Styx

Film 2018 | Drammatico 94 min.

Regia di Wolfgang Fischer. Un film Da vedere 2018 con Susanne Wolff, Gedion Wekesa Oduor, Alexander Beyer, Inga Birkenfeld. Titolo originale: Styx. Genere Drammatico - Germania, Austria, 2018, durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 15 novembre 2018 distribuito da Cineclub Internazionale. Oggi tra i film al cinema in 14 sale cinematografiche - MYmonetro 3,25 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una donna e un'avventura che la cambierà facendole affrontare in mare aperto la sofferenza umana.

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una sola donna, un unico mare per comprendere oggi il significato del senso di responsabilità.
Recensione di Martina Ponziani
lunedì 12 novembre 2018
Recensione di Martina Ponziani
lunedì 12 novembre 2018

Una dottoressa decide di prendersi una pausa dal lavoro e di salpare in solitaria sulla sua barca a vela da Gibilterra ad un’isola incontaminata nell’Oceano Pacifico. Il suo viaggio sembra scorrere serenamente finché, dopo una brutta tempesta, si imbatte in un peschereccio arenato pieno di profughi africani in grave difficoltà. Alcuni di loro provano a raggiungerla, ma solo un giovane ragazzo ce la fa. Insieme cercano di chiamare i soccorsi che tardano ad arrivare, mentre la situazione si fa sempre più drammatica. La donna si troverà quindi ad un bivio: provare ad aiutare gli uomini e le donne bloccati sull’imbarcazione oppure farsi da parte ed aspettare aiuti adeguati.

Fino a metà del film di Wolfgang Fischer non si capisce bene cosa voglia simboleggiare questo viaggio solitario in mare. Le immagini sono affascinanti e l’assenza di dialoghi aumenta le suggestioni di questa sfida alla natura incontaminata; ma un’avventura così estrema sembra essere destinata a celare qualcosa di più profondo. Ed infatti così è.

L’incontro con la barca alla deriva dei profughi fa scattare un meccanismo narrativo in cui entrano in conflitto umanità, sopravvivenza, giustizia e solidarietà. E se in una situazione di soccorso organizzato queste tematiche emergono comunque inevitabilmente, lo fanno con più potenza se ad essere coinvolta è la coscienza di un solo individuo.

La solitudine elimina qualsiasi elemento estraneo a questioni strettamente umane e pone la problematica del soccorso in mare in una prospettiva nuova, originale dal punto di vista cinematografico. Non c’è pietismo nel racconto, non ci sono sovrastrutture nella costruzione del personaggio della protagonista: è una donna che si pone delle domande legittime sulla possibilità di un solo individuo di intervenire in uno stato di crisi di altre persone e che non riesce a trovare risposte da altri se non da se stessa.

Il film si apre poi, come è lecito che sia, anche a riflessioni di tipo politico, ovvero come in questi casi alcune azioni siano al limite tra giusto e sbagliato, oppure come delle vite umane siano oggi in balia di leggi sconsiderate e mezzi insufficienti. Ma non pare essere questo il punto centrale di un’opera che mette lo spettatore di fronte ai limiti del singolo. Che colloca nella responsabilità civile il senso di appartenenza alla razza umana. Che fa del mare un palcoscenico neutro condiviso da superstiti e perduti, avventurieri e fuggitivi, salvati e abbandonati.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 16 novembre 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Parte come sailing-drama, traversata in solitaria a vela nell'oceano con tempesta, modello All is lost e Resta con me, diventa una tragedia del soccorso. Medico ER, esperta skipper, in vacanza la 40enne Rike fa rotta con la sua cruiser da Gibilterra all'isola di Ascensione. Superato un nubifragio, al mattino si trova davanti un peschereccio carico di migranti.

venerdì 16 novembre 2018
Daniela Ceselli
Left

Presentato al Festival di Berlino nella sezione Panorama, ha ottenuto il premio della giuria ecumenica e il Label di Europa Cinemas, ha vinto il prestigioso Human Rights Film Award 2018 ed è uno dei tre finalisti al premio Lux del Parlamento europeo. La protagonista è una donna (Suzanne Wolff), medico, appassionata velista, che parte da una Gibilterra solare - dove le scimmie selvatiche scorrazzano [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 novembre 2018
Mazzino Montinari
Il Manifesto

Wolfgang Fischer, almeno nel suo film più recente, Styx, mostra una passione per i mondi paralleli esibiti attraverso esempi fin troppo diretti. Da un lato, il «nostro» mondo, quello nel quale ci si può far male correndo in macchina e dove si viene soccorsi in tempi rapidissimi protetti da una serie di regole ferree che puniscono l'omissione di soccorso.

NEWS
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venerdì 9 novembre 2018
 

Rike ha 40 anni ed è un medico, incarna il tipico modello occidentale che cerca continuamente felicità e successo. È istruita, sicura e determinata. Seguiamo il suo lavoro come medico d'urgenza, prima che realizzi un sogno da lungo tempo inseguito salpando [...]

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