Mio fratello è figlio unico

Film 2007 | Commedia 100 min.

Regia di Daniele Luchetti. Un film Da vedere 2007 con Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Diane Fleri, Alba Rohrwacher, Angela Finocchiaro. Cast completo Genere Commedia - Italia, Francia, 2007, durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 20 aprile 2007 distribuito da Warner Bros Italia. - MYmonetro 3,03 su 195 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Le differenti scelte di vita di Accio e Manrico, due fratelli ideologicamente distanti negli anni Sessanta e Settanta. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 2 Nastri d'Argento, ha vinto 7 David di Donatello. In Italia al Box Office Mio fratello è figlio unico ha incassato 6,4 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,03/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 2,87
PUBBLICO 3,18
CONSIGLIATO SÌ
La crescita di un'anima raccontata attraverso la forza dell'umanità.
Recensione di Mattia Nicoletti
venerdì 20 aprile 2007
Recensione di Mattia Nicoletti
venerdì 20 aprile 2007

Negli anni '60 a Latina la vita non era facile. Le famiglie dovevano far crescere i figli con quello che avevano, dando loro una buona educazione. Accio è il più giovane di tre fratelli, e la sua vita si svolge fra ideali ora vivi e poi dimenticati. Lottando con il fratello con il quale condivide gioia e miseria.
Uno sguardo, un primo piano. Il movimento degli occhi, ora persi, ora accesi per reagire a una situazione che in quel momento è la più importante. Luchetti sa che il suo cinema è personale, tocca la politica, la affronta, ma ciò che gli importa veramente sono le persone, perché sono loro che fanno il mondo. Ieri, oggi, domani. Quei volti, quindi, che lui approccia nei dettagli, a volte con la camera a mano, per dare ai protagonisti quel qualcosa di incerto, sono l'anima dei suoi film. Mentre racconta la storia dell'Italia del '68 (che a Latina non arriva) fra nero e rosso, due uomini legati dallo stesso sangue si confrontano, e Accio, sempre alla ricerca di una fede, da quella cristiana a quella fascista, per poi quasi perdersi nella sinistra, è la rappresentazione unica di un'incertezza manifesta di un paese allo sbando.
Elio Germano è superlativo, e tiene testa a Scamarcio che buca lo schermo con i suoi occhi verdi e il timbro vocale sicuro. Intorno a loro si muovono la Finocchiaro, magnifica madre, e Zingaretti, fedelissimo al Duce, perfetti comprimari di un dramma estremamente personale. La crescita di un uomo, forse non era mai stata così profonda nel cinema italiano attuale e, se superiamo gli ultimi venti minuti, troppo didascalici, scopriamo come l'umanità può essere raccontata con la forza delle immagini e delle parole.

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MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 12 marzo 2015
Great Steven

MIO FRATELLO è FIGLIO UNICO (IT, 2007) diretto da DANIELE LUCHETTI. Interpretato da ELIO GERMANO, RICCARDO SCAMARCIO, ANGELA FINOCCHIARO, LUCA ZINGARETTI, ANNA BONAIUTO, DIANE FLERI, ALBA ROHRWACHER, MASSIMO POPOLIZIO, ASCANIO CELESTINI, CLAUDIO BOTOSSO, NINNI BRUSCHETTA, EMANUELE PROPIZIO Tratto dal romanzo Il fasciocomunista (2003) di Antonio Pennacchi, il quale s’è però [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 luglio 2011
Cenox

L'eterna guerra tra estremi politici, destra e sinistra, sicuramente più marcata negli anni del dopoguerra, in cui è ambientato questo film fanno da sfondo alla storia di una famiglia in ristrettezze economiche. All'interno di questa spiccano le figure di Scamarcio, giovane operaio di fede comunista, contrapposta a quella del suo fratello minore, Germano, che al contrario è [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 aprile 2016
stefano capasso

Latina, meta anni ’60, Accio è l’ultimo di 3 figli di una famiglia di lavoratori. Adolescente ribelle e inquieto, animato da un forte senso di giustizia, dopo aver provato il seminario si iscrive al M.S.I. Questo aumenta i contrasti all’interno della sua famiglia di cui è l'autentica disperazione e dove il fratello e la sorella sono impegnati sul versante di sinistra. [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 marzo 2016
LBavassano

Ha un effetto straniante scoprire che gli anni, le lotte che abbiamo intensamente vissuto, che hanno segnato la nostra giovinezza, possono anche essere rappresentate in forma comica, intelligentemente comica, senza tradirle, senza sminuirle, perché in fondo è stato così, è stato anche così, perché, se pure realmente ci credevamo fino in fondo, c’era una componente ludica, c’è stata fino ad un certo [...] Vai alla recensione »

lunedì 31 gennaio 2011
qiovanni

Un film orribile.  Recitato, assemblato male. Improbabile. Forse potrebbe risultare interessante a uno straniero che volesse vedere uno scorcio di Italia dell'epoca, ma i personaggi sono così poco solidi che risulta solo una pagliacciata. L'ho visto a Londra, sottotitolato in Inglese, appena finito il film uno spettatore ha esclamato solo "Rubbish!", spazzatura.

