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![]() Gin: guarda che è per sempre Step: per sempre....
dal film Ho voglia di te (2007)
Riccardo Scamarcio è Step
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L'ultima forza centripeta del cinema italiano e la rappresentazione più vera di un Duemila che si sta dimostrando molto prolifico. Cuore e corpo di tanti personaggi "perfetti" che a loro volta sono cuore e corpo delle pellicole in cui nascono, vivono e soffrono; mascolino, ma poco incline alla rettitudine, questo è Riccardo Scamarcio. La scommessa vinta della nostra nuova settima arte.
Compagno di scuola
Figlio di una pittrice, dopo essersi ritirato per l'ennesima volta dal liceo provocando le ire della sua famiglia, a soli 16 anni, su consiglio di un amico, si trasferisce a Roma per seguire i corsi di recitazione del Centro Sperimentale, dove studia con Mirella Bordoni, Mino Bellei, Marco Baliani e soprattutto Nicolai Karpov.
Dopo tanto teatro, debutta artisticamente nella serie tv Compagni di scuola (2001), che raggruppa nel suo cast svariati attori che poi diventeranno i simboli di una rinascita dello star system nazionale: Brando De Sica, Cristiana Capotondi e Laura Chiatti. Successivamente è diretto da Damiano Damiani nel film tv Ama il tuo nemico 2, mentre il vero esordio sul grande schermo è tenuto nientemeno che da Marco Tullio Giordana nel 2003, quando lo sceglie per la pellicola La meglio gioventù.
Tre metri sopra il cinema
Con quell'aria da "bad guy" che si ritrova, molto inquieto e tanto sciupafemmine, dopo aver interpretato Ora o mai più (2003) di Lucio Pellegrini, viene scelto da Luca Lucini per il ruolo che lo consacrerà ad attore di culto degli adolescenti: il diciannovenne teppista Step del blockbuster romantico Tre metri sopra il cielo (2004), accanto a Katy Louise Saunders. Questo ruolo, seducente e allo stesso tempo violento, che si sgretola lentamente in nome del primo amore, al di là dei contrasti sociali e dei tormenti familiari, non solo riscuote uno straordinario successo di pubblico, ma lo conferma come uno degli attori più promettenti della sua generazione, premiandolo con il Globo d'Oro come miglior attore esordiente.
Presente nel cast de L'odore del sangue (2004) di Mario Martone, è poi uno dei tre protagonisti (insieme a Gabriella Pession e Francesca Inaudi) della bellissima commedia romantica L'uomo perfetto (2005). Infine, sul set di Texas (2005) di Fausto Paravidino trova l'amore nell'attrice Valeria Golino (di 14 anni più grande di lui) e una nomination ai Nastri d'Argento come miglior attore non protagonista.
Il pupillo di grandi registi: Placido, Veronesi, Lucchetti, Rubini
Sguardo diretto e broncio sempre in bella vista, viene scelto da Michele Placido per interpretare il pericoloso criminale soprannominato "il Nero" nel suo Romanzo criminale (2005), rituffandosi nel piccolo schermo solo accanto a Martina Stella nello sceneggiato La freccia nera (2006).
Protagonista con Monica Bellucci di una delle scene più erotiche di Manuale d'amore 2 – Capitoli successivi (2007) di Giovanni Veronesi, interpreterà poi Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti (tratto dal romanzo "Il fasciocomunista" di Antonio Pennacchi), dove Riccardo sarà Manrico, un ragazzo vincente e interessato alla politica più per posa che per convinzione, opposto al fratello perdente interpretato da Elio Germano. Testimonial di successo dei gioielli e orologi Breil, riprende i panni di Step nel sequel Ho voglia di te, diretto da Luis Prieto.
Nel 2008 il conterraneo Sergio Rubini, lo vuole come protagonista del suo Colpo d'Occhio, un giallo sui generis dove Riccardo è un giovane scultore di belle speranze che trova un importante aiuto per la sua carriera in un famoso critico, a cui però soffia la donna. Un thriller e un triangolo amoroso sullo sfondo del rapporto tra arte e critica. Lo ritroviamo subito dopo in Italians, un film on the road sul mito dell'italiano all'estero, in cui interpreta il pupillo di Fortunato (Sergio Castellitto), contrabbandiere di Ferrari negli Emirati Arabi, di cui diventerà il successore. Da un personaggio con una forte identità italiana a un altro che invece non si sa da dove venga: Verso l'Eden tocca il difficile tema dell'immigrazione e Scamarcio è l'emblema dell'emigrato universale. Michele Placido lo rivuole per Il Grande Sogno: dopo aver fatto parte della storica banda della Magliana, lo ritroviamo alle prese con le contestazioni studentesche del '68. Sulla stessa lunghezza d'onda è il personaggio che interpreta in Prima linea, il film tratto dal romanzo "Miccia Corta", in cui si racconta la storia di Sergio Segio, uno dei più noti militanti delle Brigate Rosse.
