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marted 16 ottobre 2018

Claudio Bisio

La cintura nera della comicit

61 anni, 19 Marzo 1957 (Pesci), Novi Ligure (Italia)
occhiello
ti droghi per giocare a calcetto con tuo figlio e prendi il viagra per farti le sue amiche
dal film Amore, bugie e calcetto (2007) Claudio Bisio Vittorio
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Claudio Bisio
David di Donatello 2011
Nomination miglior attore per il film Benvenuti al Sud di Luca Miniero

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attore per il film Benvenuti al Sud di Luca Miniero

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore per il film Si pu fare di Giulio Manfredonia

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore non protagonista per il film Ex di Fausto Brizzi

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attore non protagonista per il film Ex di Fausto Brizzi



Pannofino e Timi si uniscono alle voci di Bisio e Insegno.

Lera glaciale 4, un doppiaggio da guardoni

domenica 8 luglio 2012 - Nicoletta Dose cinemanews

Lera glaciale 4, un doppiaggio da guardoni Manny cambia voce, arriva il nuovo personaggio di Capitan Sbudella e si riconfermano la simpatia di Sid e la sensibilit di Diego. Un mammuth, un bradipo e una tigre in lotta contro la deriva dei continenti (causata dallo sfortunato Scrat) e uno scimmione che fa il pirata in mare aperto. A Lipari, in occasione dellannuale convention della 20th Century Fox, stato presentato in anteprima nazionale Lera glaciale 4 in 3D. A introdurre il film sono intervenuti quattro dei doppiatori principali: Pino Insegno che d la voce a Diego, la tigre dai denti a sciabola, Claudio Bisio, il bradipo Sid e due new entry, Francesco Pannofino nei panni di Capitan Sbudella e Filippo Timi allesordio come doppiatore di Manny il mammuth (negli episodi precedenti doppiato da Leo Gullotta). Il film, gi record di incassi nei trentaquattro paesi in cui uscito lo scorso fine settimana (80 milioni di dollari in 72 ore), sar distribuito nelle sale italiane il 28 settembre.

   

Presentato a Roma il secondo ed ultimo capitolo della commedia dei sessi di Fausto Brizzi.

Femmine alla riscossa?

venerd 28 gennaio 2011 - Marianna Cappi cinemanews

Femmine alla riscossa? Eravamo state avvertite, ma non siamo state salvate. Dopo aver messo alla berlina i maschi, il team Brizzi-Martani-Bruno-Pulsatilla mette in luce difetti e principali errori delle femmine, tacciate di essere manipolatrici e accusatrici per partito preso. Il secondo capitolo del dittico, Femmine contro Maschi, esce in sala con il logo Medusa, anche e soprattutto perch vede protagonista di una delle tre storie principali il duo comico Ficarra e Picone, che a Medusa legato da un rapporto di esclusiva. A loro va il grazie pi sentito, per aver portato un po di buonumore e di leggerezza dentro una commedia che fa un uso ampio di clichs e di opinioni al limite del pregiudiziale. Tiepido lapplauso della platea allanteprima stampa. Riscaldano latmosfera gli attori presenti, molti dei quali comici, dentro e fuori lo schermo.

Si pu chiedere al regista quale dei due film preferisce?
Brizzi: Me lo hanno chiesto tutti, ma non risponder mai, nemmeno sotto tortura. Come sapete i due film sono stati girati contemporaneamente, con un piano di lavorazione mischiato, uno al mattino e uno al pomeriggio o viceversa, per cui faccio fatica a differenziarli, anche se so che nel risultato sono molto diversi: uno pi comico e spettacolare e laltro pi tenero e romantico. Paradossalmente Femmine contro Maschi finito per primo, ma uscito per secondo.

Con Ex hai iniziato la tua personale rivisitazione della commedia sentimentale, con questo dittico prosegui sulla stessa strada. Dove vuoi arrivare? Qual il tuo obiettivo?
Brizzi: Voglio continuare a fare film che mi piacciono, avere una lunga carriera e divertirmi. Non voglio fare film drammatici, perch sono il primo ad annoiarmi quando ne vedo uno.

