L'abbuffata

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Un film di Mimmo Calopresti. Con Paolo Briguglia, Elena Bouryka, Lele Nucera, Lorenzo Di Ciaccia, Diego Abatantuono.
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Commedia, durata 102 min. - Italia 2007. - Cinecittà Luce uscita venerdì 16 novembre 2007. MYMONETRO L'abbuffata * * 1/2 - - valutazione media: 2,94 su 44 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,94/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * - - -
 pubblico * * 1/2 - -
Trailer L'abbuffata
Il film: L'abbuffata
Uscita: venerdì 16 novembre 2007
Anno produzione: 2007
   
   
   
Tutti sognano il cinema. E nel bellissimo borgo di Diamante, in Calabria, un gruppo di quattro giovani amici ha finalmente il coraggio di girare un film e, così, di sconvolgere la vita della cittadina.
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primo piano
Feroce critica al sistema televisivo in un'abbuffata di cinema che ha il tocco leggero della commedia all'italiana
Pierpaolo Simone     * * * - -

Diamante è una piccola località della Calabria la cui unica peculiarità è l'assenza di qualsiasi avvenimento degno di essere raccontato. I tre giovani protagonisti del film, che sognano di sfondare nel mondo del cinema, lo sanno bene. Così come sanno bene che non sarà facile portare a termine il loro cortometraggio, frutto di una storia d'amore - sognata per trent'anni - fra una vecchia zia e un giovane emigrante sparito nel nulla. Nella frenetica ricerca di un attore, i tre - accompagnati da una spigliata fanciulla in cerca di successo - si spingeranno fino a Roma, dove scoprono sulla loro pelle che le amicizie, i contatti e le conoscenze, contano molto di più della voglia di fare. Matrimoni e funerali, partenze e ritorni, forse addii.
L'inno della provincia di Mimmo Calopresti è un'operazione ardimentosa, il cinema che parla di cinema ha perso fascino, non ha più appeal, eppure, dopo aver visto questi tre giovani aspiranti registi affannarsi per portare a termine il loro film, si ha l'impressione di aver visto qualcosa di nuovo, di vitale, di genuino. Questa abbuffata di cinema, vissuta nei suoi luoghi e raccontata dagli occhi dei suoi personaggi dividerà forse la critica, ma rappresenta bene il desiderio atavico di un cinema che ogni tanto ricorda a se stesso i propri vizi e le proprie virtù, parlando di ciò che è stato e di ciò che sarà, con il tocco leggero della commedia all'italiana che non esiste più: non per decorrenza dei termini, ma per manifesta incapacità dei nostri registi contemporanei.
Calopresti no, conosce bene i rischi del caso, li evita tutti e, quando proprio non ne può fare a meno, ammicca quasi scusandosene. Critica feroce al sistema televisivo che fu già del Fellini di Ginger e Fred, non a caso i personaggi divi dei reality show vengono descritti come corpi senza materia, anime votate al delirio di onnipresenza.
La pellicola ricorda di tanto in tanto che ognuno ha i suoi ruoli e le sue competenze, ma rovesciarli è una deriva inevitabile. Registi che fanno gli attori, attori che fanno i registi, critici - televisivi e non - che farneticano dall'alto di un pulpito inesistente. Il viaggio a Roma, nei luoghi sacri del cinema, ormai templi della peggiore delle degenerazioni sociali (la cosiddetta tv), porta a un affrettato rientro a casa.
Ma nulla è perduto: il sud, il sole e il gusto per la buona tavola, convinceranno un grandissimo attore - nientemeno che il divo Depardieu - a recarsi lì in pellegrinaggio per permettere ai tre giovani di coronare il loro sogno. Nella speranza che l'abbuffata, cosi com'è, non si trasformi in bulimia. Delizioso.

Premi e nomination L'abbuffata MYmovies
il MORANDINI
L'abbuffata recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi L'abbuffata
Primo Weekend Italia: € 79.000
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Il sogno di uno per tutti

venerdì 9 luglio 2010 di Gagnasco

Un regista scappa nella bellissima Diamante per assecondare il suo ego snob, cosa che lo porta a "confrontarsi" con i paesani durante dei periodici cineforum. Tra gli indigeni tre giovani decidono di girare un cortometraggio per far vedere al "maestro" quanto valgono e nella loro confusa ricerca del metodo discriminano tra due voci di coscenza:il regista bucolico e un attore mondano di Roma che si trova a Diamante per una breve e noiosa vacanza. Parte quindi una staffetta dei continua »

