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Fabrizio BentivoglioUno dei più grandi attori italiani viventi56 anni, 4 Gennaio 1957 (Capricorno), Milano (Italia) |
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![]() E tu, marito felice? Marito.
dal film Ricordati di me (2003)
Fabrizio Bentivoglio è Carlo Ristuccia
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Fabrizio Bentivoglio è uno dei più grandi attori italiani viventi con una felice carriera sulle spalle e che si distingue con grande fermento in quel mare che è il cinema italiano, sospeso fra ambiziosi progetti televisivi e ottimi risultati sul grande schermo.
L'infortunio da calciatore
Fabrizio Bentivoglio nasce a Milano, il 4 gennaio 1957. Di padre dentista e madre casalinga, è figlio unico e frequenta, diplomandosi il liceo scientifico Leonardo Da Vinci, coltivando le passioni per il calcio e la musica. Il calcio, in particolare, lo porterà a giocare per una sola stagione, quella del 1970-1971, nella squadra giovanile dell'Inter. Disgraziatamente però, la sua esperienza calcistica si ferma a causa di un brutto infortunio al ginocchio sinistro. Dopo il diploma, appassionato di recitazione, si iscrive alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, dove debutta con il "Timone d'Atene" di William Shakespare. Ed è proprio per l'amore, profondo e ricambiato per la recitazione che Bentivoglio abbandona gli studi in medicina, tanto a cuore ai genitori, per trasferirsi a Roma, dove comincia la sua carriera cinematografica.
Il debutto sul grande schermo arriva nel film di Alfredo Giannetti Il bandito dagli occhi azzurri (1980) con Franco Nero e Dalila Di Lazzaro. Il suo ruolo è quello di Riccardo, ha i lunghi capelli raccolti in una coda e già uno sguardo obliquo. E bisogna dire che questo giovanotto buca lo schermo da subito e infatti passa il provino per La storia vera della signora delle camelie (1981) di Mauro Bolognini. Seguiranno poi Morte in Vaticano (1982) con Terence Stamp; Regina (1987) di Salvatore Piscicelli e Rebus (1989) con Charlotte Rampling.
L'incontro con Gabriele Salvatores
Stimato da Gabriele Salvatores, ha con questo regista un lungo sodalizio artistico che parte dall'avventuroso Marrakech Express (1989) e continua passando per Turné (1990) alla quale ha collaborato con la sceneggiatura, Denti (2000) e Happy Family (2010). Di fatto Bentivoglio diventa uno degli attori prediletti del regista premio Oscar, al pari di Diego Abatantuono.
La Coppa Volpi per Un'anima divisa in due
Stessa cosa avviene con Silvio Soldini che lo innalza ad attore protagonista di film come L'aria serena dell'Ovest (1990), Un'anima divisa in due (1993) e Le acrobate (1997), ed è proprio grazie al secondo film che ottiene la Coppa Volpi come miglior attore al Festival di Venezia.
Altri film
Da non dimenticare anche il fulgido ruolo di Ottone, nella trasposizione cinematografica del romanzo di Goethe Le affinità elettive (1996), firmato dai fratelli Paolo e Vittorio Taviani, seguito da Livers Ain't Cheap (1996) con Rod Steiger, Marianna Ucrìa (1997) di Roberto Faenza con Philippe Noiret, L'eternità e un giorno (1998) di Théo Angelopulos, La balia (1999) di Marco Bellocchio e i tanti film con Carlo Mazzacurati: La lingua del santo (2000), A cavallo della tigre (2002) e La giusta distanza (2007). Ai quali si aggiungono, nell'ultimo periodo: Hotel (2001) con John Malkovich, Ricordati di me (2003) di Gabriele Muccino, all'interno del quale diventa padre invisibile di Nicoletta Romanoff e Silvio Muccino, marito infelice di Laura Morante e amante passionale di Monica Bellucci con Una sconfinata giovinezza (2010) di Pupi Avati e tanti altri film di Michele Placido e Sergio Rubini, in veste di registi. Seguono poi Figli delle stelle sempre nel 2010 e, l'anno successivo, Scialla! di Francesco Bruni.
I premi
Nominato ai David di Donatello come attore protagonista per Ricordati di me (2003) e La terra (2006), vince due statuette: una nel 1996 per Testimone a rischio e una nel 1998 per Del perduto amore. Si conquista anche due candidature per il miglior cortometraggio con Tipota (1999) e una come miglior regista per il lungometraggio d'esordio Lascia perdere, Johnny! (2007) con Ernesto Mahieux, Lina Sastri, Valeria Golino, Toni e Peppe Servillo, Roberto De Francesco e Flavio Bonacci. Plurinominato anche ai Nastri D'Argento (L'amore ritorna, Ricordati di me e La lingua del santo), non ne vince neanche uno.
I lavori in tv
Da sottolineare anche i suoi impegni televisivi. Non molti a dire la verità, ma interessanti: la fiction Il corsaro (1985) con Franco Giraldi, un episodio di Caccia al ladro d'autore (1986) e la fiction SKY Nel nome del male (2009), nel ruolo di un padre di famiglia alle prese con una setta satanica. È la prima volta che recita in un genere horror e ne esce vittorioso.
La casa di produzione
Per quanto riguarda, la sezione cortometraggi, dopo essere stato attore per Gillo Pontecorvo in Danza della fata confetto (1996), in associazione con Studio Universal e Dario De Luca fonda la Tipota Movie Company che dal 1999 produce un buon numero di corti, fra cui Il bambino con la pistola di Federico Cagnoni e Monica Zapelli e il giù citato Tipota (1999) con Valeria Golino e Peppe Servillo, da lui diretti.
