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domenica 23 novembre 2014

Claudio Bisio

La cintura nera della comicità

57 anni, 19 Marzo 1957 (Pesci), Novi Ligure (Italia)
occhiello
ti droghi per giocare a calcetto con tuo figlio e prendi il viagra per farti le sue amiche
dal film Amore, bugie e calcetto (2007) Claudio Bisio è Vittorio
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Claudio Bisio
David di Donatello 2011
Nomination miglior attore per il film Benvenuti al Sud di Luca Miniero

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attore per il film Benvenuti al Sud di Luca Miniero

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore per il film Si può fare di Giulio Manfredonia

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore non protagonista per il film Ex di Fausto Brizzi

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attore non protagonista per il film Ex di Fausto Brizzi



Pannofino e Timi si uniscono alle voci di Bisio e Insegno.

L’era glaciale 4, un doppiaggio da ‘guardoni’

domenica 8 luglio 2012 - Nicoletta Dose cinemanews

L’era glaciale 4, un doppiaggio da ‘guardoni’ Manny cambia voce, arriva il nuovo personaggio di Capitan Sbudella e si riconfermano la simpatia di Sid e la sensibilità di Diego. Un mammuth, un bradipo e una tigre in lotta contro la deriva dei continenti (causata dallo sfortunato Scrat) e uno scimmione che fa il pirata in mare aperto. A Lipari, in occasione dell’annuale convention della 20th Century Fox, è stato presentato in anteprima nazionale L’era glaciale 4 in 3D. A introdurre il film sono intervenuti quattro dei doppiatori principali: Pino Insegno che dà la voce a Diego, la tigre dai denti a sciabola, Claudio Bisio, il bradipo Sid e due new entry, Francesco Pannofino nei panni di Capitan Sbudella e Filippo Timi all’esordio come doppiatore di Manny il mammuth (negli episodi precedenti doppiato da Leo Gullotta). Il film, già record di incassi nei trentaquattro paesi in cui è uscito lo scorso fine settimana (80 milioni di dollari in 72 ore), sarà distribuito nelle sale italiane il 28 settembre.

   

Presentato a Roma il secondo ed ultimo capitolo della commedia dei sessi di Fausto Brizzi.

Femmine alla riscossa?

venerdì 28 gennaio 2011 - Marianna Cappi cinemanews

Femmine alla riscossa? Eravamo state avvertite, ma non siamo state salvate. Dopo aver messo alla berlina i maschi, il team Brizzi-Martani-Bruno-Pulsatilla mette in luce difetti e principali errori delle femmine, tacciate di essere manipolatrici e accusatrici per partito preso. Il secondo capitolo del dittico, Femmine contro Maschi, esce in sala con il logo Medusa, anche e soprattutto perché vede protagonista di una delle tre storie principali il duo comico Ficarra e Picone, che a Medusa è legato da un rapporto di esclusiva. A loro va il grazie più sentito, per aver portato un po’ di buonumore e di leggerezza dentro una commedia che fa un uso ampio di clichés e di opinioni al limite del pregiudiziale. Tiepido l’applauso della platea all’anteprima stampa. Riscaldano l’atmosfera gli attori presenti, molti dei quali comici, dentro e fuori lo schermo.

Si può chiedere al regista quale dei due film preferisce?
Brizzi: Me lo hanno chiesto tutti, ma non risponderò mai, nemmeno sotto tortura. Come sapete i due film sono stati girati contemporaneamente, con un piano di lavorazione mischiato, uno al mattino e uno al pomeriggio o viceversa, per cui faccio fatica a differenziarli, anche se so che nel risultato sono molto diversi: uno più comico e spettacolare e l’altro più tenero e romantico. Paradossalmente Femmine contro Maschi è finito per primo, ma è uscito per secondo.

