Il cavaliere pallido

Film 1985 | Western 113 min.

Regia di Clint Eastwood. Un film con Clint Eastwood, Michael Moriarty, Carrie Snodgress, Chris Penn, Richard Kiel, John Russell. Cast completo Titolo originale: Pale Rider. Genere Western - USA, 1985, durata 113 minuti. - MYmonetro 2,75 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un gruppo di onesti cercatori d'oro dà molto fastidio ad un ricco uomo d'affari senza scrupoli che, con la violenza, spera di cacciarli. Ma arriva un ...

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Consigliato sì!
2,75/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,38
CONSIGLIATO SÌ
Un western di successo.

Un gruppo di onesti cercatori d'oro dà molto fastidio ad un ricco uomo d'affari senza scrupoli che, con la violenza, spera di cacciarli. Ma arriva un predicatore solitario, che si mette dalla parte dei cercatori e li aiuta, a suon di pallottole e dinamite, a eliminare tutti i cattivi. Tentativo di riesumare un genere, il western, morto da tempo. Per i nostalgici può andar bene, ma solo come premio di consolazione; anche se il film ha avuto successo, specie in Usa.

Un western di successo.
a cura della redazione
venerdì 28 luglio 2006

Tra montagne innevate, in un panorama d'aspra bellezza, in una casupola di assi di legno, una ragazza regge alcuni versetti della Bibbia. Sono le parole deIl'Apocalisse che annunciano la venuta dei quattro cavalieri, l'ultimo dei quali monta un cavallo bianco e dietro di lui viene l'inferno: è la morte. Annunciata da queste parole, finalmente la piccola figura che abbiamo visto muoversi sulle montagne appare in tutta la sua statura, è il "cavaliere pallido" del titolo, la Morte, cioè Eastwood. Questo inizio "biblico" lo dobbiamo allo stesso regista che ha collaborato alla stesura della sceneggiatura con Michael Butler e Dennis Shryack. "Non sono un accanito lettore della Bibbia - dichiarerà poi - ma la mitologia delle storie ivi narrate e a relazione che esiste con la mitologia western mi ha sempre affascinato". A riprova basterà ricordare Lo straniero senza nome (1973), il primo western diretto da Eastwood: in quel film un pistolero, in vista dello scontro finale con i "cattivi", obbligava i cittadini della piccola Lago a ridipingere tutte le case di rosso e a ribattezzare Hell (inferno) la cittadina. Ma Eastwood non è un mistico, come afferma lui stesso non si interessa alla Bibbia ma alle possibilità di suggestione che può riverberarsi sul genere.
Il cavaliere pallido trova le proprie radici nell'epica western, in particolare in Il cavaliere della valle solitaria (George Stevens, 1953), il film da cui gli sceneggiatori hanno ricavato molti dei personaggi e gli snodi principali della storia. Anche il film di Stevens narrava la vicenda di un solitario pistolero dal passato oscuro che si schiera in difesa di una comunità minacciata dall'avidità di un ricco possidente. Il cavaliere della valle solitaria (Alan Ladd) si affezionava alla famiglia di un contadino (Van Heflin) e in particolare al giovane figlio (Brandon de Wilde), mentre nella riedizione moderna gli sceneggiatori complicano le cose mettendo Preacher/il predicatore in casa di Hull Barrett, un uomo innamorato di una vedova, Sarah Wheeler, che vive con la giovane figlia Megan. Le donne finiscono per innamorarsi dell'avventuriero ma lui non è il tipo che si ferma e mette su famiglia come aveva fatto il texano dagli occhi di ghiaccio (1976), l'eroe del secondo western diretto e interpretato da Eastwood. In quel caso, però, si trattava di un personaggio legato a precisi confini storici e geografici (il Texas alla fine della guerra di Secessione) mentre nel film deI 1985 l'interprete della trilogia western di Sergio Leone si era cimentato in un ritorno alla forma più mitica del genere, facendo comparire dal nulla e poi sparire di nuovo all'orizzonte una figura enigmatica, un santo armato, un angelo protettore e vendicatore, un cavaliere impuro alla ricerca di non si sa bene cosa. Così la rivisitazione del mito del west passa attraverso l'introduzione nella figura dell'eroe di elementi di ambiguità (predicatore o bandito? Amico di Hull o amante di Sarah?), un lavoro sull'eroe che l'autore avrebbe ripreso con Gli spietati, una pellicola ancora più radicale nell'attribuire un fardello di colpe al protagonista: se in il cavaliere pallido possiamo solo fantasticare sul passato di Preacher, nella pellicola deI 1992 la vita di orrori e violenze viene rievocata con forza. Tassello importante nella definizione della poetica dell'eroe eastwoodiano, Pale Rider segna anche la definitiva maturazione stilistica dell'autore, che non risente più dello stile iperbolico e artificioso di Leone ma ha trovato un proprio modo di fare cinema asciutto nei movimenti di macchina, essenziale nel descrivere la quotidianità, ricco di suggestione, anche grazie all'apporto di un esperto direttore della fotografia come Bruce Surtees (già collaboratore assiduo di Siegel e poi dello stesso Eastwood) che crea un mondo di contrasti violenti fra gli esterni luminosi e gli interni sprofondati nelle tenebre.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Poveri cercatori d'oro sono ostacolati da un ricco uomo d'affari losco e crudele. Arriva il "predicatore", uno strano tipo pieno di cicatrici, e lo sistema. Western di nitida impaginazione, con 2 o 3 sequenze d'effetto, dopo quella d'inizio che è la più bella. Ma lungo i suoi 113 minuti bisognerebbe scappellarsi spesso per salutare le citazioni di altri western.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 11 febbraio 2012
Paolo Assandri

