Dizionari del cinema
Miscellanea (1)
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
sabato 29 novembre 2014

Franco Nero

Aspettando il Nero

Nome: Francesco Sparanero
73 anni, 23 Novembre 1941 (Sagittario), Bedonia (Italia)
occhiello
Voi mi state dicendo a vostro modo che non parlate perché gli assassini sono ancora in libertà. Ma gli assassini sono in libertà perché voi non parlate.
dal film Il giorno della civetta (1968) Franco Nero è Il capitano Bellodi
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Franco Nero
David di Donatello 1968
Premio miglior attore per il film Il giorno della civetta di Damiano Damiani



Come va il cinema italiano signor Nero?

Franco Nero risponde a Farinotti

lunedì 30 agosto 2010 - Franco Nero cinemanews

Franco Nero risponde a Farinotti Caro Farinotti,
Le sono grato per il succo della Sua lettera che da un lato mi ristora, dall'altro mi fa sentire un vecchio dinosauro che va cercando un'erba che forse non esiste più. Quando giro per il mondo, e ciò succede spesso, la prima cosa che mi si chiede è "come va il cinema italiano signor Nero?". Da quarant'anni un tormentone, quasi fossi il medico che l'ha in cura. Si comincia immancabilmente con La dolce vita per finire, quasi sempre, con "le biciclette" di De Sica. Questo poteva succedere con un tassista di Belgrado o con un portiere d'albergo di Valencia, su un volo delle linee slovacche o in un pub di Caracas. Una cosa è certa, i film italiani degli ultimi decenni che si conoscono all'estero sono tre, Tre! Io parlo della gente qualunque, non dei cinefili. "Un popolo ha una cinematografia importante quando la si vede all'estero", me l'ha insegnato Cristaldi, l'ultimo vero produttore italiano, uno dei pochi che ogni volta metteva i soldi e correva il rischio di perderli. Quali sono questi film? Nuovo Cinema Paradiso, Il Postino e La vita è bella. Il resto della produzione nazionale? Fuochi d'artificio casarecci che già a Chiasso hanno perso ogni fragore. Il Cinema italiano da quando è ostaggio delle reti televisive è diventato un clan per i soliti noti, fortuitamente capaci di cose egregie, come le ciambelle che ogni tanto escono senza buco, provetti maestri di cose inutili. Io stesso di quest'ultime ne ho fatte tante, senza mai sottrarmi, ma a mie spese e per incoraggiare giovani che altrimenti sarebbero morti nell'attesa di incontrarsi con un funzionario sulla cui lapide, ci scommetto, farà scrivere "in riunione". Il Cinema italiano ha succhiato per trent'anni da due sole tette, quella del Ministero e dall'antenna della Rai. La prima ha chiuso il rubinetto dopo che ci hanno ciucciato un po' tutti; alla seconda si sono appiccicati i soliti "abbonati" ma il latte è sempre quello. Io comunque sono un privilegiato, ho altre tette in giro per il mondo... Nella mia carriera finora mi hanno chiamato per interpretare trenta eroi di trenta nazionalità diverse, devo dire che da qualche tempo mi sono un po' stufato di sentire la domanda : "come va il cinema italiano signor Nero?" così anziché dire "mi deprime", come è solito invece confessare il mio amico Tarantino (che mi ha invitato il 31 a Venezia per un party in suo onore a porte quasi chiuse), lascio cadere il sipario affidando a Vanessa un sorriso cortese.
Cordialmente, Franco Nero

Ps: Per quanto riguarda il film western a cui fa cenno, non è stato ancora fatto perché a dire degli "antennisti" il western appartiene ad un genere tramontato in Italia; ma non demordo, penso di avere ancora qualche interlocutore oltre Chiasso.

   

Aspettando Angelus Hiroshimae interpretato da Nero.

