L'amico di famiglia

Film 2005 | Drammatico 110 min.

Regia di Paolo Sorrentino. Un film Da vedere 2005 con Giacomo Rizzo, Fabrizio Bentivoglio, Laura Chiatti, Gigi Angelillo, Clara Bindi. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2005, durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 10 novembre 2006 - MYmonetro 3,38 su 99 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il nuovo film di Sorrentino ci propone un nuovo interessante personaggio della sua personale galleria. In Italia al Box Office L'amico di famiglia ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 798 mila euro e 241 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,38/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 3,42
PUBBLICO 3,72
CONSIGLIATO SÌ
Sorrentino porta alla luce una società corrotta con mano ferma sia dal punto di vista della sceneggiatura che da quello della regia.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Geremia de' Geremei ha settant'anni. Vive in una cittadina dell'Agro Pontino ed è proprietario di una piccola sartoria. Brutto e sgraziato vive in una casa buia con la madre paralizzata. La sua vera fonte di guadagno (rigorosamente depositato in cassette di sicurezza) è però l'usura. Paolo Sorrentino torna a visitare gli abissi della coscienza. Lo fa questa volta con la collaborazione di un cast totalmente all'altezza, a partire dalla intensa interpretazione offerta dal protagonista Giacomo Rizzo. Il suo non è un film di denuncia di un fenomeno più che mai diffuso in Italia. È invece un atto di accusa molto più deciso nei confronti dell'atteggiamento di uomini e donne del nostro tempo. Se Geremia è quasi ributtante per il modo in cui attrae e trattiene nella sua tela fatta di continui ricatti le proprie vittime, coloro che lo circondano non sono da meno. Solo che, a differenza di lui, non hanno le phisique du role e risultano quindi molto più difficili da individuare. È una società corrotta nel profondo quella che Sorrentino porta alla luce con mano ferma sia dal punto di vista della sceneggiatura che da quello della regia. Ci offre squarci di luciferina crudeltà, ci lascia scaricare la nostra buona coscienza addosso al protagonista ma poi...

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 14 luglio 2011
mara65

Dopo i temi noir e il clima rarefatto de Le conseguenze dell'amore, Sorrentino cambia genere. Punta al grottesco, con questo personaggio strampalato, Geremia de Geremei, usuraio. Costruisce attorno una storia abbastanza classica, dove può cimentarsi con il suo stile inconfondibile. Ottime le geometrie che cerca nel taglio delle inquadrature.

martedì 12 maggio 2009
taniamarina

L'unico errore in questo film è la locandina che non gli rende onore. Per il resto è un film italiano degno della migliore gloria nostrana, un lucidissimo raccontare delle persone che vivono in toni bassi, e che quando cercano di emergere cadono giù, rovinosamente, in una condizione peggiore della precedente. Giacomo Rizzo è "mostruosamente" bravo come anche gli altri attori, Laura Chiatti è bellissima [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 marzo 2015
1234567890987654321

L'amico di famiglia è una favola nel vero senso del termine, una favola dove al posto degli animali ci sono le persone: la storia di Geremia, un usuraio avido, avaro e senza scrupoli, vittima delle sue stesse debolezze, deturpato dalla sua stessa trascuratezza. Una trama semplice e lineare, che si staglia su di uno scenario quasi metafisico, freddo e disumanizzato di architettura razionalista [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 settembre 2013
maRBus

Ogni volta che si guarda un film di Sorrentino, si viene catapultati in un mondo unico e particolare, esattamente come avveniva con Fellini. Questa nerissima commedia non fa eccezione. La sgradevolezza copre tutto e tutti, persone e cose. Non c'è un solo personaggio che abbia in se un seme di bontà , di pudore o una qualche possibilità di salvezza. E quello che più di tutti paga lo scotto di questa [...] Vai alla recensione »

domenica 1 dicembre 2013
ShiningEyes

Uno dei tratti rilevanti dei film di Paolo Sorrentino è quello si saper dare una precisa e curiosa caratterizzazione psicologica dei personaggi, i quali sono sempre interessanti, imprevedibili e bizzarri. Un esempio lampante è mostrato dal personaggio protagonista del film in questione: Geremia, strozzino di lunga esperienza e uomo di mondo, rappresenta i lati peggiori che si possono [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 ottobre 2013
angelo umana