Lo straniero senza nome e Cavaliere pallido. I due film possono essere analizzati in blocco, nonostante Lo straniero senza nome sia del  1973 e Pale Rider di dodici anni successivo, essendo numerose le affinità e le antinomie che li rendono centri speculari di un medesimo discorso eastwoodiano: quello sulla spettralizzazione dell’uomo (in questo caso del westerner).

giovedì 24 maggio 2012
Filippo Catani

Una tranquilla comunità di cercatori d'oro e continuamente vessata da un ricco proprietario che vorrebbe mettere le mani anche su quelle terre e relativi giacimenti. Ormati fiaccati dalle continue angherie subite, i cercatori otterranno un prezioso aiuto da un misterioso predicatore che prenderà le loro difese. Un buon film diretto e interpretato da Clint Eastwood sempre a suo agio [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 novembre 2011
dounia

Il luogo nel film è abitato dai primi cercatori d'oro-minatori e da un proprietario terriero che ha messo in moto un sistema più avanzato per la ricerca del metallo prezioso. Pensa di fare fuori i minatori facilmente ed impossessarsi della terra da loro abitata. Arriva un cavaliere per difendere e aiutare un minatore che, una volta recatosi in paese, non è servito come desidera e viene attaccato da [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 settembre 2016
Onufrio

Ricercatori d'oro vengono messi alle strette da un ricco proprietario terriero che vuole impossessarsi anche delle loro terre, le persone stanno ormai per crollare di fronte alle continue intimidazioni, ma l'arrivo di un misterioso cavaliere pallido darà la forza agli uomini di non mollare e combattere per le proprie terre. Classico Western diretto ed interpretato da Clint Eastwood in [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 giugno 2021
paolp78

Una delle evoluzioni artistiche più stupefacenti della storia del cinema è quella che ha portato Clint Eastwood a trasformarsi da interprete iconico, ma di modesto talento, in uno dei massimi autori cinematografici americani ed internazionali. Il percorso è stato molto lungo ed infatti i capolavori che lo hanno consacrato sono arrivati in età matura, soltanto a partire [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 settembre 2020
elgatoloco

Questo"PAle Rider"(Clint Eastwood, 1985,soggetto e sceneggiatura di Michael Butler e Dennis e Dennis Shyak), più che un film western, usa il western come metafora della sopraffazione: l'industriale- latifondista che impedisce ai cercatori d'oro di avere il proprio"Sitz im Leben", ossia il luogo dove vivere, cercare l'oro, dunque lavorare, realizzarsi, è [...] Vai alla recensione »

sabato 6 febbraio 2010
Pasolini85

Il ritorno dello Straniero senza nome nato dai capolavori di Sergio Leone..nonostante sia invecchiato sa il fatto suo...lo considero un western Eastwoodiano di buona fattura!

sabato 16 novembre 2019
Giovanni

Clint Eastwod non recita. Sullo schermo è soltanto presente, impassibile, pietroso, sempre uguale a se stesso sia come il cavaliere (perché pallido?) di questo film, sia come ispettore di polizia, eccetera, eccetera ... Eppure cattura l'attenzione e l'interesse del pubblico che lo ama oltre i suoi meriti. Recita senza recitare.

sabato 8 dicembre 2018
dario lodi

Non si capisce da dove venga, che passato abbia, che ci faccia lì e perchè vada via. Forse il peggior film di Eastwood, un film senza capo nè coda, con un finale assurdo e sciocco. Non male, comunque, la regia e bravi gli interpreti. Scenggiatura da dimenticare. 

lunedì 19 ottobre 2015
cincinnatmos

che storia, il cavaliere pallido è il cavaliere pallido, non è il parassita pallido..., quando scende in campo... nel paesino di farabutti, non è che aspetta... che il brutto il buono e il cattivo facciano le cose rischiando per lui che arriva si mette il tovagliolo pranzando come un gorilla, perchè non si ricorderebbe neanche più d'essere il cavaliere pallido, eg [...] Vai alla recensione »

Frasi
Questi padellari ostacolano la via del progresso
Loro o suo?
Una frase di Il predicatore (Clint Eastwood)
dal film Il cavaliere pallido - a cura di Fabioski
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