Il caso Paradine

Film 1947 | Drammatico 125 min.

Titolo originaleThe Paradine Case
Anno1947
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata125 minuti
Regia diAlfred Hitchcock
AttoriGregory Peck, Charles Laughton, Ann Todd, Alida Valli, Ethel Barrymore, Charles Coburn Louis Jourdan, Leo G. Carroll, Joan Tetzel, Isobel Elsom.
MYmonetro 3,20 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alfred Hitchcock. Un film con Gregory Peck, Charles Laughton, Ann Todd, Alida Valli, Ethel Barrymore, Charles Coburn. Cast completo Titolo originale: The Paradine Case. Genere Drammatico - USA, 1947, durata 125 minuti. - MYmonetro 3,20 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un avvocato si trova a difendere un'avvenente vedova accusata dell'omicidio del marito, un ricco ufficiale cieco, e se ne innamora. Durante le ricerch... Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar,

Consigliato sì!
3,20/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,27
CONSIGLIATO SÌ
Alida Valli nel melodramma giudiziario di Hitchcock.
Recensione di Piero Di Domenico
Recensione di Piero Di Domenico

L'affascinante Maddalena Paradine (Alida Valli) viene accusata di aver ucciso il marito. L'avvocato Keane (Gregory Peck) assume la sua difesa e si innamora di lei, mettendo a repentaglio il suo matrimonio e la sua carriera, ma nel corso del processo scopre che la donna ha avuto una relazione con lo stalliere di Villa Paradine (Louis Jourdan). Nel frattempo, il giudice Horfield (Charles Laughton), che presiede il processo, cerca di conquistare la moglie di Keane, ma non ha successo. L'avvocato Keane mette sotto pressione il giovane Latour, amante della vedova, fino a fargli ammettere la relazione clandestina. A causa del suo suicidio, la signora Paradine decide di vendicare la morte dell'amante accusando l'avvocato, in aula, di essersi innamorato di lei: la situazione per Keane si complica così in maniera inesorabile...
Melodramma giudiziario fortemente voluto dal produttore Selznick, che contribuì anche alla sceneggiatura e impose a Hitchcock l'algida Alida Valli al suo primo film hollywoodiano - il regista avrebbe invece voluto riportare sullo schermo Greta Garbo - Il caso Paradine presenta un intreccio fortemente intricato con una seconda parte tutta ambientata in tribunale. Da segnalare la notevole interpretazione dell'immenso Charles Laughton nei panni dell'ambiguo giudice.

Sei d'accordo con Piero Di Domenico?
a cura della redazione
venerdì 4 agosto 2006