 Variegata l’umanità che si rivolge a un usuraio per soddisfare desideri e bisogni. Un’anziana signora che spergiura di necessitare di soldi per un intervento chirurgico e poi se li gioca in una sala bingo, il figlio non riconosciuto di un nobile che vuole acquistare il titolo nobiliare per accreditarsi presso il Vaticano, una signora ancora piacente che vuole stare in ambienti [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 gennaio 2011
mario_platonov

Sorrentino riesce, tra i pochi in Italia, a raccontare storie totalmente immerse nel reale attraverso un linguaggio fatto di eccessi e di simboli, con una regia che sembra sempre “oltrepassare” i protagonisti in scena per soffermarsi su una realtà difficile da afferrare. L’amico di famiglia è un perfetto esempio di questo cinema.

venerdì 7 agosto 2015
Barolo

Ottimo film di Sorrentino, con un grande Giacomo Rizzo che dismessi provvisoriamente  i panni del comico dimostra di saper fare l'attore a tutto tondo,interpretando un ruolo diverso dai soliti e sicuramente non nelle sue corde.Ma siccome è un grande, supera brillantemente la prova,regalandoci un personaggio indimenticabile,nel suo squallore,mellifluo,viscido,diabolico,perverso [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 ottobre 2014
Franco Cesario

 Molto prima della “Grande Bellezza”, il regista napoletano Paolo Sorrentino ci ha donato un grande film sulla psiche umana: “L’amico di famiglia”. In una non ben definita zona d’Italia vive un uomo, “zitello”, brutto, antipatico, grottescamente tirchio, con a carico una madre grassa ed immobilizzata a letto.

giovedì 6 maggio 2010
antrace

Il film si apre e si chiude con una testa di donna insabbiata , che ha veste monacale nella prima inquadratura e ne è priva dopo . Questo esordio sembra un disegno bizzarro di Jacovitti , il capo contratto anzichè il piedone delle vignette . Poi si snoda la vicenda di Geremia , un cravattaro dell'agro pontino, orrido , goffo,malaticcio che vive solo con la madre anziana inferma .

mercoledì 6 marzo 2013
gianleo67

Piccolo e sgraziato, Geremia ha una modesto negozio di sartoria che in realtà usa come copertura per i suoi loschi traffici di usuraio, coadiuvato da un barista col pallino della musica country e da una bizzarra coppia di pizzaioli gemelli che usa come guardiaspalle tuttofare. Vive con la madre perennemente allettata in una casa umida e malandata, accumulando denaro e sperando una volta o l'altra [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 novembre 2011
katamovies

in poche parole, questo film ha quello che manca all'ultimo di sorrentino: un personaggio protagonista di grande impatto e forza. al confronto con i personaggi protagonisti di questo film, de "il divo" e de "le conseguenze dell'amore", cheyenne appare sbiadito come una vecchia figurina. privo delle sfaccettature, della complessità degli altri tre.

martedì 30 luglio 2013
Filippo Catani

Agro Pontino. Geremia de' Geremei di professione "ufficiale" fa il sarto ma ciò che lo rende "famoso" è la sua attività di usuraio. L'uomo vive in una casa improponibile con l'anziana e malata madre e deposita scrupolosamente in una cassetta di sicurezza tutto il denaro che accumula. Un giorno però la conoscenza di una bella e giovane donna [...] Vai alla recensione »

domenica 18 luglio 2010
Luca Scialo

Geremia de' Geremei è un viscido strozzino, che ha una sartoria divenuta ormai solo un'attività di copertura. Vive con la madre, situata perennemente nel letto, in una casa decadente, arsi entrambi da un'avarizia che li sta logorando in una vita squallida. Il tutto fino a quando non incontrerà una giovane ragazza bella come una fata.

mercoledì 15 gennaio 2014
Liuk

Con il successo de "La grande bellezza" di Sorrentino penso valga la pena rispolverare le opere meno recenti che hanno portato al capolavoro del 2013. L'amico di famiglia, ad esempio, é una pellicola piú dura e diretta dove la schifezza del genere umano viene accentuata ed esasperata la povertá d'animo. Questo viene reso in maniera molto diretta come uno schiaffo [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 dicembre 2010
gvudu

