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sabato 28 maggio 2016

Christian De Sica

Un attore italiano lungo una risata

65 anni, 5 Gennaio 1951 (Capricorno), Roma (Italia)
occhiello
una persona è sempre una persona, non importa quanto sia piccola.
dal film Ortone e il mondo dei Chi (2008) Christian De Sica è Ortone (voce nella versione italiana)
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Christian De Sica
Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film Il figlio più piccolo di Pupi Avati

Nastri d'Argento 2010
Premio miglior attore per il film Il figlio più piccolo di Pupi Avati

David di Donatello 1976
Premio miglior attore per il film Giovannino di Paolo Nuzzi



Tra polemiche e mancate dediche, esce nelle sale il tributo di Parenti a Mario Monicelli.

Amici miei, amici suoi

martedì 15 marzo 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Amici miei, amici suoi "Se ho avuto paura? Si, non averla sarebbe stato da incoscienti". Alla conferenza stampa di Amici miei – come tutto ebbe inizio, Neri Parenti sembra Don Quichotte. Regista del quarto sequel della saga di Amici miei, iniziata nel 1975 da Mario Monicelli, davanti a sé non ha mulini a vento ma veri giganti: "Lasciamo perdere le polemiche – dice subito, più candido che può – io sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto: questo è un altro film, diverso dai primi tre Amici Miei, ma che mantiene lo spirito dei predecessori".

Natale in Sudafrica all'inseguimento delle fortune perdute.

De Sica & compari al suono delle vuvuzelas

giovedì 16 dicembre 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

De Sica & compari al suono delle vuvuzelas Dopo il matrimonio in bianco di Massimo Boldi e le strenne con scasso di Aldo, Giovanni e Giacomo è la volta del cinepanettone delaurentiisiano. Senza sorprese e con una ricetta che tenta il soddisfacimento simultaneo di più pubblici, Natale in Sudafrica imbastisce due episodi che procedono alternati senza intrecciarsi mai: nel primo De Sica sperimenta Max Tortora coniugato (nella finzione) a Serena Autieri, nel secondo lo spaiato Ghini fa il paio con Panariello che fa il cascamorto con Belén Rodriguez. Storia di fratellanza, patrimoni dilapidati e fortune perdute per Tortora-De Sica, avventura nella Savana alla ricerca di un insetto singolare per il triangolo Ghini-Rodriguez-Panariello. Dopo Miami, New York, Rio, Beverly Hills e una crociera per gradire, Christian De Sica & compari approdano in Sudafrica al suono delle vuvuzelas e al ritmo del waka waka. Riciclando di anno in anno e di Natale in Natale una commedia di corna e ricorna, Neri Parenti confeziona l'ennesima bomba da lanciare contro gli anticinepanettoni e gli 'amici' di un tempo, la componente più triviale e villana espunta nel 2004 e 'traslocata' nel competitor stagionale Medusa. A Roma per presentare il loro film la premiata ditta De Laurentiis nega di nuovo la 'visione' alla stampa e si cimenta nel racconto verbale di un altro “Natale” sotto copyright.

Turista in America
Christian De Sica: Mi auguro veramente di fare altre esperienze come quella di The Tourist, è stata davvero una bellissima avventura. Di questa magnifica opportunità devo ringraziare il mio amico Aurelio De Laurentiis, senza il suo cinepanettone non ce l'avrei mai fatta. Devo molto a questo genere, alla visibilità che negli anni mi ha regalato al punto che Florian Henckel von Donnersmarck ha confessato di avermi voluto nel suo film dopo avermi visto lavorare nel mio film di Natale. Spero certamente di replicare con gli americani ma non posso dimenticare gli amici. Partecipare a The Tourist lo considero un lavoro, girare Natale in Sudafrica al contrario è come stare in famiglia.

Io & Johnny Depp
Christian De Sica: Con Johnny siamo molto amici, è un uomo semplice e un grande attore che mi ha dato consigli aiutandomi sul set. Lavorare con lui è stato piacevole, proprio come con Max Tortora, soltanto che Max è più brutto. In compenso, però, fa tanto ridere.