Lettera di Pino Farinotti a Franco Nero

lunedì 30 agosto 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Lettera di Pino Farinotti a Franco Nero Caro signor Nero,
le dico che sono molto felice per lei, per questo momento che le è così favorevole. Alludo ai suoi due ultimi impegni: Angelus Hiroshimae, che sarà presentato a Venezia, soprattutto a Letters to Juliet, in uscita nelle sale. Di "Letters" conosco la storia e ho visto il trailer. Lei arriva a cavallo verso il suo grande amore perduto (e ritrovato), Vanessa Redgrave. Vi incontrate e lei la guarda proprio come Lancillotto guardava Ginevra in quel Camelot, quando vi siete conosciuti. Correva il 1967. Le dico, Franco, che lei non è mai banale, protagonista di una realtà che è meglio di una fiction.
Ci conosciamo abbastanza bene, lei conosce le mie idee riferite al cinema italiano e al cinema di Franco Nero. Un piccolo promemoria comunque. Lei ha dato corpo e volto a Lancillotto, appunto, a Django, al partigiano Valerio giustiziere del Duce, a Matteotti, Garibaldi, fra' Cristoforo, a quel John Reed che seguiva le rivoluzioni e che poi ha ripreso Warren Beatty, ha fatto il capitano dei carabinieri nel Giorno della civetta, da Sciascia. È stato scelto da artisti come Fassbinder e Buñuel. Insomma dati oggettivi che la accreditano come grande attore. Una volta a Venezia, ho incrociato Tarantino, gli ho chiesto cosa gli piacesse del cinema italiano, mi ha risposto "Franco Nero". E Tarantino è uno certamente inserito nel cinema contemporaneo.
Il punto è questo: quando il cinema italiano è cambiato, peggiorando, perché lei si è sottratto? Si facevano dei brutti film ma almeno avremmo avuto un attore con appeal e bravura. O forse non si è sottratto, c'era poco spazio per i ruoli alla Nero, per l'appeal e per l'eroe. Dico che era un peccato, e credo che lei condivida. Certo, questo stato del nostro cinema le ha dato modo di diventare primatista del mondo per numero paesi che hanno prodotto i suoi film.
Ricordo che qualche anno fa la Commissione consultiva, del Ministero, approvò una sua sceneggiatura per un western. Ricordo che c'erano grandi nomi, come Michey Rourke, Jon Voight, lo stesso Tarantino, e altri. Perché il film non è stato fatto? Posso tentare una mia lettura: perché il western raccontava vicende semplici e buone, non c'erano trans, spinelli e straniere che vengono a prostituirsi nel nostro paese.
Il mio auspicio è che su questo nuovo abbrivio, doppiamente importante, per qualità e popolarità, lei si faccia valere coi produttori che prevalgono adesso. Certo, non è più un ragazzino, ma lo slancio, la qualità, le iridi, sono quelle di un cinquantenne in ottima forma. Trovi modo di imporsi, il nostro cinema, quasi sempre triste e depresso, con modelli quasi sempre senza fascino, ha bisogno almeno di un eroe.

Un saluto, suo Pino Farinotti

   

A Milano una serata dedicata all'attore.

Franco Nero, l'eroe

lunedì 21 giugno 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Franco Nero, l'eroe Mercoledì 23 lo Spazio Oberdan di Milano ospiterà Franco Nero. L'occasione è la presentazione dell'ultimo film di cui è protagonista, Angelus Hiroshimae, più che occasione, è pretesto. Sarà l'attore al centro dell'attenzione. Un'attenzione che Franco Nero certamente merita. Per molte ragioni. Voglio esordire con una citazione nobile. In Viale del tramonto Joe Gillis (William Holden) dice a Norma Desmond (Gloria Swanson) "io vi conosco, siete Norma Desmond. Eravate grande". L'anziana diva solleva il sopracciglio e solenne risponde "io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo." La partenza è un po' enfatica, ma visto che di cinema trattasi, voglio trasferire il concetto a Franco Nero. Negli anni Ottanta, quando certi codici del cinema italiano vennero rivisti, Nero era davvero "troppo grande" per quel cinema. Da quel momento l'attore è diventato una sorta di primatista mondiale delle produzioni. Ha girato in una trentina di Paesi. Scelto da alcuni dei massimi maestri del mondo, come Fassbinder, Buñuel e Chabrol. In America è adorato. Uno dei suoi più grandi fans è Quentin Tarantino che recentemente, a New York, in occasione della prima mondiale di Angelus Hiroshimae ha detto che se non ci fosse stato Nero non ci sarebbe stato Tarantino. Il regista di Pulp Fiction ha forse un po' sospinto il concetto, ma è vero che Nero ha percorso anche quel cinema italiano di "sottogeneri" del quale si intravvedono precisi segnali nel percorso di Tarantino.