Con Ex hai iniziato la tua personale rivisitazione della commedia sentimentale, con questo dittico prosegui sulla stessa strada. Dove vuoi arrivare? Qual è il tuo obiettivo?
Brizzi: Voglio continuare a fare film che mi piacciono, avere una lunga carriera e divertirmi. Non voglio fare film drammatici, perché sono il primo ad annoiarmi quando ne vedo uno.

Alla fine dei conti, chi esce meglio dal confronto?
Brizzi: Le femmine. Pulsatilla, nonostante in fase di sceneggiatura fosse una contro tre di noi, ha azzeccato tutti i nostri difetti, non c’era modo di ribattere.
Bisio: Aggiungerei che mi pare che le donne di questo film siano più vere e tridimensionali delle donne che vediamo sui giornali.
Ficarra: La più grande verità del film è che l’obiettivo delle donne è cambiare gli uomini, se avessero l’uomo perfetto non saprebbero cosa farci.
Littizzetto: In realtà è vero che ci innamoriamo dei difetti degli uomini, dei maschi un po’ stronzi e un po’ pirla, poi però li troviamo fastidiosi e viviamo male. Gli uomini, invece, se ne sbattono, fanno la loro strada, e fanno bene. Siamo noi donne che vogliamo per forza tenere insieme tutto, figli, lavoro, e inseguiamo un ideale impossibile.

Il film mette in campo anche la figura della suocera e porta sul grande schermo una protagonista del piccolo: Wilma De Angelis.
Wilma De Angelis: non avevo mai partecipato ad un film prima d’ora. Quando mi hanno chiamato ho accetto per incoscienza, poi mi sono trovata benissimo, mi pareva di sognare. Ad un certo punto ho detto: “Fausto, pizzicami. Così mi sveglio”. Ho visto il film finito per la prima volta ieri sera e ho pianto per l’emozione.
Brizzi: Al nostro primo incontro, pensava che io fossi un inviato di "Scherzi a Parte", che fosse tutto finto, per cui diceva “si” a tutto, ai tempi, ai compensi… Io sono uscito pensando che fosse una pazza, lei si è trovata imbarcata nel progetto.

Il personaggio della Littizzetto “riformatta” le abitudini del marito, approfittando di una sua grave amnesia. Per formattare le donne, invece, cosa ci vorrebbe?
Littizzetto: Non mi piace che delle donne in gamba si dica che hanno “le palle”. Io non ho mai avuto l’invidia del pene. Nostalgia qualche volta, invidia mai.
Solfrizzi: Anch’io penso che seguendo il modello maschile, le donne abbiano perso qualcosa. Gli uomini sono più dediti al gioco, sia esso il calcio o le figurine, ma non credo che per questo debbano essere riformattati. Ci vuole solo più rispetto, che è una cosa che ogni tanto nelle coppie si perde, per colpa del tran-tran quotidiano.

E veniamo a Ficarra e Picone…
Brizzi: La scena del bacio tra Ficarra e la Inaudi è stata girata il primo giorno delle riprese e Ficarra l’ha sbagliata almeno 20 volte, apposta.
Ficarra: Invece Picone con la Autieri ha fatto un solo ciak, buona la prima. E si vantava. Gli ho detto: “ma sei scemo?”
Picone: è vero, ci ho pensato dopo. Sono arrivato impreparato.

Quanto è difficile fare i comici quando la realtà supera la fantasia?
Brizzi: Molto. È per questo, oltre che perché mi interessa di più, che io preferisco parlare di sentimenti piuttosto che di politica o di società.
Picone: Noi registriamo Zelig il martedì e la trasmissione va in onda il venerdì. In quei due giorni in mezzo viviamo nel terrore che la realtà annulli i nostri sforzi.
Littizzetto: Il comico deve ribaltare la realtà, ma se la realtà è già ribaltata devi fare il doppio salto mortale e non sempre ti riesce. Scivolare, diventare offensivi, è un rischio reale, appena dietro l’angolo.
Bisio: Diciamo che la televisione è come fosse un quotidiano e il cinema un libro. Credo che con questo film abbiamo scritto un bel libro.