Critiche
Belén Rodriguez: Mi infastidisce leggere sui giornali che non so fare nulla, io proprio non capisco che cosa si aspettino gli italiani da me. Certo, io sono praticamente all'inizio della mia carriera e ho tanto da fare e tutto da imparare ma ugualmente credo di aver dato prova con “Scherzi a parte” di essere una brava showgirl. Magari non ho la voce di Giorgia ma sono intonata e con la chitarra me la cavo, non sono nemmeno una ballerina ma quando devo ballare non mi tiro indietro, mi alzo la mattina, faccio lezione e imparo la coreografia. Adesso mi è stata data la possibilità di recitare e ho accettato. Insomma non mi sembra di non fare nulla. No?

Sudafrica
Aurelio De Laurentiis: Perché il Sudafrica? Perché è un posto straordinario e lontanissimo, diciassette ore d'aereo. Cape Town ad esempio è una città straordinaria, così europea e circondata da vigne meravigliose che non potreste trovare nemmeno in Toscana o in Francia. Il Sudafrica è uno stato incantevole dal forte appeal esotico, un luogo magico dove confluiscono due oceani e dove puoi praticare il safari in parchi malaria free.

Aggiustamenti
Neri Parenti: Non credo sia corretto accusarci di fare sempre lo stesso film, è impossibile poi, perché di anno in anno varia il soggetto, il cast, la location. Naturalmente di ogni esperienza passata facciamo tesoro, in qualche modo i film precedenti ci forniscono indicazioni preziose per 'aggiustare' quello che non ha funzionato. Quest'anno abbiamo deciso di fare prendere aria al film e di smetterla di chiuderci dentro camere d'albergo o appartamenti. Così ci siamo spostati in Sudafrica e nei suoi enormi spazi aperti abbiamo ambientato un'avventura comica, girando una sorta di All'inseguimento della pietra verde all'italiana. Questa volta poi ho partecipato anche in veste di attore. Natale in Sudafrica segna il mio debutto davanti alla macchina da presa. Vorrà dire che il prossimo anno sarà Christian De Sica a dirigere il film.

In the middle
Neri Parenti: Dal punto di vista professionale è stato senza dubbio un anno impegnativo per me, giocato tra Amici miei e Natale in Sudafrica. Fortunatamente nel primo caso potevo contare su una sceneggiatura già esistente che ha reso il mio lavoro da regista più blando, nel secondo caso ho maturato una tale esperienza nel genere natalizio che non è stato difficile portare a termine il progetto nei tempi e nei modi stabiliti.

Intervista esclusiva da Johannesburg con Christian De Sica

Non ho più l'età per fare lo sciupa femmine

mercoledì 6 ottobre 2010 - Giovanni Bogani cinemanews

Non ho più l'età per fare lo sciupa femmine JOHANNESBURG – Per molti il film di Natale "è" lui, Christian De Sica. La sua mascella, il sorriso un po' sguaiato e un po' da lord, come quello di suo padre Vittorio, la gaglioffaggine e un po' di eleganza, sempre a bagno – però – in una controllata "burineria". Belle auto, belle donne, stanze d'albergo. E lui, in completo bianco, in smoking o in accappatoio, con l'amante sotto il letto. Ovvio che, se vuoi cercare i segreti di fabbrica di questo cinepanettone, Natale in Sudafrica, li devi chiedere a lui.