Relazioni amorose
Ed è proprio la Golino a essere stata la compagna di una vita (dal 1993 al 2001), salvo poi diventare padre di una bambina, avuta da Silvia Pippia.
La carriera nella musica
Come abbiamo precedentemente detto, la passione per la musica è nata in Fabrizio Bentivoglio quando era adolescente e non l'ha mai abbandonato, infatti con la Piccola Orchestra Avion Travel realizza nel 1999 lo spettacolo "La guerra vista dalla luna" e realizza persino l'album "Sottotraccia" nel quale presenta i suoi brani come chitarrista e cantante. Per di più, la colonna sonora del film L'eternità e un giorno contiene il brano "The Poet", cantato per l'appunto da Bentivoglio.
David di Donatello 2012
Nastri d'Argento 2012
David di Donatello 2006
Festival di Venezia 1996
Festival di Venezia 1993
Festival di Venezia 1993
Diceva Calvino che “la fantasia è come la marmellata: bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane”. Ebbene, della solidità di quel pane rispetto alla fantasia di alcuni bravi registi italiani, ma anche del buon gusto della marmellata, si è occupato spesso Francesco Bruni, sceneggiatore di tutti i film di Paolo Virzì, delle commedie di Ficarra e Picone, degli esordi di Mimmo Calopresti, della fortunatissima vita sul piccolo schermo del Commissario Montalbano, e altro ancora. Con Scialla! (Stai sereno), Bruni balla da solo, per la prima volta, e non archivia il file dopo aver apposto la parola fine sul copione ma si alza dalla scrivania e va dietro la macchina da presa per girare un film, il suo film. Storia di Luca, alunno ribelle, e di Bruno, professore malinconico, che si trovano costretti ad una convivenza forzata che aprirà a ciascuno la misteriosa esistenza dell’altro, Scialla! è in concorso nella sezione Controcampo Italiano del prossimo imminente Festival di Venezia. Nel cast, il giovane esordiente Filippo Scicchitano con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Vinicio Marchioni.
Se Romanzo criminale ha cambiato la serialità italiana ora intendiamo fare la stessa cosa con le mini serie", punta in alto Sky e raddoppia la posta sul piatto. Dopo i successi della passata stagione le altre serie in arrivo nella prossima saranno annunciate il 2 e il 3 Giugno su Sky cinema dalle due puntate di Nel nome del male, "un film vero e proprio tagliato in due parti così come si taglia un filone di pane" ha detto il regista Alex Infascelli.
Contro le fiction Rai e Mediaset dove imperversano santi e papi qui si parla di satanismo, ma in fondo anche no. Il racconto infatti si svolge nel nord est italiano e ha al centro la vicenda della famiglia Baldassi nella quale il figlio, Matteo, scompare misteriosamente, e il padre (interpretato da Fabrizio Bentivoglio) si mette alla sua disperata ricerca immergendosi nella realtà satanista e scoprendo di non aver mai conosciuto davvero suo figlio. Non fatevi ingannare però, non siamo davanti a una serie horror, "il satanismo è solo un pretesto per raccontare qualcosa di ben più shockante" dice Infascelli "cioè la storia di un padre che perde un figlio, un evento dal potere infinito, un archetipo narrativo eterno. E questo fa chi racconta storie: creare prototipi sulla base di archetipi".
Caserta, 1976. Faustino Ciaramella (Antimo Merolillo) ha diciotto anni e se non trova un lavoro alla fine dell'anno dovrà partire per il servizio militare. Per ora suona la chitarra nell'orchestra locale, ma il destino gli fa incontrare l'impresario Raffaele Niro (Ernesto Mahieux), che ha in serbo per lui la possibilità di lavorare, in estate, con il maestro Riverberi (Fabrizio Bentivoglio), che è già al lavoro con Gerry Como (Peppe Servillo) nella "Piccola Orchestra di Augusto Riverberi". Sarà per Faustino un'estate di cambiamento, cui seguirà un autunno di comprensione: un viaggio dentro la realtà musicale italiana degli anni Settanta e nella mente di un giovane chitarrista.
Hassan è un tunisino che vive in Italia e che dopo tanti anni di duro e onesto lavoro ha aperto un'officina dove fa il meccanico. Mara è una giovane maestra supplente che si è trasferita nello sperduto paesino veneto in attesa di partire per il Brasile con un progetto di cooperazione. La storia che nasce tra Hassan e Mara non comincia bene. L'uomo inizialmente la spia, viene scoperto, rifiutato e solamente dopo il chiarimento viene accettato dalla ragazza. A essere attratto da Mara c'è anche Giovanni, un giovane aspirante giornalista che passa molto tempo nell'officina del tunisino. Anche lui spia la ragazza leggendole di nascosto la corrispondenza, e quando la vicenda assume inaspettatamente aspetti tragici volta le spalle a Hassan. "La giusta distanza è quella che un giornalista dovrebbe saper tenere tra sé e la notizia: non troppo lontano da sembrare indifferente, ma nemmeno troppo vicino, perché l'emozione, a volte, ti può abbagliare". Parole di Carlo Mazzacurati che per la terza volta torna a posare il suo sguardo su "quel lembo di terra che nelle cartine geografiche sembra sprofondare nel Mar Adriatico assieme alle ramificazioni arteriose del Po nel suo stadio di Delta". Ne La giusta distanza il tema principale è il male, "che avvolge tutti, compresa la voce narrante. E, come sempre, gli innocenti pagheranno per primi".
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