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luned 19 novembre 2018

Diego Abatantuono

Un terrunciello eccezzziunale veramente!

63 anni, 20 Maggio 1955 (Toro), Milano (Italia)
occhiello
Io sono solo. una scelta di vita.
S, delle donne.

dal film Figli di Annibale (1998) Diego Abatantuono Tommaso
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Diego Abatantuono
David di Donatello 2004
Nomination miglior attore non protagonista per il film Io non ho paura di Gabriele Salvatores

Nastri d'Argento 1993
Premio miglior attore per il film Puerto Escondido di Gabriele Salvatores

Nastri d'Argento 1993
Nomination miglior attore per il film Puerto Escondido di Gabriele Salvatores

Nastri d'Argento 1987
Premio miglior attore non protagonista per il film Regalo di Natale di Pupi Avati

Nastri d'Argento 1987
Nomination miglior attore non protagonista per il film Regalo di Natale di Pupi Avati



Salvatores dirige la commedia firmata da Alessandro Genovesi.

Happy Family: dal teatro al cinema con un po' di sperimentazione

mercoled 17 marzo 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Happy Family: dal teatro al cinema con un po' di sperimentazione Otto personaggi in cerca dautore e un autore in cerca di una storia. Nel film di Gabriele Salvatores Happy Family i personaggi fanno il film, esattamente come, fuor di finzione, gli attori fanno il (suo) cinema. una commedia alla Woody Allen, ambientata interamente a Milano, uscita dalla penna di Alessandro Genovesi, finalista al premio Solinas 2008 per sceneggiature, inscenata con successo al Teatro dellElfo e rivisitata in chiave cinefila e visivamente appassionante dal pi eclettico dei nostri registi, uno che non ha mai avuto paura di sperimentare.

Il film visivamente molto curato, gioca con i colori, con il bianco e nero e con le citazioni iconografiche, come linquadratura che cita la copertina di Abbey Road. Come motiva questa scelta?
Salvatores: La citazione di Abbey Road casuale ma di certo cos, ci sono immagini che rimangono nella nostra memoria, nella memoria della nostra generazione. Il film fatto tutto in questo modo, con alcune scene che contengono dominanti di uno stesso colore, perch volevo che niente fosse realistico e che le immagini fossero molto ricercate. C stato un lavoro grande e importante da parte della scenografia e dei costumi. Per la sequenza in bianco e nero, mentre Caterina (Bilello) suona un "Notturno" di Chopin, mi sono lasciato ispirare dai tasti bianchi e neri del pianoforte e mi venuto in mento che potevo riprendere i notturni di Milano: sono luoghi e volti veri della Milano di notte. In tutto il resto del film, la citt sempre inquadrata un po dal basso, a tagliare fuori la strada, che non controllabile.

Petriccione (DoP): In questo film ci ha mosso una volont di invenzione e ricerca che dovrebbe essere perseguita pi spesso, perch troppe volte il cinema italiano insegue invece la televisione e si perde, finisce per assomigliarle.

Come la sua celebre battuta in Mediterraneo, l'attore esploso, caduto ed rinato.

5x1: Diego Abantuono, una vita non basta

marted 31 marzo 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Diego Abantuono, una vita non basta Il cabaret, i primi film comici poi la scoperta dell'arte drammatica o, meglio, di come spesso l'amaro della vita vada insaporito con un sorriso o una battuta scanzonata. Diego Abatantuono ha vissuto un curioso sdoganamento: passato dai film di Vanzina al premio Oscar con Salvatores. La sua una sorta di duplice esistenza professionale: continua a cercare ruoli drammatici ma non disdegna, anzi, di proporsi cos come molti hanno imparato a conoscerlo e ad amarlo nei suoi inizi: demenziale, capace di inventarsi un proprio linguaggio, un dialetto interregionale sconclusionato che ancora oggi comici di tutte le latitudini e tutte le estrazioni culturali provano a riproporre. Cos il "cento pe' cento milanese" che spiegava come "se c'ho l'accento che c'ho, lo tengo perch fa rustico" imperversa tra tv e cinema proponendo la sua chiave di lettura dell'esistenza, incontrando gli amici di una volta come Oldoini per una rivisitazione di un classico della commedia all'italiana con I mostri oggi oppure l'agrodolce dei ricordi di infanzia del suo amico Pupi Avati, che lo ha voluto di nuovo dopo La cena per farli conoscere per il film fortemente autobiografico Gli amici del bar Margherita.

Avati e il suo cast presentano Gli amici del bar Margherita.

Eravamo tanti amici al bar

luned 30 marzo 2009 - Marianna Cappi cinemanews

Eravamo tanti amici al bar Ha fatto quasi quaranta film in quarant'anni, eppure il materiale a Pupi Avati sembra non mancare mai. Quello migliore ce l'ha nascosto in casa, nel baule delle cose vecchie, dei ricordi da bar. Da l ha estratto Gli amici del Bar Margherita, dalle memorie di quando era sedicenne e sognava di poter avere un soprannome e un posto al tavolo del biliardo vicino ai suoi eroi. Quelli, tra gli altri, come Al, il duro del quartiere, come Manuelo, il "linfomane" o come Gian, che andato a Sanremo per cantare anche se non l'avevano chiamato. Quelli che oggi hanno hanno le facce di Diego Abatantuono, Luigi Lo Cascio e Fabio De Luigi.

Dopo I Mostri e I nuovi mostri arriva in sala il terzo capitolo in sedici episodi, diretto da Enrico Oldoini.

I mostri oggi: a volte ritornano

marted 24 marzo 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

I mostri oggi: a volte ritornano Dopo una serie di film "usa e getta" da dimenticare appena visti (l'ultimo La fidanzata di pap), Enrico Oldoini raccoglie l'eredit di Age e Scarpelli e la loro Italia rampante, cinica e amorale. Aggiornando la commedia italiana del boom anni Sessanta, il regista ligure si confronta con le commedie "a episodi" pi riuscite dell'epoca (I Mostri e I nuovi mostri) per scovare nell'Italia del quarto governo Berlusconi i nuovi(ssimi) mostri. Terzo capitolo in sedici episodi e sei attori protagonisti (Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Giorgio Panariello, Carlo Buccirosso, Angela Finocchiaro e Sabrina Ferilli) in azione tra Roma, Milano e Napoli. Senza la finezza del linguaggio e dei ritratti al vetriolo, firmati dal bresciano Age e dal romano Scarpelli, Oldoini e compagni provano a raccontare le mostruose perversioni dell'italiano contemporaneo e a demolirne le storture sociali, i privilegi e le ipocrisie. A Roma per presentare il loro film, regista e attori ci confessano la cattiveria dei mostri oggi.

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