Lo Spietato

Film 2019 | Drammatico, +13 107 min.

Anno2019
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata107 minuti
Regia diRenato De Maria
AttoriRiccardo Scamarcio, Sara Serraiocco, Alessio Praticò, Alessandro Tedeschi (II), Marie-Ange Casta Valentine Payen, Fulvio Milani, Matteo Leoni, Fabio Pellicori, Fortunato Verduci.
Uscitalunedì 8 aprile 2019
DistribuzioneNexo Digital
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,78 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Renato De Maria. Un film con Riccardo Scamarcio, Sara Serraiocco, Alessio Praticò, Alessandro Tedeschi (II), Marie-Ange Casta. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2019, durata 107 minuti. Uscita cinema lunedì 8 aprile 2019 distribuito da Nexo Digital. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,78 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Santo Russo, calabrese cresciuto nell'hinterland milanese, dopo i primi furti in periferia e il carcere minorile, decide di seguire le sue aspirazioni e di intraprendere definitivamente la vita del criminale. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Lo Spietato ha incassato 644 .

Consigliato sì!
2,78/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,58
PUBBLICO 2,75
CONSIGLIATO SÌ
Una saga di criminalità milanese con protagonista un boss "calibro 9". Di originale c'è poco, ma ritmo, messa in scena e interpretazioni funzionano.
Recensione di Andrea Fornasiero
giovedì 4 aprile 2019
Recensione di Andrea Fornasiero
giovedì 4 aprile 2019

Santo Russo, è un giovane calabrese che finisce ancora adolescente a Buccinasco, dopo che il padre è caduto in disgrazia con la 'ndrangheta. Qui cerca di mimetizzarsi, impara l'idioma locale e, trascorso ingiustamente un periodo in carcere, inizia a farsi strada nella criminalità. Le cose gli vanno bene, ma solo fino a un certo punto, tanto che si reinventerà come imprenditore, ovviamente con le mani in pasta in affari sporchi e pure coinvolto nel traffico di eroina. Santo sembra avere tutto, compresa un'artista come amante che lo circonda della bella società, ma la moglie molto cattolica inizia a capire chi ha sposato davvero...

L'evoluzione della criminalità a Milano dagli anni 60 agli anni 90, dalle bande di rapinatori e sequestratori, fino all'edilizia e alla droga, viene raccontata attraverso l'epopea di un camaleontico e ambizioso meridionale. Niente di nuovo sotto il sole, ma le interpretazioni, la messa in scena e il ritmo funzionano.

Santo entra in scena mentre guarda i riflessi del sole sulla "madunina" del Duomo di Milano, dal balcone del suo appartamento di lusso, in vestaglia e gambe volgarmente aperte a mostrare pacco e mutande. Un accostamento ironico e blasfemo, che vede nella statua sacra prima di tutto l'oro e la ricchezza, un obiettivo per cui Santo è disposto a trasformarsi.

La prima parola che gli sentiamo dire, nel prologo ambientato nel 1990, è "testina", come fosse Guido Nicheli in un film dei Vanzina, ma già nel 1967, quando si è appena trasferito a Buccinasco, lo sentiamo rispondere a un macellaio con «Va a dà via i ciap cun vèrt l'umbrela!», parole tutt'altro che facili da padroneggiare per un calabrese. Metteteci pure che il suo racconto in voice over ricorre ciclicamente a «Ça va sans dire» e avrete un quadro di quanto Sandro sia una sorta di spugna linguistica, che usa espressioni e parole per darsi un tono e mimetizzarsi in un ambiente come un predatore pronto a colpire a sorpresa. Lo fa però sempre con una certa autoironia, raccontando la sua storia con toni vagamente picareschi, popolandola di personaggi piuttosto buffi, dal robusto malavitoso soprannominato Slim, ossia smilzo «anche se magro non lo era mai stato», all'altro suo socio baffuto che mastica chewing gum e per dire di affrettarsi durante un colpo se ne esce con «Dai che facciamo tardi alla messa!».

La vitalità di questo trio criminale anima la prima parte del film, quella più risaputa eppure più riuscita. Giocando con la nostalgia e le citazioni del poliziottesco, il regista Renato De Maria esplora non solo Milano ma pure la Lomellina con una rapina a Mede, catapultando i suoi coloriti personaggi in un ambiente grigio che deve ancora conoscere la ricchezza e il lusso. Ci si arriva nella seconda parte del film, dove però la narrazione si fa episodica e altalenante, almeno finché non se ne impossessa la moglie di Santo, interpretata dalla brava Sara Serraiocco.

