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Maurizio MattioliTutti i romanacci del reuccio Mattioli63 anni, 3 Giugno 1950 (Gemelli), Roma (Italia) |
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![]() Barbara, si è svegliata, ha parlato! E che ha detto? De registrarje Centovetrine.
dal film Il pranzo della domenica (2003)
Maurizio Mattioli è Maurizio
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Il Bagaglino - la compagnia di varietà fondata da Pier Francesco Pingitore nel 1965 - lo ha accolto a braccia aperte fra i suoi membri, facendo spopolare la sua comicità tutta romana e mettendolo sotto gli occhi degli italiani attaccati al piccolo schermo il sabato sera. Sposato e padre di due figlie, inizia la sua carriera prima come comparsa generale in pellicole di serie B e poi con ruoli di maggiore importanza nel piccolo schermo.
Il debutto cinematografico nei film di serie B
Il film di debutto è la pellicola di Mariano Laurenti Patroclooo!... e il soldato Camillone, grande grosso e frescone del 1973, che lo vede indossare i panni di un soldato assieme a Pippo Franco, Piero Vida, Pupo De Luca, Luciana Turina, Adriana Facchetti e Giorgio Bracardi. Da quel momento in poi, sarà una presenza fissa di poliziotteschi e commedie scollacciate a sfondo militare.
Nel 1978 lavora accanto ad Alida Valli in Porco Mondo e nella sua carriera potrà anche fregiarsi di essere stato diretto da Nanni Moretti in un minuscolo ruolo (un uomo della troupe) in Sogni d'oro (1981).
Fra Franco, Lionello, Gullotta e Pingitore
Attore prediletto di Sergio Martino, lavora accanto a Monica Vitti e Ugo Tognazzi in Scusa se è poco (1982) e comincia invece a fare la spalla comica per attori come Christian De Sica, Massimo Boldi, ma soprattutto il già nominato Pippo Franco, Leo Gullotta e Oreste Lionello che ritroverà in televisione quando entrerà a far parte del Bagaglino, diretto da Pingitore nelle sue parodie di Bill Clinton. Ma quei tempi sono ancora molto lontani, dovrà prima passare Più bello di così si muore(1982) con Vittorio Caprioli, ma anche molte pellicole di Michele Massimo Tarantini, di Neri Parenti e di Carlo Vanzina.
Il sodalizio con Stefano Reali e il Rugantino
Nel 1991 è diretto da Mario Monicelli in Rossini! Rossini! con Philippe Noiret, Claudio Gora e Vittorio Gassman, poi si lancerà in telefilm e miniserie come: Stazione di servizio (1989), Classe di ferro 2 (1991) e il suo spin off Quelli della speciale (1992). È l'incontro con Stefano Reali a fargli cambiare la carriera, Reali lo imporrà infatti in numerosissime fiction, genere cui non disdegnerà mai di partecipare, da Una storia italiana (1992) in poi. Lavora con Stefania Sandrelli in Nottataccia (1992), è di nuovo in televisione con il film tv Per amore o per amicizia (1993) e poi sperimenta il teatro con il ruolo di Annibale in "Un paio d'ali" (1997), ma soprattutto con quello di Mastro Titta (ruolo ereditato da Aldo Fabrizi) in un leggendario "Rugantino" (1998 - 2004) che terrà banco per ben tre edizioni, all'interno delle quali affiancherà: Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Simona Marchini ed Edy Angelillo.
Il doppiaggio e le fiction
Anche doppiatore, presta la sua voce ad alcuni personaggi di animazione per i film Il principe d'Egitto, Z la formica e La gang del bosco, senza però dimenticare il cane del telefilm Tequila & Bonetti (2000).
Ma la sua carriera, almeno in questa sua seconda parte, è principalmente proiettata verso il piccolo schermo, scelta che gli consentirà di diventare un volto molto amato dalla televisione che ne apprezzerà sia la cadenza da romanaccio DOC sia la bonaria aria che gli circola intorno. Partecipa così a Ladri si nasce (1997) e il suo seguito Ladri si diventa (1998), passando per il telefilm I misteri di Cascina Vianello e per Ultimo (1998), arrivando a Le ragazze di Piazza di Spagna (1998), Cuori in campo (1998), Anni '50 (1998) e Anni '60 (1999), Tre stelle (1999), La casa delle beffe (2000), Villa Ada (2000, ancora con la Sandrelli), Cuccioli (2002) e La palestra (2003). Nominato al Nastro d'Argento come miglior attore non protagonista per Il pranzo della domenica (2003) assieme a Rocco Papaleo, recita accanto a Valerio Foglia Manzillo e Claudio Bigagli nel simpatico Verso Nord (2004), per la regia dell'amico Reali, in Il lupo di Stefano Calvagna e in Questa notte è ancora nostra (2008), ma continuerà pur sempre a preferire il piccolo schermo con: O la va o la spacca (2004), Un ciclone in famiglia (2005), I colori della vita (2005), I Cesaroni (2006), Domani è un'altra truffa (2006), Piper (2007) e Di che peccato sei? (2007).