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La piccola abbuffata

giovedì 6 marzo 2008 di giunilisbon

C'era una volta il cinema italiano di gran qualità. Era basato su registi incredibilmente bravi in grado di fare da punto di riferimento anche a registi meno dotati, eppure con storie da raccontare. C'era una volta, ma non più. Su cosa si basa il cinema italiano di oggi? La domanda è retorica, ma ora più che mai necessaria come premessa. L'abbuffata di Mimmo Calopresti è un film che presenta le mille contraddizioni del cinema italiano attuale e soprattutto i limiti evidenti. La prima parte del film continua »

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Cinema?

venerdì 7 dicembre 2007 di Fabio

Calopresti racconta con amore una storia a cui tiene particolarmente, con ingenuità, ma ancor più che nei suoi film precedenti il film appare lontano dal farsi cinema. La storia, scritta con una valida sceneggiatrice del cinema italiano, è a dir poco banale e priva di tutte le complessità e le tematiche che avrebbe potuto tirare in ballo. Tutti i luoghi comuni sul sud e la sua gente, Roma e il mondo del cinema, e la ragazza che fa disperare il protagonista per il suo flirt con l'attore famoso, la continua »

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SOUNDTRACK | L'abbuffata

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 16 novembre 2007

Cover CD L'abbuffata A partire da venerdì 16 novembre 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film L'abbuffata del regista. Mimmo Calopresti Distribuita da EMI, il cd è composto da musiche di genere Canzone italiana.

NEWS | Mimmo Calopresti torna al cinema dopo quattro anni dal suo ultimo film per narrare una storia di libertà.

Il cinema è servito a tavola

sabato 27 ottobre 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi

L'abbuffata: il cinema è servito a tavola Nel sud Italia tre giovani ragazzi sognano di sfondare nel mondo del cinema per dare una svolta alle loro vite. La storia che vogliono tramutare in un cortometraggio nasce dal racconto di storia d'amore (e d'abbandono) tra una vecchia zia e un giovane emigrante che la donna continua a ricordare dopo trent'anni. Armati di passione i tre ragazzi, insieme a un'amica in cerca di successo, partiranno per Roma, la città del cinema per eccellenza, alla ricerca di un attore di spicco che possa aiutarli nell'impresa.

L'Abbuffata Calopresti, tra amore per il Sud e per se stesso

di Federico Raponi Liberazione

E ' di maiale l'"Abbuffata", non di celluloide. Un vero banchetto di paese (specialità locali) allestito solo per i protagonisti, e chi è invitato ad assistere rimane coi languori. Sulla costa meridionale della penisola, a Diamante, tre giovani cercano un attore di richiamo per filmare una storia d'amore, sognata per trent'anni, fra una donna sola e un emigrante. Per la sua prima commedia, Mimmo Calopresti alterna pellicola e digitale da finto documentario (nella vita reale insegna il genere). »

di Federico Pedroni Film TV

Si dà il fatto che siamo sempre qui a lamentarci del nuovo cinema italiano programmaticamente asfittico, inesorabilmente esangue, strutturalmente privo di ambizioni. E adesso ci tocca ribellarci di fronte a un film fasullo, dalle ambizioni gonfiate, dalla leggerezza forzata, perennemente ciarliero. L'abbuffata di Mimmo Calopresti vorrebbe essere un divertito ritratto del cinema d'oggi, sospeso tra il vitalismo del fare e l'accidiosa noia dell'inazione, ed è invece solo un futile, borioso monumento al suo autore che vuole sparare alle stelle con palline di cartapesta. »

«L'abbuffata», lieve commedia sulla nostalgia delle radici

di Valerio Caprara Il Mattino

Uno degli spunti più abusati del cinema riesce a trasformarsi in un estroso balletto sulla nostalgia delle radici. Del resto Mimmo Calopresti sa benissimo che il sogno di «fare un film» produce overdosi di velleitarismo; trapiantando, così, insieme a Monica Zapelli «L'invito» di Mahmoud Iden nelle natie atmosfere calabresi, sceglie di mantenere lo sguardo e il tono asciutti e lievi, con la macchina da presa sempre vicina ai personaggi. L'energia naif del gruppetto d'aspiranti cineasti cerca di forzare il «non-tempo» paesano, ma poi non può che intraprendere il fatidico pellegrinaggio felliniano. »

Cibo, donne e morte il tutto con semplicità

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Gérard Depardieu è quello che si abbuffa: ospite d'onore a un banchetto in piazza, mangia, beve, mangia, mangia. Si sente male, entra in casa, s'abbandona su un divano e muore. Diego Abatantuono è la rinuncia orgogliosa: regista d'un primo film di successo, s'è ritirato al paese dove è nato senza sfidare oltre la fortuna. Nino Frassica, insegnante d'inglese, invano si fa biondo per il cinema; Steve Della Casa, con folta barba nera, è un presentatore tv; Mimmo Calopresti è il regista; Valeria Bruni Tedeschi è il Destino. »

L'abbuffata | Indice

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