Alla fine dei conti, chi esce meglio dal confronto?
Brizzi: Le femmine. Pulsatilla, nonostante in fase di sceneggiatura fosse una contro tre di noi, ha azzeccato tutti i nostri difetti, non cera modo di ribattere.
Bisio: Aggiungerei che mi pare che le donne di questo film siano pi vere e tridimensionali delle donne che vediamo sui giornali.
Ficarra: La pi grande verit del film che lobiettivo delle donne cambiare gli uomini, se avessero luomo perfetto non saprebbero cosa farci.
Littizzetto: In realt vero che ci innamoriamo dei difetti degli uomini, dei maschi un po stronzi e un po pirla, poi per li troviamo fastidiosi e viviamo male. Gli uomini, invece, se ne sbattono, fanno la loro strada, e fanno bene. Siamo noi donne che vogliamo per forza tenere insieme tutto, figli, lavoro, e inseguiamo un ideale impossibile.

Il film mette in campo anche la figura della suocera e porta sul grande schermo una protagonista del piccolo: Wilma De Angelis.
Wilma De Angelis: non avevo mai partecipato ad un film prima dora. Quando mi hanno chiamato ho accetto per incoscienza, poi mi sono trovata benissimo, mi pareva di sognare. Ad un certo punto ho detto: Fausto, pizzicami. Cos mi sveglio. Ho visto il film finito per la prima volta ieri sera e ho pianto per lemozione.
Brizzi: Al nostro primo incontro, pensava che io fossi un inviato di "Scherzi a Parte", che fosse tutto finto, per cui diceva si a tutto, ai tempi, ai compensi Io sono uscito pensando che fosse una pazza, lei si trovata imbarcata nel progetto.

Il personaggio della Littizzetto riformatta le abitudini del marito, approfittando di una sua grave amnesia. Per formattare le donne, invece, cosa ci vorrebbe?
Littizzetto: Non mi piace che delle donne in gamba si dica che hanno le palle. Io non ho mai avuto linvidia del pene. Nostalgia qualche volta, invidia mai.
Solfrizzi: Anchio penso che seguendo il modello maschile, le donne abbiano perso qualcosa. Gli uomini sono pi dediti al gioco, sia esso il calcio o le figurine, ma non credo che per questo debbano essere riformattati. Ci vuole solo pi rispetto, che una cosa che ogni tanto nelle coppie si perde, per colpa del tran-tran quotidiano.

E veniamo a Ficarra e Picone
Brizzi: La scena del bacio tra Ficarra e la Inaudi stata girata il primo giorno delle riprese e Ficarra lha sbagliata almeno 20 volte, apposta.
Ficarra: Invece Picone con la Autieri ha fatto un solo ciak, buona la prima. E si vantava. Gli ho detto: ma sei scemo?
Picone: vero, ci ho pensato dopo. Sono arrivato impreparato.

Quanto difficile fare i comici quando la realt supera la fantasia?
Brizzi: Molto. per questo, oltre che perch mi interessa di pi, che io preferisco parlare di sentimenti piuttosto che di politica o di societ.
Picone: Noi registriamo Zelig il marted e la trasmissione va in onda il venerd. In quei due giorni in mezzo viviamo nel terrore che la realt annulli i nostri sforzi.
Littizzetto: Il comico deve ribaltare la realt, ma se la realt gi ribaltata devi fare il doppio salto mortale e non sempre ti riesce. Scivolare, diventare offensivi, un rischio reale, appena dietro langolo.
Bisio: Diciamo che la televisione come fosse un quotidiano e il cinema un libro. Credo che con questo film abbiamo scritto un bel libro.

Nancy Brilli sta diventando unattrice feticcio di Fausto Brizzi?
Brilli: Ma io dico: la rinascita del cinema italiano non poteva succedere dieci anni fa? Io ho quasi 47 anni e soffro del razzismo verso le attrici della mia et, per Fausto dieci anni fa era in fasce, non si poteva fare. Non so se cos, ma mi piacerebbe molto essere una sua attrice feticcio.