II caso Paradine concluse il lungo contratto di Hitchcock con Selznick; dal 1939, in realtà, il regista inglese aveva lavorato fianco a fianco con il produttore americano solo in altri due film: Rebecca e Io ti salverà. Il caso Paradine costituì l'esperienza più dura; particolarmente ansioso (non a torto) per le sorti della sua casa di produzione, Selznick era diventato negli ultimi tempi sempre più assillante e dittatoriale nei confronti dei suoi registi.
Il soggetto, tratto da un romanzo di Robert Hichens, non interessava affatto ad Hitch;Selznick però, che progettava il film fin dagli anni '30, decise che era giunto il momento di realizzarlo. Dopo avere elaborato un trattamento insieme ad Alma, Hitchcock chiese la collaborazione di uno scrittore inglese, James Bridie; in seguito ad alcune incomprensioni, Bridie si limito tuttavia a tornire soltanto un abbozzo di sceneggiatura, su cui Hitch, Alma e Ben Hecht (lo sceneggiatore di Io ti salverò e di Notorious) lavorarono ancora per qualche tempo.
Nel momento in cui iniziarono le riprese, Selznick, non soddisfatto dello script, decise di prenderlo in mano lui stesso, con grande disappunto di Hitchcock, che si trovava così a lavorare in una situazione per lui difficilmente sopportabile: "Poi Selznick ha voluto adattare lui stesso. Scriveva delle scene e le faceva portare sul set ogni due giorni. È un metodo impossibile", racconterà il regista anni dopo a Truffaut.
Ma le imposizioni del produttore non si limitarono alle scelte relative alla sceneggiatura. Selznick mise il naso un po' dappertutto, occupandosi perfino di controllare i costumi. E naturalmente scelse gli interpreti, vagliando solo gli attori che aveva sotto contratto. Ad avviso di Hitch non tutti si dimostrarono adatti alla parte; nell'intervista di Truffaut il regista si mostra eccessivamente duro, soprattutto con Gregory Peck ("innanzitutto non penso che Gregory Peck possa impersonare un avvocato britannico, perché un avvocato britannico è un uomo molto educato e appartiene alle classi superiori") e Louis Jourdan (che avrebbe voluto molto meno sofisticato e più sanguigno); ma Hitch non risparmia nemmeno Alida Valli ("sfortunatamente Selznick aveva ingaggiato Alida Valli, che credeva sarebbe diventata una seconda Ingrid Bergman") e Ann Todd ("troppo fredda").
In questa atmosfera, se non proprio avvelenata certo inquinata dal latente conflitto fra Hitchcock e Selznick, le riprese in studio furono lunghe e faticose (gli esterni londinesi erano stati fotografati in estate, quando Hitch si era recato nella sua città natale per compiere alcuni sopralluoghi e studiare gli ambienti da ricostruire in studio, come il tribunale dell'Old Bailey e la prigione Holloway). Per le scene in aula il regista si avvalse di una tecnica per lui nuova: dispose quattro macchine da presa in punti differenti dello studio, girando con tutte e quattro e scegliendo poi in fase di montaggio le riprese migliori. Del resto, anche in altre scene Hitchcock sfoggiò un notevole virtuosismo nei movimenti di macchina e nella scelta delle angolazioni, cercando forse in tal modo di compensare il livello non eccelso della storia. Fra le varie riprese (su cui torneremo più avanti), Hitchcock ne ricorda una in particolare: "Quando Louis Jourdan è chiamato a testimoniare, entra nella sala del tribunale e deve passare dietro ad Alida Valli. Questa gli volta le spalle, ma volevo dare l'impressione che lo sentisse, non che indovinasse la sua presenza, ma che lo sentisse, con l'odorato. Allora ho dovuto filmare questa scena in due riprese. La macchina da presa è su Alida Valli e, sopra la sua spalla, si vede in lontananza, da una parte, Louis Jourdan che sta entrando e cammina dietro di lei per andare alla sbarra dei testimoni. In un primo tempo ho la panoramica a duecento gradi che mostra Jourdan che cammina dalla porta alla sbarra, ma senza Alida Valli; poi ho ripreso un primissimo piano di Alida Valli davanti allo schermo di trasparenza e ho dovuto farla sedere su uno sgabello girevole per ristabilire l'effetto di rotazione. Verso la fine del movimento bisognava far sparire Alida Valli, perché la macchina da presa doveva ritornare su Louis Jourdan che stava arrivando alla sbarra. Era molto complicato da girare, ma moltointeressante".
La lavorazione del film durò ben più a lungo di quanto programmato eil budget previsto venne ampiamente superato.
Stroncato dalla critica e disertato dal pubblico, Il caso Paradine si rivelò per Selznick, ancor più che per Hitchcock, un vero fallimento.
"Nel Caso Paradine la storia consiste nella degradazione di un gentleman, un avvocato che s'innamora di una cliente. Questa è non solo un'assassina, ma anche una ninfomane e la degradazione raggiunge il culmine quando l'avvocato deve mettere a confronto dinnanzi al tribunale la protagonista con uno dei suoi amanti che è un garzone. Questo amante, il garzone, doveva puzzare di letame, veramente puzzare di letame", racconta Hitchcock a Truffaut, spiegando perché Louis Jourdan era troppo raffinato per interpretare il personaggio di Latour. Sensualità, abiezione, fascino del perverso e dell'irraggiungibile: questo, nelle intenzioni di Hitch, avrebbe dovuto sprigionarsi dal film. Ma se la sfingea e altera Alida Valli può suscitare qualche brivido (sarà stata così Rebecca? In effetti Il caso Paradine evoca per diversi aspetti il primo film americano di Hitch), la rigidità di Gregory Peck e soprattutto la costruzione stessa della storia non permettono alle corde del sentimento di vibrare come si deve: nulla a che vedere con le emozioni suscitate dalla Donna che visse due volte e dalla struggente spirale di desiderio di James Stewart. Colpa della sceneggiatura di Selznick? O della svogliatezza di Hitchcock, causata a sua volta dalle difficili condizioni di lavorazione del film? Certo non è molto hitchcockiano questo whodunit quasi del tutto privo di suspense quanto pieno di dialoghi a volte superflui (troppo didascalici e quindi fastidiosi i commenti della giovane amica di Gay in tribuna, ad esempio). E se non mancano caratterizzazioni ben riuscite (soprattutto quella del giudice lascivo e cinico), in complesso i personaggi mancano di spessore (e il film precedente era invece Notorious...). Hitchcock poi non è certo il regista adatto a farti credere nelle gioie del matrimonio e il finale è poco convincente, "tirato via" quasi distrattamente.
Panoramiche avvolgenti, gru e carrelli sinuosi, penetranti: all'inizio, per strada, e subito dopo a seguire il maggiordomo che entra in sala e a scoprire Anna Maddalena Paradine di spalle al pianoforte e infine il suo volto. E in molte altre scene: l'ispettore comunica alla donna di cosa è accusata; Keane entra in casa e raggiunge la moglie al piano superiore; il giudice osserva la spalla nuda di Gay; Keane e la moglie di ritorno dalla cena presso il giudice; Keane parla con Latour nella locanda; Gay in tribuna vede per la prima volta la Paradine; Latour entra in aula; Keane inizia il suo discorso in difesa della cliente; l'imputata rivela la verità; il difensore ammette in aula le sue colpe. le suggestive inquadrature dall'alto: in carcere, in tribunale; inquadrature che emanano tutto il fascino che fatica invece a sprigionarsi dalla storia; e anche se al di là del "significante" (il movimento di macchina, l'angolazione, la fotografia) è possibile rintracciare sempre un "significato" drammatico, l'impressione generale è quella di trovarsi di fronte a raffinati esercizi di stile. Fra i due pilastri di Rebecca e del caso Paradine, notano Chabrol e Rohmer, Hitchcock "ha aguzzato le frecce, si è costruito un universo".

