Io non ho paura

Film 2003 | Drammatico +13 95 min.

Anno2003
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata95 minuti
Regia diGabriele Salvatores
AttoriDiego Abatantuono, Dino Abbrescia, Aitana Sánchez-Gijón, Giuseppe Cristiano, Mattia Di Pierro, Giorgio Careccia .
TagDa vedere 2003
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,57 su 102 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gabriele Salvatores. Un film Da vedere 2003 con Diego Abatantuono, Dino Abbrescia, Aitana Sánchez-Gijón, Giuseppe Cristiano, Mattia Di Pierro, Giorgio Careccia. Genere Drammatico - Italia, 2003, durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,57 su 102 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo un'apnea di molti anni, dopo aver davvero smarrito la strada maestra con una serie di film superflui e senza destino, ecco che Salvatores torna a "raccontare" e lo fa davvero bene. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto 2 David di Donatello. Al Box Office Usa Io non ho paura ha incassato 1,6 milioni di dollari .

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Consigliato sì!
3,57/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,15
CONSIGLIATO SÌ
Una storia dal respiro universale.
Recensione di Pino Farinotti
Recensione di Pino Farinotti

Dal romanzo di Niccolò Ammaniti. Michele, dieci anni, vive in un paesino, anzi, proprio quattro case, della Basilicata. Con la sorella più piccola e altri amici scorrazza in bicicletta nelle stradine in mezzo al grano. A casa c'è la mamma e il papà fa il camionista, ed è uomo "tutto core". Incuriosito da una porta di lamiera vicino a una casa diroccata, Michele la apre e vede un buco, e in fondo un piede che esce da una coperta. Dopo lo spavento iniziale torna sul luogo e scopre che quel piede appartiene a un bambino come lui, biondo e delicato, quasi cieco per il buio, ridotto a una larva. Non riesce a immaginare un rapimento. Nelle successive visite gli porta da mangiare, gli parla, gli ridà una speranza. La televisione racconta di questo Filippo rapito a Milano. Così Michele capisce. Arriva a casa tale Sergio (Abatantuono), il "milanese" che tira le fila. Tutta la famiglia è implicata. Ma il cerchio si stringe, gli elicotteri girano. Il panico sopraggiunge. Occorre sopprimere l'ostaggio. Michele corre per salvarlo. Riesce a spingerlo fra i campi, sopraggiunge il padre "tutto core" che non esita a sparare al bambino, che però è Michele. Gli elicotteri dei carabinieri illuminano il milanese con le braccia alzate, il padre col figlio in braccio e il piccolo Filippo che si è salvato.
Dopo un'apnea di molti anni, dopo aver davvero smarrito la strada maestra (complice un Oscar sproporzionato che gli aveva fatto perdere le misure) con una serie di film superflui e senza destino, ecco che Salvatores torna a "raccontare" e lo fa davvero bene. Le lunghe scene di preparazione e connessione al fatto centrale, suggestive e soleggiate, non debordano. Il grano e il cielo, gli animali e le colline, tutto concorre alla storia. E' un meridione che non è quasi Italia, ma è mondo. Per salvare il suo amico, Michele corre nella notte, mormora a se stesso una favola e un sortilegio, intorno la civetta cattura un topo, un piccolo serpente assiste dal suo sasso. Cinema finalmente. Ed è importante per noi, da anni così disperatamente poveri e grigi, e allineati. E' un bel segnale, parallelo a quello della Finestra di Fronte. Entrambi i film hanno avuto il riconoscimento del Ministero dei Beni Culturali. Che davvero stia succedendo qualcosa?