La canzone del film, Vuoto a perdere, stata scritta da Vasco Rossi per Noemi.
Noemi: La canzone dipinge la figura di una donna di grande sostanza, che non ha paura di fare un resoconto della sua vita e dire che, malgrado tutto, lha vissuta al massimo. Il video interpretato da Carla Signoris e Serena Autieri, per la regia di Brizzi stesso.

Medusa e il fatturato record del momento. Reinvestirete? Come?
Letta: Speriamo non sia solo un momento, perch ci che accade ora frutto di un impegno cominciato diversi anni fa con gli autori, i produttori, gli attori e le attrici, vale a dire della ricerca di storie di qualit, di un certo tipo e di un certo stile. Da sempre abbiamo reinvestito i risultati principalmente nel cinema italiano e continueremo a farlo. Per avere un listino eterogeneo, che spazi dalla commedia al film di Natale, al film drammatico, dal film comico allopera prima, quando ci sono dei progetti che ci interessano particolarmente.

Il prossimo progetto di Fausto Brizzi Sex 3D. Credi davvero nel futuro di questa tecnologia?
Brizzi: S, io credo che il 3D tra poco sar lo standard. Ho appena girato un videoclip e sono entusiasta del risultato. Quello che conta in un film continuer ad essere la sceneggiatura, il 3D non salva un film che non funziona, ma non ha nemmeno pi bisogno di contenuti ad hoc, sar sempre meno invasivo. Vedremo il cinema che ora vediamo in 2D girato e proiettato in 3D semplicemente perch leffetto pi bello.

Claudio Bisio protagonista del remake di Gi al nord.

Benvenuti al sud: abbasso gli stereotipi

luned 27 settembre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Benvenuti al sud: abbasso gli stereotipi Come il mondo ha due emisferi, ogni singolo paese ha (almeno) un Nord e un Sud. Nelle sue piccole dimensioni, lo stivale italiano riesce a fare anche di meglio in quanto a divisioni interne, ma, nelle linee sia storiche che culturali, si pu dire che la differenziazione sia ormai da lungo tempo la stessa: l'operoso, frenetico e nebbioso Nord, contro il solare, rilassato e sanguigno Sud. Adattando a questo schema il "ciclone" francese del comico Dany Boon, che solo tre anni fa con Gi al nord conquist tutti con una commedia leggera sugli stereotipi relativi all'estrema punta dell'hexagon, Luca Miniero (Incantesimo napoletano, Questa notte ancora nostra) rilegge l'idea di un direttore delle poste che sogna il trasferimento ma trova solo l'incubo del luogo comune. Se nell'originale i due comici francesi Kad Merad e Dany Boon davano vita a un confronto giocato principalmente sulle incomprensioni linguistiche fra francese e inflessione piccarda, nella versione italica il milanese Claudio Bisio e il campano Alessandro Siani si fronteggiano anche sulle tradizioni, in un contrasto fra la nebbiosa Padania del gorgonzola e delle ronde e la soleggiata rocca di Castellabate dei caff e del calcio balilla. Con Benvenuti al sud, la storia di Boon, nella sua leggerezza, dimostra di sapersi adattare bene alle varie identit locali e, nel mettere in primo piano i differenti retaggi, confessa l'universalit del suo messaggio e dei valori dell'amicizia e dell'ospitalit.

Perch un remake?
Giampaolo Letta (AD Medusa): Perch quando abbiamo visto l'originale francese abbiamo tutti pensato che fosse un film perfetto per la realt italiana. Per questo abbiamo acquistato i diritti per un rifacimento prima ancora di distribuire il film in Italia e riscontrare anche da noi il successo di Gi al nord.
Riccardo Tozzi (Cattleya): Ci siamo incontrati a met strada con la produzione Medusa. Loro stata l'intuizione di acquistare i diritti del film di Dany Boon, noi della Cattleya abbiamo poi coinvolto Luca Miniero e Massimo Gaudioso per l'adattamento. Inizialmente volevamo che si trattasse di un rifacimento molto personale, ma stato poi Gaudioso sceneggiatore, fra vari film, anche di Gomorra - a decidere di tenersi pi vicino alla sceneggiatura originale perch si adattava perfettamente anche alla nostra realt.
Luca Miniero: Fare un remake un po' come adattare un romanzo, L'originalit non sta tanto nella storia, ma nell'anima che puoi darle. Una storia come quella di Gi al nord si adattava perfettamente alla realt italiana e alla nostra lunga tradizione della commedia, a cominciare dallo storico viaggio a Milano di Tot, Peppino e la malafemmina. L'importante era direzionare il racconto su altri conflitti culturali. Ad esempio, rispetto al film di Dany Boon, abbiamo cercato di ridurre l'effetto comico relativo al clich verbale e di giocare pi sulle tradizioni e sulle abitudini.