E' ispirata a Birolo, il panettaio di Corso Svizzera (credo Paolo mi disse angolo via Balme) a Torino. Proprietario di decine di alloggi si fingeva povero in canna e raccoglieva da terra le verdure al mercato ortofrutticolo della via e li cuoceva nelle focacce ripiene. Gliene avevano parlato mentre era a Torino per il Divo e poi era andato a verificare di persona. La somiglianza è spettacolare!

lunedì 26 gennaio 2015
Artis

Ho fatto la comparsa in quel film a Latina,sul toro meccanico e ai tavoli del pub.Il film l'ho visto per caso ieri sera su Iris ma ho iniziato a vederlo solo dalla seconda parte dove io non c'ero.Lo comprerò poichè prima di morire vorrei vedermi anche se per poco...ahaha.Film intrigante comunque...e...vale il detto:chi troppo vuole nulla stringe!

domenica 13 giugno 2010
Kronos

E' il film più squilibrato di Paolo Sorrentino: superlativo sotto il profilo tecnico/estetico ma incongruo sotto quello stilistico e narrativo. Si ha la sensazione che le singole sequenze, pur notevoli, manchino d'amalgama con quelle precedenti e successive. Insomma, un repertorio audio-visivo di sicuro impatto ma che non costituisce un 'vero' e armonico film.

giovedì 3 novembre 2016
Cavedano

Sicuramente uno dei migliori Film di Sorrentino e personalmente il mio preferito. La stroria si sviluppa sulla triste vita di Geremia (Giacomo RIzzo) usuraio di Latina e all'incontro con la bella figlia di un suo cliente la bella Laura Chiatti.Film Orginale che fa riflettere

martedì 9 dicembre 2014
Tyler Durden 76

Era l'unico film di Sorrentino che non avevo ancora visto e con le conseguenze dell'amore e la grande bellezza questo è l'ennesimo capolavoro. Grandissimo Sorrentino!

venerdì 7 marzo 2014
albydrummer

Un film da rivedere,ottima la sceneggiatura e un talentuoso Giacomo Rizzo.

domenica 28 luglio 2013
dario

La regia riesce a tenere in piedi una storia prevedibile, scontata, zeppa di luoghi comuni e di scaltrezze convenzionali. Debole la storia, giocata su stereotipi e su personaggi caricaturati. Ma sicura e robusta la narrazione. Una certa asciuttezza aiuta l'operazione. Bravi gli attori, recite al disopra dello standard del cinema medio italiano.

lunedì 29 luglio 2013
gufetta76

Ottimo. Immenso il protagonista , la sua ridicolizzazione del male, la rappresentazione dell'ipocrsia e della superficialità in modo ironico e farsesco rendono questa opera gustosa, divertente ma anche riflessiva. Film veloce, fotografia perfetta come al solito. Eccelso il protagonista, purtroppo però esistono attrici come Laura Chiatti : pessima

martedì 10 settembre 2013
Fabuciz

la figura del viscido strozzino risulta troppo grottesca e i personaggi troppo cliché. Sicuramente Sorrentino ha voluto dar risalto allo squallore dii una vita simile, fatta di assurdi risparmi e avidità spesso crudeli ma alla lunga diventa un film fastidioso e noioso. Diverse situazioni sono poco credibili, in alcuni punti il montaggio è impreciso e le inquadrature "datate".

mercoledì 28 marzo 2012
davide chiappetta

Sorrentino e uno dei pochissimi registi italiani, che si contino su un solo palmo della mano, che riesce ancora a dire qualcosa e affascinare con il suo modo di girare e montare, ma qui chi la fa da padrona è il grande Giacomo Rizzo caratterista delle commedie erotiche all'italiana e 'Rigoletto' nel film mediocre 'Novecento' di Bertolucci. Se leviamo lui che sorregge quasi tutto il film con la sua [...] Vai alla recensione »

Frasi
E ricordatevi sempre una cosa fondamentale: Il mio ultimo pensiero sarà per voi...
Una frase di Geremia (Giacomo Rizzo)
dal film L'amico di famiglia - a cura di Lipo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Aldo Fittante
Film TV

