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Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
sabato 23 giugno 2018

Elio Germano

Il talento di un figlio unico

37 anni, 25 Settembre 1980 (Bilancia), Roma (Italia)
occhiello
Che voi veramente pensate che poi la classe operaia ve segue!
dal film Mio fratello figlio unico (2007) Elio Germano Accio Benassi
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Elio Germano
David di Donatello 2018
Nomination miglior attore non protagonista per il film La tenerezza di Gianni Amelio

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attore per il film Alaska di Claudio Cupellini

Nastri d'Argento 2015
Nomination miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

Nastri d'Argento 2015
Premio miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

David di Donatello 2015
Premio miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

David di Donatello 2015
Nomination miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attore per il film L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore per il film Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attore per il film Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek

David di Donatello 2011
Nomination miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

David di Donatello 2011
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Festival di Cannes 2010
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2010
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

European Film Awards 2010
Nomination miglior attore europeo per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Mio fratello figlio unico di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Nessuna qualit agli eroi di Paolo Franchi

David di Donatello 2007
Premio miglior attore per il film Mio fratello figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2007
Nomination miglior attore per il film Mio fratello figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2004
Nomination miglior attore non protagonista per il film Che ne sar di noi di Giovanni Veronesi



Troppa grazia

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Spagna, Grecia 2018. Uscita 22/11/2018.

Terzani rivive in La fine il mio inizio, tratto dall'omonimo libro di memorie.

Ogni casa illuminata

venerd 25 marzo 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Ogni casa  illuminata Parla svelto, Folco Terzani, senza accento, e sembra un fiume in piena. Ha 41 anni ma ne dimostra dieci di meno, con i capelli lunghi e i jeans da ragazzino, questo adulto bambino che spende fiumi di parole su suo padre ma di s dice soltanto di esser venuto al mondo in una valigia. A due settimane di vita era gi su una nave che dallAmerica lo portava in Italia, poco dopo era a Singapore, e ancora attraverso lAsia, infine in Cina, dove a 12 anni di giorno faceva lalzabandiera e di sera piangeva di nascosto per non deludere il padre Tiziano. Un padre ingombrante, un mostro sacro del giornalismo, corrispondente dal Vietnam e dalla Cina, che quando Folco era solo unidea voleva chiamarlo Mao. E che prima di morire, spento da un tumore, proprio Folco ha voluto accanto a s per raccontargli come la sua vita fosse cambiata, finalmente illuminata, e per raccogliere le sue memorie in un libro, "La fine il mio inizio", che oggi anche un film in sala dal 1 aprile. A presentarlo a Roma ci sono gli interpreti, Bruno Ganz, Elio Germano e Andrea Osvart, il regista Jo Baier e tutta la famiglia di Tiziano Terzani: la figlia Saskia, biondissima e mite, la moglie Angela, e Folco. Che da suo padre ha ereditato, prima di tutto, linnata capacit di conquistare la scena.

Il nuovo film di Daniele Vicari al Festival del Cinema di Roma.

Il passato una terra straniera, un inusuale thriller di formazione

domenica 26 ottobre 2008 - Gabriele Niola cinemanews

Il passato  una terra straniera, un inusuale thriller di formazione Ancora un film di genere per il Festival del Film di Roma ma questa volta insospettabilmente italiano. infatti lo stesso Vicari che ha definito il suo Il passato una terra straniera come film di genere, anche se non crede molto nell'utilit di tale definizione: "I generi ormai si mescolano in maniera inestricabile, le denominazioni thriller psicologico o romanzo di formazione sono definizioni di comodo utili a discutere".
E la discussione c' stata come avviene ogni qualvolta un film italiano tenta di avventurarsi nel territorio del thriller e del poliziesco senza guardare ai modelli americani pi scontati e nemmeno a quelli nostrani.
Con dietro le spalle l'omonimo libro di Gianrico Carofiglio (di cui hanno ammesso tutti stata usata solo una parte) Daniele Vicari ha orchestrato assieme ai suoi sceneggiatori una storia dall'impianto molto simile a quello di un altro suo film Velocit massima: due uomini che collaborano "professionalmente" nel cui rapporto si inseriscono anche i legami personali che stringono con altre persone.

Esce il secondo film di Paolo Franchi: vicende critiche di figli di padri illustri e ingombranti.

