a Roma. "Vuol dire che facciamo casino, certo, che siamo truffaldini e caciaroni, ma anche generosi ed eroici come nessun altro. Nel bene o nel male all'estero lasciamo il segno. Abbiamo una capacit di adattamento mostruosa e questo film voleva proprio essere un omaggio affettuoso e sentimentale al mio paese".

Il triangolo amoroso di Sergio Rubini riflette sulla relazione critico-artista.

Colpo d'occhio: Tutto l'amore che (non) c' tra critico e artista

marted 18 marzo 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Colpo d'occhio: Tutto l'amore che (non) c' tra critico e artista Per ragioni interiori ed espressive il cinema di Sergio Rubini va a sud, verso la terra delle origini, uno spazio mentale impressionato da magia e fatalismo e uno spazio geografico da cedere al miglior offerente. E proprio dalla Puglia potrebbe ipoteticamente muovere il viaggio dell'artista di Riccardo Scamarcio, uno scultore di provincia desideroso di affermare la sua arte nella Capitale. Colpo d'occhio, come La terra, si svolge su due piani: il primo quello del genere, il secondo quello pi sottile ma intelligibile della tragedia. Un triangolo amoroso, due uomini e una donna (un artista, una musa e un critico d'arte), che non soggiace alle regole della commedia n del mel, assomiglia piuttosto ad uno "psico-thriller" del quale si sfiora la superficie e quasi mai si attinge il fondo. In questa sacra triade il lato debole l'uomo-artista, che il critico di Rubini getta con una certa crudelt incontro al suo destino. Lo sguardo di Rubini pi fermo e pi libero sul personaggio femminile, interpretato da Vittoria Puccini, la giovanissima amante del critico d'arte che rifiuter la convivenza con un uomo che potrebbe esserle padre e non ha l'autorit di esserle compagno. Affrancatosi dall'autobiografismo regionale e dalla descrizione delle radici e dell'odio-amore per la famiglia, Sergio Rubini gira un film insolito e ambizioso sulla relazione critico-artista, che finisce per per ricalcare diffusi luoghi comuni. Forse perch le caratteristiche cos antitetiche dei protagonisti sono decise a tavolino da una sceneggiatura schematica, in cui tutto torna, anche l'imprevedibilit dell'arte, in cui tutto calcolato, persino l'accidentalit della vita.

Step era gi sembrato il ragazzo perfetto... poi Riccardo ci ha confermato, con l'omonimo film, che l'uomo perfetto davvero lui: dolce, seducente, sicuro di s, ambizioso. Un sognatore con i piedi saldamente per terra. Sar vero?

Riccardo il sex symbol

venerd 9 marzo 2007 - Claudia Resta cinemanews

Riccardo il sex symbol A scuola andavo malissimo. Ho cambiato tre indirizzi: linguistico, ragioneria, istituto per il commercio. Poi, un giorno ho fatto uno spettacolo teatrale. Recitavo davanti a mille persone, sentivo l'odore del palcoscenico, vedevo il sipario, la luce rossa che si accendeva, avevo il cuore che mi usciva da petto. E' stato un colpo di fulmine. Ho detto: "Voglio fare l'attore".

Loro 2

* * * - -
(mymonetro: 3,15)
Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 10/05/2018.

Loro 1

* * * - -
(mymonetro: 3,34)
Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 24/04/2018.

I primitivi

* * * - -
(mymonetro: 3,29)
Un film di Nick Park. Con Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Salvatore Esposito, Claudio Gregori, Gabriele Rubini.
continua»

Genere Animazione, - Gran Bretagna, Francia 2018. Uscita 08/02/2018.

John Wick - Capitolo 2

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,59)
Un film di David Leitch, Chad Stahelski. Con Keanu Reeves, Riccardo Scamarcio, Claudia Gerini, Ian McShane, Common.
continua»

Genere Thriller, - USA 2017. Uscita 16/03/2017.

La cena di Natale

* * - - -
(mymonetro: 2,22)
Un film di Marco Ponti. Con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido, Maria Pia Calzone, Antonella Attili.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 24/11/2016.
Filmografia di Riccardo Scamarcio »

mercoled 4 luglio 2018 - Luca Argentero il protagonista del debutto alla regia di Filippo Bologna, al cinema dal 15 Novembre.

