Stranizza d'amuri

Film 2023 | Drammatico,

Regia di Giuseppe Fiorello. Un film Da vedere 2023 con Gabriele Pizzurro, Samuele Segreto, Fabrizia Sacchi, Simona Malato, Antonio De Matteo. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2023, Uscita cinema giovedì 23 marzo 2023 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,23 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 21 marzo 2023

Dedicato a Giorgio e Antonio, vittime del delitto di Giarre, avvenuto nel 1980 in provincia di Catania. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 2 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Stranizza d'amuri ha incassato 1,3 milioni di euro .

Consigliato sì!
3,23/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,66
PUBBLICO 3,54
CONSIGLIATO SÌ
Con scelte di regia mai manipolative, Beppe Fiorello evidenzia i pregiudizi mentre rievoca un ambiente autentico ed emozioni vivissime.
Recensione di Paola Casella
martedì 21 marzo 2023
Recensione di Paola Casella
martedì 21 marzo 2023

Sicilia, estate 1982. Nino è il figlio maggiore in una famiglia di creatori di fuochi d'artificio: gente onesta, allegra e laboriosa. Il ragazzo ha appena terminato il liceo con profitto e il suo regalo è stato quel motorino con cui scorrazza gioiosamente attraverso la campagna siciliana. Gianni è un suo coetaneo tornato dal riformatorio che vive in un altro paese con la madre e il patrigno che gli ha dato un lavoro nella sua officina e un tetto sopra la testa, ma che lo tratta con continuo disprezzo. Di fronte all'officina c'è il bar i cui avventori si dilettano a prendere in giro il ragazzo additandolo come omosessuale. Un giorno, mentre Gianni sta andando a consegnare un Ciao ad un cliente, Nino lo sperona con il suo motorino: è la scintilla che accende un'amicizia meravigliosa, che potrebbe condurre a qualcosa di molto più profondo. Ma la Sicilia rurale dei primi anni Ottanta non è il luogo per questo tipo di relazioni dai confini incerti.

Giuseppe "Beppe" Fiorello esordisce alla regia del lungometraggio Stranizza d'amuri, già titolo di una celebre canzone del suo concittadino Franco Battiato, con un progetto che può giungere inaspettato rispetto alla sua immagine cinematografica e televisiva di maschio alfa, quando invece è proprio questo a rendere la sua scelta particolarmente interessante.

Perché il suo punto di vista su una giovane relazione omosessuale, ispirata a fatti realmente accaduti, è quello di un uomo adulto siciliano ed eterosessuale, intenzionato a evidenziare quei pregiudizi dei quali il suo film mostra le radici culturali e la persistenza tenace.

Fiorello ricrea un mondo e un momento nel passato che appartiene alla sua autobiografia con grande onestà e immediatezza, riportandoci ad un'epoca di ottimismo (sottolineata dalla marcia trionfale della nazionale di calcio verso la vittoria nel campionato mondiale) e di relativa spensieratezza che oggi sembrano fantascienza, e soprattutto ricordandoci la luce, i colori, le temperature ambientali ed emotive di quelle estati al sud che sembrava non dovessero finire mai, e in cui i giovani potevano immaginarsi onnipotenti.

Fiorello e i suoi cosceneggiatori Andrea Cedrola e Carlo Salsa tratteggiano tanto i vitelloni omofobi del bar e il patrigno violento quanto i genitori di Nino affettuosi, ironici e aperti agli altri, benché pronti a tramandare tradizioni che appartengono ad un patriarcato millenario. Personaggio pieno di ombre è invece la madre di Gianni, che ha già conosciuto la discriminazione nei confronti del figlio e vive nella paura di non saper proteggere né lui né se stessa dalla crudeltà della società patriarcale siciliana.

Fiorello dirige abilmente un cast di attori in gran parte sconosciuti al grande pubblico, fra cui spiccano i due giovani protagonisti - il luminoso Gabriele Pizzurro e il più oscuro Samuele Segreto - e Simona Malato nei panni di Lina, la madre tormentata di Gianni, ma anche il resto del cast, da Fabrizia Sacchi e Antonio De Matteo nei panni dei genitori di Nino a Enrico Roccaforte in quelli del patrigno, dal piccolo Raffaele Cordiano (il fratellino Totò) a Roberto Salemi (lo zio Pietro). Anche le scelte di regia sono azzeccate, mai manipolative, sempre alla ricerca di una rievocazione autentica di un ambiente ed emozioni vivissime, anche nella memoria di chi racconta, mai banale o meramente estetizzante nelle inquadrature intrise di un sud riconoscibile, pieno di attenzione verso i personaggi e i dettagli. L'unico problema, per gli spettatori non siciliani, sarà capire il dialogo in siciliano stretto, che a volte richiederebbe sottotitoli.

Il risultato è una storia che ci ricorda cosa voglia dire essere maschio in una cultura mediterranea tradizionale, e con garbo gentile ma anche con inattesa crudeltà, fuori da ogni illusione bucolica, ci fa presente che nella Sicilia degli anni Ottanta (e anche oggi, anche a Nord di Crema) non fosse (e spesso ancora non sia) possibile chiamare i sentimenti e le persone con il loro nome, senza pagare per questo un prezzo altissimo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 20 luglio 2023
LUCIANO SIBIO

 Diciamo un bel film e consigliato, anche se con molti luoghi comuni, del resto comprensibili data la grande e recente profusione filmica sul tema e su un certo tipo di Sicilia. Un bel film perchè riesce a riscattarsi in senso drammatico per una singolare attenzione psicologica nella definizione del ruolo delle madri e in genere del ruolo delle donne del posto.