Un attore dal talento non ampiamente riconosciuto.

Nero story: non nel senso di noir, ma di Franco

lunedì 22 marzo 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Nero story: non nel senso di noir, ma di Franco F ranco Nero ha presentato in anteprima a Hollywood l'ultimo film di cui è protagonista, Angelus Hiroshimae. "È il mio ruolo più estremo, quello che amo di più, per molte ragioni" ha dichiarato. Le "ragioni" ci sono davvero, artistiche e personali, dolorose. Ma prima di scrivere del suo "Angelus" è doveroso un promemoria di Franco Nero.

Biografia
Una sua biografia termina con questa frase: "l'attore è stato diretto da molti registi importanti del cinema italiano, ma anche da artisti come Buñuel e Fassbinder. Il talento di Franco Nero è stato abbondantemente riconosciuto e legittimato" .
Dico che l'ultima affermazione è impropria: il talento è stato riconosciuto, ma non abbastanza. Nel novembre dell'anno prossimo Nero compirà settant'anni. Certo, ha fatto molto. Era un divo a 25 anni. Ma quando avrebbe potuto dare il meglio, negli anni '80/'90 il cinema gli si è sottratto, non lo ha ignorato, ma non gli ha concesso ciò che avrebbe dovuto. Perché il cinema italiano era cambiato, impegnato a rincorrere il sociale e la politica. Dedito a trasfigurare alcuni dei codici che sono indispensabili al cinema, ne sono il cuore e la testa: l'eroe, il buono che prevale sul cattivo, il modello in cui ci si può identificare, dunque migliore di noi e con maggiore appeal. E poi naturalmente le storie: i sentimenti diventavano banali, i genitori dovevano essere cattivi, il diverso era sempre migliore di te, se non ti facevi almeno uno spinello diventavi uno sospetto. E poi si dileguavano i generi. I nuovi protagonisti si chiamavano, fra gli altri, Orlando, Lo Cascio, Fantastichini, Amendola, e più tardi Marcoré, Bisio, De Luigi. Modelli di un cinema provinciale e modesto che avrebbe allontanato il pubblico, quasi azzerato l'esportazione, e che sarebbe stato ignorato dai grandi Premi. Certo non era più il cinema di Nero, di un divo, di un eroe. La sua faccia internazionale e nobile, il suo appeal, i suoi occhi brillanti come alogene azzurre, non servivano più.

Domenica e lunedì sera su Raiuno.