Cosa fai a Capodanno?, una black comedy dallo sceneggiatore di Perfetti Sconosciuti

Claudia Catalli cinemanews

Cosa fai a Capodanno?, una black comedy dallo sceneggiatore di Perfetti Sconosciuti Una location, una commedia corale e uno degli sceneggiatori di Perfetti Sconosciuti (guarda la video recensione), Filippo Bologna, al suo debutto come regista. Questi gli ingredienti per la black comedy Cosa fai a Capodanno?, la cui uscita prevista per il 15 novembre. Con un cast di livello, da Argentero e Haber a Isabella Ferrari, Vittoria Puccini, Riccardo Scamarcio e Ilenia Pastorelli. Quattro coppie si danno appuntamento per passare Capodanno in uno chalet in montagna, con l'obiettivo di passare la fatidica mezzanotte in un modo nuovo e originale: fare un'ammucchiata. Luca Argentero si dice felice di interpretare un personaggio diverso e del tutto deprecabile: "Ho avuto modo di vedere il film, anzi a dire il vero l'ho preteso per potervene parlare con cognizione di causa, e sono rimasto colpito perch si tratta di una black comedy davvero riuscita.". Un film in cui i segreti hanno un peso fondamentale, in quanto ogni personaggio ha qualcosa che non ha rivelato. La crisi si scatena proprio quando i segreti di tutti vengono a galla.

   

sabato 30 giugno 2018 - Otto premi per il film di Garrone, tra cui miglior film dell'anno e miglior regia. Premi importanti anche per Loro. Come un gatto in tangenziale la commedia dell'anno.

Nastri d'Argento 2018, Dogman il miglior film. Tutti i vincitori

a cura della redazione cinemanews

Nastri d'Argento 2018, Dogman  il miglior film. Tutti i vincitori Ai Nastri d'Argento 2018 che chiudono a Taormina stasera la 72.ma edizione stravince Dogman (guarda la video recensione) di Matteo Garrone. Otto i riconoscimenti al 'miglior film', premiato anche per la regia, la produzione (lo stesso Garrone con Paolo Del Brocco per Rai Cinema), la scenografia, il sonoro, il montaggio (ex aequo con Chiamami col tuo nome (guarda la video recensione) di Luca Guadagnino) e anche per il casting director e, soprattutto, per i due attori protagonisti: Marcello Fonte, premiato a Cannes poche settimane fa, e Edoardo Pesce. Un trionfo assoluto in un'edizione che ha visto candidati cinque film tra i pi significativi della stagione e ben sette 'grandi firme' della regia, a cominciare, con Garrone, da Luca Guadagnino, arrivato quest'anno anche al traguardo degli Academy Awards e Paolo Sorrentino che vince per Loro (guarda la video recensione) - scritto insieme a Umberto Contarello - il Nastro per la migliore sceneggiatura e tre premi per gli attori: Elena Sofia Ricci migliore protagonista, Kasia Smutniak e Riccardo Scamarcio, non protagonisti dell'anno. Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani la commedia 2018 per la quale, nel decennale del premio dedicato alla commedia, i Nastri premiano come migliori attori Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Sul palcoscenico del Teatro Antico due premi per la Musica a Pivio e Aldo De Scalzi con le liriche di Nelson, e per la migliore canzone - Bang Bang interpretata da Serena Rossi, Giampaolo Morelli e Franco Ricciardi - vanno a Ammore e malavita (guarda la video recensione) dei Manetti Bros. Proprio tra gli interpreti del musical il Premio Nino Manfredi va a Claudia Gerini, anche protagonista quest'anno di A casa tutti bene (guarda la video recensione) (premiato eccezionalmente per il cast) e dell'opera prima (di Michela Andreozzi) Nove lune e mezza. Nel ventennale del suo esordio con Radiofreccia, per il suo terzo film, Made in Italy (guarda la video recensione), interpretato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak, vince per il miglior soggetto Luciano Ligabue.
Tra i riconoscimenti decisi dal Direttivo due i 'Nastri alla carriera' 2018: dopo Gigi Proietti premiato a Roma da Alessandro Gassmann (che l'ha diretto quest'anno ne Il Premio (guarda la video recensione)), i giornalisti cinematografici festeggiano a Taormina, per i suoi primi quarant'anni di carriera, Massimo Ghini. E dopo aver consegnato a Roma Nastri speciali a Paolo Taviani (Una questione privata (guarda la video recensione)) ultimo film firmato con il fratello Vittorio, e a Gatta Cenerentola (guarda la video recensione) (per l'innovazione e il coraggio produttivo), i Nastri premiano a Taormina Nome di donna (guarda la video recensione) che grazie al soggetto di Cristiana Mainardi, alla produzione di Lionello Cerri e soprattutto alla regia di Marco Tullio Giordana e all'interpretazione dell'attrice protagonista, Cristiana Capotondi, ha toccato il tema delle molestie sul lavoro non solo con il taglio della denuncia sociale, ma con un invito a rompere l'omert di un silenzio ormai fuori del tempo eppure spesso ancora 'complice'.
Tra gli attori, a Edoardo Leo per una performance speciale, quest'anno, non solo come protagonista in Smetto quando voglio - Ad Honorem (guarda la video recensione) ma anche come autore e interprete di Io c' (guarda la video recensione), va il Persol - Personaggio dell'anno. Premi tecnici di quest'edizione, infine, per la fotografia (Gianfilippo Corticelli) a Napoli velata (guarda la video recensione) di Ferzan Ozpetek, per i costumi (con Nicoletta Taranta) a Agadah e A ciambra, per il sonoro in presa diretta (Maricetta Lombardo) ex aequo a Dogman e L'intrusa. E a Dogman andato anche il premio per la scenografia (Dimitri Capuani).