Da attori, come ci si adatta ai clich?
Alessandro Siani: Rispetto alla sceneggiatura, c' stata data molta possibilit di improvvisare e modificare alcune cose. Ad esempio, ho chiesto di cambiare il nome del mio personaggio da Ciro a Mattia, perch non sembrasse troppo stereotipato. Inoltre, in alcune scene abbiamo discusso su come lavorare sulla parlata e sui modi di presentare i personaggi affinch il luogo comune facesse emergere sempre l'umanit dei personaggi anzich solo il clich. E soprattutto abbiamo cercato di evitare la rappresentazione del sud che vediamo in televisione, dove si vedono sempre cinque persone in motorino e i panni stesi sullo sfondo. Ma quei panni non asciugano mai?
Valentina Lodovini: Da toscana, per me stato pi anomalo degli altri adattarmi all'idea del clich e interpretare una ragazza del sud. Tuttavia, mi sono divertita pi a giocare con lo stereotipo del ruolo della donna che con quello campano. Nel film, sono l'unica donna di questo gruppo strampalato, una ragazza saggia e sicura di s che vuole riconquistare il proprio uomo e fargli superare una sorta di complesso di Edipo.
Claudio Bisio: Ho visto Gi al nord da spettatore prima ancora di essere coinvolto in questo progetto e la prima cosa che ho pensato stata in effetti perch non ci abbiamo pensato prima noi? I conflitti geo-culturali non esistono certamente solo in Francia, anzi, direi forse che da noi in Italia sono pure troppo forti. I nostri conflitti spesso infatti non si limitano al puro folklore, ma contaminano anche la politica e l'intera identit dell'Italia. L'idea forte del film per me era quella di mostrare questi conflitti irrisolti navigando sul filo della commedia. Non era quindi importante mostrare i discorsi di Bossi alla tv o la spazzatura di Napoli, ma far apprezzare un messaggio sul valore della diversit. Il mio personaggio e sua moglie sono in sostanza due persone ignoranti nel senso di due persone che ignorano completamente la diversit di luoghi, culture e usanze. Non si tratta di persone cattive, ma di persone che devono ancora comprendere e imparare l'importanza della diversit. Io stesso, per esempio, non conoscevo affatto il Cilento, pur avendo girato spesso in Campania. In questo senso, spero sia un film che stimoli delle curiosit e che mi piacerebbe vedessero in tanti, anche chi viene bonariamente "deriso" nel film, sia del nord che del sud.
Angela Finocchiaro: In realt, messo a confronto con un nord come quello della Germania o della Scandinavia, ci rendiamo conto che nel "nostro" nord non c' poi tanto motivo per fare i galletti. Il mio personaggio a tutti gli effetti una persona ignorante: una personcina piccola ed egoista che purtroppo rappresenta molto bene sia una parte di me che di tanta altra gente. la tipica rappresentante di una cultura di chiusura che guarda solo al proprio piccolo orto e che non usa la tradizione per guardare al futuro ma per chiudersi nelle proprie abitudini.

Come avete scelto la location?
Luca Miniero: Il Cilento stato scelto in quanto presenza scenografica straordinaria, ma anche perch i suoi paesi sono realt di periferia estremamente virtuose e con una forte umanit. Il paese si mostra con un'identit molto diversa rispetto a Napoli o altre location. Avevamo infatti l'intenzione di mostrare una zona che potesse dare un'immagine diversa rispetto alla Campania dei telegiornali, della spazzatura e della camorra.