Ancora capace di cogliere quel modo di essere maschile che si credeva stesse andando perduto, tuttavia ancora capace di essere incline alla ricerca di se stesso e alla dimostrazione che non deve niente a nessuno, Riccardo Scamarcio è un attore che lascia il suo segno nelle sue interpretazioni, con la stessa veemenza di un cacciatore. Anche se, parallelamente, i suoi personaggi nascondono, dall'altro lato della medaglia, la loro natura sentimentalmente fragile. Fratture interne che non si raccontano, ma che si sentono nel suo sguardo azzurro e che lo rendono così vulnerabile da essere un nuovo sex symbol e un piccolo mito di casa nostra.
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L'uomo nerocontinua»
Genere Drammatico, - Italia 2009. Uscita 04/12/2009. |
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Mine Vaganticontinua»
Genere Commedia, - Italia 2010. Uscita 26/02/2010. |
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Anche per il più ambito sex symbol d'Italia, giunge il momento di fare il passo nel terzo decennio di vita. Il che vuol dire che Riccardo Scamarcio compie 30 anni.
È appena un lustro fa che l'attore, nei panni scuri e maledettamente irresistibili di Step, dona il proprio volto alla causa di un nuovo cinema nascente in Italia, e che avrà tanto seguito negli anni successivi, con Tre metri sopra il cielo di Luca Lucini. Sono lontani i tempi in cui lo si poteva trovare nelle aule del Centro Sperimentale di Cinematografia o a un seminario di Karpov alla sorgente di un sogno ancora lontano dal realizzarsi. E ora lo si vede travolto dal successo, amato dalle fan, richiesto in Italia e all'estero, con in testa un'unica preoccupazione: sposare o meno la brava e bellissima Valeria Golino (43 anni), conosciuta sul set di Texas di Fausto Paravidino. Una fama non diretta unicamente al volto di Step, perché il tempo passa e anche Step è cresciuto, passando attraverso interpretazioni e collaborazioni importanti come per Romanzo Criminale di Michele Placido o per Manuale D'amore 2 di Veronesi, o come la collaborazione estera con Abel Ferrara per Go go Tales con Willem Dafoe e Asia Argento. Una carriera ampiamente variegata e in continua evoluzione, che è esattamente ciò che l'attore vorrebbe dal proprio futuro: "Continuare ad esplorare i generi ed un bel ruolo strano".
Il saluto ai vent'anni sembra per lui un atto non particolarmente doloroso o pesante, e come potrebbe, dal momento che non accenna una men che minima discesa dalla cresta dell'onda, dopo un 2009 che lo vede in primo piano in ben cinque (cinque!) pellicole, fra le quali Verso l'Eden di Costa Gavras, primo assaggio della cinematografia francese, Il grande sogno, per il quale torna a lavorare con Michele Placido, e La prima linea di Renato De Maria.
Se il futuro si promette abitato da una relazione da sogno, dalla quale magari ci si aspetta anche qualche figlio e da ben tre pellicole in programma solo per il 2010, il duro uomo di altri tempi non può che accettarlo di buon grado col meritato sorriso sulle labbra. Auguri!
Dopo il successo di Manuale d'amore e Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi) Giovanni Veronesi torna dietro la macchina da presa per riproporre per l'ultima volta - come promette - la formula del film a episodi. Italians è la somma di due commedie ambientate rispettivamente nel deserto dell'Arabia Saudita e in Russia che vede protagonisti Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio nella prima e Carlo Verdone, Ksenia Rappoport e Dario Bandiera nella seconda. Scegliendo di ritrarre le caratteristiche più divertenti e paradossali dell'italiano medio, Veronesi confeziona un film sulle debolezze e i vizi degli italiani all'estero. "Che vuol dire che ci facciamo sempre riconoscere?" si è chiesto il regista all'incontro che si è tenuto questa mattina a Roma. "Vuol dire che facciamo casino, certo, che siamo truffaldini e caciaroni, ma anche generosi ed eroici come nessun altro. Nel bene o nel male all'estero lasciamo il segno. Abbiamo una capacità di adattamento mostruosa e questo film voleva proprio essere un omaggio affettuoso e sentimentale al mio paese".