Tutti i premi

Miglior film
Dogman di Matteo Garrone
Miglior regia
Matteo Garrone per Dogman
Miglior regista esordiente
Fabio D'Innocenzo e Damiano d'Innocenzo per La terra dell'abbastanza
Miglior produttore
Archimede e Rai Cinema per Dogman
Miglior soggetto
Luciano Ligabue per Made in italy
Miglior sceneggiatura
Paolo Sorrentino, Umberto Contarello per Loro
Miglior attore protagonista
Marcello Fonte, Edoardo Pesce per Dogman
Miglior attrice protagonista
Elena Sofia Ricci per Loro
Miglior attore non protagonista
Riccardo Scamarcio per Loro
Miglior attrice non protagonista
Kasia Smutniak per Loro
Miglior commedia
Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani
Miglior attore commedia
Antonio Albanese per Come un gatto in tangenziale
Miglior attrice commedia
Paola Cortellesi per Come un gatto in tangenziale
Miglior fotografia
Gian Filippo Corticelli per Napoli velata
Miglior scenografia
Dimitri Capuani per Dogman
Migliori costumi
Nicoletta Taranta per Agadah, A ciambra
Miglior montaggio ex aequo
Walter Fasano per Chiamami col tuo nome
Marco Spoletini per Dogman
Miglior sonoro in presa diretta
Maricetta Lombardo per Dogman, L'intrusa
Miglior colonna sonora
Pivio e Aldo de Scalzi per Ammore e malavita
Miglior canzone originale
Bang bang di Pivio e Aldo De Scalzi per Ammore e malavita

marted 5 giugno 2018 - Un dedalo di stili e impressioni, dall'inedita soundtrack di L'uomo in pi alla "Simple Song" di Youth.

Le sette note di Sorrentino, su IBS la raccolta delle sue colonne sonore

Emanuele Sacchi cinemanews

Le sette note di Sorrentino, su IBS la raccolta delle sue colonne sonore Dai Daft Punk, che ispirano la scelta di invisibilit del giovane papa di The Young Pope, ai Talking Heads, che regalano il titolo a un suo film e vengono ringraziati Oscar in pugno, chiaro come la musica giochi un ruolo centrale nel cinema di Paolo Sorrentino. Un cinema fatto di contrasti, di virtuosismi, che spesso antepone lo stile al contenuto, in cui l'esperienza sensoriale conta pi di ogni cosa. E che si serve quindi del potere delle sette note, pi rapido e universale di ogni altro mezzo di comunicazione.
Non fa eccezione il discusso ultimo lavoro di Paolo Sorrentino, Loro 1 (guarda la video recensione) e 2 (guarda la video recensione). La parte del leone non pu che essere appannaggio di Toni Servillo e della sua napoletanit doc, che si camuffa da napoletanit posticcia e berlusconiana.
"Malafemmena" e classici di Sergio Bruni sono rivisitati in salsa kitsch, alla maniera di Mariano Apicella. Ma, tra una parentesi presidenziale e l'altra, molto spazio va all'estro di Lele Marchitelli e a selezioni che caratterizzano le peculiarit dei differenti filoni narrativi. Le vicende del Sergio Morra a cui d vita Scamarcio, e dei suoi party con additivi chimici, sono accompagnate dall'elettronica di Fink o Tom Szirtes, dove l'avanguardia di Nico Muhly o Agnes Obel accompagna le scene pi concettuali. Una schizofrenia gi presente nella dicotomia sacro-profano di La grande bellezza, ma che qui assume una forma nuova e maggiormente contaminata. All'ordine bipolare subentra un caos fuori controllo, regolato dalle partiture di Marchitelli, che convergono verso il dramma del sentito epilogo a L'Aquila.

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