Torna in versione restaurata un film folle e imperdibile. Da lunedì 6 ottobre al cinema.
di Roberto Manassero
Marc, fotografo e tecnico delle luci di Londra, è in realtà uno psicopatico: abborda donne per la strada, le porta nel suo laboratorio e qui, con una cinepresa nel cui cavalletto è nascosta una lama, ne filma la morte. L'incontro con Helen, un'inquilina del suo palazzo, gli fa conoscere l'amore e per un po' lo distoglie dalla sua ossessione. La madre della ragazza, una donna cieca, intuisce però che Marc potrebbe essere legato agli omicidi e spinge la figlia a introdursi nel suo laboratorio, dove qui viene rivenuto il filmato dell'ultimo omicidio. Sorpreso, Marc confessa e racconta dei suoi traumi infantili, quando il padre psicologo testava la sua resistenza alla paura e filmava le sue reazioni. Per Marc è l'agognata liberazione, prima di un gesto estremo e definitivo.
Torna in versione restaurata il capolavoro del 1960 di Michael Powell, all'epoca dell'uscita bistrattato dalla stampa inglese e all'origine dell'oblio in cui per una decina d'anni cadde il nome del regista.
Si tratta di un film folle; qualcosa di artificiale e troppo diretto che rende ancora più disturbante questa confessione di una mente consapevole e turbata.