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Mediterraneo
Un film di Gabriele Salvatores.
Con Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna, Claudio Bisio, Gigio Alberti.
continua»
Commedia,
durata 95 min.
- Italia 1991.
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Avventure, amori e tribolazioni di otto soldati del Regio Esercito Italiano che nel giugno 1941 sono mandati a presidiare un'isoletta greca dell'Egeo dove rimangono sino all'inverno del 1943. Uno degli otto non tornerà. Senza ambizioni storiche, è una favola, un racconto di formazione, un apologo sull'amicizia virile, sul desiderio di fuga (è dedicato “a tutti quelli che stanno scappando”), sulle difficoltà di crescere. Chiude un'ideale trilogia sul viaggio e su una generazione, quella del regista, formata da Marrakech Express e Turné. Un bel gioco di squadra attoriale e un'accattivante mistura di buffo e patetico con molti stereotipi e qualche leziosaggine ruffiana. Girato nell'isola di Kastellorizo (Megisti in greco). Oscar per il film straniero. |
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premi nomination |
Premio Oscar 1 0 |
Nastri d'Argento 1 0 |
David di Donatello 3 0 |
Mediterraneo da 100 oscar
giovedì 26 maggio 2005
di Anonimo
Il film in questione avrebbe dovuto vincere non uno ma 100 oscar! Badate bene non è uno di quei film che basta vedere una volta! Fate pure la prova! Certo ovviamente le successive volte che lo vedrete la storia sarà ormai nota, ma soffermatevi invece a prestare attenzione ai dialoghi: scoprirete allora un film nuovo ogni volta che lo vedrete. Inoltre, per capire a fondo il film, non so come spiegarlo, ma dovrete cercare di coglierne l'atmosfera! Insomma è uno di quei film, che se compreso veramente, continua » |
L'oscar e' meritatissimo,
mercoledì 16 febbraio 2005
di Ste
e' un film che fa bene alla salute, denigra la guerra e dimostra quant'e' bello il mondo senza le stupide lotte tra gli uomini....film esemplare. continua » |
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Un film intelligente
lunedì 12 novembre 2001
di majic
Sono stato a Kastellorizo per vedere e vivere l'isola in cui è stato girato il film. Peraltro l'isola è ancora più bella e selvaggia vista dal vivo. Mediterraneo è stato un esempio illuminante. Con pochi soldi si è prodotto un film intelligente conquistando un "oscar" meritatissimo. continua » |
Altro "centro" di salvatores
domenica 12 giugno 2005
di Yanez
Di nuovo un Salvatores in grande spolvero. Da una materia oggettivamente flebile ricava un film di alto spessore, di grande insegnamento morale, di piccoli, crepuscolari eventi che fano sì che anche lo spettatore desideri stare accanto agli otto dimenticati, ma fortunati, nel loro piccolo paradiso terrestre.Ogni giorno può essere l'ultimo e ciò aumenta la voglia di divertirsi, di amare, di sonare. Splendida l'ambientazione e splendido il film. L'Oscar forse è troppo, ma Salvatores di per sé lo continua » |
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| Vassilissa e il sodato Lo Russo (Diego Abatantuono) | |
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Vassilissa: Soy Vassillissa, soy una puta... può interessar? Lo Russo: Una puta? Vassilissa: Una puttana! Lo Russo: Ah, dovrei consultare il regolamento ma... direi che... sì, può interessar! |
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| Uno dei due fratelli Munaron | |
| Ti ricordi come diceva papà: "se c'hai bisogno, galleggi anche nella me**a!" | |
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| Lo Russo | |
| Chi vive sperando muore cagando! Lo Russo: isoletta dell'egeo che non conta un ca**o, 1941. | |
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Altre frasi celebri del film Mediterraneo
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DVD | MediterraneoUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 21 febbraio 2008
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SOUNDTRACK | MediterraneoLa colonna sonora del film
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Me-di-ter-ra-ne-o: sussurrato così, sillaba per sillaba, è ancora più forte il pathos mitico del nostro mare. È nostro, questo mare, perché ne abbiamo i colori negli occhi, il profumo nella memoria, la tentazione nel cuore. La stessa tentazione di Odisseo: la dolcezza del dimenticare, la tiepida quiete del sole, la sospensione del tempo, la fuga da Penelope. Chi non ha mai provato la tenerezza di questo sussurro: Me-di-ter-ra-ne-o? Son queste cose che il film di Salvatores evoca. Il pericolo è di non accorgersene, rincorrendo - per amor di banalità - quello che sembra attuale. » |
di Giovanni Grazzini
Mare Egeo, 1941, secondo anno di guerra. Fra gli otto uomini mandati a presidiare l'isoletta di Castelrosso (appartenente all'Italia dal 1920, e che italiana resterà fino al 1947), uno solo è militare di carriera: il sergente Lo Russo, paladino dell'ordine e della disciplina molto più del loro tenente Montini, un pittore dilettante e professore di lettere al quale la Grecia ricorda soprattutto Omero. Fra gli altri c'è l'attendente di Montini, un Farina timido e servizievole, c'è un mulattiere affezionatissimo alla sua mula, c'è un marconista al quale piace il sergente, c'è una coppia di fratelli montanari che col mare hanno ben poca confidenza, e un ultimo che pensa soltanto a scappare. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
In guerra possono capitare le cose più incredibili, ma gli scalcinati soldati italiani che, agli ordini di un tenentino (Claudio Bigagli), sbarcano su una sperduta isoletta greca nel 1941, vivono davvero una storia ai confini della realtà. Tutt'intorno l'Europa sta crollando, ma loro non lo sanno: la nave appoggio viene quasi subito affondata dal nemico, mentre poco dopo si rompe anche la radio. Di necessità virtù e, nonostante l'opposizione di uno di loro, ansioso di riabbracciare la moglie, tutti gli altri si abituano senza troppa fatica ai dolci ozi dell'isoletta. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Gabriele Salvatores, dopo la felicissima prova di Turné, ritorna a proporci una galleria di ritratti altrettanto umani e sinceri, studiati con calore, incisi con finezza. Addirittura otto, questa volta, in quel lontano ‘41 in cui i giovani erano in guerra e, in teoria, pensavano solo a quella. All’inizio, infatti, gli otto militari partono tutti insieme, per una spedizione. Loro mèta è un’isoletta greca nell’Egeo dove debbono “esplorare”, da occupanti. Non incontrano però nessuna resistenza, fraternizzano con la popolazione e siccome l’isola è sperduta e l’unica radio in loro possesso si è guastata (o uno di loro l’ha guastata, soddisfatto di quell’isolamento) si adattano a fare lì una vita quasi borghese, non più toccati dalla guerra. » |
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