Negli ultimi anni è tornato sul grande schermo con altre divertenti commedie di Carlo Vanzina e Paolo Genovese. Nel 2011, oltre alla partecipazione nel film drammatico Almeno tu nell'universo, è nel cast della commedia diretta da Ezio Greggio Box Office 3D. L'anno successivo è di nuovo diretto da Vanzina nella commedia a episodi Buona giornata, ambientata in differenti città italiane al fine di raccontare i vari stereotipi che caratterizzano il nostro paese, oltre che da Fragasso in Operazione vacanze. Inoltre lo troviamo nel Viva l'Italia di Massimiliano Bruno e in E io non pago - Un film d'evasione di Alessandro Capone, due commedie rappresentative dell'attuale stato di degardo morale del nostro paese.
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Universitari - Amori in corso
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Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 03/10/2013. |
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Sapore di te
Genere Commedia, - Italia 2014. Uscita 06/02/2014. |
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Due amici divisi da una donna. Un padre padrone gretto e spietato. Una famiglia di nobili in disgrazia. Un territorio selvaggio di immense distese dove la popolazione che non coltiva la terra o gestisce il bestiame si dedica al brigantaggio. Bastano questi elementi per comprendere come Terra ribelle, il ritorno alla fiction in costume di Cinzia Th Torrini, rappresenti un tentativo di contenere dentro il piccolo schermo il grande respiro del melodramma che da Via col vento soffia un turbinio di storia e leggenda che arriva fino a film come Cuori ribelli, Vento di passioni e Australia. Dalle sconfinate pianure del Nord-America si passa alle vallate, alle colline e ai monti della Maremma toscana di metà Ottocento, dove il paesaggio più aspro e differenziato diviene teatro di una saga romantica che, fra risvolti e ribaltamenti drammaturgici, rimanda ai vecchi romanzi popolari.
Protagonisti sono Andrea e Iacopo, amici fin dall'infanzia, anche se il primo è il figlio di una serva e il secondo di un padrone latifondista. Le loro avventure a cavallo e le gare di destrezza nel radunare il bestiame sono destinate a trasformarsi in una sanguinosa rivalità quando nelle loro vite compaiono le due figlie del Conte Giardini, nobile decaduto in seguito al fallimento della Banca Romana.
Prodotto e realizzato a tempo di record durante l'ultima estate fra le pampas argentine, Terra ribelle andrà in onda a partire da domenica in sette prime serate su RaiUno. Nelle parole del direttore di RaiFiction Fabrizio Del Noce, il nuovo lavoro di Cinzia Torrini rappresenta "un ritorno in grande stile dell'azienda al seriale in costume: un genere molto ricco, con molta azione e tante situazioni diverse fra amore e violenza, che ripercorre un periodo importante della storia della nostra nazione come quello che ha portato all'Unità d'Italia". Per il produttore Alessandro Jacchia, rappresenta invece un nuovo genere: "Un'avventura epica con venature sentimentali in cui vince la forza delle immagini e dello spettacolo". Ne abbiamo parlato con la regista e con gli attori.
Da dove nasce la storia di Terra ribelle?