Terminate le rapine e i sequestri, così come gli assassini, il film cerca di tenere alto il ritmo accumulando situazioni diverse, ma perde coesione e concentrazione inoltre copre con un'ellissi uno dei passaggi più interessanti del racconto. Santo, finito in galera, esce senza una lira, quindi tutto quello che ha fatto prima è come fosse stato azzerato, eppure in men che non si dica passa da un giro di auto rubate ad avere il capitale per investire nell'edilizia.

Questa sezione della storia era oltretutto più interessante di quella che invece vediamo, con un Santo arricchito che un po' per passione e forse un po' anche per noia si invaghisce dell'artista francese e tradisce la moglie. Il passaggio insomma dalla criminalità di strada a quella degli affari viene dato per scontato e tanto la prima parte era meticolosa, quanto la seconda salta di situazione in situazione quasi senza continuità, facendo venire a mancare un arco coerente per il protagonista, al punto che il personaggio più forte finisce per essere sua moglie, fin lì invece assai sacrificata.

De Maria avrebbe potuto affidarsi meno alla voce over, da cui il cinema italiano è pressoché invaso, e far emergere i personaggi dalle azioni senza spiegare continuamente le intenzioni del protagonista. Riccardo Scamarcio nel ruolo di Santo comunque è efficace, ironico e sopra le righe solo quando serve, del resto quello tra lui e De Maria è un sodalizio iniziato già in La prima linea per poi continuare in Tv con Il segreto dell'acqua e ancora al cinema con La vita oscena, passato a Venezia nella sezione Orizzonti nel 2014 e, come Lo spietato, ambientato nella "Milano da bere". Il film è poi anche una sorta di sbocco naturale per il lavoro fatto dal regista nel documentario Italian Gangsters, dedicato alla criminalità nostrana degli ultimi trent'anni, infatti è evidente che De Maria padroneggia il materiale con scioltezza, peccato solo che la sceneggiatura perda colpi dopo un inizio avvincente.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 27 aprile 2019
Kronos

In fin dei conti l'unico vero limite de "lo spietato" è il ripercorrere per l'ennesima volta strade battute dai tempi di Romanzo criminale (e successivi epigoni). Chi ne ha le tasche piene di racconti gangsteristici ove la storia si mescola con la finzione, le pistolettate con la società italica in trasformazione, non se l'è filato proprio il lavoro di De [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 aprile 2019
JonnyLogan

Ispirato dal romanzo del pentito di ‘ndrangheta Saverio Morabito, Renato De Maria completa la sua trilogia del mondo della mala con una pellicola che arriva dopo La prima linea, basata sulle memorie dell’ex terrorista Sergio Segio, e il documentario Italian Gangsters, dedicato alla parabola dei malviventi di casa nostra, con un film che vede sugli scudi Riccardo Scamarcio che de La prima [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 marzo 2020
HULK1

Il Riccardo nazionale si sta specializzando nei ruoli adatti al noir, dal proletario  infame ,al borghese bastardo , ha interpretato una manciata di opere degne di nota, perlomeno non le solite commedie da ballatoio, o tra cucina e tinello, per non menzionare le miccinaggini varie . Come attore si è scavato una nicchia che lo tiene al riparo dal cinema medio italiota,   ed anche [...] Vai alla recensione »

martedì 11 febbraio 2020
Felicity

Scamarcio/Santo fa cose terribili, ma gestisce tutto con stile, come se fosse un manager, una specie di imprenditore del crimine, con un debole per gli abiti fatti su misura e la Francia: “ça va sans dire” è il suo intercalare preferito. Il tutto con grande umorismo, perché Santo non prende sul serio nessuno, mai. Se la prima parte scorre alla grande, è quando [...] Vai alla recensione »

martedì 27 aprile 2021
Dandy

Dal libro-saggio "Manager Calibro 9" di Piero Colaprico e Luca Fazzo,un'altra storia di malavita nostrana che il regista(che co-sceneggia) sa raccontare con il giusto tono spigliato e ironico.Nulla di nuovo rispetto ai precedenti esempi da "Romanzo criminale" in poi ma il ritmo è scorrevole e l'impostazone da Scorsese de noartri(voce over del protagonista,uso ironico [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 aprile 2021
stefano73

La vita di Salvo Russo dalla Calabria a Buccinasco è descritta nel dettaglio dalla voce narrante di Riccardo Scamarcio. Pare di seguire un film che tifa per la malavita organizzata degli anni 70/80 a Milano. E' un tipo di film già visto anche se le interpretazioni e le ambientazioni sono curate. La gente onesta pare non esista nemmeno.

mercoledì 1 maggio 2019
MAE

Salve, credo che in questo film chi merita di piu' l'aggettivo di Spietata sia la moglie del protagonista, da donna dimessa e pia a donna manager forse piu' del marito, alla fine totalmente( e non a torto) incurante del destino di questi, abbandonato in carcere e sbeffeggiato con il suo stesso modo di parlare! Cosa ne pensate?

martedì 30 aprile 2019
jeros

Da un buon libro una discreta sceneggiatura ma una produzione povera che non tenra minimamente di connotare storicamente una bellissima storia. Poveri i costumi, inesistente la scenografia(Milano era sporca e grigia, non luccicante come oggi...), minimo il lavoro sul dialetto, espedienti fotografici da film tv. Il regista ha lavorato bene con Scamarcio, ma non basta.