Nancy Brilli sta diventando un’attrice feticcio di Fausto Brizzi?
Brilli: Ma io dico: la rinascita del cinema italiano non poteva succedere dieci anni fa? Io ho quasi 47 anni e soffro del razzismo verso le attrici della mia età, però Fausto dieci anni fa era in fasce, non si poteva fare. Non so se è così, ma mi piacerebbe molto essere una sua attrice feticcio.

La canzone del film, “Vuoto a perdere”, è stata scritta da Vasco Rossi per Noemi.
Noemi: La canzone dipinge la figura di una donna di grande sostanza, che non ha paura di fare un resoconto della sua vita e dire che, malgrado tutto, l’ha vissuta al massimo. Il video è interpretato da Carla Signoris e Serena Autieri, per la regia di Brizzi stesso.

Medusa e il fatturato record del momento. Reinvestirete? Come?
Letta: Speriamo non sia solo un momento, perché ciè che accade ora è frutto di un impegno cominciato diversi anni fa con gli autori, i produttori, gli attori e le attrici, vale a dire della ricerca di storie di qualità, di un certo tipo e di un certo stile. Da sempre abbiamo reinvestito i risultati principalmente nel cinema italiano e continueremo a farlo. Per avere un listino eterogeneo, che spazi dalla commedia al film di Natale, al film drammatico, dal film comico all’opera prima, quando ci sono dei progetti che ci interessano particolarmente.

Il prossimo progetto di Fausto Brizzi è Sex 3D. Credi davvero nel futuro di questa tecnologia?
Brizzi: Sì, io credo che il 3D tra poco sarà lo standard. Ho appena girato un videoclip e sono entusiasta del risultato. Quello che conta in un film continuerà ad essere la sceneggiatura, il 3D non salva un film che non funziona, ma non ha nemmeno più bisogno di contenuti ad hoc, sarà sempre meno invasivo. Vedremo il cinema che ora vediamo in 2D girato e proiettato in 3D semplicemente perché l’effetto è più bello.

Claudio Bisio è protagonista del remake di Giù al nord.

Benvenuti al sud: abbasso gli stereotipi

lunedì 27 settembre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Benvenuti al sud: abbasso gli stereotipi Come il mondo ha due emisferi, ogni singolo paese ha (almeno) un Nord e un Sud. Nelle sue piccole dimensioni, lo stivale italiano riesce a fare anche di meglio in quanto a divisioni interne, ma, nelle linee sia storiche che culturali, si può dire che la differenziazione sia ormai da lungo tempo la stessa: l'operoso, frenetico e nebbioso Nord, contro il solare, rilassato e sanguigno Sud. Adattando a questo schema il "ciclone" francese del comico Dany Boon, che solo tre anni fa con Giù al nord conquistò tutti con una commedia leggera sugli stereotipi relativi all'estrema punta dell'hexagon, Luca Miniero (Incantesimo napoletano, Questa notte è ancora nostra) rilegge l'idea di un direttore delle poste che sogna il trasferimento ma trova solo l'incubo del luogo comune. Se nell'originale i due comici francesi Kad Merad e Dany Boon davano vita a un confronto giocato principalmente sulle incomprensioni linguistiche fra francese e inflessione piccarda, nella versione italica il milanese Claudio Bisio e il campano Alessandro Siani si fronteggiano anche sulle tradizioni, in un contrasto fra la nebbiosa Padania del gorgonzola e delle ronde e la soleggiata rocca di Castellabate dei caffè e del calcio balilla. Con Benvenuti al sud, la storia di Boon, nella sua leggerezza, dimostra di sapersi adattare bene alle varie identità locali e, nel mettere in primo piano i differenti retaggi, confessa l'universalità del suo messaggio e dei valori dell'amicizia e dell'ospitalità.