Come avete affrontato i contrasti pi attuali?
Luca Miniero: La contrapposizione nord-sud a livello politico molto recente. Molto pi profondo e antico invece il contrasto culturale, che si esprimeva nello sfott e molto meno spesso degenerava nell'intolleranza. Quel che certo che in tutta Italia vive tuttora un grande senso di appartenenza e un legame forte con le proprie tradizioni; per l'identit nazionale a farsi per sempre pi travagliata. Il film cerca di rendere questa contraddizione puntando soprattutto sui contrasti meno evidenti ed aggressivi. D'altronde, penso che nessuno riesca a essere un leghista 24 ore al giorno e che il conflitto politico si situi a un livello molto pi superficiale.

Una miniserie tv per la coppia Ferilli-Bisio.

Due imbroglioni e... mezzo: Bonnie e Clyde di casa nostra

gioved 25 febbraio 2010 - Alessandra Giannelli cinemanews

Due imbroglioni e... mezzo: Bonnie e Clyde di casa nostra Da venerd 26 febbraio, in prima serata per Canale 5, con Due imbroglioni e mezzo! tornano le divertenti avventure di Gina (Sabrina Ferilli) e Lello (Claudio Bisio): i Bonnie e Clyde de noantri, affiancati dal piccolo Nino (Gianluca Grecchi, il Carlo Ferrucci di Raccontami). Non una fiction, ma 4 film (100 minuti ciascuno), a detta del Direttore Fiction Mediaset Giancarlo Scheri, prodotti da Fulvio e Paola Lucisano (padre e figlia) per I.I.F..

Claudio Bisio e Anita Caprioli al Festival di Roma con il nuovo film di Giulio Manfredonia.

Si pu fare: "matti" al Festival di Roma

gioved 30 ottobre 2008 - Désirée Colapietro Petrini cinemanews

Si pu fare: Semplice ed equilibrato, delicato e gradevole, il film di Giulio Manfredonia presentato questa mattina al Festival di Roma - e distribuito da Warner nelle sale a partire da domani in cento copie - stato accolto dalla stampa con un lungo applauso. Nata dalla penna di Fabio Bonifacci (autore del soggetto e della sceneggiatura scritta a quattro mani con il regista), Si pu fare una commedia umana che, senza pretese, ha messo d'accordo tutti i giornalisti. "Perch, ci chiediamo, non stato presentato in concorso?". "A dire il vero se ne era parlato", ha risposto Manfredonia, ma poi si deciso cos. Non mi ritengo Manoel De Oliveira e quindi va bene lo stesso".

Il regista di Tre metri sopra il cielo torna con una commedia sul dio Calcio.

Amore, bugie e calcetto, commedia sentimentale sul campo di calcio

venerd 28 marzo 2008 - Luciana Morelli cinemanews

Amore, bugie e calcetto, commedia sentimentale sul campo di calcio Dopo vagonate di celluloide consumate in nome dell'amore giovanile - da quello "moccioso" a quello prima e dopo gli esami passando per le 'ricercatezze' stilistiche dei Muccino Bros. giunto il momento dell'amore un tantino pi adulto, quello dai trenta in su e dai cinquanta abbondanti in gi, quello in crisi per via del sesso (quando troppo e quando niente), del lavoro, dei figli che cambiano tutto e non sempre in meglio, dei conti da far quadrare e di quelle interminabili, odiatissime (dal gentil sesso, ovvio), sudatissime ma allo stesso tempo irrinunciabili partite di calcetto del gioved sera, unico giorno in cui il dio Calcio, quello vero, riposa in pace. Troppo complicato e spinoso sarebbe stato fare un film sullo sport pi amato dagli italiani e allora ecco una divertente commedia sentimentale sul suo surrogato di pi largo consumo, una sorta di manuale d'amore per uomini (e soprattutto per donne) sull'orlo di una crisi di nervi che usa la brillante metafora del calcetto e la conseguente divisione in ruoli per raccontare tanti modi diversi di vivere la vita di coppia, il sesso, l'amicizia e la vita lavorativa in tempi complicati e sentimentalmente scombinati come quelli odierni. Il calcetto come pretesto per riunire gli uomini di oggi, di diverse generazioni ma dal comune spirito goliardico, un rituale maschile che in questo Amore, bugie e calcetto, diretto dal Luca Lucini di Tre metri sopra il cielo e scritto dal regista insieme al bravo Fabio Bonifacci (Notturno Bus, Lezioni di cioccolato), riesce paradossalmente a raccontare meglio le donne, spesso vere e proprie vittime di fidanzati e mariti 'pallonari', che i diretti interessati.

