L'amico di famiglia

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Un film di Paolo Sorrentino. Con Giacomo Rizzo, Fabrizio Bentivoglio, Laura Chiatti, Gigi Angelillo, Clara Bindi.
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Drammatico, durata 110 min. - Italia 2005. uscita venerdì 10 novembre 2006. MYMONETRO L'amico di famiglia * * * - - valutazione media: 3,38 su 99 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
nicola cappai mercoledì 25 aprile 2007
tecnica da brivido Valutazione 4 stelle su cinque
89%
No
11%

tecnica da brivido,inquadrature studiate alla perfezione ed elaborate in maniera chirurgica,la telecamera e' sempre posizionata non nel punto migliore ma nel punto che rende l'immagine piu interessante,il pianosequenza iniziale sulla suora e'un microcapolavoro( se notate bene la telecamera trema)reso ancora piu inquietante dalla musica magistrale.il film non perde mai di ritmo,dialoghi frizzanti ed intelligenti("il mio ultimo pensiero sara' per te"),montaggio eccezionale,semplice e non convenzionale allo stesso tempo.attori che recitano veramente bene:scene cult come quella del funerale della madre di laura chiatti,la scena quando geremia non da al bambino il gianduiotto,e molte altre,scenografie a dir poco belle (pensate alla sartoria,ai colro vivi etc. [+]

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darjus sabato 31 marzo 2007
favola rovesciata Valutazione 3 stelle su cinque
84%
No
16%

“Tutti rubano, Geremì, e tutti sono infelici” dice la madre, dolente e distesa sul letto, al figlio usuraio. Non v’è speranza né redenzione in questa terra, dove sono il calcolo e la violenza della disperazione a dominare. Non v’è redenzione per un uomo come Geremia: repellente alla vista, arido e cinico dentro, ma in fondo umano, perché coartato dall’istinto di sopravvivenza che rende «cattivi» i «buoni», che altrimenti “morirebbero bambini”. E non v’è speranza, né salvezza per gli altri personaggi: vittime della loro stessa natura, dei loro passati e delle loro scelte nefaste, si dimenano per un pezzo di sogno nel mezzo dell’Agro pontino, che sembra la provincia americana, ma è solo un non-luogo statico e stantio, fatto di incubi malsani e visioni di morte. [+]

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mario conti venerdì 24 novembre 2006
mangiare cioccolatini fa male (al mondo intero) Valutazione 4 stelle su cinque
80%
No
20%

Non è propriamente vero che un usuraio abbia quale suo ultimo pensiero un afflato verso coloro che vessa. Questo è in realtà il suo unico pensiero, il filo rosso di una vita spesa a far denaro (e a non spenderlo) ed a mangiare cioccolatini con autistica voracità. Chi ha detto poi che la bellezza debba necessariamente essere angelica e angelicata? Chi può permettersi di ridere di fronte al beota esaltato ed alla sua Nashville strapesana, là dove il male finisce per entrare e comodamente allignare, come se null'altro al mondo ci fosse: non l'amore, non l'attrazione, non i sogni comprati a caro prezzo da poveri disperati? Il pessimismo di Sorrentino si fa quasi cosmico, senza rinmunciare a defatiganti accenti di comico. [+]

[+] ... (di chiara)
[+] concordo quasi in pieno (di bravamararossi@libero.it)
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blogger lunedì 13 novembre 2006
correlativi oggettivi Valutazione 3 stelle su cinque
71%
No
29%

La sequenza finale di Le conseguenze dell’amore, il penultimo film di Sorrentino, uno dei talenti più originali del rinato cinema italiano, è speculare a quella iniziale de L’amico di famiglia, l’ultima fatica del regista 36enne: là un uomo in tuta da operaio sta sospeso in alto fra i tralicci dell’Enel in mezzo alle montagne, il cielo terso sullo sfondo, qui in riva a un mare piatto una donna dal volto rugoso con il velo da suora, il corpo sepolto nella sabbia, bisbiglia il rosario. Vengono in mente i correlativi oggettivi, di cui grandi poeti del ‘900 quali Eliot e Montale costellano le loro liriche: il male di vivere si concreta in immagini emblematiche, un cavallo stramazzato, la foglia accartocciata, l’indifferenza di una statua, simboli, appunto oggettivi, dell’insignificanza cosmica. [+]

[+] feticci (di luca)
[+] mah!? (di dadonline)
[+] insopportabile (di roberto)
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taniamarina martedì 12 maggio 2009
mai confondere l'insolito con l'impossibile Valutazione 5 stelle su cinque
86%
No
14%