Frasi
La mia filosofia era sempre stata questa. Non fare mai niente per niente.
Una frase di Santo Russo (Riccardo Scamarcio)
dal film Lo Spietato - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 25 aprile 2019
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ma che bravo Riccardo Scamarcio versione gangster. Diretto da Renato De Maria in un evidente riedizione dei poliziotteschi, impersona l'ambizioso immigrato calabrese Santo Russo, che negli anni Settanta e Ottanta a Milano si fa largo come temutissimo boss della malavita. Rapine, omicidi, sequestri: non lo fermano nemmeno il matrimonio con l'ignara Mariangela e i due figli.

giovedì 11 aprile 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Più che aria di poliziottesco criminale anni '70, stile Di Leo, circola l'aura della confezione di bottega su misura per la star, un impegnato e ben gestito Scamarcio in bilico felice tra due inflessioni nord/sud, autore di prove convincenti nel cinema di genere qui dotato di fotogenia briccona e tempismi di ruolo prelevati a volte dal maestro Volonté.

mercoledì 10 aprile 2019
Benedetta Bragadini
Rolling Stone

Se volete sentire Riccardo Scamarcio dire "Uè testina" come il cumenda di Guido Nicheli, guardatevi Lo spietato. Terrazza vista Duomo, il personaggio di Scamarcio - in vestaglia e con pacco in bella vista - guarda il sole riflettersi sulla Madunina dorata, fa un sorrisino malizioso e partono le montagne russe. Già, perché il nuovo film di Renato De Maria, liberamente tratto dal libro Manager Calibro [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 aprile 2019
Andrea Giovalè
La Rivista del Cinematografo

Lo Spietato, prodotto da Bibi Film e Rai Cinema ma, soprattutto, distribuito da Netflix, parte in quarta. Riccardo Scamarcio, nel ruolo del protagonista Santo Russo, si prepara: dal suo attico vista Duomo e la sua collezione di orologi alla strada sfrecciando sulla sua Lamborghini è un attimo. Nello spazio di poche inquadrature intuiamo molto di lui: è un uomo ricco, potente, ma non certo uno sprovveduto. [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 aprile 2019
Alessandro Aniballi
Quinlan

Dalla Milano del boom a quella degli yuppies. Santo Russo, calabrese cresciuto nell'hinterland, dopo i primi furti in periferia e il carcere minorile, decide di intraprendere decisamente la via della criminalità. [sinossi] Come insegna anche di recente il Giovannesi de La paranza dei bambini, la scelta della criminalità nasce da un senso di emarginazione, dalla voglia di riscatto sociale, dal desiderio [...] Vai alla recensione »

martedì 2 aprile 2019
Ilaria Feole
Film TV

Ascesa, delitti e pentimento del milanese di Calabria Santo Russo, che finisce in riformatorio per sbaglio e si scopre nato per la carriera criminale. Mentre Milano passa dagli anni di piombo a quelli da bere, Santo ha fiuto per i tempi che cambiano e per i business più redditizi: dalle rapine ai rapimenti alla droga. Dietro Russo c'è il superpentito Saverio Morabito, principale collaboratore di giustizia [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 15 aprile 2019
A cura della redazione

Santo Russo è un calabrese che finisce ancora adolescente a Buccinasco, dove cerca di mimetizzarsi, impara l'idioma locale e si fa strada nella criminalità. Le cose gli vanno bene, ma a un certo punto si reinventerà imprenditore, ovviamente con le mani [...]

NEWS
lunedì 25 marzo 2019
 

Siamo nel periodo del boom, in una metropoli - Milano - destinata a una crescita economica e criminale vertiginosa. Santo Russo, calabrese cresciuto nell'hinterland, dopo i primi furti in periferia e il carcere minorile, decide di seguire le sue aspirazioni [...]

TRAILER
giovedì 21 marzo 2019
 

Siamo nel periodo del boom, in una metropoli - Milano - destinata a una crescita economica e criminale vertiginosa. Santo Russo, calabrese cresciuto nell'hinterland, dopo i primi furti in periferia e il carcere minorile, decide di seguire le sue aspirazioni [...]

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