Cinzia Th Torrini: Nasce dentro di me, da quelle passioni personali a cui volevo dedicarmi da tanto tempo. Nasce dalla mia passione per andare a cavallo e dai racconti che ho sempre ascoltato fin dall'infanzia sulla Maremma. Terra ribelle è la realizzazione di un sogno che ho coltivato nel tempo attraverso ricerche di leggende e fotografie che cercassero di mostrare lo spirito di quel tempo ormai così lontano. La prima sfida è stata quella di raccontare un film in costume, un romantic western per così dire, attraverso il linguaggio della fiction: coniugare passione, amore e amicizia maschile con un occhio all'epica di Sergio Leone. L'altra sfida è stata scoprire nuovi attori. Così come coltivo una passione per la raccolta di conchiglie in Maremma, così cerco sempre di scegliere con estrema cura tutti gli attori durante i casting, dai protagonisti alle comparse. Il destino ha voluto che abbia trovato due protagonisti in Argentina e due in Italia. Oltre a loro, mi sono affidata con lo stesso spirito d'avventura a due grandi attori come Maurizio Mattioli e Mattia Sbragia ribaltando i ruoli che questi interpretano di solito. Maurizio è famoso per le sue commedie, ma ne ho voluto tirar fuori un'intensità drammatica e una ferocia da antagonista. Allo stesso tempo, Mattia Sbragia, che era stato un ottimo antagonista in Don Gnocchi, qui interpreta un personaggio un po' svagato e apporta dei tocchi di umorismo.
Come avete lavorato sui protagonisti?
Anna Favella: Il mio personaggio è Elena, la figlia ribelle del Conte Giardini, una ragazza che, a dispetto del suo ceto sociale, si comporta tutt'altro che come una contessina. La vediamo innamorarsi di un buttero e vestire degli abiti un po' particolari per cercare di entrare negli ambienti accademici, dove a quel tempo le donne non erano ammesse. Cinzia voleva una donna che sapesse il fatto suo e mi ha aiutato molto a far emergere tutta la sua passione per la vita.
Sabrina Garciarena: Luisa è la sorella maggiore di Elena, l'altra figlia del conte caduto in rovina, e rispetto a lei ha un atteggiamento più responsabile: sogna un matrimonio felice e sostituisce un po' quella madre che è venuta a mancare molto presto in famiglia. Tuttavia, il fatto che sia Iacopo che Andrea si innamorino di Elena la porta a sentirsi rifiutata e a scatenare un conflitto cupo con la sorella.
Rodrigo Guirao Diaz: Come attore, il mio personaggio ha rappresentato un enorme regalo. Andrea è un eroe epico, avventuroso e carismatico. Assieme ad Elena, costituisce il figlio realmente ribelle di questa terra, quello che ama il rischio e che conserva sempre un grande cuore. Nel corso delle puntate lo vediamo lottare per amore, contro l'ingiustizia, in un crescendo di intensità drammatica.
Sono molto grato a Cinzia per avermi scelto. Ho imparato molto da lei, è davvero una regista che sa come lavorare con il genere, con la macchina da presa e con gli occhi degli attori.
Fabrizio Bucci: Iacopo è invece il figlio del perfido padrone del podere, il che lo porta a vivere un grande conflitto interiore. Iacopo porta amore e rispetto sia verso il padre che verso Elena e Andrea, ma spesso i suoi sentimenti si scontrano con i suoi doveri di erede del latifondo e arriva in più occasioni a comportarsi come un antieroe. Lavorare con Cinzia è semplicemente meraviglioso: girare un film con lei significa fare un viaggio, scoprire della cose e dare l'anima fino al punto in cui arrivi a volare.
Da attori più navigati, come avete lavorato con Cinzia?
Maurizio Mattioli: Bisogna davvero premiare il coraggio di una persona come Cinzia, una persona straordinariamente garbata che forse proprio nel mio caso ha rischiato molto. Non so in verità come sia andata questa mia interpretazione drammatica. Sono solo contento che sia piaciuto a lei.
Mattia Sbragia: Il Conte Giardini è stato davvero un personaggio difficile da interpretare. Trovavo quasi impossibile all'inizio, quando ho letto la sceneggiatura, concepire un padre disposto a vendere le figlie per salvare il proprio titolo nobiliare e, al tempo stesso, capace di conservare una grande umanità e un grande affetto per loro. Terra ribelle ha una grande sceneggiatura ed è un lavoro incredibilmente complesso da restituire con un grande respiro. Cinzia è una delle poche che possono farlo.
Quali sono state le sfide più grandi della produzione?
Cinzia Th Torrini: La sfida più grande è stata riuscire a fare questo immenso lavoro in tempi molto stretti. Abbiamo scelto le location e gli attori a giugno, a luglio abbiamo girato e fino adesso abbiamo lavorato a una grande postproduzione che prevede anche un grosso utilizzo di effetti speciali. D'altronde fare televisione è dialogare col pubblico. Il feuilleton, la grande saga, vince in quanto prodotto universale. Adoro raccontare storie, per questo ho fatto cinema e faccio televisione: ogni grande storia deve essere raccontata alla grande.
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