FOCUS
FOCUS
mercoledì 22 marzo 2023
Claudia Catalli

Quando un attore osa il debutto dietro la macchina da presa lo fa generalmente perché spinto da una storia che ci tiene profondamente a raccontare per motivi del tutto personali. È il caso di Giuseppe Fiorello, che a 54 anni firma un film d'esordio di quelli memorabili, pescando tanto nella cronaca quanto nella sua esperienza di vita.

Per narrare lo sconvolgente delitto di Giarre del 1980, in cui due adolescenti gay furono ritrovati uccisi perché 'colpevoli' di amarsi, racconta la Sicilia che ha vissuto in prima persona, con i suoi contrasti paesaggistici (il mare dai colori unici e le ciminiere sullo sfondo, gli spazi sconfinati e le mura domestiche claustrofobiche) e mentali (la generosità dell'ospitalità da una parte, la mentalità chiusa, patriarcale e ancorata a tradizioni secolari dall'altra). Nel mezzo, la purezza contagiosa di una storia d'amicizia e di amore che sboccia all'improvviso, e prosegue con la lentezza di chi ha l'età per assaporare ogni attimo e per scoprirsi, mentre scopre l'altra persona.

Ne esce un film inaspettatamente poetico, delicato, genuino, toccante, che vanta già uno stile autoriale maturo e una scrittura solida, allergica a ogni scelta facile e banale, come a ogni semplificazione manicheista.

Non c'è giusto o sbagliato, non ci sono buoni e cattivi, c'è una storia d'amore travolgente pluridimensionale e vista come pericolosa perché in grado di sovvertire un intero sistema valoriale. Un sistema che oggi definiremmo violento, tossico e omofobo, ma che Fiorello ha il merito di descrivere con onestà e senza retorica, sorvolando sul giudizio e mostrando con estrema onestà quanta discriminazione si consumi nei baretti di quartiere, come tra le mura domestiche.

Malgrado questo, Stranizza d'amuri non vuole essere un film di denuncia, ma un godibilissimo inno alla vita e alla libertà di amarsi, che catapulta chi guarda sul motorino dei protagonisti, con il vento in faccia e il sorriso stampato sul volto di chi a 16 anni si sente finalmente compreso, accettato e amato. 

Il lavoro che Giuseppe Fiorello fa, da attore qual è, sui personaggi è quanto mai scrupoloso e approfondito. Difficile trovare ragazzi protagonisti convincenti come Gabriele Pizzurro e Samuele Segreto nei panni di Gianni e Nino, vince la scelta di un cast che anziché puntare su nomi altisonanti va a caccia delle facce giuste e di attori in grado di rendere credibile e misurata anche la scena più drammatica.

Colpiscono i padri (specie l'ottimo Antonio De Matteo) nelle loro granitiche presenze, nei loro incontrastati ruoli di potere e minaccia machista, ma sono le madri a fare la differenza, con le loro scelte sofferte, con la loro dolente consapevolezza (Fabrizia Sacchi e Simona Malato, una più convincente dell'altra).

Funziona la scelta di Fiorello di stare sempre un passo indietro, senza cedere alla tentazione di autodirigersi, senza girare direttamente a Giarre per discrezione e rispetto, senza imporre narcisisticamente la propria presenza (a differenza di altri suoi colleghi nelle loro opere prime).

Lascia che a parlare sia la sua visione, il suo respiro autoriale, una poetica che nasce con Stranizza d'amuri sulle note di Battiato, e non poteva essere altrimenti. Da grande fan del cantautore siciliano, Fiorello lo omaggia a più riprese e lascia la cura della colonna sonora a chi lo volle a tutti i costi come mentore. Giovanni Caccamo con Leonardo Milani fa un ottimo lavoro nel suggellare scene clou del racconto con le note intramontabili del maestro che insegnò al mondo la "stranizza d'amuri".

Frasi
io non ho odi per te
Nino (Gabriele Pizzurro)
dal film Stranizza d'amuri - a cura di Pasquale
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 17 maggio 2023
Fiaba Di Martino
Film TV

A un certo punto di Stranizza d'amuri, mentre è sulla lunga, silente via di casa, Gianni (Samuele Segreto) viene distratto da uno scoppiettio fuori campo. Sono i fuochi d'artificio che, a una distanza indefinibile, Nino (Gabriele Pizzurro) e suo padre stanno facendo vibrare nel cielo notturno. Forse è la prima volta che li vede, Gianni, o forse è la prima volta che li vede dopo essersi innamorato. Vai alla recensione »

NEWS
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mercoledì 4 ottobre 2023
 

Nastro d’Argento per il miglior esordio alla regia, l'opera è liberamente ispirata a un fatto di cronaca nera. Vai all’articolo »

TRAILER
lunedì 13 marzo 2023
 

Regia di Giuseppe Fiorello. Un film con Gabriele Pizzurro, Samuele Segreto, Fabrizia Sacchi, Simona Malato, Antonio De Matteo. Da giovedì 23 marzo al cinema. Guarda il trailer »

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mercoledì 8 marzo 2023
 

Stranizza d'amuri è dedicato a Giorgio e Antonio, vittime del delitto di Giarre, avvenuto nel 1980 in provincia di Catania. Vai all'articolo »

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martedì 21 febbraio 2023
 

Regia di Beppe Fiorello. Un film con Gabriele Pizzurro, Samuele Segreto, Fabrizia Sacchi, Simona Malato, Antonio De Matteo. Da giovedì 23 marzo al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
mercoledì 31 marzo 2021
 

A fine estate inizieranno le riprese del primo film diretto da Giuseppe Fiorello Stranizza d'amuri, liberamente ispirato a un fatto di cronaca accaduto in Sicilia alla fine degli anni '70. Il film è prodotto da Iblafilm, Pepito Produzioni con Rai Cinema. [...]

winner
miglior regista esordiente
Nastri d'Argento
2023
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