lunedì 9 maggio 2011
ultimoboyscout

Premetto che non amo il regista e i suoi film, li trovo piuttosto moralisti e di parte. Ma questo, invece pur non essendo bellissimo è comunque fatto bene e con un certo criterio. A cominciare dalle interpretazioni: ottima quella di Germano, intensa e convincente, così come quella di un Zingaretti che non ti aspetti e della Finocchiaro.

mercoledì 5 agosto 2009
stiky

un bel film!! x essere un film italiano! è fatto molto bene vi consiglio di guardarloo! ciaooo

martedì 7 luglio 2009
jos_d

Dopo diversi tentativi riusciti solo parzialmente, Lucchetti realizza un grande film, il cui valore è peraltro ben sottolineato dall'assegnazione di cinque David di Donatello. Certamente, uno dei maggiori punti di forza del film sta nell'interessante cast di attori che lo popolano, due dei quali -Germano e la Finocchiaro- sono stati infatti premiati personalmente per la propria performance, ma anche [...] Vai alla recensione »

martedì 7 luglio 2009
MarlaSinger

Ottimo film che descrive a pieno l'Italia degli anni 70, le sue confusioni cresciute su traballanti ideali. Consigliato è dir poco.

mercoledì 12 ottobre 2011
katamovies

un film contradditorio, dove molto c'è e molto manca un film che mi ha lasciata con una sensazione di scontentezza, incumpiutezza, come sfilacciato...  quel che c'è: abbiamo una storia forte di fratelli in conflitto abbiamo questo conflitto inscritto in uno più vasto (lo scontro tra militanti di destra e sinistra nell'italia dei sessanta-settanta) abbiamo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 maggio 2011
killme

Avete mai avuto l'impressione che un film (e cioè il suo autore) vi riesca a guardare dentro?Ebbene questo è quello che ho sentito durante la proiezione.A volte nella vita si pensa di essere soli,ma dopo aver visto un film così,ti rendi conto,che alla fine ci assomigliamo tutti.Grazie.

lunedì 6 luglio 2009
Mick71

Un gran bel film, equilibrato, realistico, poetico, verosimile, avvincente. Una storia ben scritta, l'umanità di una famiglia dell'Italia dei tardi anni 50 che si intreccia con le tragiche vicende politiche di quegli anni. La politica in questo caso e' solo un pretesto per affrontare vicende ben piu' importanti: l'adolescenza di tre fratelli, divisi da scelte ideologiche, alla ricerca di un ruolo, [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 ottobre 2015
Cisca

un ottimo Germano, più piatto Scamarcio 

sabato 9 marzo 2013
catapa20

     Il film ha poco a che vedere con il libro sia nello svolgersi delle vicende che nella rappresentazione  dei  personaggi; ma anche l'ambientazione storica è striminzita e molte volte rende incomprensibile il comportamento dei protagonistiL                                     [...] Vai alla recensione »

mercoledì 12 ottobre 2011
Lalli

ho rivisto x la terza volta qst fim, mi è piaciuto, come le altre volte ma l ho trovato un più ingenuo. Sembra un comunismo fatto di slogan scritti sui diari di ragazzini in certi punti del film. Nn ho trovato profondità nella politica che viene raccontata ma tutto narrato un po' superficialmente. Nonostante ciò la storia è interessante, mai noiosa e sicuramente [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 aprile 2011
august

Troviamo la storia interessante anche se poteva essere migliore. Ci ha insegnato molto sull'Italia id quel periodo storico . La colonna sonora è vecchaia e da il senso dell'epoca . Però eè troppo noiosa e atontale.Avrei preferito della musica hip hop. La fotogrfaia è molto bella è adatta alla storia. Era credibile.

venerdì 4 marzo 2011
ariii

Elio Germano forever

lunedì 20 settembre 2010
Lalli

un bel film con ottimi attori che meritano una stella in più. Strepitoso Germano e la Finocchiaro, meraviglioso Scamarcio.

venerdì 12 febbraio 2010
claudia813

ho trovato questo film: girato e con una fotografia talmente reale che non si notava la differenza dalla vita reale. Vorrei sapere chi è il direttore della fotografia ,grazie

Frasi
Che voi veramente pensate che poi la classe operaia ve segue…!
Una frase di Accio Benassi (Elio Germano)
dal film Mio fratello è figlio unico - a cura di Gianluca Giardullo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Veloce, vivace, ben scritto, ben costruito e ben recitato, tratto dal romanzo Il fasciocomunista di Angelo Pennacchi (Arnoldo Mondadori edizioni), Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti racconta, dal 1968 per qualche anno, di due fratelli che si muovono tra le architetture razionaliste di Latina ex Littoria e di Sabaudia, città inventate dal fascismo.