Perché un remake?
Giampaolo Letta (AD Medusa): Perché quando abbiamo visto l'originale francese abbiamo tutti pensato che fosse un film perfetto per la realtà italiana. Per questo abbiamo acquistato i diritti per un rifacimento prima ancora di distribuire il film in Italia e riscontrare anche da noi il successo di Giù al nord.
Riccardo Tozzi (Cattleya): Ci siamo incontrati a metà strada con la produzione Medusa. Loro è stata l'intuizione di acquistare i diritti del film di Dany Boon, noi della Cattleya abbiamo poi coinvolto Luca Miniero e Massimo Gaudioso per l'adattamento. Inizialmente volevamo che si trattasse di un rifacimento molto personale, ma è stato poi Gaudioso – sceneggiatore, fra vari film, anche di Gomorra - a decidere di tenersi più vicino alla sceneggiatura originale perché si adattava perfettamente anche alla nostra realtà.
Luca Miniero: Fare un remake è un po' come adattare un romanzo, L'originalità non sta tanto nella storia, ma nell'anima che puoi darle. Una storia come quella di Giù al nord si adattava perfettamente alla realtà italiana e alla nostra lunga tradizione della commedia, a cominciare dallo storico viaggio a Milano di Totò, Peppino e la malafemmina. L'importante era direzionare il racconto su altri conflitti culturali. Ad esempio, rispetto al film di Dany Boon, abbiamo cercato di ridurre l'effetto comico relativo al cliché verbale e di giocare più sulle tradizioni e sulle abitudini.

Da attori, come ci si adatta ai cliché?
Alessandro Siani: Rispetto alla sceneggiatura, c'è stata data molta possibilità di improvvisare e modificare alcune cose. Ad esempio, ho chiesto di cambiare il nome del mio personaggio da Ciro a Mattia, perché non sembrasse troppo stereotipato. Inoltre, in alcune scene abbiamo discusso su come lavorare sulla parlata e sui modi di presentare i personaggi affinché il luogo comune facesse emergere sempre l'umanità dei personaggi anziché solo il cliché. E soprattutto abbiamo cercato di evitare la rappresentazione del sud che vediamo in televisione, dove si vedono sempre cinque persone in motorino e i panni stesi sullo sfondo. Ma quei panni non asciugano mai?
Valentina Lodovini: Da toscana, per me è stato più anomalo degli altri adattarmi all'idea del cliché e interpretare una ragazza del sud. Tuttavia, mi sono divertita più a giocare con lo stereotipo del ruolo della donna che con quello campano. Nel film, sono l'unica donna di questo gruppo strampalato, una ragazza saggia e sicura di sé che vuole riconquistare il proprio uomo e fargli superare una sorta di complesso di Edipo.
Claudio Bisio: Ho visto Giù al nord da spettatore prima ancora di essere coinvolto in questo progetto e la prima cosa che ho pensato è stata in effetti perché non ci abbiamo pensato prima noi? I conflitti geo-culturali non esistono certamente solo in Francia, anzi, direi forse che da noi in Italia sono pure troppo forti. I nostri conflitti spesso infatti non si limitano al puro folklore, ma contaminano anche la politica e l'intera identità dell'Italia. L'idea forte del film per me era quella di mostrare questi conflitti irrisolti navigando sul filo della commedia. Non era quindi importante mostrare i discorsi di Bossi alla tv o la spazzatura di Napoli, ma far apprezzare un messaggio sul valore della diversità. Il mio personaggio e sua moglie sono in sostanza due persone ignoranti nel senso di due persone che ignorano completamente la diversità di luoghi, culture e usanze. Non si tratta di persone cattive, ma di persone che devono ancora comprendere e imparare l'importanza della diversità. Io stesso, per esempio, non conoscevo affatto il Cilento, pur avendo girato spesso in Campania. In questo senso, spero sia un film che stimoli delle curiosità e che mi piacerebbe vedessero in tanti, anche chi viene bonariamente "deriso" nel film, sia del nord che del sud.
Angela Finocchiaro: In realtà, messo a confronto con un nord come quello della Germania o della Scandinavia, ci rendiamo conto che nel "nostro" nord non c'è poi tanto motivo per fare i galletti. Il mio personaggio è a tutti gli effetti una persona ignorante: una personcina piccola ed egoista che purtroppo rappresenta molto bene sia una parte di me che di tanta altra gente. È la tipica rappresentante di una cultura di chiusura che guarda solo al proprio piccolo orto e che non usa la tradizione per guardare al futuro ma per chiudersi nelle proprie abitudini.