La crisi incombe, ma i migliori registi italiani sono tutti al lavoro. Amelio, Moretti, Olmi, Bellocchio, Tornatore, Archibugi, Virzì, Torre sono sui set o in fase di post produzione. Tra questi, anche Paolo Sorrentino, dallo scorso 30 settembre a Latina (in seguito si sposterà a Sabaudia, Napoli e Roma) per L’amico di famiglia, titolo chabroliano, terza fatica nel lungometraggio dopo il fulminante [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un uomo vecchio, laido, sporco e sardonico, sordido e sgradevole, è il protagonista de L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino, l'ammirato regista napoletano trentacinquenne de Le conseguenze dell'amore. I due film, tutte due accolti in concorso al festival di Cannes, non potrebbero essere più simili e più diversi. Simili, perché sono due ritratti di uomini soli e infelici che si perdono per amore [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Si stenta a crederci: due film italiani da vedere senza noia nel giro di due mesi. A Venezia c'era Nuovomondo di Emanuele Crialese (ora in marcia verso gli Oscar). A Cannes c'era L'amico di famiglia, che ora esce nelle sale con qualche minuto in meno e un finale tutto nuovo: se ti invitano al più grande festival del mondo, non sta bene ostentare vezzi d'artista, e rimanere pensosi davanti alla moviola, [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Un impegno forte e coraggioso. Questo servirà a Paolo Sorrentino per far sedimentare il terzo film e, soprattutto, confrontarsi con il respiro e la coerenza del suo score creativo senza infingimenti. Il regista napoletano sa, infatti, che tocca solo a lui capire perché L'amico di famiglia non può accontentarsi d'inseguire gli umori imprevedibili dell'arena internazionale degli esperti né di essere [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Paolo Sorrentino ha sempre mostrato di voler privilegiare dei personaggi negativi, pronti a respingere qualunque simpatia. In Un uomo in più ha esordito con due perdenti coinvolti in realtà sordide, «Le conseguenze dell'amore» ci ha detto di un gelido contabile della mafia che alla fine non riscattava nemmeno una morte voluta. Oggi ci propone il suo personaggio più nero, un laido usuraio, Geremia, [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Con L'amico di famiglia Paolo Sorrentino conferma di essere dotato di un dna artistico fuori standard. Grazie a Giacomo Rizzo che vi scolpisce un ritratto dalle sublimi tonalità gogoliane, il film alterna momenti di straordinario pathos visionario a ripetuti affondi grotteschi all'acido muriatico trovando un punto d'equilibrio nella sua audace estraneità, nel suo sofferto andirivieni dall'estremo e [...] Vai alla recensione »

Marco Bertolino
Nick

Il 2006 è stato un anno importante per il. cinema italiano d'autore: solitamente poco frequentato dal grande pubblico, che gli preferisce prodotti di maggiore intrattenimento, ha richiamato viceversa nelle sale più spettatori di quanto ci si immaginasse. Oltre al (previsto) plauso della critica, titoli come Il caimano, La stella che non c'è, Il regista di matrimoni, Nuovomondo - solo per fare qualche [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Una bella pallavolista in calzoncini salta per colpire la palla, quindi cade al suolo sorridendo e contorcendosi, lentamente, voluttuosamente, fino a dare a quel colpo vincente una connotazione quasi sessuale. E' l'immagine che chiude i bei titoli di testa dell 'Amico di famiglia di Paolo Sorrentino e incarna uno dei due poli intorno a cui ruota il film, di qua la bellezza e il desiderio, di là la [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Secondo film italiano in concorso: L'amico di famiglia, di Paolo Sorrentino. È arrivato sulla Croisette appena sfornato (una sequenza, quella della ragazza che prende il sole nuda sotto le palme, è stata girata pochi giorni fa) e potremmo scoprire, quando uscirà dopo l'estate, di aver visto qui a Cannes un work in progress (ci sono precedenti illustri: Apocalypse Now di Coppola e Underground di Kusturica, [...] Vai alla recensione »

Luca Castelli
Il Mucchio

Sembra che Lombroso alla fine non avesse tutti i torti. Geremia de' Geremei, l'usuraio protagonista dell'ultimo film di Paolo Sorrentino, è una conferma per immagini della teoria più famosa dell'antropologo veronese, e cioè che un criminale lo puoi riconoscere dalla bruttezza e dalla primitività dei suoi tratti. L'amico di famiglia, il cuoredoro dell'Agro Pontino è un essere rivoltante.