De Sica, che cosa c'è di nuovo in questo Natale in Sudafrica?
"Prima di tutto, il Sudafrica. Che porta con sé tutto un aspetto nuovo, che è l'avventura. Gli animali, i leoni, le giraffe, le scimmie... Poi, per quello che riguarda me, mi hanno 'scoppiato' da Massimo Ghini. Mi trovo a fare coppia con Max Tortora, che è mio amico da annni, e che condivide con me una certa somiglianza. Vedi? Abbiamo tutti e due gli occhi a vongola". E indica l'occhio un po' all'ingiù, come per una permanente malinconia.
E nel suo personaggio, cosa cambia?
"Per la prima volta non sono carnefice, ma vittima. Non sono io il mascalzone, ma l'ingannato. Anche dalla mia prima moglie Serena Autieri, che mi abbandona e preferisce mio fratello Max Tortora. Nel gioco degli equilibri comici, è la prima volta in cui non tradisco, ma semmai vengo tradito".
Perché questo cambiamento?
"Non ho più l'età per fare lo sciupa femmine".
L'atmosfera che si respira in questi giorni è di gran lavoro, ma anche di serenità quasi goliardica. Ma lo fate perché ci siamo noi giornalisti in giro?
"No no, ci divertiamo ancora a girare i 'panettoni'! Per me è come tornare in famiglia: Aurelio è per me un fratello maggiore, Neri un compagno di giochi, Luigi De Laurentiis è come un figlio. Però, sento che sono al capolinea. Ho sessant'anni, quanti film comici devo ancora fare? Due? Vorrei alzarmi da tavola con ancora un po' di fame. Non vorrei che a farmi smettere fosse il pubblico: 'Ma che sta a fa'? Non vedi come s'è ridotto quello lì?'. No, meglio lasciare prima".
È impossibile che abbiate girato un film intero in Sudafrica senza un riferimento ai Mondiali di calcio. Oppure sì?
"Beh, vista la figura che ha fatto la Nazionale, il riferimento c'era, in sceneggiatura, ma lo abbiamo tolto subito. Se avessimo vinto i Mondiali, magari avremmo aggiunto una scena".
Ma qual era il riferimento?
"Era nell'episodio interpretato da Massimo e Giorgio. Arrivano nell'hotel dove ha alloggiato la Nazionale italiana, e di notte, come se andassero da un'amante, vanno tutti e due in pellegrinaggio nella stanza di Gilardino! Oggi una scena così, lo capisci bene... Insomma, non c'è".

   

Grandi attori e giovani scoperte per il nuovo film di Avati.

Il figlio più piccolo: Ingenui e furbetti (del quartierino)

martedì 9 febbraio 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Il figlio più piccolo: Ingenui e furbetti (del quartierino) A poco più di settant'anni, Pupi Avati procede a quei ritmi produttivi serratissimi cui solo i grandi vecchi del cinema paiono adeguarsi. Come Woody Allen, Clint Eastwood o Manoel De Oliveira, Avati gira in media più di un film all'anno, accompagnando da qualche tempo l'uscita di ognuno di questi con un romanzo tradotto dalla relativa sceneggiatura. Forse uno dei motivi di tanta prolificità sta nelle dimensioni del suo cinema, “piccolo” quasi per definizione. Come “piccolo” è anche il figlio al quale dedica il suo ultimo film, nuovo capitolo di un'indagine sulle forme di paternità ma primo in assoluto che guardi con un certo interesse alla realtà italiana e un atteggiamento fortemente critico ai suoi più recenti costumi. Il figlio più piccolo si conferma un piccolo film, nelle dimensioni e nello sguardo, anche se con i grandi obiettivi della critica sociale. Tuttavia, “grandi” sono gli attori che mette in scena, a cominciare da Christian De Sica, ennesima scommessa avatiana di corpo comico che si fa tragico, capace di trasformarsi da italiano medio in vacanza in furbetto del quartierino miserabile, amorale ed estremamente fragile. Oltre a lui e alle conferme di Laura Morante e Luca Zingaretti, la scoperta del “figlio più piccolo” Nicola Nocella, anima candida innamorata di cinema splatter su cui Avati investe il suo elogio della purezza e dell'ingenuità per salvare un'Italia esibizionista e volgare.