Marco Lodoli
Diario

Non so se capita anche a voi di avere la macchina piena di cd, quasi tutta musica di qualità, selezionata con cura tra le migliaia di offerte dell’edicola o comprata in negozi specializzati dopo aver letto recensioni intelligenti su riviste specializzate. E così ascolto sofisticati compositori novecenteschi, gruppetti rock di cui si dice un gran bene, giganti dei jazz più sperimentale, complessi di [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Due fratelli nel decennio Sessanta-Settanta. Così diversi fra loro che ciascuno, dell'altro, può dire che è figlio unico: come nella canzone di Rino Gaetano. Vivono a Latina, in una famiglia quasi proletaria, simili soltanto nell'aggressività. Il minore, Accio (che è anche la voce narrante), la risolve, dopo una fugace esperienza di seminario, diventando un picchiatore fascista, sotto la guida di un [...] Vai alla recensione »

Marco Bertolino
Nick

"Mio fratello è figlio unico perché non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo". Non è un monito per tutti coloro che giudicano il cinema in modo preventivo, bensì un verso di una nota canzone del compianto Rino Gaetano, cui si è ispirato Daniele Luchetti per la sua più recente fatica dietro la macchina da presa, intitolata appunto Mio fratello è figlio unico.

Massimo Lastrucci
Ciak

Dal seminario (con allontanamento) all'occupazione delle case, sempre «per dare una mano agli ultimi». È il percorso circolare di Accio (Elio Germano e Vittorio Emanuele Propizio, 13enne assai simpatico), ragazzo di Latina cresciuto nei '60. Tra i due poli, un viaggio dal ribellismo viscerale fascista al suo rifiuto, sino all'adesione ai movimenti contestatori marxisti.

Paul Bompard
Times Higher Education

Una storia d’Italia, ma anche un film sul caos e sulla casualità dell’esistenza. Sul fatto che le persone fanno poche scelte consapevoli: le altre sono dovute soprattutto a circostanze e avvenimenti fortuiti. Mio fratello è figlio unico racconta la storia di una famiglia di Latina, a sud di Roma. In particolare le vicende di due fratelli, Accio e Manrico, dai primi anni sessanta attraverso il sessantotto [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Rolling Stone

Tratto da Il fasciocomunista di Antonio Pennacchi (Mondadori, 2003), Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti è la storia emotiva, prima ancora che politica, di un'Italia proletaria di provincia (la "fascista" e sgraziata Latina, già mostrata da Paolo Sorrentino) negli anni 60 e 70, attraverso gli occhi e la vita di due fratelli: Accio, il fascio, e Manrico, il comunista.

Valerio Caprara
Il Mattino

Un buon film, addirittura ottimo soppesando le difficoltà proposte dal soggetto. Mio fratello è figlio unico nasce, infatti, dal confronto tra Daniele Luchetti e il romanzo autobiografico «Il fasciocomunista» di Antonio Pennacchi, che tocca apici di poesia sporcandosi le mani in un grumo di sgradevolezze e miserie umane e ambientali. Il rischio era quello d'uniformare le vicende della «peggio gioventù» [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

«Mio fratello è figlio unico» di Luchetti oltre a essere un buon film sta conquistando i botteghini. Bravo Scamarcio, sorprendente Elio Germano nei panni del fascista anni '60. Lo abbiamo sentito: ci ha parlato di politica, come la vorrebbe... Figlio unico? Per niente. Mio fratello è figlio unico, il nuovo film di Daniele Luchetti ispirato al romanzo Il fasciocomunista di Antonio Pennacchi, ha un sacco [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

E' vero che Mio fratello è figlio unico, che per titolo ha quello di una canzone di Rino Gaetano, prende dal romanzo autobiografico di Antonio Pennacchi Il fasciocomunista (Mondadori) solo quello che gli interessava prendere. Ma il risultato non è irrispettoso, tantomeno peggiorativo. Gli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia con il regista Daniele Luchetti - che torna in pieno alla felicità [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Attenzione: film italiano in vista... e da vedere, assolutamente! Si intitola Mio fratello è figlio unico e NON è la vita di Rino Gaetano: è il nuovo lavoro di Daniele Luchetti, ispirato al romanzo Il fasciocomunista di Antonio Pennacchi. Quando un film italiano funziona, lo segnaliamo volentieri, anche perché il periodo segna uno scollamento più forte del solito: vanno bene al botteghino film assai [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Il pubblico di Cannes apprezzerà il film di Daniele Luchetti Mio fratello è figlio unico che ripropone l'immagine di un'Italia del passato che tanto piace all'estero, sintesi del modulo commedia con giovani che riempie le sale. Due diversi schieramenti epocali si contrappongono in chiave non più drammatica, fascisti e comunisti di provincia, ragazzi non troppo sofisticati nelle loro motivazioni politiche, [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