Sant'Agostino: un peccatore diventato santo

venerdì 29 gennaio 2010 - Alessandra Giannelli cinemanews

Sant'Agostino: un peccatore diventato santo Eccezionalmente ambientata nella Biblioteca Angelica (attigua alla basilica di Sant'Agostino a Roma), la conferenza di Sant'Agostino, la fiction in onda su Rai Uno domenica 31 gennaio e lunedì 1 febbraio, realizzata con un cast e una produzione internazionali (Rai Fiction, LuxVide, Eos Entertainment, Rai Trade, Grupa Filmowa Baltmedia), per la regia di Christian Duguay. Un grande onore presentare questo film, esordisce il direttore Del Noce, che si inserisce nel "filone impegnato" cui la Rai punta da un po' di tempo (il film su Anna Frank di mercoledì 27 gennaio ha ottenuto il 27% di share). Agostino, il più grande filosofo dell'umanità, oltre che un santo; una vicenda emblematica di un uomo che riuscì a trasformare una vita da intellettuale a spirituale. Presentata a Papa Benedetto XVI, lo scorso settembre nella residenza di Castel Gandolfo, a dimostrazione di come, anche attraverso la televisione, si possa trattare una storia così profonda, lo stesso ha commentato che se suo padre, filosofo, fosse stato vivo, sarebbe stato fiero di questa realizzazione televisiva. Una scelta, quindi, coraggiosa e difficile di cui la rete va fiera chiosa Del Noce. Presente il presidente della Lux, Ettore Bernabei, insieme ai figli Luca e Matilde, che ha parlato di un'opera di divulgazione popolare, trattandosi di un personaggio eminente della cultura universale. Egli ha aggiunto che questa fiction non solo ha il merito di far conoscere un'epoca della storia dell'umanità, ma anche il percorso di un uomo che avrebbe potuto vivere ai nostri giorni. Ci sono, infatti, nella sua vicenda le esperienze di tanti uomini e donne, soprattutto quella di incamminarsi nella via tormentata del successo personale e del potere, attraverso anche vicende trasgressive, ma sempre con lo spirito della ricerca, della conoscenza. Un uomo prima, un santo poi, che non andava alla ricerca della verità, ma che desiderava che la verità trovasse lui, atteggiamento colto dal Sommo Pontefice, speranzoso che, attraverso questa dinamica, ogni uomo trovi la carità. Esperienze attuali, appunto, affinché il pubblico possa ricavarne un vantaggio per la propria vita. Un lavoro di sceneggiatura non facile per la mole di storia e per l'epoca di cui tratta: sul declino dell'Impero Romano, quando l'uomo cominciò a guardare ad Oriente. Molto grato per questa realizzazione Padre Vittorino Grossi, preside dell'Università Lateranense, per la proposizione dell'uomo Agostino, capace di lezioni di solidarietà perché sempre attento alla gente e alle sue fatiche umane. Nel film sono proposte le tre età di Sant'Agostino: il giovane (Matteo Urzia), il maturo (Alessandro Preziosi) e l'anziano (Franco Nero).

Django Unchained

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,70)
Un film di Quentin Tarantino. Con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, Kerry Washington.
continua»

Genere Western, - USA 2013. Uscita 17/01/2013.

Cars 2

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,99)
Un film di Brad Lewis, John Lasseter. Con Tony Shalhoub, Owen Wilson, Larry The Cable Guy, John Ratzenberger, Cheech Marin.
continua»

Genere Animazione, - USA 2011. Uscita 22/06/2011.

Rasputin

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,81)
Un film di Louis Nero. Con Francesco Cabras, Daniele Savoca, Franco Nero, Diana Dell'Erba, Ottaviano Blitch.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2011. Uscita 08/04/2011.

Letters To Juliet

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,52)
Un film di Gary Winick. Con Amanda Seyfried, Christopher Egan, Gael García Bernal, Vanessa Redgrave, Franco Nero.
continua»

Genere Commedia, - USA 2010. Uscita 25/08/2010.

Mario il mago

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Tamás Almási. Con Franco Nero, Nyako Julia, Vittorio Marsiglia
Genere Commedia, - Ungheria, Italia 2008. Uscita 28/11/2008.
Filmografia di Franco Nero »

mercoledì 29 ottobre 2014 - These Final Hours e Index Zero in streaming su MYMOVIESLIVE!

Trieste Science+Fiction, al via la XIV edizione

a cura della redazione cinemanews

Trieste Science+Fiction, al via la XIV edizione Trieste torna ad essere la capitale della fantascienza dal 29 ottobre al 3 novembre 2014 con la quattordicesima edizione del Trieste Science+Fiction Festival, manifestazione internazionale organizzata da La Cappella Underground nel capoluogo giuliano, che, superati i primi cinquant'anni di vita (dalla prima edizione dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza), si appresta a mettere in scena un'edizione davvero straordinaria.

   

Altre news e collegamenti a Franco Nero »
Django Unchained (2013) Cars 2 (2011)
Prossimamente al cinema Oggi al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri film » Altri film » Altri film » Altri film »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | moviecard® | trailer | download film | mygames |
Copyright© 2000 - 2014 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
XHTML | CSS | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso |
pubblicità