La cura del gorilla

Un film di Carlo A. Sigon. Con Ernest Borgnine, Claudio Bisio, Stefania Rocca, Bebo Storti, Antonio Catania.
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Thriller, durata 104 min. - Italia 2006. uscita venerdì 3 febbraio 2006. MYMONETRO La cura del gorilla * * 1/2 - - valutazione media: 2,60 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,60/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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 critica * * - - -
 pubblico * * - - -
Trailer La cura del gorilla
Il film: La cura del gorilla
Uscita: venerdì 3 febbraio 2006
Anno produzione: 2006
Dall'irriverente conduzione di Zelig, Claudio Bisio si trasferisce sul grande schermo in un film di tutt'altro taglio, dove veste i panni dello schizofrenico investigatore privato Sandrone, detto il Gorilla, alle prese con uno strano caso.
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primo piano
Tratto da un libro di Dazieri un noir all'italiana con un asso nella manica: Ernest Borgnine
Giancarlo Zappoli     * * * - -
Showtime:
martedì 25 luglio 2017 alle ore 12,51 in TV su PREMIUMCINEMAEMOTION
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Opera prima di Carlo A. Sigon tratta dal romanzo di Sandrone Dazieri. Sandrone, detto il Gorilla, soffre fin da piccolo di sdoppiamento della personalità. È Sandrone (buono, ironico, un po' arruffato) e al contempo è Socio (razionale, freddo violento). Investigatore senza licenza, Sandrone/Socio si ritrova ad investigare sulla misteriosa morte di un albanese.
La Colorado, dopo Quo Vadis Baby? sembra ormai lanciata sulla strada dei film con "brutti (non tutti), sporchi (spesso) e cattivi (solo un po')". Sigon, che ha una grossa esperienza sul piano della pubblicità e dei corti, sa destreggiarsi con abilità nella materia, ben coadiuvato da attori come Bisio, Rocca e Catania. Ha poi l'asso nella manica di un Borgnine divertente e divertito in trasferta italiana per la gioia dei cinefili che ancora ne ricordano le qualità. Resta però una perplessità che non sta tanto nel fatto che 'non c'è più religione' (capirete il perché e vedrete però anche che la sceneggiatura cerca subito di riequilibrare) ma nella mancanza di un vero tormento esistenziale che è connaturato al noir e che qui è troppo programmatico per risultare credibile. Le riprese (la notazione è importante per un film che è molto attento ai luoghi) sono state effettuate a Milano, nelle ex cartiere Binda, fabbrica dismessa alla periferia sud della città, e a Cremona dove Dazieri è nato nel 1964.

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Per fare un noir... ci vuole metodo

sabato 11 febbraio 2006 di renello

Una stella per "la cura del gorilla". ma solo per le intenzioni di partenza. La Colorado, dopo l'apertura di un ala, la"colorado noir", dedicata appunto a questo genere, si cimenta di nuovo nell'impresa, dopo il successo del delicatissimo "quo vadis baby". Purtoppo per l'esordiente Sigon i film di genere, primo fra tutti il noir, richiedono una conoscenza dei linguaggi specifici che va ben al di là della semplice cognizione aquisita. E' per questo che ogni volta che perdiamo di vista l'identità continua »

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Sandrone docet.

domenica 16 gennaio 2011 di ultimoboyscout

Film fortemente imperfetto, non passerà mai e poi mai alla storia e anzi forse in molti se lo sono già scordato. Eppure è uno di quei film che lo vedi e ti appassiona, ti prende, ti colpisce e ti diverte. Cominciamo col dire che Bisio è bravissimo, perfetto per la parte, nel ruole del protagonista che soffre di sdoppiamento della personalità. Bravissimi i personaggi di contorno Alberti-Catania-Storti, ma l'asso pigliatutto è il fantastico Ernest Borgnine continua »

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Doppio

sabato 11 febbraio 2006 di elle

All'inizio forse un po' troppo Spaghetti Pulp poi s'è ripreso. La cosa che non ho gradito molto è stata la poca attenzione sulla questione Sandrone/socio nel senso che mi è mancata la camera che si sofferma sul volto o sui gesti per penetrare fino in fondo nell'oscura dimensione che sta fra le due identità. continua »

Riflessione del Gorilla (Sandrone) sugli omicidi nelle città di provincia
"Il bello delle città di provincia come Cremona è che quando succede qualcosa lo sanno tutti e tutti vogliono godersi lo spettacolo. Quando poi accoppano qualcuno è festa grande e non si trova posto neanche in piedi. Tutti un pezzo del morto, magari farsi fotografare vicino all'assassino... Io ero l'unico che avrebbe voluto trovarsi da un'altra parte e andarsene sarebbe stata la cosa più intelligente da fare. Ma il problema è che non mi capita quasi mai di fare la cosa più intelligente…"
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di Adriana Marmiroli Film Tv

Prova suprema per un attore interpretare due gemelli. Ancora più estrema quella di uno schizofrenico dalla personalità divisa. Una personalità cioè come quella del Gorilla, personaggio creato dalla penna di Sandrone Dazieri, giallista nostrano di provenienza extraparlamentare (ha mosso i primi passi nei centri sociali, il mitico Leoncavallo milanese nella fattispecie), che al personaggio - tanto per confondere - ha dato il proprio background e messo il proprio nome, facendogli poi fare non l’intellettuale ma l’“addetto alla sicurezza”, buttafuori/guardaspalle/detective, e dotandolo di personalità multipla: un Io tenerone e fanfarone, simpatico e un po’ sfigato, tabagista e un po’ alcolista, tendente a ficcarsi nei guai e a uscirne con le ossa rotte (alla lettera) e un alterego tetragono, tosto, igienista e manesco, che allo scopo va diritto e non si fa distrarre da niente e nessuno (non certo dalle donne). »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Un giallo italiano, realizzato da un esordiente, Carlo A. Sigon, già noto però nell’ambiente pubblicitario e per alcuni corti. Lo spunto gliel’ha offerto un romanzo di Sandrone Dazieri che aveva al centro un protagonista, detto Gorilla, affetto da una curiosa malattia psichica che non solo gli toglieva il sonno ma lo faceva sdoppiare in due personalità quasi opposte, una tranquilla, una aggressiva. Con un mestiere, quello di investigatore privato, in cui spesso a suo danno, predominavano o l’una o l’altra delle sue singolari personalità. »

di Antonello Catacchio Il Manifesto

Scorrendo il dizionario DeMauro il termine schizofrenia viene definito «grave malattia mentale, acuta o cronica, caratterizzata da dissociazione psichica che, secondo i casi, può dar luogo ad autismo, allucinazioni, deliri, disturbi della personalità, dell'affettività e del linguaggio». Sandrone, il Gorilla, protagonista del film è affetto da questa malattia. Sin da bambino, quando mamma si rifiuta di sottoporlo agli elettroshock dagli esiti dubbi. Quindi niente cura, a dispetto del titolo. In pratica Sandrone è composto da due persone distinte (un io bis che Bisio ha fatto subito suo). »

di Aldo Fittante Film TV

Sandrone, detto il Gorilla, soffre sin da bambino di una particolare forma di sdoppiamento della personalità. Gli basta appisolarsi un secondo che da Gorilla si trasforma in Socio: l’uno cialtrone, bonario, timidamente sofferente; l’altro sicuro, violento, cinico, brutale, razionale e freddo. Il primo si guadagna il pane come investigatore senza licenza, senza arte né parte, come bodyguard sfigato, come accompagnatore di “star”. Il secondo, quando riesce a prevalere, cerca di risolvere alla sua maniera casi intricati. »

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