|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|
|
Beppe FiorelloCi vuole un Fiore... per fare un altro FiorelloAltri nomi: Giuseppe Fiorello44 anni, 12 Marzo 1969 (Pesci), Catania (Italia) |
|
![]() Accattu Dollari!
dal film Baarìa (2009)
Beppe Fiorello è Venditore dollari
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
Fratello minore dello showman Rosario Fiorello e della scrittrice e autrice televisiva Catena Fiorello, si fa le ossa come tecnico in un importante villaggio turistico, seguendo le orme del fratello maggiore.
Nel 1994 viene assunto a Radio Deejay, in cui lavora con il nome d'arte di Fiorellino assieme a Marco Baldini, Luca Laurenti e Amadeus. Una volta che suo fratello Rosario lascia la conduzione del programma "Karaoke", subentra lui come presentatore, supportato da Antonella Elia. Sfortunatamente, il successo non replica i fasti del suo predecessore e lo show viene interrotto. Decide, così, di cambiare genere di lavoro. Mette da una parte la conduzione e si improvvisa attore. Il primo ruolo è televisivo e gli viene offerto da Stefano Reali, che lo inserisce nel cast della fiction Ultimo (1998) assieme a Raoul Bova, Ricky Memphis, Giorgio Tirabassi, Simone Corrente, Paolo Seganti, Francesco Benigno, Nicole Grimaudo e Maurizio Mattioli.
Il debutto come attore
Il debutto cinematografico avviene lo stesso anno, grazie a Marco Risi che lo dirige ne L'ultimo Capodanno, atipica pellicola nella quale recitano anche Monica Bellucci, Marco Giallini, Claudio Santamaria, Alessandro Haber, Iva Zanicchi, Maria Monti, Tirabassi e Memphis, e Francesca D'Aloja. Insomma, Beppe Fiorello si conferma abbastanza convincente e viene ufficialmente adottato dal piccolo schermo che comincia a farne un suo protagonista tipo, anche se prima si deve accontentare di ruoli minori come quello nella fiction con Stefania Sandrelli Il morso del serpente (1999).
Il film americano
Nel 1999, una grande fortuna! Viene diretto dal defunto Anthony Minghella ne Il talento di Mr. Ripley e può così destreggiarsi e confrontarsi con attori stranieri come Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Law, Cate Blanchett, Philip Seymour Hoffman, ma anche italiani come Sergio Rubini, suo fratello Fiorello, Stefania Rocca, Ivano Marescotti e Anna Longhi.
Il re delle fiction italiane
Sposato con Eleonora Fratelli nel 2000, è padre di due figli: Anita e Nicola. Comincia a diventare protagonista di opere principalmente del piccolo schermo, dimensione nella quale riscuote un ottimo successo grazie alla fiction Brancaccio (2001), dove interpreta il ruolo di un delinquente, Nuccio. Si passa poi alla miniserie La guerra è finita (2002), con Alessandro Gassman, Barbora Bobulova, Valeria D'Obici, Antonio Casagrande e Adalberto Maria Merli, al ruolo di Salvo D'Acquisto nella miniserie omonima del 2003, in cui recitano anche Luigi Maria Burruano e Giovanni Esposito, Il cuore nel pozzo (2005), L'uomo sbagliato (2005) con Antonia Liskova e Lucia Sardo, Il grande Torino (2005), Il bambino sull'acqua (2005), Joe Petrosino (2006), Troppi equivoci (2006) per la serie Crimini, Giuseppe Moscati (2007), La vita rubata (2008) e il bellissimo Il bambino della domenica (2008), miniserie firmata da Maurizio Zaccaro. Il ritorno al cinema è segnato dal film Baaria (2008), diretto da Giuseppe Tornatore. Tre anni dopo è di nuovo sul grande schermo con I baci mai dati di Roberta Torre e con Terraferma, di Emanuele Crialese.
Nel 2012 viene diretto dal regista Ferzan Ozpetek nella commedia drammatica Magnifica presenza, nella quale interpreta una delle figure ingombranti e surreali che sconvolgono la vita del giovane Pietro (Elio Germano), e nel 2013 è nel cast della commedia di Riccardo Milani Benvenuto Presidente!, oltre che nella fortunatissima fiction Volare, sulla vita di Domenico Modugno.