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Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

Io non ho paura segue il processo di crescita di Michele, che lascia l’infanzia attraverso un doloroso percorso di conoscenza. Questa maturazione ha due punti d’appoggio. Il primo è l’incontro con l’altro, con Filippo. Il secondo è la caduta di miti e illusioni dell’infanzia, a partire dalla figura del padre. Il film si basa su serie di coppie di opposti. Da una parte c’è la buca in cui Filippo è chiuso dagli adulti, il basso, la chiusura, il buio, la notte, la morte. Dall’altra c’è il mondo di sopra, l’alto, l’apertura, la luce, il giorno, la vita. Altre coppie di opposti: Michele, il ragazzo del Sud, di famiglia povera, moro, dalla carnagione scura, e Filippo, il ragazzo del Nord, di famiglia ricca, biondo, pallido; il mondo degli adulti e il mondo dei bambini; la realtà e l’immaginazione. Sono tutti fattori che si contrappongono ma al contempo si toccano, si contaminano, si integrano. Il movimento di salita della cinepresa all’inizio del film, dal buio del sottosuolo alla luce dei campi di grano, anticipa e riassume questa dialettica degli opposti, evocando l’atto di creazione, che separa la luce dalle tenebre. Il film è ricco di motivi simbolici. Il simbolo principale è la buca. La buca è un palco illuminato dall’alto, è spazio della rappresentazione, è simbolo dell’inconscio, delle paure infantili, dei divieti che gli adulti impongono e che i bambini vogliono infrangere. Michele non dovrebbe vedere la buca e Filippo nella buca non può aprire gli occhi, non può vedere: vedere significa diventare adulti, la crescita si regge anche sulla capacità di vedere la realtà, prenderne coscienza, appropriarsene. All’inizio, Michele è un bambino incapace di agire, che guarda impotente la realtà e la trasfigura attraverso la fantasia; alla fine, stanco di questa impotenza, trova la forza di passare all’azione. Al tema dello sguardo si affianca quello dell’ascolto. Il film è percorso da una simbolica partitura sonora. I suoni della campagna rappresentano una natura che può essere vista in tre modi diversi: la natura indifferente alle vicende degli uomini; la natura come paradiso terrestre vicino all’infanzia; la natura dai toni negativi, mostruosi, funerei.

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Recensione di Alessandra Montesanto

Anni '60 in Basilicata. Michele è un bambino di dieci anni che passa le sue giornate giocando con i suoi amici, si mette alla prova, misurandosi con se stesso nell'accettare penitenze piuttosto pericolose. Michele esplora il mondo che lo circonda. Michele ha una madre severa ma paziente e un padre che da poco e tornato dopo aver passato un periodo fuori casa per lavoro. Michele corre, Michele ride, Michele si rotola nei campi di grano durante giornate assolate e calde. Michele un giorno scopre qualcosa: in una fossa sottoterra vede un piede, poi sente dei gemiti, si tratta di un bambino come lui. All'inizio sembra che questo bambino sia il protagonista del racconto che Michele scrive prima di addormentarsi la sera, ma non è così. Il ragazzino si chiama Filippo ed è stato rapito dal padre di Michele e da un gruppo di individui disperati e senza scrupoli. Michele porta del cibo a Filippo, gli parla, lo fa uscire dalla fossa per fargli sentire il respiro del vento, il profumo del grano e per ridargli la luce. Michele non capisce esattamente cosa sia successo a Filippo, ma l'importante è che i due bambini diventeranno amici. Una luce quasi accecante, per l'ultima opera di Salvatores in concorso alla 53a edizione della Berlinale, e qualche discesa nel buio di una grotta sotterranea, quella del nostro inconscio e delle paure dell'infanzia che sono appartenute a ciascuno di noi. Il punto di vista, tecnicamente e concettualmente, è sempre quello di Michele, di un bambino e i bambini, oltre all'ingenuità, sanno essere più distaccati degli adulti nei confronti di ciò che li circonda. Noi spettatori vediamo la realtà con gli occhi del piccolo protagonista e anche del suo amico, due volti della stessa persona, che ci ricordano quanto sia importante ribellarsi, combattere, essere coraggiosi per non rimanere imbrigliati e feriti dalla regola dell' opportunismo, dell' egoismo e dell' uniformità.

