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Ricordati di me
Un film di Gabriele Muccino.
Con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci, Nicoletta Romanoff, Silvio Muccino.
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Drammatico,
durata 120 min.
- Italia 2003.
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![]() Non è proprio una salutare ventata di ottimismo, ma un manifesto dell'autocritica italiana sulla società
Andrea Chirichelli
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Triste consacrazione della tv
di giovanni ciampaglia
Una voce fuori campo prepara il tappeto sul quale il film scivolerà, presentandomi il quadro di una famiglia italiana, con una vita da famiglia italiana. Si entra in fretta nella vita di questa famiglia. Impossibile non 'sentire' nella storia una mano invisibile (quella del regista) che mi vuole accompaganre da qualche parte, mostrandomi e spiegandomi un certo paesaggio umano: ci riesce molto bene. Famiglia medio borghese, madre passionale e accentratrice (Laura Morante), figli cresciuti a nutella continua » |
Tempi moderni
mercoledì 10 marzo 2004
di Tiziana Stanzani
C’è un solo minuto di calma, sospeso in un silenzio carico di aspettative, nel nuovo film di Muccino. E’ l’impagabile tempo fuori del tempo che precede la sveglia della famiglia Ristuccia: eccoci al via dello sfascio e della riunificazione della famiglia media dei nostri tempi, ala protettrice e galera a un tempo, e ring di rapporti umani sul quale nessuno può evitare di salire e combattere. Quello che resta è dipendenza e frustrazione da cellulare; quello che resta, dopo un susseguirsi frenetico continua » |
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Muccino ha fatto 3, ma non convince
lunedì 30 aprile 2007
di Nicolò
Saga di una famiglia borghese (padre, madre, figlio, figlia) come tante altre. Carrellata di tradimenti, sogni, delusioni. C’è chi vive la gioventù come un incubo e cerca di crescere in fretta e chi non è mai cresciuto, anzi rimpiange quel bel periodo. Tartagliante come il suo autore, indeciso se denunciare l’odierna mediocrità della Tv di oggi o se sfruttarla per far batter cassa alla Medusa, è un melodramma ridondante di urla e superficiale con destrezza, con l’obiettivo di piacere a tutti i costi continua » |
Un invito a riflettere
di Giuliana '83
SE PER UN ISTANTE SOLO TUTTI NOI SMETTESSIMO DI INSEGUIRE IL RAPIDO E FRENETICO RITMO DELLA VITA CHE QUOTIDIANAMENTE CI TRAVOLGE E PROVASSIMO A RIFLETTERE SU CIO' CHE OGNI GIORNO CI CIRCONDA E CHE SPESSO IGNORIAMO,CI ACCORGEREMMO DI QUANTA IPOCRISIA E INSICUREZZA SI CELA NELLE COSE CHE CREDIAMO VERE E DIAMO PER CERTE...CREDO CHE NIENTE AL GIORNO D'OGGI POSSA DARCI CERTEZZA MA CREDO ANCHE NEI SOGNI,SPESSO IRREALIZZABILI,CHE CI PERMETTONO DI SPERARE IN UNA VITA MIGLIORE...COSI' FANNO I PROTAGONISTI continua » |
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| Monica Bellocci e Fabrizio Bentivoglio, un tempo fidanzati, si rivedono dopo anni. Lei gli chiede come va il menage coniugale | |
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E tu, marito felice? Marito. |
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| Fratello e sorella 20enni. Silvio Muccino e Nicoletta Romanoff | |
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Valentina, dimmi la verità, che pensi di me? Come sono visto da fuori? Lo sai cosa penso di te. Dimmelo ancora. Penso che sei anonimo e inespressivo, quando parli sembra che c'hai uno strofinaccio in bocca e non si capisce un ca**o, non ti lavi e ti vesti da sfigato di sinistra quando il mondo va tutto da un'altra parte. Questo penso. Nient'altro? No, a posto così. |
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| Monica Bellucci | |
| Le persone che ci stanno vicine sono le prime a dimenticarsi del bello che c'è in noi. | |
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Altre frasi celebri del film Ricordati di me
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DVD | Ricordati di meUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 6 dicembre 2005
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SOUNDTRACK | Ricordati di meLa colonna sonora del film
Disponibile on line da lunedì 10 febbraio 2003
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Non sarà il caso di cominciare a parlare di "neo-neorealismo"? Le etichette valgono quel che valgono; però è un fatto che Ricordati di me parla degli italiani (o di una parte di essi) come facevano, decenni fa, i neorealisti o i registi della commedia all'italiana: con la macchina da presa ficcata bene a fondo nell'attualità. Siamo pronti a scommettere - e questa ne sarebbe la riprova - che gli spettatori parleranno soprattutto dei contenuti del film di Muccino. E' giusto, o è sbagliato, che le famiglie si sfascino se i coniugi non si amano più? E' davvero la solitudine la sola cosa che abbiamo in comune? Perché siamo tutti dominati dall'ossessione di essere visti (aspiranti-veline, aspiranti-scrittori, aspiranti-attrici), disposti a darci un'identità soltanto attraverso gli occhi degli altri ('ma tu come mi vedi?' è la battuta-tormentone del film)? L'uomo è veramente la parte più fragile della coppia, l'oggetto smarrito del terzo millennio; come sembra confermare Carlo (Bentivoglio), che tenta di lasciare moglie (Morante) e figli per la nuova-vecchia fiamma Alessia (Bellucci), ma poi non sa uscire dall'indecisione e dalla (rassicurante) ambiguità? Muovendo da argomenti che riguardano ciascuno di noi, il regista ha scelto di fotografare la realtà senza concessioni né sconti di pena, con un'esattezza a-ideologica che non esclude, però, la partecipazione. » |
di Mario Sesti Ciak
Chi è questa persona che mi compare di fronte quando sono allo specchio, perché è sempre così insicura e per quale ragione tutti la chiamano con il mio stesso nome? Alzi la mano chi non si è mai trovato almeno una volta in questa posizione. È la stessa nella quale tutti i personaggi del film prima o poi si ritrovano, in continuazione, in balia dell'angoscia. O dell'eccitazione. […] I verbi chiave del film sono "valere" ("Secondo te valgo qualcosa?") e "vedere" ("Ma tu come mi vedi?"). Le frustrazioni e i conflitti esplodono tra le persone che hanno legami più profondi ("Le persone che ci sono vicine sono le prime a scordarsi del bello che è in noi"), la macchina da presa scivola da un angolo all'altro della scena sospinta dai sussulti di ogni personaggio come la puntina di un grammofono su un vinile aspramente sconnesso. » |
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di Mauro Gervasini Film TV
Ricordatidi me. È un titolo, una speranza, un’incitazione, un imperativo, un valore assoluto del nostro tempo: apparire, essere qualcuno, valere qualcosa, lasciare un segno. Gabriele Muccino ragiona intorno a una delle regole effimere della modernità telematerialistica: i quindici minuti di notorietà di warholiana memoria non bastano più. Sono roba da sfigati. Lo dice il personaggio di Nicoletta Romanoff a Pietro Taricone, la cui fama si è volatilizzata al primo cambio di palinsesto. Il tema viene declinato secondo variabili generazionali, e con i debiti distinguo. » |
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Pubblico (per gradimento)
1° | giovanni ciampaglia 2° | tiziana stanzani 3° | giuliana '83 4° | arnaldo85 5° | nicolò 6° | frdb82 7° | bruno |
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