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Io non ho paura
Un film di Gabriele Salvatores.
Con Diego Abatantuono, Dino Abbrescia, Aitana Sánchez-Gijón, Giuseppe Cristiano, Mattia Di Pierro
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 95 min.
- Italia 2003.
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Dopo un’apnea di molti anni, dopo aver davvero smarrito la strada maestra con una serie di film superflui e senza destino, ecco che Salvatores torna a “raccontare” e lo fa davvero bene.
![]() Una storia dal respiro universale
Pino Farinotti
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Dal romanzo di Niccolò Ammaniti. Michele, dieci anni, vive in un paesino, anzi, proprio quattro case, della Basilicata. Con la sorella più piccola e altri amici scorrazza in bicicletta nelle stradine in mezzo al grano. A casa c’è la mamma e il papà fa il camionista, ed è uomo “tutto core”. Incuriosito da una porta di lamiera vicino a una casa diroccata, Michele la apre e vede un buco, e in fondo un piede che esce da una coperta. Dopo lo spavento iniziale torna sul luogo e scopre che quel piede appartiene a un bambino come lui, biondo e delicato, quasi cieco per il buio, ridotto a una larva. Non riesce a immaginare un rapimento. Nelle successive visite gli porta da mangiare, gli parla, gli ridà una speranza. La televisione racconta di questo Filippo rapito a Milano. Così Michele capisce. Arriva a casa tale Sergio (Abatantuono), il “milanese” che tira le fila. Tutta la famiglia è implicata. Ma il cerchio si stringe, gli elicotteri girano. Il panico sopraggiunge. Occorre sopprimere l’ostaggio. Michele corre per salvarlo. Riesce a spingerlo fra i campi, sopraggiunge il padre "tutto core" che non esita a sparare al bambino, che però è Michele. Gli elicotteri dei carabinieri illuminano il milanese con le braccia alzate, il padre col figlio in braccio e il piccolo Filippo che si è salvato. |
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premi nomination |
David di Donatello 2 2 |
Colori e tensione.
di G. Ciampaglia
Salvatores è molto bravo a far parlare le immagini, immagini che spesso esplodono di colori. La prima sequenza ti catapulta da un fosso buio ad un bellissimo, giallissimo, campo di grano. Poi scoprirò che siamo in Basilicata. I paesaggi sono mozzafiato. Incontro con un gruppo di bambini che giocano in campagna. C'è il capo del gruppo, quello che fa "il cattivo" e viene rispettato da tutti. Viene introdotto Michele, ragazzino di dieci anni, il più buono e introverso del gruppo. Michele corre con continua » |
Io non ho paura
martedì 31 ottobre 2006
di ANTONELLA
C’era una volta un paese del Sud baciato dal sole e le cui messi biondeggiavano sotto un immenso cielo blu, appena striato da bianche nuvole.C’era un bambino di dieci anni, bruno di capelli e di carnagione, dal profilo fiero e sicuro.Vicino al paese, lì dove le spighe sono più bionde che mai, dove sono più fitte, quasi impenetrabili, c’era una casa abbandonata. Accanto alla caasa diruta c’era un buco, nero e profondo come la più cupa disperazione. Dentro al buco c’era un bambino, biondo continua » |
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Sacrificio
martedì 22 marzo 2005
di BEZDOMNY
Un impegnativo esercizio di equilibrismo compositivo eseguito maldestramente. Salvatores tenta di proiettare la vicenda evolutiva del decenne Michele in una dimensione fortemente chiaroscurale, ma la modulazione delle tonalità, l'alternanza di temi e suggestioni, sfondi e primi piani risulta forzata e schematica. La triangolazione tra avventura di scoperta preadolescenziale, gangster movie rustico e racconto dark per bambini è condotta in modo assai rigido e spigoloso, e a risentirne è il disegno continua » |
Che tanto scivolano via
martedì 11 novembre 2003
di Lorenzo
Tanti e di recente i film italiani che ci scivolano via dalla testa e dalla memoria col beneplacido del ministro che finanzia. Ovviamente non la penso come Farinotti perchè il film, e non è una novità, mi dice poco. Credo anzi che le energie andrebbero indirizzate alla conservazione del patrimonio già consegnato, come squisita testimonianza culturale, e senza quella necessità di dare, contribuire, coinvolgere le masse educando e resistendo. Un po' come gli amanuensi nel Medioevo continua » |
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| non ho paura delle altezze ho paura di cadere | |
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| Sergio al padre di Michele | |
| "Tu sei peggio di tutti qui.. perchè PENSI" | |
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| La Madre | |
| "Michè.. mi devi promettere una cosa. Che quando ti fai grande, te ne vai via di qua." | |
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DVD | Io non ho pauraUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 23 novembre 2005
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SOUNDTRACK | Io non ho pauraLa colonna sonora del film
Disponibile on line da sabato 8 marzo 2003
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di Alessandra Venezia Panorama
Un qualunque angolo di campagna dei Sud nell’estate 1978. I ruderi di un cascinale abbandonato, giochi di ragazzi lontani da casa, al riparo dagli occhi dei genitori. Ma un pomeriggio, quando è ora di tornare, Michele (Giuseppe Cristiano), resta solo a cercare gli occhiali smarriti dalla sorellina. Eccoli lì, accanto a una botola: che cosa nasconderà? E perché si trova proprio in quel luogo? La curiosità è tanta e quando Michele solleva la lamiera che la copre, quasi non crede ai suoi occhi. Lì, al buio, avvolto in una sudicia coperta, il volto spettrale, i capelli incolti, c’è Filippo (Maffia Di Pierro), un bambino con lo sguardo reso cieco dal buio che tende le mani verso il trambusto che ha spalancato la sua prigione. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Allarmante come una favola nera, teso come un thriller, curioso come un gioco, " Io non ho paura", che Gabriele Salvatores ha tratto quasi fedelmente dal romanzo di Niccolò Ammaniti (editore Einaudi), è davvero un bel film: forte, ben strutturato e girato, semplice ed estremamente raffinato, con bravi interpreti bambini e non, con un forte senso della Natura, senza patetismi né moralismi. Nella campagna tra Puglia e Basilicata, un'estate di circa un quarto di secolo fa, correndo in bicicletta tra il grano alto, esplorando per gioco, un bambino scopre una buca-prigione sotterranea, appena occultata da un pezzo di lamiera. » |
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Durante un'estate torrida, Michele scorrazza per la campagna pugliese assieme a un gruppo di coetanei: una piccola banda pronta a sfidarsi in prove di coraggio gratuite, che ricorda certi personaggi usciti dalla penna di Stephen King. Anche il clima narrativo, che implica una sorta di "spirito del luogo", è simile: l'in-famigliarità del famigliare, l'evento inconcepibile che irrompe nella vita monotona d'ogni giorno. Per caso, Michele scopre un ragazzo selvaggio incatenato in un buco nel terreno: in realtà un piccolo principe, Filippo, figlio di una ricca famiglia del Norditalia sequestrato a scopo di riscatto. » |
di Valentina Renzopaoli Cinemavvenire
Io non ho paura rappresenta una tappa importante nel percorso artistico di Gabriele Salvatores, che, per la prima volta, racconta un mondo finora da lui inesplorato, quello dei bambini, con straordinaria sensibilità e autenticità. Tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, uno dei più creativi scrittori della nuova generazione della letteratura italiana, il film rispecchia quasi nella sua totalità il racconto dell'autore, rinsaldando un vecchio rapporto tra le due arti che, mai come ora, soprattutto tra le nuove generazioni, appaiono legate da comuni visioni e intenti. » |
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