Nastri d'Argento 2012
Nastri d'Argento 2012
Nastri d'Argento 2009
Terraferma, primo film italiano in concorso, oggi si è presentato al Lido con una conferenza affollata, attesa, puntuale ma inquinata da un leggero e palpabile nervosismo. Con un regista sul piede di guerra, Emanuele Crialese, ostinatamente deciso ad evitare il binomio "film e immigrazione", un produttore, Riccardo Tozzi, unico a tenere lucidamente il timone della situazione, e una platea che, pur avendo applaudito il film in sala, non ha saputo nascondere qualche piccola perplessità sulla (eccessiva?) correttezza politica del soggetto – che con il "problema" immigrazione, con buona pace di Crialese, ha davvero molto a che fare. La stampa straniera, all'angolo, non ha rivolto al regista nessuna domanda. Quasi muto anche il cast di attori, con la timida eccezione di Donatella Finocchiaro e Beppe Fiorello, che pure del progetto sono stati tra i più grandi sostenitori: «Crialese mi ha fatto un regalo – ha detto Fiorello più tardi, in un incontro più disteso a margine della conferenza stampa – mi ha ridato fiducia in me stesso scardinando la convenzione che vorrebbe gli attori televisivi legati per sempre al piccolo schermo. Come attore, per me è stata una seconda rinascita». Continua »
Un corto, un film, una serie tv per Beppe Fiorello. La sfida di un esordio come produttore cinematografico, e quella di raccontare – per il grande pubblico televisivo – il dramma dei padri separati. Infine, il ritorno al cinema, con il film di Emanuele Crialese Terraferma.
Fiorello, iniziamo dal tuo esordio come produttore. Il corto Domani, due minuti su uno dei principi della Costituzione italiana. Come è nato tutto?
In modo molto semplice. Giovanni Bufalini, un regista che da tempo lavora con me, mi ha proposto l'idea. C'era un concorso, per il quale potevano partecipare corti di due minuti, ispirati a princìpi della Costituzione. Abbiamo scelto il più semplice: la bandiera italiana è composta di tre rettangoli di eguale dimensione, bianco, rosso e verde. E ci abbiamo composto sopra una storia, breve e – spero – poetica.
Perché fare il produttore?
Per affrancarmi dai soliti meccanismi burocratici, dalle lungaggini, dai voleri di quelli più grandi di te. Quando c'è una buona idea, vorrei poterla realizzare, senza dover dipendere dai voleri di altri. In questo primo tentativo mi ha aiutato moltissimo mio fratello, Rosario. Gli ho detto: 'Rosa', damme una mano'. E lui non si è tirato indietro. Ci ha messo i suoi consigli, il suo entusiasmo, la sua società di produzione.
Ma sono state le prove generali per un film "lungo", da produrre in proprio?
Beh, in qualche modo sì. Produrre un film corto significa affrontare le stesse difficoltà che incontri nel produrre un film vero e proprio: cercare i permessi per girare, tutta la burocrazia, gestire un budget, gestire una troupe, curare che tutto sia professionale. Tutta esperienza che spero ci sia utile per affrontare un lungometraggio. L'idea c'è, abbiamo iniziato a scrivere la settimana scorsa. Sarà una commedia sul tema della famiglia, da girare il prossimo autunno, o nella primavera 2012. E mi piacerebbe che fosse lo stesso regista del corto, Giovanni Bufalini, ad affrontare l'impegno.
E il cinema degli altri, il cinema italiano degli "autori", che rapporto ha con te?
Sono sincero. Io non ho fatto parte del cinema italiano degli ultimi anni, e non è stato per mia volontà. Anzi, ne ho sofferto. Perché il cinema italiano l'ho sempre seguito, e apprezzato, e amato. Avevo esordito con Marco Risi ne L'ultimo compleanno, insieme a Claudio Santamaria, e poi avevo proseguito con Carlo Verdone, un'esperienza straordinaria, in C'era un cinese in coma. Poi, più niente, praticamente. Ma non sono stato io a volerlo.
