|
Il dodicenne Jean (R.M. De Azeredo) vive isolato in un castello tra una governante autoritaria (E. Pilz), una madre isterica (M. Lejeune) e un padre assente. Di un rapimento di cui era stato vittima da piccolo ha un ricordo fisso: un veliero dentro a una bottiglia. Nell'attuale prigionia dorata quella lontana vicenda gli appare un'avventura, una parentesi di libertà. Scappa dal castello, ritrova il vecchio faro dove fu detenuto, apprende che allora il padre non pagò il riscatto. Dal racconto omonimo di Anna Banti (in Da un paese vicino, 1975). Di una raffinatezza formale che sfiora l'esercizio di regia. La solitudine di Jean e la sconfinata debolezza da subire vengono fuori specialmente nella triste magia del finale. “Presenta un limite di accademismo come nessun mio altro film” (Gianni Amelio). Fotografia (16 mm) di T. Nardi, musiche di F. Piersanti con brani di G. Fauré e Tangerine Dream. Film TV (RAI3). Girato a Rocca Sinibalda (Chieti).
|
|
|