Nessuna qualit agli eroi: Nel nome del padre e in assenza del padre

gioved 27 marzo 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Nessuna qualit agli eroi: Nel nome del padre e in assenza del padre Dopo La spettatrice, storia di una giovane donna che osserva la vita degli altri dietro il vetro di una finestra, Paolo Franchi torna con un'opera nevrotica e dolorosa ma soprattutto con un'idea di cinema accostato alla psicanalisi, probabilmente per quel carattere di sogno collettivo che il cinema spesso possiede o per le dinamiche di proiezione e di identificazione che sollecita. Al centro di Nessuna qualit agli eroi ci sono due padri illustri, ingombranti e (quasi) invisibili, che hanno controllato e condizionato l'esistenza dei propri figli, incapaci di vivere e di crescere se non in un rapporto di dipendenza rabbiosa dal genitore, oggetto di amore e di odio autodistruttivo. Elio Germano interpreta Luca, il figlio disadattato di un usuraio che prende a modello della sua "realizzazione" il broker assicurativo di Bruno Todeschini, figlio integrato di un artista deceduto. In mezzo a loro c' la grazia di Irne Jacob, moglie e "spettatrice" di quel poco che resta da guardare con affetto. La solitudine, l'incomunicabilit, la pesantezza terrena dei corpi e dei desideri, l'afasia dei personaggi che diventa afasia del vivere, sono alcuni dei temi che legano La spettatrice a Nessuna qualit agli eroi, due film che si muovono sotto il segno della follia in quanto infelicit. L'opera non riconciliata di Paolo Franchi dimostra un'infaticabilit artistica, un'inesauribile voglia di capire e l'irrequietezza di porsi nuovi interrogativi.

Dopo le prime esperienze televisive il giovane attore romano ha ingranato la marcia superiore.

5x1: Elio Germano, dalla tv al David di Donatello

marted 26 febbraio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Elio Germano, dalla tv al David di Donatello Sfogliando con attenzione il curriculum di Elio Germano si scopre un attore senza esitazioni, che va per la sua strada, convinto che un giorno arriver da qualche parte. A vederlo oggi, dopo i meritatissimi premi come Miglior Attore ai David di Donatello e il Globo d'oro come rivelazione dell'anno per Mio fratello figlio unico, si capisce come anche le parentesi televisive e con i fratelli Vanzina abbiano sortito un effetto. Quello di dire addio agli snobismi, per essere attore a 360, non solo sembrarlo, accettando tutte le sfide. la storia di un ragazzo che, anche dopo la meritata popolarit, sceglie di vivere al Corviale, problematica periferia di Roma, tra gli amici di sempre, all'insegna dell'essere e non del sembrare. Niente baretti o ponti con i lucchetti per Elio. Nella sua storia c' stato Daniele Luchetti, che in Mio fratello figlio unico lo ha affiancato all'astro di Scamarcio. Inutile dire come Elio ne sia uscito assoluto vincitore.
Ora Germano vuole dimostrarci che Il mattino ha l'oro in bocca, accettando la difficile sfida di interpretare un film biografico su un personaggio che non morto ma, anzi, vivo e vegeto e nel pieno del successo professionale, quel Marco Baldini che con "Il giocatore" ha raccontato il suo personalissimo demone del gioco d'azzardo. Chiss Elio come ce lo descriver

Francesco Patierno adatta (liberamente) Il giocatore di Marco Baldini per il grande schermo.

Il mattino ha l'oro in bocca: storia di un giocatore d'azzardo

mercoled 20 febbraio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Il mattino ha l'oro in bocca: storia di un giocatore d'azzardo La storia di Marco Baldini - dj e storico socio di Fiorello - la conoscono tutti. Chi non ha letto la sua autobiografia, "Il giocatore (ogni scommessa un debito)", la conosce attraverso i suoi racconti in radio e in tv. Ed proprio sulle registrazioni originali di Baldini e sui racconti di amici e conoscenti che Francesco Patierno ha basato Il mattino ha l'oro in bocca, film liberamente tratto dal libro. "Abbiamo scelto di raccontare la storia di Baldini mantenendo una certa distanza sia per quanto riguarda l'interpretazione degli attori che per la storia prendendoci delle libert" ha spiegato il regista. "Ci siamo ispirati maggiormente alle registrazioni di quando lavorava alla radio fiorentina e quelle di Radio Deejay firmate insieme a Fiorello, e in particolare alle loro storie leggendarie raccontate da chi li conosceva".

gioved 21 giugno 2018 - 'Filmare' i versi un lavoro molto complesso. L'autore che affronta il tema merita un plauso, grande.

A Quiet Passion, quando la poesia nobilita il cinema

Pino Farinotti cinemanews

A Quiet Passion, quando la poesia nobilita il cinema A Quiet Passion nelle sale, firmato da Terence Davies. Racconta la vita di Emily Dickinson (1830-1886), un'anima triste, complessa e dotata di una grazia particolare, capace di leggere il presente e anche il futuro del suo Paese. la pi grande poetessa americana. Trascorse la vita fra le mura di casa, isolata, a contatto solo con la propria creativit che era per lei una difesa e un'esplorazione. Dal suo luogo chiuso intese e raccont il dramma intellettuale e morale dell'America, precorrendo la storia e grazie a uno stile unico e innovativo, sul piano della metrica e del lessico. La Dickinson come premessa e strumento per un discorso sul rapporto fra il cinema e la poesia. Ma voglio dare un'altra indicazione rispetto alla funzione del cinema, che da qualche tempo si interessa all'arte nobile, alludo ai tanti titoli dedicati ai pittori, e non si tratta solo di un Caravaggio e di un Van Gogh, ma di artisti, innovatori, "diversamente popolari": alludo a gente come Schiele, Schnabel, Beuys, Diefenbach, per citarne alcuni. "Filmare" i versi ancora pi complesso, perch non ti puoi valere delle immagini, potenti, efficaci di certi dipinti, ma devi stare alle parole che non sono facili da rappresentare. Certo, accade che spesso il privato di un poeta sia narrativa interessante. Ma le protagoniste sono le parole. L'autore che affronta il tema merita un plauso, grande. Esiste un momento di poesia applicata, esclusiva del cinema, riguarda il movimento del cosiddetto "Fronte popolare": titoli come La grande illusione, Il porto delle nebbie, Les enfants du Paradis, autori come Clair, Renoir, Carn, soprattutto Prvert, poeta. I personaggi, un disertore, un ladro o un ferroviere, dialogavano col linguaggio dei poeti, un registro opposto a quello del cinema, che vuole battute semplici e dirette. Eppure la grande qualit, il sortilegio di quelle parole, scardinavano la regola ferrea. "Quel" cinema il pi alto che sia mai stato prodotto, nelle epoche e nei paesi.