Accio e Manrico, fratelli coltelli nell'Agro Pontino degli anni '60. Uno fascista, l'altro "comunista così". Intorno la famiglia proletaria di una volta, costretta in una catapecchia, comunicazione "orizzontale" fatta di botte, frustrazioni tenute buone dai sermoni del prete. Tocca ai due figli sfogare la rabbia ribellandosi, picchiando e picchiandosi, amando (la stessa ragazza), dividendosi e ritrovandosi, [...] Vai alla recensione »

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

It's been nearly five years since the six-hour Italian triumph "The Best of Youth" debuted at Cannes and then came to America. Those who saw it soon understood that nothing in the current cinematic world is as rare as this kind of serious, adult storytelling, and few thought that they would see anything like it again. But now they can. A new Italian film, "My Brother Is an Only Child," bears a striking [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

In Italian movies social conflict — class struggle, ideological warfare, political contention, you name it — is often expressed through sibling rivalry. If the nation can be imagined as an unruly, dysfunctional family, then the most fitting symbol of its internal crises must surely be bickering brothers, Romulus scrapping with Remus. “My Brother Is an Only Child,” directed by Daniele Luchetti from [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Due fratelli uguali e diversi, l'eterna Italia degli anni 60, un papà operaio e una sorella che suona il violoncello, Latina sempre molto littoria, i preti che predicano contro i missili a Cuba, una mamma democratica ma all'antica che molla democraticissimi ceffoni. E poi: le lenzuola di terital e la Fiat 850, Nada e Little Tony, la virilità in canottiera e la seduzione in vestaglia, il figlio più [...] Vai alla recensione »

Eric Jozsef
Libération

L'Italia degli anni sessanta e settanta raccontata attraverso il destino incrociato di due fratelli, il primo (Elio Germano) sfigato e in preda al dubbio, l'altro (Riccardo Scamarcio) solare e senza complessi, ma che finirà la sua parabola nel vicolo cieco del terrorismo. Con umorismo e una tenera ironia, il regista ha costruito un bel film che mischia il vortice politico di questi anni con le passioni [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Commedia popolare, gli anni belli di quando eravamo poveri ma felici e i figli nascevano come funghi in case diroccate ma piene di dignità. Padri operai in tuta blu e madri che rammendano tra i fumi dei fornelli. Un passato glorioso, soprattutto per come lo ha raccontato il nostro cinema e che Luchetti cerca di recuperare con questa pellicola lontanamente tratta dal "Fasciocomunista" di Antonio Pennacchi, [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Non è per rovinare la festa di un film già festeggiato prima dell'uscita. Ci chiediamo soltanto: è la storia melodrammatica di una famiglia operaia tra gli anni '60 e'70 a Latina? È la scorribanda picaresca di due fratelli d'opposti estremismi che si menano e si abbracciano secondo una romanzesca attitudine alla solidarietà? Oppure è la ricostruzione di anni cruciali di una società disorientata dal [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Con le sceneggiature scritte di getto che si leggono in giro (e qualche volta diventano film, girati altrettanto di getto), un libro fa da garanzia. O almeno da stampella. Sappiamo per certo che ha trovato un editore, magari dopo 55 lettere di rifiuto da 33 sigle, come accadde al primo romanzo di Antonio Pennacchi da Latina: intitolato "Mammut", fu pubblicato nel 1999 da Donzelli, il numero delle lettere [...] Vai alla recensione »

NEWS
RUBRICHE
mercoledì 3 ottobre 2007
Paola De Rosa

Il cinema italiano la fa da padrone nell'offerta home video di inizio ottobre. Le due uscite principali hanno in comune il bel tenebroso Riccardo Scamarcio: operaio comunista in conflitto con il fratello Elio Germano in Mio fratello è figlio unico di [...]

NEWS
lunedì 16 aprile 2007
Tirza Bonifazi Tognazzi

Chi lo dice nel film mio fratello è figlio unico? Daniele Luchetti: Ognuno a suo modo ha un senso di unicità nel film. Il personaggio di Elio Germano, Accio, si sente escluso da questa famiglia che sembra amare di più il fratello maggiore, Manrico, interpreta [...]

winner
miglior scenegg.ra
Nastri d'Argento
2008
winner
miglior montaggio
Nastri d'Argento
2008
winner
miglior attore
David di Donatello
2007
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miglior attrice non protag.
David di Donatello
2007
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miglior scenegg.ra
David di Donatello
2007
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David di Donatello
2007
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2007
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