Un nuovo film sulla famiglia?
Pupi Avati: Questo è il terzo film in cui mi concentro sulla figura di un padre. Il primo è stato il padre impenitente Diego Abatantuono di La cena per farli conoscere, padre di tre figlie avute con tre madri diverse con le quali si mette in contatto solo in seguito ad una profonda crisi personale. Il secondo padre è il Silvio Orlando de Il papà di Giovanna che è al contrario un padre iper-protettivo, che condiziona la vita della figlia imponendole un ideale di felicità e portandola ad un atto infelice ed estremo come un omicidio. Il terzo padre è il più indecente di tutti, il più infame. Chi conosce i miei film sa che non ho mai fatto un cinema di denuncia, perché non mi piace puntare il dito contro la gente, penso che ognuno debba saper prima giudicare se stesso. Ma il presente di questi ultimi tempi è diventato veramente indecente, perfino per una persona moderata come me. Non parlo solo della politica, che è l'ambito contro cui è più facile scagliarsi in modo un po' qualunquistico. Parlo di tutti gli ambiti in cui domina la volgarità, l'assioma che sei quello che hai, i rapporti interpersonali e una scorrettezza praticata in modo sistematico solo per raggiungere uno specifico fine. È questo universo che porta anche una persona come me a insorgere. E senza nessun secondo fine, senza nessuna ragione specifica cerco di ricandidare l'innocenza più “cogliona”, quella più disarmante. In questa forma, in questo scontro-incontro fra una madre e un figlio che si somigliano nel loro praticare con convinzione l'ingenuità, vedo un modo per poter resettare, per ricominciare da capo. Vorrei ritrovare nella gente lo sguardo che apparteneva a Nik Novecento, senza vergognarsi dell'innocenza, del candore, dell'altruismo. Vorrei frequentare solo persone così, solo persone che credono nei sogni e nelle cose impossibili e cancellare dalla mia interlocuzione tutti gli altri. Proprio per questo motivo credo che d'ora in avanti mi occuperò quasi esclusivamente del presente, perché trovo sia davvero molto preoccupante e necessiti di una certa sorveglianza e attenzione.

Il più classico dei cinepanettoni firmato Parenti-Laurentiis arriva in sala.

Natale a Beverly Hills: zio d'America

giovedì 17 dicembre 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Natale a Beverly Hills: zio d'America Che Natale sarebbe (almeno in Italia) senza il più classico dei cinepanettoni? Firmato naturalmente ParentiDe Laurentiis arriva in sala Natale a Beverly Hills, ventiseiesima vacanza di un eterogeneo gruppo di italiani all’estero accompagnati dal di nuovo cornuto e mazziato Christian De Sica, ex gigolò alle prese questa volta con una fiamma ardente del passato e un figlio mai (ri)conosciuto. Incrociano le disavventure sentimentali di "zio Christian" la coppia GassmanTognazzi, teste di cocco collaudate nella vita e sullo schermo, invaghiti della bionda e troppo televisiva Michelle Hunziker. Diffidenti nei confronti dei media e disinteressati (dicono loro) a valutazioni critiche, Parenti e De Laurentiis privano anche quest’anno la stampa della visione del loro cult campione di incassi. A Roma per presentare la loro ultima ed esotica fatica, Neri Parenti e Aurelio De Laurentiis promettono lo "stesso film" in centinaia di copie.

Volo Filmauro in partenza per Rio de Janeiro.

Natale a Rio, il cinepanettone avventuroso

giovedì 18 dicembre 2008 - Marianna Cappi cinemanews

Natale a Rio, il cinepanettone avventuroso Aurelio De Laurentiis aveva promesso alla stampa che quest'anno avrebbe mostrato la sua pellicola in anteprima e accettato il confronto, ma così non è stato. Si giustifica dicendo che ha rischiato di non far vedere il suo Natale a Rio neanche agli italiani, perché si è allagata la Technicolor e il negativo del film ha sfiorato la distruzione. Fabio De Luigi sostiene non senza malizia che il produttore ha conoscenze così in alto che ha chiesto e ottenuto il diluvio su Roma per avere la scusa di non mostrare il film. Sarà vero? La promessa è rinnovata, al prossimo anno, alla prossima immancabile vacanza di Natale.

Approda nelle sale la Love Boat di De Laurentiis: un albergo galleggiante di amore, tradimenti e risate.

