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luned 15 ottobre 2018

Ricky Memphis

Giovane, carino e molto coatto

Nome: Riccardo Fortunati
50 anni, 29 Agosto 1968 (Vergine), Roma (Italia)
occhiello
Cos' la filosofia? E' sapere che questo momento non lo rivivrai mai piu'
dal film Immaturi (2011) Ricky Memphis Lorenzo
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Ricky Memphis
Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attore non protagonista per il film La mossa del pinguino di Claudio Amendola



Una nuova miniserie poliziesca per la prima serata di RaiUno.

Caccia all'Ottavo Re di Roma

venerd 14 gennaio 2011 - Edoardo Becattini cinemanews

Caccia all'Ottavo Re di Roma Abbandonando momentaneamente i romanzi popolari e il melodramma seriale che ha garantito il successo degli ultimi prodotti (Terra ribelle, Paura di amare e Rossella), il prime time di RaiUno cambia faccia e propone un ritorno alla tradizione tutta italica del poliziottesco coniugata coi temi sociali pi attuali. Diretta da un virtuoso frequentatore del cinema di genere come Michele Soavi (Dellamorte Dellamore, Arrivederci amore, ciao), Caccia al Re La narcotici il racconto in sei puntate (in onda a partire da domenica 16) della complessa operazione "Caput Mundi": la prima indagine affidata al vicequestore Daniele Piazza, subentrato come dirigente della sezione narcotici in seguito a un grosso scandalo di corruzione. In questo primo incarico, la nuova squadra di Piazza si trover subito ad affrontare l'impero di un importante trafficante, detto l'Ottavo Re di Roma, con il quale Piazza ha un conto in sospeso da lungo tempo.
Ad interpretare il vicequestore stato chiamato il tedesco Gedeon Burkhard, volto molto amato dai telespettatori de Il commissario Rex e di Squadra Speciale Cobra 11, affiancato dagli altri membri della squadra Raffaella Rea, Alina Nedelea, Sergio Friscia, Denis Fasolo e Valentino Campitelli. Del "lato oscuro" fanno parte invece l'Ottavo Re di Roma Stefano Dionisi e i suoi scagnozzi Michele D'Anca, Libero De Rienzo, Ricky Memphis e Bruno Conti. In mezzo alle due opposte fazioni stanno invece i giovani protagonisti della storia, adolescenti irretiti dal pericoloso gioco della droga, che nelle parole degli autori e degli attori sono i veri destinatari di questa nuova produzione. Una produzione in cui l'elemento didattico e civile ha quindi una forte presenza in quanto, come sostiene a gran voce Maurizio Masciopinto, responsabile delle relazioni esterne della Polizia di Stato: "Non vero che il bene non fa ascolto!".

Dopo due film per il cinema, cosa l'ha attratta a tornare alla tv?
Michele Soavi: Mi ha molto affascinato il tema della serie. La sceneggiatura affrontava il mondo della droga tema in modo crudo, realistico, senza falsi buonismi. Si trattava di un lavoro molto accurato, scritto a partire da fatti di cronaca. La droga sempre un tema molto attuale e dare su questo argomento dei messaggi ai giovani un dovere didattico e terapeutico. Il servizio pubblico ha il dovere di fare questo tipo d'informazione, di raccontare qualcosa che ci faccia vedere il riflesso dell'immagine di noi e di come sono e cosa rischiano i nostri figli. Caccia al Re tutto questo, condito da un buon ritmo e da una storia molto avvincente.

C' qualcosa in comune fra Daniele Piazza e i suoi poliziotti precedenti?
Gedeon Burkhard: Sono ruoli sempre pi drammatici, ma non hanno molto in comune fra loro a parte il fatto che sanno come usare un'arma. Il commissario Rex era un po' favola, Cobra 11 pi improntato all'azione. In questa serie invece, il mio personaggio vittima di un tragico destino e ci lo avvicina molto pi degli altri a una persona reale.