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

La bella Mrs. Paradine è accusata di uxoricidio. Il suo difensore, pur sposato, s'innamora di lei che lo convince della propria innocenza. Film (cast compreso) voluto dal produttore D.O. Selznick che Hitchcock diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. In origine gli interpreti dovevano essere Laurence Olivier, Greta Garbo e Robert Newton. Qui C. Laughton fa la corsa da solo.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 7 aprile 2012
gianleo67

La giovane e bellissima moglie di un ricco generale in pensione viene accusata e processata per l'omicidio del marito morto per avvelenamento. Assume la sua difesa un brillante e ammogliato penalista che si innamorera' di lei. Seguono crisi coniugale e un processo ricco di colpi di scena.Melodramma giudiziario di geometrica precisione attraversato da una sotterranea vena di erotismo che come [...] Vai alla recensione »

martedì 15 giugno 2010
DAVIDE DI FINIZIO

Il caso Paradine è la prova lampante di come anche un genio del cinema può diventare convenzionale, quando è costretto a sfornare un'opera non voluta e soggetta a notevoli limitazioni. E' la storia dell'avvocato Anthony Keane (un G. Peck decisamente sottotono) che si trova ad affrontare la causa più problematica della sua carriera: difendere la [...] Vai alla recensione »

domenica 20 ottobre 2019
samanta

Hitchcock non fu mai conteno di questo film attribuendo lo scarso alla scelta degli attori: Gregory Peck non credibile come avvocato inglese, la Valli, Luis Jourdan non credibile nella parte del fidato cameriere. E' vero che Hitch avrebbe preferito altri attori, però il suo giudizio  è ingiusto, era un grande regista ma quando un suo film aveva insuccesso dava la colpa agli attori [...] Vai alla recensione »

sabato 15 marzo 2014
Renato C.

Il colpevole è sempre il maggiordomo?! Questa era la tradizione dei gialli di un tempo, ed il grande mago del brivido è quello che tende a fare credere in questo film fino alla sorpresa(?!)finale! Perchè questo "?!"? Perchè forse in quegli anni eravamo troppo abitatuati a Perry Mason in cui il cliente di cui assumeva la difesa era sempre innocente! Ma qui siamo davanti ad Hitchcock, ed il grande mago [...] Vai alla recensione »

lunedì 31 agosto 2020
elgatoloco

Se"The Paradine Case"(ALfred Hitchock, sceneggiatura sua e di Alma Reville, poi rivista e in parte "straziata"da David O.Selznick, produttore, dal romanzo di Robert Smythe Hitchens, 1947)è un film minore di sir Alfred, cpme vari critici affermano, esso è comunque di molto superiore a quasi tutti il film considerati di produzione medio.

mercoledì 22 agosto 2018
elgatoloco

"The Paradine Case"(1947, Sir Alfred Hitchcock, da un romanzo di Robert Hichens), è un capolavoro, ma, trattandosi dell'autore citato(la sceneggiatura è firmata da Alma Reville, moglie di sir Alfred, ma il vero autore è Hitchcock stesso, inutile dirlo, certo con la collaborazione della consorte): bianco e nero straordinario, perfetta ricostruzione di London, per un [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 aprile 2011
mondolariano

Mario Besesti, che doppiò Laughton ne “Gli ammutinati del Bounty”, qui doppia Charles Coburn mentre Laughton ha la voce di Olinto Cristina. L’effetto produce molta confusione per chi ricorda il mitico Laughton del capitano Blight. Al suo fianco c’è una protagonista d’eccezione: Alida Valli, la Greta Garbo italiana, che per volontà del produttore Selznick affiancherà anche Joseph Cotten ne “Il terzo [...] Vai alla recensione »

martedì 22 novembre 2011
laurel martin

Un film poco apprezzato dal regista stesso che avrebbe voluto Greta Garbo al posto di Alida Valli e Laurence Olivier al posto di Gregory Peck. Hitchcock ha speso poche energie per girare questo film e,secondo gli esperti,lo si vede dalla "fiacchezza"della trama.Certo,non si puo' paragonare a Notorius,pero' a me è piaciuto,lo trovo interessante in quanto basandoci sul protagonista Gregory Peck(qui leggerment [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 gennaio 2018
dario lodi

Film francamente noioso, scontato. Ci sarebbe dovuta una interpretazione super per evitare il flop, ma solo Laughton convince. Regia incerta, annoiata. Sceneggiatura scolastica e spenta. 

Frasi
"Io devo evitare che soffra per me, nel farmi male. Dopotutto io l'amo..."
Gay Keane (Ann Todd)
dal film Il caso Paradine - a cura di Maurizio Deguardi
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