| Anno | 2022 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 83 minuti |
| Regia di | Paolo Costella |
| Attori | Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Valentina Lodovini, Vinicio Marchioni . |
| Uscita | giovedì 1 dicembre 2022 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,37 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 28 novembre 2022
Commedia italiana in cui due coppie si trovano a confrontarsi. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Vicini di casa ha incassato 1,6 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Giulio e Federica sono una coppia in crisi: lui, musicista e docente al conservatorio, fa battute sarcastiche su tutto, rifiutandosi di affrontare qualsiasi problema; lei ha un negozio e una figlia, ma avrebbe voluto altri bambini e non capisce l'atteggiamento rinunciatario del marito. Nel condominio dove abitano vive un'altra coppia, composta dal pompiere Salvatore e la psicologa Laura, che fa sesso rumoroso e frequente. Federica li ha invitati a casa per un aperitivo, Giulio vuole redarguirli per il volume eccessivo dei loro amplessi, ma sua moglie preferisce non limitare le prodezze orgasmiche di Laura, delle quali è dichiaratamente e bonariamente invidiosa. Quel che Giulio e Federica non sanno è che Salvo e Laura vorrebbero renderli partecipi di una loro pratica regolare: il sesso a più corpi, in forma di scambi di partner, orge e via dicendo.
Paolo Costella è il regista e cosceneggiatore (con Giacomo Ciarrapico) di Vicini di casa che ha per sottotitolo "Una commedia afrodisiaca" ed è tratto dal film spagnolo Sentimental.
Il copione è ben scritto e di chiara matrice teatrale, l'azione si svolge quasi interamente fra le mura dell'appartamento di Giulio e Federica, e il quartetto di interpreti dà corpo e voce ai personaggi. Ma il ritmo non è quello della commedia e manca l'incalzare tipico di questi confronti a quattro (vedi Carnage) in cui l'ironia si alterna al sottile gioco al massacro. Fra le battute si allargano invece tempi morti che non giovano alla progressione della storia, e le musiche entrano ed escono in scena bruscamente, senza svolgere né la loro funzione di sostegno emotivo, né quella di sottolineatura dei silenzi ai quali Federica e Giulio si sono abituati. Il risultato è una storia dignitosa e non priva di momenti gradevoli, ma che si sgonfia ad ogni svolta, invece di creare un crescendo comico o drammatico, e che fa fatica a decollare. Mancano inoltre quelle sfumature nei dialoghi e quella gradualità nell'azione che sarebbero indispensabili in una vicenda di solitudini che hanno perso il contatto umano e che non riescono più nemmeno a raccontarsi quanto sono infelici.
Alla messinscena manca inoltre un elemento importante: la figlia Michela, opportunamente dispacciata a dormire da un'amichetta, che sembra non avere alcun ruolo nella loro vita e nelle loro conversazioni. Gli attori fanno del loro meglio: Vittoria Puccini (Federica) esprime un desiderio a stento represso, Claudio Bisio usa l'ironia come uno scudo (anche se spesso, a causa della mancanza di ritmo di cui sopra, le sue battute cadono in un spazio vacuo), e Vinicio Marchioni evita il rischio dello stereotipo mantenendo una compostezza dignitosa. A brillare è Valentina Lodovini, che riesce a riempire i vuoti con gli sguardi e ad arricchire di pragmatica saggezza anche i passaggi drammaturgici più fragili.
Non amo molto le pellicole che sembrano nate per una esposizione teatrale perchè manca quell'anima aperta del film convenzionale, quegli spazi, quella luce, quella pienezza che ti fa sognare e ti fa sembrare parte di quella narrazione. Qui si vive nella noia e negli stereotipi delle coppie in crisi e dall'altra delle coppie "moderne", edoniste, che vogliono tutto dalla vita [...] Vai alla recensione »
Remake di commedia d'altrove, tanto per cambiare: i nostri autori sono a corto di idee. Stavolta non hanno pescato in Francia ma nella filmografia del catalano Cesc Gay, di cui già Simone Spada riprese Truman, e la versione con Giallini e Mastandrea e cagnone non era affatto brutta e però non valeva l'originale. Non conosco Sentimental, che riscritto da Costella e Ciarrapico diventa Vicini di casa. [...] Vai alla recensione »