Jane Campion, regista neozelandese nel suo Un angelo alla mia tavola (1990) racconta la storia di Janet Frame, poetessa dalle pesanti patologie, all'inizio incompresa, ma due volte candidata al premio Nobel. La stessa Campion, dedica il suo Bright Star agli ultimi anni di vita del poeta inglese John Keats (1795/1821) morto a Roma a 26 anni. La Campion, nei titoli finali fa leggere tutti gli ottanta versi dell'Ode all'usignolo, poema magico e tragico. Uno stralcio che incant Fitzgerald: Anche se la mente, lenta, ha perplessit e indugi / Con te, subito tenera la notte / Con la sua luna regina sul trono / E le fate stellate tutt'intorno.
Ci vuole coraggio a privilegiare la pura parola. Anche in The Reader (2008), di Stephen Daldry, la poesia attore protagonista. La protagonista Anna seduce il 17enne Michael. La donna, analfabeta, chiede al ragazzo di leggerle dei libri. Si comincia con l'Odissea. Musa, quell'uom di multiforme ingegno / Dimmi, che molto err, poich'ebbe a terra / Gittate d'Ilon le sacre Torri; / Che citt vide molte e delle genti / L'indol conobbe; che sovr'esso il mare / Molti dentro nel cor sofferse affanni. Durante la lettura il film si ferma, per rispetto, per sortilegio, per... Omero. in quel momento che le due 'forme' si trovano l'una di fronte all'altra. Il confronto impietoso, i versi annientano il cinema.

Allen Ginsberg, il beat maledetto viene raccontato dai registi Rob Epstein e Jeffrey Friedman nel film Urlo (2010). Gran parte del tempo coperto dai versi. Una scelta: Ho visto le migliori menti della mia generazione / Distrutte dalla pazzia, affamate, nude isteriche / Trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa / Hipster dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste. Il "Giovane favoloso" Giacomo Leopardi nel film di Mario Martone del 2014. Lo straordinario Elio Germano recita nella notte la poesia della nostra pi bella formazione: Sempre caro mi fu quest'ermo colle... Anche l il cinema si immobilizza mentre "suonano" i versi. Solo alcuni fiori dell'antologia favolosa.

   

mercoled 6 giugno 2018 - Michele Riondino condurr le serate di apertura e chiusura della 75. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2018.

Michele Riondino alla conduzione della 75. Mostra di Venezia

a cura della redazione cinemanews

Michele Riondino alla conduzione della 75. Mostra di Venezia L'attore Michele Riondino condurr le serate di apertura e di chiusura della 75. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2018, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. Michele Riondino aprir la 75. Mostra di Venezia nella serata di mercoled 29 agosto 2018, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) in occasione della cerimonia di inaugurazione, e guider la cerimonia di chiusura l'8 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali della 75. Mostra. Michele Riondino (Taranto, 1979) ha studiato recitazione all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, diplomandosi nel 2000.
Dopo aver svolto ruoli importanti in alcune serie tv italiane, nel 2007 interpreta l'ambiguo Francesco nel Il passato una terra straniera di Daniele Vicari al fianco di Elio Germano, ruolo che gli vale nel 2008 il premio come miglior attore al Festival del Cinema di Roma e la menzione speciale come miglior attore al Festival di Miami.
Michele si divide fra grande e piccolo schermo, accettando la coraggiosa sfida di interpretare Salvo Montalbano. Protagonista di 6 film per la tv, Il giovane Montalbano, il prequel del fortunato ruolo interpretato da Luca Zingaretti, successo RAI del 2012.
Nel 2014 il co-protagonista de Il giovane favoloso (regia di Mario Martone, concorso ufficiale Venezia 71) ed uno dei protagonisti di Maraviglioso Boccaccio (regia fratelli Taviani).

Alla Mostra di Venezia dello scorso anno presente con Diva! (guarda la video recensione), unico interprete maschile nel lungometraggio ispirato alla grande diva Valentina Cortese, accolto con successo in Sala Grande.
Il film esce domani 7 giugno nelle sale italiane.
Vedremo prossimamente sul grande schermo Michele Riondino nel film di Antonello Grimaldi, Restiamo amici.

   

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