Come avete scelto la location?
Luca Miniero: Il Cilento è stato scelto in quanto presenza scenografica straordinaria, ma anche perché i suoi paesi sono realtà di periferia estremamente virtuose e con una forte umanità. Il paese si mostra con un'identità molto diversa rispetto a Napoli o altre location. Avevamo infatti l'intenzione di mostrare una zona che potesse dare un'immagine diversa rispetto alla Campania dei telegiornali, della spazzatura e della camorra.

Come avete affrontato i contrasti più attuali?
Luca Miniero: La contrapposizione nord-sud è a livello politico molto recente. Molto più profondo e antico è invece il contrasto culturale, che si esprimeva nello sfottò e molto meno spesso degenerava nell'intolleranza. Quel che è certo è che in tutta Italia vive tuttora un grande senso di appartenenza e un legame forte con le proprie tradizioni; è però l'identità nazionale a farsi però sempre più travagliata. Il film cerca di rendere questa contraddizione puntando soprattutto sui contrasti meno evidenti ed aggressivi. D'altronde, penso che nessuno riesca a essere un leghista 24 ore al giorno e che il conflitto politico si situi a un livello molto più superficiale.

Una miniserie tv per la coppia Ferilli-Bisio.

Due imbroglioni e... mezzo: Bonnie e Clyde di casa nostra

giovedì 25 febbraio 2010 - Alessandra Giannelli cinemanews

Due imbroglioni e... mezzo: Bonnie e Clyde di casa nostra Da venerdì 26 febbraio, in prima serata per Canale 5, con Due imbroglioni e… mezzo! tornano le divertenti avventure di Gina (Sabrina Ferilli) e Lello (Claudio Bisio): i Bonnie e Clyde de noantri, affiancati dal piccolo Nino (Gianluca Grecchi, il Carlo Ferrucci di Raccontami). Non una fiction, ma 4 film (100 minuti ciascuno), a detta del Direttore Fiction Mediaset Giancarlo Scheri, prodotti da Fulvio e Paola Lucisano (padre e figlia) per I.I.F..

Claudio Bisio e Anita Caprioli al Festival di Roma con il nuovo film di Giulio Manfredonia.

Si può fare: "matti" al Festival di Roma

giovedì 30 ottobre 2008 - Désirée Colapietro Petrini cinemanews

Si può fare: Semplice ed equilibrato, delicato e gradevole, il film di Giulio Manfredonia presentato questa mattina al Festival di Roma - e distribuito da Warner nelle sale a partire da domani in cento copie - è stato accolto dalla stampa con un lungo applauso. Nata dalla penna di Fabio Bonifacci (autore del soggetto e della sceneggiatura scritta a quattro mani con il regista), Si può fare è una commedia umana che, senza pretese, ha messo d'accordo tutti i giornalisti. "Perché, ci chiediamo, non è stato presentato in concorso?". "A dire il vero se ne era parlato", ha risposto Manfredonia, ma poi si è deciso così. Non mi ritengo Manoel De Oliveira e quindi va bene lo stesso".

Il regista di Tre metri sopra il cielo torna con una commedia sul dio Calcio.