Per ragioni interiori ed espressive il cinema di Sergio Rubini va a sud, verso la terra delle origini, uno spazio mentale impressionato da magia e fatalismo e uno spazio geografico da cedere al miglior offerente. E proprio dalla Puglia potrebbe ipoteticamente muovere il viaggio dell'artista di Riccardo Scamarcio, uno scultore di provincia desideroso di affermare la sua arte nella Capitale. Colpo d'occhio, come La terra, si svolge su due piani: il primo è quello del genere, il secondo è quello più sottile ma intelligibile della tragedia. Un triangolo amoroso, due uomini e una donna (un artista, una musa e un critico d'arte), che non soggiace alle regole della commedia né del meló, assomiglia piuttosto ad uno "psico-thriller" del quale si sfiora la superficie e quasi mai si attinge il fondo. In questa sacra triade il lato debole è l'uomo-artista, che il critico di Rubini getta con una certa crudeltà incontro al suo destino. Lo sguardo di Rubini è più fermo e più libero sul personaggio femminile, interpretato da Vittoria Puccini, la giovanissima amante del critico d'arte che rifiuterà la convivenza con un uomo che potrebbe esserle padre e non ha l'autorità di esserle compagno. Affrancatosi dall'autobiografismo regionale e dalla descrizione delle radici e dell'odio-amore per la famiglia, Sergio Rubini gira un film insolito e ambizioso sulla relazione critico-artista, che finisce però per ricalcare diffusi luoghi comuni. Forse perché le caratteristiche così antitetiche dei protagonisti sono decise a tavolino da una sceneggiatura schematica, in cui tutto torna, anche l'imprevedibilità dell'arte, in cui tutto è calcolato, persino l'accidentalità della vita.
A scuola andavo malissimo. Ho cambiato tre indirizzi: linguistico, ragioneria, istituto per il commercio. Poi, un giorno ho fatto uno spettacolo teatrale. Recitavo davanti a mille persone, sentivo l'odore del palcoscenico, vedevo il sipario, la luce rossa che si accendeva, avevo il cuore che mi usciva da petto. E' stato un colpo di fulmine. Ho detto: "Voglio fare l'attore".
Se quasi ogni weekend ci regala almeno un attesissimo, questo fine settimana ha proprio intenzione di strafare offrendoci ben otto uscite che andranno ad accontentare tutte le età e tutti i gusti.
Da dove partire se non dal trionfale ritorno di Edward e Bella? In sala già da mercoledì, i protagonisti della saga Twilight (interpretati dai bellissimi Robert Pattinson e Kristen Stewart) portano sui grandi schermi New Moon, la trasposizione cinematografica del secondo libro scritto da Stephanie Meyer. Consapevole che la propria presenza mette costantemente in pericolo Bella, Edward mette da parte i sentimenti e la lascia. Bella cade così in una profonda crisi, che nemmeno l'amicizia con Jacob riesce a sollevare, e comincia a cacciarsi in situazioni pericolose al fine di rivedere il suo amato. Quando, per uno scherzo del destino, Edward crede che Bella sia morta, decide di scatenare l'ira dei Volturi per morire anche lui.
Decisamente meno movimentato e dal target più fanciullesco, arriva anche Planet 51, film d'animazione in 3D, metà americano e metà spagnolo, dal "modesto" budget di 60 milioni di euro. Si racconta la storia dell'astronauta americano Charles "Chuck" Baker, che atterra sul Pianeta 51 convinto di essere la prima persona a metterci piede. Ma con sua grande sorpresa, scopre che il pianeta è popolato da dei piccoli esseri verdi, in un mondo che ricorda l'America degli anni '50 con le casette circondate da un recinto bianco.
Al cinema si comincia a respirare aria natalizia già dai primi di dicembre, quando per la gioia dei piccoli (e non solo) uscirà nelle sale un nuovo prodotto 3D il cui trailer sta già spopolando nei cinema: A Christmas Carol, tratto dalla celebre novella di Charles Dickens, arricchisce grazie alla nuova tecnologia le atmosfere spettrali della storia del vecchio avaro Scrooge, costretto ad affrontare i fantasmi del suo animo durante la notte di Natale. I fantasmi e lo stesso Scrooge sono interpretati dal camaleontico Jim Carrey qui in versione animata.
Altrettanto atteso ma da un pubblico più adulto il discusso Jennifer's Body di Karyn Kusama (Æon Flux) sceneggiato dalla trasgressiva Diablo Cody (Juno) e prodotto da Ivan Reitman: il corpo della Jennifer in questione corrisponde sullo schermo a quello dell'esplosiva Megan Fox, improvvisamente posseduta da uno spirito maligno che la spingerà a uccidere tutti i ragazzi della sua cittadina. La sua migliore amica, la timida Needy (la dolce Amanda Seyfried di Mamma mia!), dovrà trovare un modo per fermarla. Una teen-comedy tinta di rosso che non potrà che essere un successo tra gli adolescenti.