Adesso, però, un film importante c'è.
Sì: e sono stato molto felice che un regista come Emanuele Crialese, che ha talento da vendere, si sia ricordato di me. Mi ha dato un ruolo in Terraferma, e mi è sembrato in qualche modo di rinascere, al cinema. Abbiamo girato a Linosa, con un cast di attori e di non attori: con me c'erano Donatella Finocchiaro, Mimmo Cuticchio, Filippo Pucillo, ma anche pescatori veri.
Qual è il tuo ruolo in Terraferma?
Sono Nino, un pescatore che non crede più in quello che hanno fatto i suoi padri, la sua gente, per generazioni. E che vuole usare la barca di suo padre per portarci su i turisti. É il crollo di un mondo, la trasformazione di un'economia. Io spero che il film di Crialese sia un modo, per me, per riaffacciarmi ad un mondo, quello del cinema italiano, che mi ha messo un po' da parte, senza che io lo volessi.
In compenso, per anni la televisione ti ha dato un ruolo centrale. Lo rinneghi?
No, niente affatto! La televisione mi ha permesso di diventare, per tanti italiani, un narratore di storie. Mi ha permesso anche di raccontare cose che forse il cinema non ha avuto il coraggio di raccontare. Come quando abbiamo fatto La vita rubata, su un omicidio di mafia, una storia rimasta insabbiata per vent'anni. Io credo che in molti casi la televisione abbia avuto più coraggio del cinema, nell'affrontare la nostra storia.
E ora quale storia vorresti raccontare?
É un tema che ho in mente da tanti anni. E che riguarda milioni di italiani. Il dramma dei padri separati. In Italia sono quattro milioni, i padri separati. E quasi un milione di loro vive sotto la soglia della povertà. Non è una cosa da niente. Perché? Perché quando una coppia si separa, è sempre lui a dover abbandonare il tetto coniugale, e quindi a doversi cercare una casa, e pagare gli alimenti. E molti non sono in grado di affrontare questo impegno.
Stai per iniziare a girare una serie su questo tema?
Sì: iniziamo a girare l'11 aprile. É una miniserie per Raiuno, due puntate che andranno in onda probabilmente in autunno. La regia è di Lodovico Gasparini. E ci saranno Ana Caterina Morariu, Rodolfo Laganà, Angelo Orlando e Gioia Spaziani. Il titolo provvisorio è Sarò sempre tuo padre.
Che cosa racconterete, esattamente?
Per esempio, che cosa succede, quando una coppia si separa, a un padre cui non viene data la possibilità di vedere suo figlio, che viene buttato fuori di casa, che non sa più dove andare a mangiare e a dormire... Quando gli sceneggiatori mi hanno fatto leggere la storia, ho detto loro: ma non avete esagerato? Mi hanno consigliato di visitare alcuni siti di assistenza a padri separati. Ho conosciuto storie che mi hanno messo i brividi. Ho scoperto situazioni addirittura tragiche. Gente che non sa come mangiare, dove dormire, che si adatta a dormire sotto i ponti. E tutto questo, in un'Italia apparentemente 'normale'.
Non tutti i sorteggi portano buoni auspici. Soprattutto in un periodo di tensioni e paure come quello degli anni di piombo. Per Tonino, operaio alla Fiat Mirafiori nella Torino degli anni del terrorismo delle ideologie, essere sorteggiato come giurato di riserva nella giuria popolare del primo processo alle Brigate Rosse inizialmente è solo una buona scusa per abbandonare le fatiche del lavoro in fabbrica e concentrarsi sulle sue amate gare di tango. Le cose cambiano quando arriva a percepire il fermento del clima politico circostante e i rischi reali del ruolo che è chiamato ad adempiere di fronte allo Stato.
