| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Gran Bretagna, Italia, Cile, USA |
| Durata | 150 minuti |
| Regia di | Julian Schnabel |
| Attori | Oscar Isaac, Gal Gadot, Gerard Butler, Al Pacino, Jason Momoa Martin Scorsese, John Malkovich, Franco Nero, Sabrina Impacciatore, Louis Cancelmi, Lorenzo Zurzolo, Benjamin Clémentine, Paolo Bonacelli, Fortunato Cerlino, Duke Nicholson, Guido Caprino, Claudio Santamaria, Lolita Chammah, David Agranov, Dora Romano, Jacopo Rampini, Ford Leland, Mohamed Zouaoui. |
| MYmonetro | 2,32 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 4 settembre 2025
Uno scrittore viene ingaggiato da un amico mafioso per un compito davvero speciale: trovare il manoscritto originale della Commedia. In Italia al Box Office In the Hand of Dante ha incassato 921 .
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CONSIGLIATO NÌ
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Nick Tosches si è autoesiliato a Bora Bora quando un amico mafioso lo invita a tornare in azione per mettersi sulle tracce del manoscritto della Divina Commedia che sembra esista veramente. Accompagnato da Louie, un killer psicopatico, inizia la ricerca lasciando dietro di sé un lungo elenco di morti ammazzati.
Julian Schnabel affronta un romanzo difficile che ha avuto un percorso travagliato e si vede.
Correva l'anno 2008 e Johnny Depp acquisiva i diritti per la trasposizione cinematografica del romanzo di Nick Tosches che era il secondo di un ciclo di cinque in cui lui aveva il ruolo di autore-investigatore alla ricerca del manoscritto della Divina Commedia. Il progetto però non decolla e Oscar Isaac prende il posto di Johnny Depp.
Toccherebbe a Julian Schnabel dirigere ma arriva lo sciopero degli attori che il regista bypassa trattandosi di una produzione indipendente che ha l'appoggio, nonché la presenza come attore, di Martin Scorsese con un cast di tutto rispetto che prevede Al Pacino, Franco Nero, Sabrina Impacciatore e Guido Caprino tra gli altri.
Come spesso accade ai progetti a lungo covati il risultato non è pari alle aspettative. Lo sdoppiamento di Nick in Dante e della sua amata Giulietta in Gemma Donati risulta meccanico nonché posticcio. Coloro che avevano criticato Pupi Avati per il suo Dante dovrebbero vedere questo Alighieri a colori per rendersi conto del peso della finzione. Che potrebbe anche essere voluto così come le risate suscitate a più riprese nel corso delle prime proiezioni che però lasciavano ampio margine al sospetto della comicità involontaria.
Si assiste a una storia ipertrofica in cui all'ironia di livello di un John Malkovic si alterna una rappresentazione della Sicilia che definire stereotipata significa utilizzare un eufemismo. L'identificazione di Nick con Dante funziona solo nella rivalutazione, da parte del poeta e della sceneggiatura, della figura di Gemma Donati a cui l'Alighieri non dedicò mai un solo verso. Per il resto si alternano situazioni in cui solo il tormentone delle uccisioni compiute da Louie fa da fil rouge di una ricerca che mette insieme il centro di datazione al Carbonio-14 con Michele Sindona senza che allo spettatore che non sia un fan (e ci sono) di Tosches venga data l'opportunità di appassionarsi a quanto accade sullo schermo. Un tempo si diceva di alcuni attori anche bravi che 'non passavano la ribalta', cioè non comunicavano con la sala. In the Hand of Dante non passa lo schermo.
Un romanziere esperto di Dante, un pericoloso giro di affari loschi, un gangster violento e spietato, un misterioso manoscritto. Il film inizia in maniera potente e sorprende con una vicenda curiosa, dialoghi taglienti e a tratti tesissimi. Un elegante bianco e nero si alterna a un colore vivido e suggestivo. Tutto questo procede meravigliosamente per i primi trenta minuti: senti che stai assistendo [...] Vai alla recensione »