Il 20 novembre uscirà nella sale La prima linea, il film di Renato De Maria tratto dal libro di Sergio Segio "La miccia corta". Il film racconta la vicenda di Segio, terrorista, assassino, che nel 1982 attaccò il carcere di Rovigo per liberare alcune detenute "politiche" fra le quali Susanna Ronconi, la sua compagna. Segio, col nome "comandante Sirio" era stato uno dei fondatori di Prima linea, il movimento armato che uccideva la gente in nome di una cosiddetta (da Segio e compagnia) giustizia proletaria. Condannato all'ergastolo, il terrorista ha scontato 22 anni ed è stato rimesso in libertà nel 2004. Il film è prodotto da Andrea Occhipinti, che dopo aver chiesto il finanziamento ministeriale, vi ha rinunciato. A Segio e Ronconi danno corpo e volto Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno.
Liberamente ispirato al romanzo “Miccia Corta” e alla vita (e all’amore) di Susanna Ronconi e Sergio Segio, La prima linea di Renato De Maria racconta i drammatici eventi che colpirono l’Italia negli anni Settanta e hanno per protagonisti un uomo e una donna, membri del gruppo armato di sinistra Prima Linea. Partendo dal gennaio del 1982, giorno stabilito per l’evasione della Susanna di Giovanna Mezzogiorno dal carcere di Rovigo, e procedendo a ritroso, il film di De Maria mette in scena la brutalità nella quale sfociarono le iniziative dell’organizzazione terroristica e mette a tacere le polemiche e le speculazioni sterili che hanno preceduto l’uscita ma soprattutto la visione del film. Scritto da Sandro Petraglia e Ivan Cotroneo, prodotto da Andrea Occhipinti e dai fratelli Dardenne, La prima linea riferisce, senza celebrarle, le gesta di “cattivi” reali, eludendo i meccanismi di fascinazione e di emulazione da parte dello spettatore. De Maria si è evidentemente posto la questione dei processi di identificazione, dimostrando di comprendere bene l’appeal esercitato dai suoi protagonisti. Nonostante i ripetuti (e inquietanti) tentativi di “affondamento” del film, La prima linea di De Maria vedrà stelle e schermo e farà appello al solo giudizio del suo pubblico. A Roma per presentare il loro film, il regista, gli attori, gli autori e i produttori hanno discusso le modalità di rappresentazione della criminalità.
Il secondo appuntamento con una delle saghe più amate dai giovani sta per arrivare e sicuramente non avrà nulla da invidiare al successo di pubblico del precedente Twilight. The Twilight Saga: New Moon questo il titolo del nuovo capitolo delle avventure sentimentali di Bella e del tenebroso vapiro Edward, che, in occasione del suo diciottesimo compleanno, decide di rinunciare alla sua amata per paura di ferirla.
Bella piomberà così in una profonda crisi per la mancanza del giovane, rifugiandosi nell'amicizia di Jacob Black, ma un segreto metterà in difficoltà questo nuovo rapporto. La storia si sposterà poi dai banchi di scuola americani ai vicoli di Volterra, dove qualche mese fa il cast ha mobilitato orde di adolescenti (e non) a caccia di autografi.
Si parla d'amore, ma a breve scadenza (500 giorni), anche nella commedia sentimentale 500 giorni insieme di Marc Webb, storia delicata di un amore post-adolescenziale tra un giovane e romantico architetto (Joseph Gordon-Levitt) che per vivere scrive biglietti d'auguri e la segretaria del suo capo, Sole (Zooey Deschanel), una ragazza che non crede nell'amore eterno. Tra i due nascerà un sentimento della durata di 500 giorni che vedrà emergere la difficoltà e le contraddizioni del rapporto di coppia al giorno d'oggi. Il film, presentato con successo al Festival di Locarno 2009, è già un cult del cinema indipendente grazie anche alla colonna sonora ricca di pezzi di culto della scena musicale indie, dagli Smiths a Feist, dai Doves ai Black Lips.
E si può inquadrare all'interno di un panorama indipendente anche il cartone animato Planet 51, che lontano dai colossi Pixar o Dreamworks, è stato realizzato dagli studi spagnoli Ilion Animation Studios, con la regia di Jorge Blanco, Javier Abad e Marcos Martínez. Il punto di forza del film è la rivisitazione ironica del filone fantascientifico degli invasori alieni sulla Terra: in Planet 51 sono infatti gli alieni, pacifici esseri verdi abbigliati in stile anni '50, a essere invasi dagli esseri umani. Storia di un'invasione che invita alla convivenza attraverso riferimenti al cinema classico americano (cui il mondo alieno rimanda): i riferimenti cinematografici vanno da E. T. ad Alien, da Independence Day a Star Wars e Ritorno al Futuro.
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