Cosa ti ha spinto a diventare l'Ottavo Re di Roma?
Stefano Dionisi: Ho accettato con grande passione perch mi ero divertito molto a lavorare con Michele Soavi per Il sangue dei vinti. I nostri cattivi sono interessanti perch appartengono al mondo criminale di tutti i giorni, ma in fondo sono sempre i soliti cattivi... La parte pi importante della storia senza dubbio quella che coinvolge gli adolescenti e il tema della droga. Finora non si era mai affrontato con una storia cos affascinante e un tale talento di regia il problema dei ragazzi adolescenti che si avvicinano alle droghe.

Come si svolto il lavoro degli sceneggiatori?
Leonardo Fasoli: In effetti, per noi l'obiettivo fondamentale era sviluppare il punto di vista degli adolescenti, cercare di raccontare le cose con un massimo di aderenza alla verit e di rispetto nei confronti dell'argomento. Occorreva prestare attenzione a non criminalizzarlo in maniera troppo facile per non essere troppo superficiali e rischiare di ottenere l'effetto contrario.
Maddalena Ravagli: Era fondamentale non condannare semplicemente l'uso della droga in quanto tale, ma indagare in quale modo e perch gli adolescenti si avvicinano e si integrano al business della cocaina. Non assumere una presa di distanza, ma chiedersi quindi in prima persona come ci comporteremmo se succedesse ai nostri figli. Uno dei grandi problemi attuali proprio l'enorme distanza che c' fra i giovani e i loro genitori.

Cosa ti ha spinto a diventare una poliziotta?
Raffaella Rea: In una fiction di questo tipo il linguaggio con cui si racconta il problema a fare la differenza. Molto spesso notiamo uno scollamento fra materia trattata e storia realizzata, qua invece ho notato fin dalla scrittura una forte aderenza ai problemi della realt. Inoltre, come donna, mi affascinava interpretare una poliziotta che per una volta non mettesse da parte la sua femminilit ma che anzi ne facesse un segno della sua passione e dedizione al lavoro.

Dopo tanti polizieschi, la tua prima volta da cattivo?
Ricky Memphis: S, ma il cattivo meno cattivo di tutti. Livio Vitale s un infame spacciatore che guadagna sulla pelle della gente, ma anche un sognatore, un uomo diabolicamente ingenuo. In questo lavoro vedrete una Roma che molto vicina alla situazione reale. Magari non capita proprio tutti i giorni di incontrare spacciatori come l'Ottavo Re, soprattutto se non te li vai a cercare, per attraverso la storia si percepisce come nella nostra societ in questo momento ci sia una forte aria di criminalit e di perdita dei valori.

Presentato a Roma Immaturi, ultimo film di Paolo Genovese.

Una commedia corale su un incubo ricorrente

mercoled 12 gennaio 2011 - Marianna Cappi cinemanews

Una commedia corale su un incubo ricorrente Medusa cavalca londa degli incassi da sogno della stagione con un titolo che scherza su un incubo rincorrente assai comune. Immaturi, in uscita il 21 gennaio in ben 500 copie, prende infatti le mosse dellipotesi che un gruppo di liceali possa essere costretto a ripetere lesame di maturit a distanza di ventanni, con famiglie e carriere gi avviate o avariate. Il cast, nutritissimo, associa nomi della comicit televisiva, come Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, con nomi della commedia sentimentale (Raoul Bova) ma non solo (ci sono anche Barbora Bobulova e Anita Caprioli, che vengono da un altro cinema, e uno spettacolare Ricky Memphis). Al banco di prova, in un certo senso, anche il regista Paolo Genovese, che ha scritto e diretto senza la consueta spalla di Luca Miniero.

Come nasce lidea del film?
Genovese: Quello di dover ripetere lesame che segna la soglia tra adolescenza e libert un incubo ricorrente che io stesso ho vissuto con terrore alla fine del liceo: avevo paura di trovarmi a vedere i miei amici diventare grandi mentre io restavo indietro, tra i banchi di scuola. Ho chiesto ad un legale: non probabile che avvenga ma verosimile. Se ci fosse nella commissione un professore non realmente laureato, si potrebbe richiedere linvalidazione.

