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Puerto Escondido
Un film di Gabriele Salvatores.
Con Diego Abatantuono, Valeria Golino, Claudio Bisio, Renato Carpentieri, Antonio Catania.
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Commedia,
durata 109 min.
- Italia 1992.
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Tiziano Sossi
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premi nomination |
Nastri d'Argento 2 0 |
| Valeria Golino e Claudio Bisio illustrano a Diego Abatantuono le dinamiche del collezionismo di oggetti vecchi da parte degli Americani | |
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Il Messico è una delle pattumiere degli Stati Uniti. Tutti i loro rifiuti, le cose che non gli servono più, vengono a finire qui. Allora, quando anche i messicani non li vogliono più, io li riprendo e li rivendo agli americani. E loro non se ne accorgono, questa è la cosa bella. Hai capito? Questi li hanno comprati anni fa, li ricomprano al prezzo triplo, e sono contenti! |
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| Proverbio indù | |
| La vita è come un ponte: attraversala pure, ma non pensare di costruirci sopra la tua casa. | |
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| Cartello sulla porta della casa messicana di Claudio Bisio | |
| La vita è come un ponte: attraversalo pure, ma non costruirci mai una casa sopra. | |
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Altre frasi celebri del film Puerto Escondido
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DVD | Puerto EscondidoUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 20 settembre 2005
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Mario (Diego Abatantuono) è un tranquillo impiegato di banca. Veste elegante, ha uno stipendio niente male, si sente abbastanza arrivato. Ma (c'è sempre un "ma" nelle vite troppo "borghesi", altrimenti dove andrebbero a finire la maggior parte di film e romanzi?) un granello di sabbia inceppa il meccanismo. In questura per ritirare il passaporto, assiste casualmente a un omicidio: il commissario Viola fa fuori un collega, tentando di spacciare il fatto per un incidente. Adesso il nostro piccolo eroe non è più al sicuro, e infatti i colpi del commissario lo raggiungono ben presto nella toilette della banca. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
C'è tutto il cinema di Gabriele Salvatores, in Puerto Escondido: c'è il meglio e c'è il peggio di Kamikazen, uItima notte a Milano (1987), Marrakech express (1988), Turné (1990) e Mediterraneo (1991). E in più, ossia in meno, c'è l'imbarazzante assenza di recitazione di Valeria Golino, eternamente identica a se stessa, eternamente imbronciata ed eternamente indecisa sul proprio ruolo nella vicenda oltre che sul proprio posto nell'inquadratura, qualunque sia il film nel quale le capiti di comparire. » |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Un borghese piccolo piccolo, ma anche un po’ fatuo, un po’ fanfarone, che diventa ladro e spacciatore di droga solo perché coinvolto in circostanze avverse da cui, alla fine, uscirà totalmente (ma bonariamente) sconfitto. Questo il nuovo personaggio di Gabriele Salvatores che, sempre con la mediazione di Diego Abatantuono e sulla scorta di un romanzo di Pino Cacucci riscritto per lo schermo da Enzo Monteleone, ci fa mettere ancora una volta in viaggio: da una Milano plumbea, rigida e asettica, dove il borghese è dirigente di una banca, ad un Messico colorato, canterino, ora umiliato ora banditesco, dove il borghese, avendo assistito per caso a un omicidio, trova riparo per non essere ucciso a sua volta dall’assassino che ha visto in faccia. » |
di Giovanni Grazzini
Accolto con simpatia, due mesi fa, nell'ultimo film di Marco Risi (Nel Continente nero), Diego Abatantuono torna a procurarci sorrisi nel sesto di Gabriele Salvatores, Puerto Escondido: una commedia con sottofondo libertario che elogia il vivere senza certezze, lontano dal benessere capitalista e dal consumismo. Abatantuono, ribattezzato Mario Tozzi, è qui un dirigente bancario milanese, molto contento di sé, che per aver visto un commissario di polizia uccidere un collega, ed essere fortunosamente scampato alla sua pistola, sentendosi inseguito va a nascondersi in un villaggio messicano sulla costa del Pacifico, e qui ha le pittoresche avventure che come hippy meneghino non avrebbe mai sospettato. » |
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