Alida ValliNome: Alida Maria Laura Altenburger baronessa von Marckenstein und FrauenbergData nascita: 31 Maggio 1921 (Gemelli), Pola (Croazia) Data morte: 22 Aprile 2006 (84 anni), Roma (Italia) |
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![]() T'ho aspettato per giorni e giorni, e ora sei venuta... Non ci curiamo di paradiso e di inferno!
dal film Senso (1954)
Alida Valli è La contessa Livia Serpieri
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Attrice dotata di grande sensibilità e di una bellezza solare e sofisticata, da oltre sessant'anni Alida Valli dimostra un talento e uno stile davvero rari, impersonando ruoli di grande spessore che hanno reso famosissimi il suo volto dolce e mesto, la delicatezza e il garbo della sua recitazione. Dopo aver frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia esordisce adolescente nel film I due sergenti (1936). Il successo giunge nel 1939, con due commedie dei "telefoni bianchi" dirette da Max Neufeld: Mille lire al mese e Assenza ingiustificata. Famosa in seguito resterà la scena in cui, in Stasera niente di nuovo (di Mario Mattoli, 1942), canta la canzone "Ma l'amore no"di Giovanno D'Anzi, grande successo dell'epoca. Ribadisce il suo notevole talento drammatico con il personaggio di Luisa in Piccolo mondo antico (di Mario Soldati, 1941). Nel dopoguerra tenta la via del divismo internazionale: nel 1947 viene diretta da Alfred Hitchcock in The Paradine Case (Il caso Paradine) e l'anno successivo da Carol Reed in The Third Man (Il terzo uomo). Nel 1954 ottiene vasti consensi con l'interpretazione della contessa Serpieri in Senso, di Luchino Visconti, che rappresenta un'occasione fondamentale per la sua carriera artistica. In questo ruolo infatti ha l'occasione di dimostrare il suo grande stile e uno straordinario potenziale drammatico. Dal 1956 affianca alla sua intensa attività cinematografica, sempre più frequenti lavori teatrali, che le danno modo di raffinare le notevoli capacità espressive. Tra le interpretazioni più intense troviamo La Venexiana (1981) di Anonimo del Cinquecento, La fiaccola sotto il moggio (1983) di Gabriele D'Annunzio e Improvvisamente l'estate scorsa (1991) di Tennessee Williams. Le due ultime occasioni cinematografiche di livello le vengono offerte de Bernardo Bertolucci, con La strategia del ragno (1971) e Novecento (1976). La Valli riceve il premio Duse nel 1989, il David alla carriera nel 1991 e il Leone d'oro al Festival di Venezia nel 1997 per aver contribuito attivamente al successo del cinema italiano.
David di Donatello 1982
Nastri d'Argento 1947
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Novecento
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Genere Drammatico, - Italia 1976. |
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Suspiria
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Genere Horror, - Italia 1977. |
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Il terzo uomo
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Genere Spionaggio, - Gran Bretagna 1949. |
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La prima notte di quiete
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Genere Drammatico, - Italia 1972. |
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Inferno
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Genere Horror, - Italia 1980. |
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Alla penultima selezione per l'ammissione alla cinquina finale dei titoli stranieri che concorreranno all'Oscar 2010, Baaría di Giuseppe Tornatore, è stato estromesso.
Ecco i 9 nove scelti dall'Academy tra i 65 proposti: El secreto de Sus Ojos (Argentina), Sansone e Dalila (Australia), The World is Big and Salvation Lurks around the corner (Bulgaria), Il profeta (Francia), Il nastro bianco (Germania),
Ajami (Israele), Kelin (Kazakhistan), Winter in Wartime (Olanda), The Milk of Sorrow (Perù). L'ultima selezione, che sarà annunciata il 2 febbraio, ne depennerà altri quattro.
Alcuni di questi film vengono ritenuti, da parte della critica corrente, non all'altezza di competere per il massimo riconoscimento del cinema. Ma non è questo il punto.
Dico che è molto probabile che Baaría abbia qualità che i titoli sopra non hanno, tuttavia, ancora una volta, il movimento americano del cinema, decisamente importante, ci ha chiuso la porta. Baaría aveva appena subito un'altra sconfitta, ai Golden Globe, che sarebbero una sorta di anticamera degli Oscar, battuto da Il nastro bianco, già vincitore della Palma d'oro a Cannes. Tornatore, sappiamo, ha vinto quell'Oscar, con Nuovo cinema paradiso, del 1989. Successivamente ci ha provato altre volte, con L'uomo delle stelle, un altro film sul cinema, com'era stato "Nuovo cinema" e con La sconosciuta, solo due anni fa, un tributo triste e mediocre al politicamente corretto. A suo tempo, quando uscì, scrissi più volte di Baaría. Riproduco uno stralcio.
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