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IO NON HO PAURA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 23 febbraio 2016
Portiere Volante

A mio avviso è il miglior film di Salvatores,anche più di "Mediterraneo" che pure mi era piaciuto tanto. Tutto è curato nei dettagli:l'uso dei colori,la campagna,i rapporti familiari,i dialoghi. I sentimenti puri reggono tutta l'impalcatura ben costruita: l'ingenuità ed il grande cuore dei più piccoli,il coraggio dell'incoscienza,la giustizia M [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 settembre 2015
giannies

Salvatores riesce ad entrare nella psicologia di un bambino di dieci anni che, annoiato dalla monotonia del suo piccolo borgo di paese, si diletta nel fare amicizia con uno strano ragazzino della sua età che passa le sue giornate imprigionato all'interno di una buca. Michele stesso, il protagonista, scoprirà che il bambino non è altro che un ostaggio tenuto nascosto da suo padre e i [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 marzo 2010
Kronos

Dopo tanti film inutili, mal concepiti e realizzati, Salvatores firma il suo capolavoro: un'emozionante favola gotica che oscilla senza squilibri tra il Thriller e il cinema dell'infanzia. Alla qualità del risultato concorrono in maniera decisiva (oltre alla qualità della sceneggiatura di N. Ammaniti) la fotografia di Italo Petriccione, la splendida colonna sonora di Ezio Bosso e un cast, bambini [...] Vai alla recensione »

sabato 7 dicembre 2013
JCUgillian

Io Non Ho Paura è uno dei film italiani più bello che abbia mai visto. La sceneggiatura è bellissima, piena di colori, e la musica va molto bene con le immagini e l'atmosfera. Mi è piacuto moltissimo questo film perchè c'era bellezza, tristezza, paura, e la cosa più importante è che questo film racconta una storia relastica che ci mostra com'era [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 aprile 2011
Lady Libro

Questo è uno dei più bei film italiani (e non) di sempre!! Altro che De Sica e i suoi cinepanettoni idioti: questo sì che è vero cinema! Struggente, toccante, forte, fedele al libro del grande scrittore Niccolò Ammaniti e ricco di suspense e mistero. Salvatores è un regista formidabile! Il cast poi è tutto un'unica bravura!

mercoledì 11 dicembre 2013
jcuyulia

Penso che il film sia incredibile! Specialmente la natura della camapgna. Anche gli attori sono molto bravi.  "Non ho paura"  si racconta dell'amicizia e  di desiderio dei bambini di sapere tutto. è molto interessante e dovreste vederlo!

lunedì 9 dicembre 2013
jcuskotcher

Io credo che il film dà al pubblico una buona occhiata in questioni politiche e questioni familiari in alcune città italiane. Anche se questo film è finzione, i membri della famiglia e il modo in cui interagiscono tra loro è educativo perché dimostra come i bambini possono essere influenzati dai loro genitori. Viene inoltre illustrato come i bambini possono essere creativi ed esplorare l'ambiente circostant [...] Vai alla recensione »

domenica 8 dicembre 2013
JCU Caroline

Mi è piaciuto molto il film. Penso che la scelta del regista di utilizzare i bambini locali per gli attori rende il film più sincero. il film mostra l'amicizia tra due bambini innocenti molto bene.

domenica 8 dicembre 2013
JCUSeanH

Questo film, Io Non Ho Paura, è girato magnificamente, con scene nei bellissimi paesaggi del sud d'italia. La cinematografia è un'opera d'arte italiano, che presenta l'innocenza dei bambini e la forza del bene. Anche se io sono americano, i temi contenuti in questo film sono chiari per me--è una testimonianza all'abilità del direttore e la verità [...] Vai alla recensione »

sabato 7 dicembre 2013
Rmcco1216

Io penso che questo il film sia molto bravo!  Anche molto paura perche io non lo so cosa suchedere prossimo!  Ahaha!  Tu dovereste guardere questo il film!

sabato 7 dicembre 2013
bella_roma

Mi piace il film! I personaggi erano vivi e il direttore ha fatto un idea bello!  E` un film divertente per una famiglia!  Michele era un ragazzo di coraggio e Maria era una ragazza di innocenza! Dovreste vederlo! 

venerdì 6 dicembre 2013
Dominique JCU

Credo che questo film davvero mostri bene com'era la situazione in Italia negli anni '70. La favola e le immagini combinato con la musica rendono "Io non ho paura" da vedere. È un film che ti fa emozionare.

giovedì 5 dicembre 2013
JCU Joe M.