Che ricordo avete del vostro esame di maturit ? Come avete reagito alla richiesta del copione di rifarlo?
Kessisoglu: Io ho fatto una scuola privata di lingue, tedesca, dove le mie orecchie da somaro pesavano ancora di pi, perch era una scuola severa, dove tutti andavano bene. Mi ricordo che mi sono detto per mesi domani comincio a studiare ed finita che ho fatto la classica nottata ed stata unesperienza tragica. Forse per questo che non me lo sono mai risognato.
Bizzarri: Io, come Bova, invece me lo sogno ancora. una delle tante cose che ho in comune con Raoul, oltre allaspetto fisico.
Angiolini: Io quando sono nervosa spesso scoppio in crisi di riso incontrollate. Lho fatto davvero e lho fatto nel film.
Memphis: Io non mi sono diplomato, non ho fatto lesame di maturit, per cui non ho ricordi.
Bova: Io mi sogno la quinta elementare, la terza media e la maturit. Tutto. I miei professori mi scusavano perch nuotavo, per la commissione esterna mi terrorizzava. In realt il mio anno ci fu la commissione interna per cui and bene ma mi rimasta la paura.
Bobulova: Io facevo Giulietta al teatro nazionale della Slovacchia quellestate, per cui con lo stesso monologo me la sono cavata anche allesame.
Caprioli: Prima di girare la scena dellesame ero in macchina con Ambra e ripetevamo le battute. Il vero incubo quando la preparazione c ma la tensione e lansia da prestazione ti fanno dimenticare tutto.
Ranieri: Io non faccio lesame nel film e non ho nemmeno ricordi del mio vero esame, perch da brava ansiosa lho completamente rimosso e se me lo riproponessero davvero mi verrebbe un infarto.
Mattioli: Io a 32 anni ho preso labilitazione magistrale, ormai con i figli, i mutui, i peli. Poi mi arriv davvero una raccomandata che mi invalidava la terza classe.

Quando si diventa maturi?
Angiolini: C tempo, c tempo. Ho corso tutta la vita e adesso ho deciso di rallentare.
Memphis: Non che uno ad un certo punto diventa maturo: nel corso della vita si fanno alcune scelte mature e altre no. Quando sono diventato padre sono dovuto maturare per forza, banale ma vero.
Bova: Bisogna mantenere una piccola dose dimmaturit, per infrangere qualche regola e mantenere il tutto un po meno monotono.
Bobulova: Non lo so, perch tutte le volte che penso di aver fatto o detto una cosa matura c sempre qualcuno che mi viene a dire mamma mia come sei immatura.
Caprioli: Io penso come Ricky che ci sono delle tappe e in ogni tappa si matura un po.
Luisa Ranieri: Io sono cresciuta in fretta, perch ho perso il pap da piccola.
Maurizio Mattioli: Quando ti arriva una telefonata pesante alle sette di sera che ti annuncia una disgrazia in famiglia, la tua vita cambia. A me successo.
Bizzarri: Io non posso rispondere, perch non sono ancora diventato maturo.
Kessisoglu: Per me lincontro con mia moglie e la paternit hanno significato dover provare a spiccare il volo e poi volare pi alto, ma senza perdere la leggerezza, che non vuol dire immaturit ma capacit di saper giocare.

Il film non punta sulla risata facile n sulla facile commozione. Lintento era quello di sperimentare un tono diverso dal solito?
Genovese: Non mi pare un film diverso, ma sicuramente una storia molto sentita, perch anche se non c nulla di autobiografico poi, in fondo, in realt c molto. Non volevo raccontare una generazione bens sei personaggi che appartengono ad una generazione ma non pretendono di rappresentarla.

Gli ingredienti del film pescano dallosservazione della realt ma anche da una serie di altre commedie recenti. Come si svolto il processo di scrittura?
Genovese: Nelle commedie corali scrivo la storia per linee, costruendo prima ogni singola vicenda dallinizio alla fine. Solo dopo cerco di intrecciarle tra loro con equilibrio.

La verosimiglianza del film una scelta o un risultato?
Genovese: Una scelta. La grandezza della commedia proprio quella di riuscire a raccontare la realt da un preciso punto di vista, da unesagerazione, ma pur sempre la realt. Per il personaggio di Ambra, la sessodipendente ossessivo-compulsiva, per esempio, mi sono consultato con una sessuologa. Non volevo rischiare di dire cose non reali.