La storia de Il sorteggio, in onda lunedì in prima serata, nasce da Giovanni Fasanella, giornalista che ha vissuto in prima persona le paure della Torino di trentacinque anni fa, e dal fermo desiderio di creare un racconto da quelle vicissitudini che, nelle sue parole, rappresentano "un argomento che non appartiene alla storia ma ancora alla cronaca dell'Italia, un paese che soffre di una sindrome da stress post-traumatico". Dalla prima stesura, vincitrice di una menzione al premio Solinas, Fasanella non è mai riuscito a trovare i finanziamenti governativi necessari a realizzare un film, perché, come spiega, "c'era un certo imbarazzo a raccontare i rapporti fra i brigatisti e le fabbriche operaie", oltre a dare ad intendere alcune precise responsabilità da parte della politica e della cultura degli anni Settanta. Il progetto è così passato attraverso varie riscritture fino ad arrivare alla Rai e alla produzione televisiva, anche se, come ci tiene a precisare il regista Giacomo Campiotti, "si tratta di una produzione anomala, girata come un film tv e non come una miniserie, e che presenta una notevole complessità formale: un montaggio molto incalzante e una tensione data dall'uso della macchina a mano e dal continuo pedinamento del protagonista".
Questa atmosfera ansiogena è sottolineata dallo stesso protagonista Giuseppe Fiorello: "È molto importante che il regista abbia raccontato gli anni di piombo senza ricorrere a una sparatoria né versare una sola goccia di sangue. Giacomo ha scelto di raccontare la violenza come puro atto psicologico, così come di non condividere né il punto di vista dei giudici, né quello dei terroristi, ma quello dell'uomo comune, un operaio sereno e disinteressato alla politica che improvvisamente si deve confrontare con i doveri di stato". Oltre a collaborare personalmente alla sceneggiatura, Fiorello ha lavorato sul personaggio di Tonino "pensando a come avrei potuto reagire nella sua stessa situazione: con un carabiniere che bussa alla porta e ti chiama a partecipare al più importante processo di quel periodo" e imparando a ballare il tango. Difatti, molto importante nella storia è il ruolo del ballo argentino, che se per l'attore Fiorello è stato anche un modo per affrontare le proprie vergogne ("Il tango è un ballo molto fisico e bisogna imparare molto a lasciarsi andare"), per la compagna di Tonino, Anna (Gioia Spaziani), diventa "la metafora della storia d'amore fra i due personaggi, un momento sospeso in cui emergono tutti i conflitti della coppia e la sensualità che le loro parole non riescono mai a esprimere".
Particolarmente importante ai fini della drammaturgia della vicenda parallela alla storia d'amore, quella che riguarda gli operai di Mirafiori e i rapporti con il terrorismo rosso, è, oltre al sindacalista Gino interpretato da Giorgio Faletti, anche il personaggio del giovane Salvatore: ricco figlio di un imprenditore torinese che per scelta ideologica decide di lavorare in fabbrica e pagarsi gli studi di giurisprudenza. Il suo interprete, Francesco Grifoni, chiude l'incontro di presentazione del film tv lasciando trapelare tutta l'importanza che ha avuto per lui questo personaggio, da lui descritto come "un ragazzo con le idee molto chiare sulle ideologie, ma con il forte contrasto interiore fra il desiderio per il libero arbitrio e il forte clima di tensione sociale di quegli anni".
Lo scandalo della Banca Romana è una storia italiana che viene raccontata, per Rai Uno, in un film di Stefano Reali, domenica 17 e lunedì 18 gennaio, e che vede come protagonisti Beppe Fiorello (il giornalista Maria Barba), Andrea Osvart (Renata), Lando Buzzanca (il governatore corrotto Bernardo Tanlongo), Vincent Perez (Clemente Claudet), Ninni Bruschetta (commissario Cavatterra), Ramona Badescu (Ida Tanlongo), Stefano Molinari (Carloni), Marcello Mazzarella (Gustavo Biagini), Lollo Franco (da non perdere, a detta del regista, nei panni del padre di Mattia) e Maurizio Mattioli. La Rai, su questo tema, come ha fatto notare Fabrizio Del Noce, "ha già dato" con uno sceneggiato nel 1977, sebbene focalizzato soltanto sul personaggio di Bernardo Tanlongo e non allargata a tutte le implicazioni né arricchita di un tocco di melodramma e sentimentalismo dell'epoca. Uno spaccato sociale molto importante, concepito perché raccontasse un determinato periodo storico, in cui, successivamente, si è inserito un fenomeno internazionale, come quello degli scandali delle banche. Una fiction ben congegnata anche grazie a un notevole cast, prosegue il direttore di Rai Uno, che spera emergano le varie chiavi di lettura che la stessa offre. Elementi che si fondono e che riguardano fatti veri, con veri imputati e personaggi realmente esistiti, sebbene quello di Fiorello sia inventato, anche se, di fatto, l'elemento giornalistico ci fu proprio con Il corriere della sera. Uno spaccato successivo all'annessione, quello dell'Italia giolittiana e degli anni precedenti alla Prima guerra mondiale, una serie con un preciso messaggio storico e politico, per realizzare non soltanto una fiction spettacolare, ma anche di servizio pubblico.