Dario Zonta
L'Unità

L a commedia astratta e nera è la chiave stilistica che Paolo Sorrentino ha scelto per raccontare una storia di vita e usura nell'agro pontino dei nostri tempi. L'amico di famiglia presta soldi, con interessi doppi, per soddisfare le richieste più stravaganti: comprare titoli nobiliari per entrare in affari con il Vaticano, spesare una clinica estetica per cercare eterna giovinezza, racimolare un gruzzolo [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Paolo Sorrentino, il regista de L'amico di famiglia, ha detto di non amare la bellezza convenzionale, di preferire la bruttezza più umana, la sofferenza, la povertà che rendono cattivi. Anche i bambini, è vero, amano i loro giocattoli mostruosi. Lo strozzino protagonista del film è un uomo laido, sordido, legatissimo alla madre che vive e dorme con lui, che si perde per amore di una ragazza bella e [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Sei mesi dopo essere stato presentato a Cannes, e con un alleggerimento di sei minuti nei confronti di quel primo montaggio, approda in sala L'amico di famiglia, terzo film di Paolo Sorrentino, dopo L'uomo in più e Le conseguenze dell'amore. Si comincia con una monaca sepolta sotto la sabbia, dalla quale spunta solo la testa, passando poi per un'infinità di citazioni e rimandi.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Ridurre a inserzione economica L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino - presentato ieri in concorso al Festival di Cannes - è facile: «Bestia cerca Bella per realizzare mito». La Bestia (Giacomo Rizzo) non è tale per l'aspetto, come nel film di Cocteau, quanto nell'animalità che lo distingue. Il sarto-usuraio Geremia de' Geremei, affidato a Rizzo, ha tutto ciò che dovrebbe urtare: avidità, crudeltà, [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Bestia cerca Bella per realizzare mito. Ecco la sintesi di uno dei rari film italiani da vedere, L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino, presentato all'ultimo Festival di Cannes. Bestia (Giacomo Rizzo) non per aspetto, ma per astuzia. Sarto-usuraio pontino, è un Süss cattolico e neofascista, che si muove fra le più suggestive città di fondazione del regime (Latina e Sabaudia), dicendo, senza esser [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Nessuno pare farci caso ma il genere dominante a casa nostra non è più la commedia e nemmeno il noir, ma una specie di "horror sociale" popolato da mostri. Ieri il nano dell' Imbalsamatore , quest'anno il Sergio Rubini della Terra e i "cattivissimi" schizzati da Michele Placido per Soavi e Tornatore. Per finire con il mostro più sentimentale della serie, l'usuraio mammone e represso che Sorrentino [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Applausi contenuti, al termine della proiezione-stampa, per L'amico di famiglia, salutato nella prima parte da un moto di simpatia da risate incoraggianti. Paolo Sorrentino aveva preannunciato che lo avremmo trovato molto diverso dalle Conseguenze dell'amore: il che è in parte vero, in parte no. A evocare t'ottimo precedente ci sono il plot (Un uomo solitario e senza amici s'innamora di una donna [...] Vai alla recensione »

Vito Attolini
La Gazzetta del Mezzogiorno

Una vecchia palandrana sbrindellata, un braccio sempre ingessato, talvolta una bandana che copre i radi capelli, l'unghia del mignolo lunga come si usava una volta, modi fintamente affabili e untuosi: l'usuraio Geremia - tale il suo nome - con la sua figura ripugnante non potrebbe fare altro mestiere (interpretato da Giacomo Rizzo, attore di non grandi qualità).

Roberto Nepoti
La Repubblica

Chi ha amato molto Le conseguenze dell'amore non può che essere deluso dal terzo film di Paolo Sorrentino, presentato in concorso a Cannes e ora parzialmente rimontato dall'autore, che ne ha soprattutto snellito l'ultima parte. A evocare il precedente ci sono due elementi di diverso ordine: la tipologia del personaggio centrale, marginale del crimine che si perde quando s'innamora di una donna molto [...] Vai alla recensione »

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