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Ignazio Oliva

Ignazio Oliva è un attore italiano, regista, è nato il 26 settembre 1970 a Genova (Italia). Ignazio Oliva ha oggi 51 anni ed è del segno zodiacale Bilancia.

Testimonianze d'attore documentarista

A cura di Nicoletta Dose

Ambientalista, appassionato di politica con uno sguardo attento alla società di oggi ma anche una spiccata sensibilità prestata al cinema, nella tripla veste di attore, regista e produttore; Ignazio Oliva ha una personalità eclettica che esprime tutta la vitalità e l'amore per l'arte. Con un hobby particolare: quello di voler dare rappresentazione onesta della realtà sia attraverso i personaggi che interpreta, sia quando è dietro la macchina da presa. Ogni ruolo diventa, così, un piccolo pezzo testimone di un mondo a parte, spesso diverso o emarginato ma ricco di storie da raccontare.

Formazione
Studente di scienze politiche all'università di Genova, Ignazio si laurea con una tesi sull'organizzazione ambientalista Greenpeace. La sua strada è però quella della recitazione e, tra un lavoro e l'altro, prende del tempo per mettersi a studiare l'arte dell'interpretazione: fa un corso di tre anni al Teatro Cinque di Milano e un anno al Piccolo Teatro di Campopisano, dopodiché si trasferisce a Londra alla East 15 Acting School.
Inizialmente lavora come segretario di produzione per Cinechat, società che realizza ritratti di grandi registi e attori del cinema italiano (1997); è anche organizzatore di produzione per il documentario sportivo Voglia di gloria, sulla storia del pugile Vincenzo Nardiello (1998). L'anno successivo passa dietro la macchina da presa ed elabora il backstage del film L'ultima lezione di Fabio Rosi, del quale è anche interprete.

Sul grande schermo
Oltre a una carriera teatrale in continua evoluzione, Ignazio accumula ruoli degni di nota anche al cinema. A battezzare il suo debutto c'è la mano di Gianni Amelio che lo scrittura per un ruolo minore nel drammatico I velieri. L'esperienza, comunque importante per l'opportunità di lavorare con un maestro del cinema italiano, non apre le porte alla carriera del giovane attore.
Solamente nel 1994 arriva un'occasione più intrigante; Ignazio interpreta il ruolo di Gabriele da giovane (adulto ha il volto di Fabrizio Bentivoglio), con un'infanzia infelice alle spalle in Come due coccodrilli, uno dei migliori film italiani, anche se poco conosciuto, dei primi anni Novanta. Due anni dopo è in una sequenza che ha fatto innamorare intere generazioni di cinefili: chi non ricorda l'incontro amoroso tra Liv Tyler e il ragazzo intimidito di Io ballo da sola? Quel giovane, un po' spaventato, che vorrebbe scoprire l'amore ma ne ha allo stesso tempo paura, ha il volto insicuro di Ignazio Oliva. Con questa interpretazione, ad appena 24 anni, la sua carriera acquista una sfumatura di internazionalità: dopo alcuni film italiani (è nuovamente diretto da Giacomo Campiotti in Il tempo dell'amore e recita a fianco del veterano Roberto Herlitzka in L'ultima lezione di Fabio Rosi), è chiamato da Clare Peploe (sorella dello sceneggiatore Mark, stretto collaboratore di Bernardo Bertolucci) a vestire i panni di un colorato Arlecchino nel settecentesco Il trionfo dell'amore, al fianco di Mira Sorvino.

La carriera "tecnica"
Nel 2001 accumula altre esperienze nel settore più tecnico del cinema: è infatti operatore di macchina di due documentari sulle vicende del G8 di Genova, Un altro mondo è possibile e Genova per noi coordinati e diretti da Citto Maselli e da altri numerosi registi.
Dal 2002 in poi ha cominciato ad occuparsi in modo più personale di documentari; ha diretto lavori minori che però sono stati molto apprezzati nel circuito dei festival di settore. I più importanti sono Do You Have The Sun? e Young Satellite, entrambi incentrati su storie di povertà nel terzo mondo e realizzati per l'Organizzazione Non Governativa AMANI, ma si è occupato anche di sport con Coi pantaloni rossi e la maglietta blu, sulla crescita di giovani giocatori tunisini portati da Scoglio al Genoa.

Attore, fra cinema e tv
Dopo il romantico e scherzoso Il trionfo dell'amore, Ignazio si ritrova protagonista di Amorfù (2003), film italiano di poco spessore, dai buoni intenti ma che regge solamente grazie alla bravura degli interpreti. Nello stesso anno è nella commedia Passato prossimo, dopodiché diventa un padre premuroso nel film autoprodotto e diretto da Vittorio Moroni, che porta l'evocativo titolo Tu devi essere il lupo (2005). Dopo Onde, dove Ignazio è un musicista non vedente che si innamora di una ragazza complessata a causa di una voglia sul viso, è il momento di Hermano (2006) di Giovanni Robbiano (che aveva girato in precedenza il piccolo cult 500!). La storia lo vede protagonista di un viaggio cominciato a servizio della malavita e che si conclude con una nuova amicizia sincera e autentica che stravolgerà la sua vita.
Compare anche nel film tv Chiara e Francesco ma è soprattutto nel sentimentale Scusa ma ti chiamo amore, ennesima trasposizione cinematografica dei romanzi adolescenziali di Federico Moccia. Nel 2012, ancora una volta insieme a Roberto Herlitzka, partecipa al drammatico Sette opere di misericordia, diretto dai fratelli Massimiliano e Gianluca De Serio.

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