La scena in discoteca segnala il gap tra le due generazioni a confronto: quasi ventenni e quasi quarantenni. Cos cambiato rispetto a ventanni fa?
Genovese: Quando avevo 20 anni io era molto pi difficile sentirsi grandi prima del tempo, oggi la societ ci permette di farlo, con i social network e tutto quanto.

Ricky Memphis in versione bamboccione esilarante. Com nato il suo personaggio?
Genovese: Mi piaceva lidea di un Memphis quasi intellettuale, secchione, completamente diverso da com nella vita reale.
Memphis: Mi sono trovato bene nel personaggio di Lorenzo, perch anche se non sembra, anche se me ne sono andato presto da casa, sono molto simile a lui caratterialmente: sono un secchione nella vita, non a scuola, perch ci sono andato poco.

Dal film emerge il ritratto di una generazione incompiuta. cos?
Genovese: Quella tra i 35 e i 45 anni una generazione orfana di ideali. I nostri genitori venivano posti dalla Storia davanti a delle scelte forti, ma che consentivano loro di identificarsi con unideologia dominante. Per noi non stato cos.
Bizzarri: Paolo Nori dice che i nostri nonni volevano costruire il mondo, i nostri padri cambiarlo e noi basta che non rompiamo troppo i c Per i ventenni di oggi la prospettiva pi dura, pi seria, ma la nostra generazione proprio quella l, di quelli che basta che non rompano troppo i c

Il film accresce il numero delle tante fortunate commedie corali di questi ultimi anni. Come si spiega?
Genovese: Rispetto a pochi anni fa, nel cinema italiano si innestato un circolo virtuoso, ed perch i prodotti offerti sono molto buoni, se non lo fossero il pubblico li abbandonerebbe. La coralit per non lunica opzione, il film di Checco Zalone, per esempio, un one man show.
Letta: Da qualche anno caduto il pregiudizio sui film italiani, ci sono stati film dautore che hanno ottenuto ottimi risultati sul mercato, la novit positiva il rapporto recuperato tra pubblico e autori e produttori del cinema italiano.

Rimarranno sempre e comunque 9 e mezzo i mesi della loro distribuzione?
Letta: Medusa negli ultimi tre anni ha puntato molto sulla commedia di qualit e i risultati sono soddisfacenti, ma non la nostra unica offerta. Sulla durata della stagione cinematografica continuiamo a lavorare, per scardinare labitudine del cinema italiano a non frequentare le sale destate, ma un lavoro lungo nel quale bisogna credere, bisogna investire e bisogna essere uniti.

Quali impegni allorizzonte?
Kessisoglu e Bizzarri: Per noi Sanremo, "Le Iene" e "Camera Caf"
Angiolini: I pugni in tasca di Bellocchio in teatro.
Memphis: Ho in uscita una serie tv sui narcotici, il film di Abatantuono per Mediaset (Area Paradiso) e Come un delfino, la miniserie di Stefano Reali.
Bova: Come un delfino e Nessuno mi pu giudicare di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi.
Bobulova: Come un delfino e Scialla! di Francesco Bruni, presto al cinema.
Caprioli: Il film di Alice Rohrwacher Corpo celeste.
Ranieri: Mozzarella story, film desordio di Edoardo De Angelis.
Mattioli: Come un delfino e il musical "Rugantino".

Loro

Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 13/09/2018.

Loro 2

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,61)
Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 10/05/2018.

Loro 1

* * * - -
(mymonetro: 3,35)
Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2018. Uscita 24/04/2018.

Sconnessi

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,93)
Un film di Christian Marazziti. Con Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Antonia Liskova.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 22/02/2018.

Ovunque tu sarai

* * * - -
(mymonetro: 3,13)
Un film di Roberto Capucci. Con Cristiana Vaccaro, Francesco Apolloni, Ricky Memphis, Primo Reggiani, Francesco Montanari.
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Genere Commedia, - Italia, Spagna 2017. Uscita 06/04/2017.
Filmografia di Ricky Memphis »
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