Penso che “Io Non Ho Paura” sia divertente da guidare per la bellezza della campagna e la sorpresa alla fine del film. Mi piace che l'amicizia vince ma anche mi piace che non sempre sapevo chi vivrà o chi morrà.             

giovedì 30 agosto 2012
pamby

Il punto di vista dei piccoli alle prese con la complessità e la crudeltà della vita. Un film originale, un capolavoro

giovedì 14 giugno 2012
ciccio benzina

il libro era un po meglio ma pure questo fil non è male .

mercoledì 11 maggio 2011
tiamaster

davvero bello

giovedì 24 giugno 2010
..vit..

Slendido. Storia terribilmente umana, vivissima e commovente, carica di emozioni e sentimenti. Un racconto che sorprende per la bellissima fotografia, la colonna sonora all'altezza, bravi e credibili attori (il protagonista è straordinario!), ma soprattutto una trama drammatica profonda e da una visuale originalissima (tanto quella del bambino quanto quella della sua famiglia, che sta effettivamente [...] Vai alla recensione »

martedì 20 giugno 2017
Onufrio

Michele passa le giornate d'estate in sella alla sua bicicletta assieme agli amichetti ed alla sorellina girovagando per le desolate ed aride terre di campagna in cui spicca un oceano di grano. Durante una delle tante avventure, in un casolare abbandonato, Michele sotto un landone d'alluminio coperto trova una grotta sotterranea dove viene tenuto in ostaggio un bambino, suo coetano, biondo [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 dicembre 2013
JCU - Chumbawamba

Mi è piaciuto il film. Michele è molto bello a Felippo. L'uso di giorno e di notte nelle scene è molto fatto bene. Posso sentire il calore dell'estate dallo schermo. Ma gli attori non sono molto buone. Non vorrei rivedere il film.

giovedì 10 marzo 2011
Gruppo Italia/REV 5

Un film drammatico pieno di emozioni dove Michele’ viene affrontato con domande di moralità e perdità dell’innocenza.  Un film che ha seguito la trama del libro con  precisione in molti modo perché lo scrittore del libro ha lavorato insieme al regista per avere lo stesso effetto del libro. Il film inquadra bene lo stato di tanti paesi nel sud nei anni settanta. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 ottobre 2009
tnguyen

Questo film è che cosa immaginerei il libro sarebbe, se non di più. Anche se la descrizione di Acqua Trastevere nel libro è molto bello,i colori del film sono stati mozzafiati. Con il effetto della musica, sono stata sull'orlo della mia sedia. Con il aiuto del regista, sono entrata il mondo di Michele, un ragazzo di 10 anni. Ho sentito come abitava in Acqua Trastevere e ha fatto esperienza stessa che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 giugno 2009
GIOVANNA

L'ho visto solo ieri in dvd nonostante Ammaniti sia il mio autore preferito. Il film non ha deluso le mie aspettative. Davvero grandioso. L'ambientazione, la musica, le interpretazioni dei personaggi, i dialoghi, la profondissima umanità, tutto ciò ne fa un film straordinario. Alla faccia di chi dice che il cinema italiano non funziona...

giovedì 10 marzo 2011
FORZA NANO

In tanto abbiamo pensato che sia stato un bel film. Era ironico come Michele sempre faceva la cosa giusta pero alla fine, suo padre l’è sparito. Vediamo Michele come un’icona della speranza in un paese dove tutta la gente era molta corrotta. Normalmente si pensa che la gente che fa la cosa giusta avranno un bel finale. Ma questo film ci mostra la realtà del nostro mondo e ha un punto di vista molta [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Tu sei peggio di tutti qui.. perchè PENSI"
Sergio (Diego Abatantuono)
dal film Io non ho paura - a cura di Irene
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Venezia
Panorama