Amore, bugie e calcetto, commedia sentimentale sul campo di calcio

venerdì 28 marzo 2008 - Luciana Morelli cinemanews

Amore, bugie e calcetto, commedia sentimentale sul campo di calcio Dopo vagonate di celluloide consumate in nome dell'amore giovanile - da quello "moccioso" a quello prima e dopo gli esami passando per le 'ricercatezze' stilistiche dei Muccino Bros. – è giunto il momento dell'amore un tantino più adulto, quello dai trenta in su e dai cinquanta abbondanti in giù, quello in crisi per via del sesso (quando troppo e quando niente), del lavoro, dei figli che cambiano tutto e non sempre in meglio, dei conti da far quadrare e di quelle interminabili, odiatissime (dal gentil sesso, ovvio), sudatissime ma allo stesso tempo irrinunciabili partite di calcetto del giovedì sera, unico giorno in cui il dio Calcio, quello vero, riposa in pace. Troppo complicato e spinoso sarebbe stato fare un film sullo sport più amato dagli italiani e allora ecco una divertente commedia sentimentale sul suo surrogato di più largo consumo, una sorta di manuale d'amore per uomini (e soprattutto per donne) sull'orlo di una crisi di nervi che usa la brillante metafora del calcetto e la conseguente divisione in ruoli per raccontare tanti modi diversi di vivere la vita di coppia, il sesso, l'amicizia e la vita lavorativa in tempi complicati e sentimentalmente scombinati come quelli odierni. Il calcetto come pretesto per riunire gli uomini di oggi, di diverse generazioni ma dal comune spirito goliardico, un rituale maschile che in questo Amore, bugie e calcetto, diretto dal Luca Lucini di Tre metri sopra il cielo e scritto dal regista insieme al bravo Fabio Bonifacci (Notturno Bus, Lezioni di cioccolato), riesce paradossalmente a raccontare meglio le donne, spesso vere e proprie vittime di fidanzati e mariti 'pallonari', che i diretti interessati.

Confusi e felici

* * - - -
(mymonetro: 2,29)
Un film di Massimiliano Bruno. Con Claudio Bisio, Marco Giallini, Anna Foglietta, Massimiliano Bruno, Paola Minaccioni.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2014. Uscita 30/10/2014.

La gente che sta bene

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,59)
Un film di Francesco Patierno. Con Claudio Bisio, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Jennipher Rodriguez, Laura Baldi.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2014. Uscita 30/01/2014.

Indovina chi viene a Natale?

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,77)
Un film di Fausto Brizzi. Con Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Raoul Bova, Carlo Buccirosso, Cristiana Capotondi.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 19/12/2013.

Benvenuto Presidente!

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,85)
Un film di Riccardo Milani. Con Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Beppe Fiorello, Remo Girone, Massimo Popolizio.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 21/03/2013.

Ernest & Celestine

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,99)
Un film di Stéphane Aubier, Vincent Patar, Benjamin Renner. Con Lambert Wilson, Anne-Marie Loop, Pauline Brunner, Claudio Bisio, Alba Rohrwacher.
continua»

Genere Animazione, - Francia 2012. Uscita 20/12/2012.
Filmografia di Claudio Bisio »

lunedì 10 novembre 2014 - In 'La scuola più bella del mondo' scontro tra Napoli e Toscana.

Luca Miniero: 'Racconto le contraddizioni dell'Italia'

Paola Casella cinemanews

Luca Miniero: 'Racconto le contraddizioni dell'Italia' Da Napoli Luca Miniero, classe 1966, si è trasferito nella Milano da bere fresco di laurea in lettere e ha cominciato a farsi strada come regista pubblicitario, per poi passare al cinema in coppia con Paolo Genovese. Il loro lungometraggio di debutto, Incantesimo napoletano (David di Donatello nel 2002), parlava già del contrasto Nord-Sud che sarebbe diventato il tema centrale della carriera di Miniero, una volta scisso il sodalizio artistico con Genovese: da Benvenuti al Sud a Benvenuti al Nord a Un boss in salotto, il cinema del regista e sceneggiatore napoletano fa incontrare, e scontrare, napoletani e milanesi, napoletani e bolzanini, e, ne La scuola più bella del mondo, napoletani e toscani.

   

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