Natale in crociera: un mare di risate ci affogherà

giovedì 13 dicembre 2007 - Marzia Gandolfi cinemanews

Natale in crociera: un mare di risate ci affogherà Ogni anno a Natale Christian De Sica ha un'amante nel letto e due problemi da risolvere: dove passare le vacanze e dove spedire prole e legittima consorte. Ogni anno immancabilmente il suo film rispolvera la tradizione della più becera "commedia all'italiana", quella che da cinquant'anni a questa parte assolve i peggiori difetti degli italiani (l'opportunismo, il machismo, il sessismo, l'omofobia, il vittimismo, la furbizia ipocrita, l'arte di arrangiarsi) con la scusa e il pretesto di riderci su. E ancora ogni anno la cultura ufficiale arcigna decreta pollice verso. E se per una volta provassimo a vincere l'esitazione e osassimo rendere giustizia delle approssimazioni e dei pregiudizi che i critici hanno fin qui dimostrato nei confronti di queste pellicole?
Il Natale esotico di De Sica è un film che funziona una volta all'anno e da numerosi anni. È un rito che ti libera e che ti consente di fare quello che nel resto dell'anno non faresti: ridere di battute finto trash e para goliardiche, di situazioni tormentone o delle esercitazioni sui materiali basso corporei e delle loro variazioni sul tema. Il modello narrativo di riferimento è quello vecchissimo dell'italiano all'estero, che lavora costantemente sui confini dell'equivocità sessuale (bigamia, incesto, omosessualità) e della perversione (travestitismo e bondage), sulla necessità dei legami e sull'inevitabilità della separazione (non è forse sempre una storia di matrimoni, tradimenti, divorzi, di padri che devono concedere le figlie in spose, di famiglie che si formano e poi si separano?). La consapevolezza antropologica del cinema di Neri Parenti e la sua rappresentazione sociologica dell'italiano medio non è sfuggita agli accademici che da tempo assegnano ai loro discenti tesi su De Sica (e Boldi), sdoganando una volta per tutte il bistrattato stracult natalizio. Perciò quest'anno non siate timidi: ridete bene, ridete di gusto, su tutto, su niente.

Fräulein - Una fiaba d'inverno

* * * - -
(mymonetro: 3,31)
Un film di Caterina Carone. Con Christian De Sica, Lucia Mascino, Therese Hämer, Irina Wrona, Andrea Germani.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 26/05/2016.

Vacanze ai Caraibi - Il film di Natale

* * - - -
(mymonetro: 2,08)
Un film di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Luca Argentero, Ilaria Spada.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2015. Uscita 16/12/2015.

La scuola più bella del mondo

* * - - -
(mymonetro: 2,14)
Un film di Luca Miniero. Con Christian De Sica, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro, Miriam Leone, Lello Arena.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2014. Uscita 13/11/2014.

Colpi di fortuna

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,83)
Un film di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Pasquale Petrolo, Claudio Gregori, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 19/12/2013.

Il principe abusivo

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,96)
Un film di Alessandro Siani. Con Alessandro Siani, Christian De Sica, Sarah Felberbaum, Serena Autieri, Nello Iorio.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 14/02/2013.
Filmografia di Christian De Sica »

lunedì 23 maggio 2016 - In Fräulein - Una fiaba d'inverno l'attore si allontana dai toni più fracassoni dei cinepanettoni per calarsi nei panni di un sessantenne garbato e un po' confuso.

Christian De Sica: «vorrei cambiare ruoli più spesso»

a cura della redazione cinemanews

Christian De Sica: «vorrei cambiare ruoli più spesso» "Una storia d'amore (platonico) e d'amicizia tra un uomo e una donna come raramente si sono fatte nel nostro cinema, un film con dentro del bene". Così Christian De Sica definisce Fraulein - Una fiaba d'inverno, commedia intima con un tocco di favola diretta dall'esordiente Caterina Carone, in cui è protagonista con Lucia Mascino. Nella film, in sala dal 26 maggio con Videa, l'attore si allontana dai toni più fracassoni dei cinepanettoni per calarsi nei panni di Walter, 60enne garbato e un po' confuso che, arrivato sulle montagne dell'Alto Adige, si impone come ospite nell'albergo chiuso e dismesso della solitaria Regina, soprannominata dai compaesani 'Fraulein' (cioè signorina, ma inteso anche come zitella). "A me piacerebbe molto cambiare ruoli più spesso, ma non me li offrono, i produttori mi vedono sempre nello stesso modo", aggiunge l'attore che tra fine giugno e luglio sarà sul set del nuovo film di Natale, "diretto da Fausto Brizzi: sarà un remake della commedia francese Les Tuche".

   

sabato 21 maggio 2016 - In occasione dell'uscita di Fräulein - Una fiaba d'inverno, in sala dal 26 maggio, ecco 10 grandi lavori che hanno fatto dell'hotel il cardine e la materia essenziale del racconto.

Benvenuti al Grand Hotel! I migliori alberghi della storia del cinema

Andreina Di Sanzo cinemanews

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