Un qualunque angolo di campagna dei Sud nell’estate 1978. I ruderi di un cascinale abbandonato, giochi di ragazzi lontani da casa, al riparo dagli occhi dei genitori. Ma un pomeriggio, quando è ora di tornare, Michele (Giuseppe Cristiano), resta solo a cercare gli occhiali smarriti dalla sorellina. Eccoli lì, accanto a una botola: che cosa nasconderà? E perché si trova proprio in quel luogo? La curiosità [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Di solito il cinema non racconta i bambini, li usa (a Hollywood diventano perfino orrende baby- star) per fare piangere o ridere. E di solito quando un regista adatta un romanzo per lo schermo rischia di tradirlo troppo, snaturandolo, o troppo poco, limitandosi a una piatta illustrazione. Invece Gabriele Salvatores è riuscito a fare un film sui bambini, con la sensibilità di un Comencini o di un Truffaut, [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Allarmante come una favola nera, teso come un thriller, curioso come un gioco, " Io non ho paura", che Gabriele Salvatores ha tratto quasi fedelmente dal romanzo di Niccolò Ammaniti (editore Einaudi), è davvero un bel film: forte, ben strutturato e girato, semplice ed estremamente raffinato, con bravi interpreti bambini e non, con un forte senso della Natura, senza patetismi né moralismi.

Valentina Renzopaoli
Cinemavvenire

Io non ho paura rappresenta una tappa importante nel percorso artistico di Gabriele Salvatores, che, per la prima volta, racconta un mondo finora da lui inesplorato, quello dei bambini, con straordinaria sensibilità e autenticità. Tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, uno dei più creativi scrittori della nuova generazione della letteratura italiana, il film rispecchia quasi nella sua totalità [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Durante un'estate torrida, Michele scorrazza per la campagna pugliese assieme a un gruppo di coetanei: una piccola banda pronta a sfidarsi in prove di coraggio gratuite, che ricorda certi personaggi usciti dalla penna di Stephen King. Anche il clima narrativo, che implica una sorta di "spirito del luogo", è simile: l'in-famigliarità del famigliare, l'evento inconcepibile che irrompe nella vita monotona [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Una storia di orchi: un omaccione in mutande e canottiera che occupa imponente il bagno di casa e tiene una pistola nella valigia, un altro più mingherlino e incattivito che si chiama il Teschio e, anche lui in mutande, canottiera e stivaletti anfibi, balla e canticchia Parole, parole di Mina e Alberto Lupo in mezzo alla campagna, un guardiano di porci che sembra uscito da un incubo e ha ormai la stessa [...] Vai alla recensione »

Paolo Boschi
Scanner

Uno dei rischi maggiori per un regista impegnato a traslare un romanzo sul grande schermo è quello di non reggere il passo della fonte letteraria: per fortuna in Io non ho paura di Gabriele Salvatores tutto (o quasi) finisce per andare per il verso giusto, anche grazie all'indispensabile aiuto in cabina di sceneggiaura da parte di Niccolò Ammaniti, l'autore dell'omonimo romanzo, uno dei migliori della [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano.net

È l'allineamento tra estetica ed etica nel cinema di Salvatores, alla fine di una ricerca decennale che, puntata sul primo o sul secondo termine, sui prestiti e sugli stili, lasciava insoddisfatti, eppure convinti dei potenziali risultati. Nel romanzo omonimo di Ammaniti il regista di Mediterraneo e Denti ha trovato un punto di vista eccentrico e insieme bilanciato per liberare doti di percezione emotiva [...] Vai alla recensione »

winner
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David di Donatello
2004
winner
david scuola
David di Donatello
2004
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