Arrivano i prof

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,70)
Un film di Ivan Silvestrini. Con Claudio Bisio, Lino Guanciale, Maurizio Nichetti, Maria Di Biase, Shalana Santana.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 01/05/2018.

Gli sdraiati

* * * - -
(mymonetro: 3,18)
Un film di Francesca Archibugi. Con Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2017. Uscita 23/11/2017.

Mexico! Un cinema alla riscossa

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Michele Rho. Con Luca Bigazzi, Claudio Bisio, Giorgio Diritti, Paolo Mereghetti, Moni Ovadia.
continua»

Genere Documentario, - Italia 2016. Uscita 04/05/2017.

Non c' pi religione

* - - - -
(mymonetro: 1,47)
Un film di Luca Miniero. Con Claudio Bisio, Alessandro Gassman, Angela Finocchiaro, Nabiha Akkari, Giovanni Cacioppo.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 07/12/2016.

Father and Son

Un film di Giorgio Gallione. Con Claudio Bisio
Genere Teatro, - Italia 2016. Uscita 02/12/2016.
Filmografia di Claudio Bisio »

luned 24 settembre 2018 - Evento di chiusura della Movie Week, il cult di Salvatores ha lanciato alcuni dei volti pi noti della comicit italiana agli albori della loro carriera.

Kamikazen, successo per la proiezione del film a Milano

a cura della redazione cinemanews

Kamikazen, successo per la proiezione del film a Milano Successo per la proiezione di Kamikazen - Ultima notte a Milano di Gabriele Salvatores a Il Cinemino, in occasione della chiusura della Milano Movie Week. La serata nata dalla collaborazione tra Infinity, Il Cinemino e Colorado Film con l'intento di poter valorizzare un vero cult che ha lanciato alcuni dei volti pi noti della comicit italiana agli albori della loro carriera. Paolo Rossi, Gigio Alberti, Claudio Bisio, Antonio Catania, Nanni Svampa, Bebo Storti, Mara Venier, Silvio Orlando, David Riondino sono solo alcuni degli attori per i quali Kamikazen ha rappresentato la loro opera prima e un vero e proprio trampolino di lancio per le loro carriere. "Sono molto felice di vedere una sala cos piena per un cult del cinema italiano. C' molto bisogno di eventi culturali come la Movie Week di Milano nel nostro paese, perch il cinema parte del nostro DNA culturale. Il nostro impegno quello di portare il cinema prima di tutto e spero che il pubblico e soprattutto i giovani possano innamorarsi di film come questo scoprendoli per la prima volta o riscoprendoli, per capire la nostra storia e il nostro futuro". Pablo Falanga, direttore commerciale di Infinity Da Kamikazen iniziato un circuito virtuoso che ha dato il La alla filmografia di Salvatores e che ha portato il cinema italiano ad una riscoperta di Milano. Una Milano, protagonista del film, che ha saputo accogliere gli attori di Kamikazen, provenienti da tutta Italia, e tirare fuori da tutti loro il meglio - ha ricordato Gino. Il film conta anche numerosi cameo di personaggi che nel tempo sono diventati protagonisti indiscussi della comicit italiana, come Aldo e Giovanni (ancora senza Giacomo) e il vignettista Sergio Staino. Una comparsa speciale anche quella di Michele.

Gigio Alberti ha dichiarato di aver visto il film solo una volta quando usc, ma ricorda esattamente la piccola parte di Michele, definendola "la peggiore interpretazione del cinema", scatenando l'ilarit della sala.

   

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