| Benvenuto Presidente! (2013) | Magnifica presenza (2012) |
| Prossimamente al cinema | Oggi al cinema | Novità in dvd | Film in tv |
|
martedì 21 maggio La grande bellezzaFiamme di Gadda. A spasso con l'in... mercoledì 22 maggio Fast & Furious 6giovedì 23 maggio EpicEsterno Sera Una vita da sogno Nero infinito Amaro amore martedì 28 maggio Cleopatramercoledì 29 maggio Akiragiovedì 30 maggio Una notte da leoni 3Altri coming soon The MillersKiller Toon The Crazy Ones Mom Dal Teatro Carlo Felice di Genova:... We Are Men |
venerdì 17 maggio Beketgiovedì 16 maggio Il grande GatsbyAmeriQua Post Tenebras Lux A Lady in Paris domenica 12 maggio Il balletto del Bolshoi: Romeo e G...venerdì 10 maggio Fedele alla Linea - Giovanni Lindo...giovedì 9 maggio L'uomo con i pugni di ferroLa casa Anime nella nebbia Sta per piovere Confessions Fire with Fire No - I giorni dell'arcobaleno Mi rifaccio vivo The Parade - La Sfilata Bellas Mariposas 20 anni di meno |
mercoledì 15 maggio I due soliti idiotiLa migliore offerta Django Unchained Asterix e Obelix al servizio di su... Quello che so sull'amore mercoledì 8 maggio Ritorno al futuroThe Blues Brothers E la chiamano estate Red Lights Jack Reacher - La prova decisiva Sammy 2 - La grande fuga Oltre le colline Paris-Manhattan Lincoln Cirque du Soleil 3D: Mondi lontani Come ti ammazzo l'ex martedì 7 maggio Indagine su un cittadino al di sop...Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore Frankenweenie giovedì 2 maggio Il cavaliere oscuro - Il ritorno |
oggi sabato 18 maggio Harry Potter e i don... (3,06 Premium Cinema) American Gangster (23,29 Premium Cinema Energy) Le vite degli altri (21,15 Rai Movie) Manuale d'amore 2 (C... (22,50 Sky Cinema Passion) Nemico Pubblico - Pu... (23,20 Rete4) Scoop (3,14 Premium Cinema Emotion) Il bacio che aspettavo (6,00 Studio Universal) Sex Movie in 4D (2,15 Studio Universal) I fantastici 4 (21,10 Sky Cinema 1) Quel treno per Yuma (1,03 Premium Cinema) Un'altra giovinezza (2,50 Rai Movie) Certamente, forse (21,15 Premium Cinema Emotion) domenica 19 maggio Zodiac (23,20 Premium Cinema) Il mistero delle pag... (21,30 Canale 5) Il gladiatore (21,15 Studio Universal) Ghost Rider (22,55 Sky Cinema Max) Il grande sogno (4,47 Premium Cinema Emotion) Breach - L'infiltrato (21,10 Rai Movie) Ferro 3 - La casa vuota (23,05 Rai5) I fantastici 4 (21,10 Sky Cinema + 24) Dogville (2,35 Rete4) |
| Altri film » | Altri film » | Altri film » | Altri film » |