L'unico errore in questo film è la locandina che non gli rende onore. Per il resto è un film italiano degno della migliore gloria nostrana, un lucidissimo raccontare delle persone che vivono in toni bassi, e che quando cercano di emergere cadono giù, rovinosamente, in una condizione peggiore della precedente. Giacomo Rizzo è "mostruosamente" bravo come anche gli altri attori, Laura Chiatti è bellissima ma ancora immatura per queste pellicole, la madre è dipinta in modo straordinario. Un capolavoro che fa risorgere le nostre glorie, anche se non ha avuto il successo che meritava. Clicca Taniamarina su google :)

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mara65 giovedì 14 luglio 2011
arriva il grottesco Valutazione 5 stelle su cinque
75%
No
25%

Dopo i temi noir e il clima rarefatto de Le conseguenze dell'amore, Sorrentino cambia genere. Punta al grottesco, con questo personaggio strampalato, Geremia de Geremei, usuraio. Costruisce attorno una storia abbastanza classica, dove può cimentarsi con il suo stile inconfondibile. Ottime le geometrie che cerca nel taglio delle inquadrature. Lui stesso dice che il film è stato girato a Latina, per ritrovare quelle architetture spaziali alla De Chirico, nate sotto il periodo fascista. Secondo me, il finale tagliato (quello proiettato al festival di cannes) è migliore di quello che è stato montato nel film finale. Anche altre scene tagliate (presenti a cannes) sono molto belle ed è un peccato che siano state tagliate.

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1234567890987654321 lunedì 16 marzo 2015
lynch e fellini raccontano esopo senza animali Valutazione 5 stelle su cinque
80%
No
20%

L'amico di famiglia è una favola nel vero senso del termine, una favola dove al posto degli animali ci sono le persone: la storia di Geremia, un usuraio avido, avaro e senza scrupoli, vittima delle sue stesse debolezze, deturpato dalla sua stessa trascuratezza. Una trama semplice e lineare, che si staglia su di uno scenario quasi metafisico, freddo e disumanizzato di architettura razionalista di Latina e Sabaudia con una fotografia degna dei lavori felliniani, che nel suo sviluppo riesce ad evidenziare le caratteristiche dei personaggi in una maniera incredibile: ed ecco che alla vivisezione psicologica del protagonista si aggiungono le figure della madre inferma che ne è il suo totem; il suo amico/tirapiedi Gino, un guitto aspirante cowboy sognatore nato nel posto sbagliato al momento sbagliato; e la bellissima Rosalba, il cui padre è un "cliente" di Geremia, al quale si rivolge per chiedere un prestito per il matrimonio di lei. [+]

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marbus lunedì 16 settembre 2013
bell'amico Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Ogni volta che si guarda un film di Sorrentino, si viene catapultati in un mondo unico e particolare, esattamente come avveniva con Fellini. Questa nerissima commedia non fa eccezione. La sgradevolezza copre tutto e tutti, persone e cose. Non c'è un solo personaggio che abbia in se un seme di bontà , di pudore o una qualche possibilità di salvezza. E quello che più di tutti paga lo scotto di questa vita chiusa tra quattro mura , siano esse fisiche o interiori, è Geremia, il protagonista della pellicola nonchè il personaggio apparentemente e programmaticamente più squallido. Un uomo a cui il denaro più che per vivere nel lusso (abita in una specie di topaia)serve alimentare in se stesso una sensazione di potere che possa preludere ad una vana speranza di salvezza. [+]

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nigel mansell venerdì 12 ottobre 2007
la bellezza della mostruosità Valutazione 4 stelle su cinque
63%
No
38%

Raccontare la mostruosità delle persone, della vita, di alcune situazioni in modo artistico che lo fa apparire quasi bello. L'architettura fascista dell'Agropontino, lineare e precisa, la quasi totale di assenza di traffico stradale si contrappone appunto alla mostruosità delle persone e delle situazioni in cui volutamente confluiscono. Il film è bellissimo, ottima regia e colonna sonora. Si esce dal cinema con l'amaro in bocca, ci sente parte di questa mostruosità se non si ha la forza di reagire. Ottimo il protagonista che viene definito un topo e infatti ne ha le sembianze e saltella appunto come un ratto, tutti gli attori sono comunque superlativi e la Chiatti fa innamorare.

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sara scudiero domenica 12 agosto 2007
geremia de' geremei e l'umana solitudine Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
33%

Più che la storia potè Rizzo. Splendido interprete e giusto rappresentante "cinematografico" del degrado umano e fisico. La sua interpretazione è eccelsa: i suoi gesti, i suoi "detti" squisitamente significativi di un essere che nulla "ha avuto donato" sono espressione del suo solitario pensare: chi è disposto (non lo è neanche la madre)a condividere con lui il seppure minimo alito di vita vera? -"Il figlio è mio?" -"Lo saprò dopo che sarà nato, se sarà un mostro è tuo". Lui si commuove, nel suo petto batte un cuore, e non importa altro. Essere brutto e quasi deforme l'ha ormai da sempre accettato, ma per amore è disposto a cambiare vita. Dispiace a questo punto che venga raggirato. Lui ha veramente amato. [+]

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