Milano Palermo - Il ritorno

Film 2007 | Azione, 95 min.

Regia di Claudio Fragasso. Un film con Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Ricky Memphis, Simone Corrente, Romina Mondello. Cast completo Genere Azione, - Italia, 2007, durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 23 novembre 2007 distribuito da Buena Vista International Italia. - MYmonetro 2,44 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Turi Arcangelo Leofonte, il ragioniere della mafia, dopo aver accettato di collaborare con la giustizia, facendo arrestare quasi tutto il clan Scalia, e aver scontato una pena di undici anni di carcere duro, si prepara ad uscire. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Milano Palermo - Il ritorno ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 4 milioni di euro e 1,3 milioni di euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,44/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA 1,71
PUBBLICO 3,80
CONSIGLIATO NÌ
Il film di mafia e azione in cerca di un forte coinvolgimento emotivo, che finisce per omologarsi ai codici e ai canoni della tv.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 16 novembre 2007
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 16 novembre 2007

Turi Arcangelo Leofonte, il ragioniere della mafia che collaborò con la giustizia facendo arrestare molti componenti del clan Scalia, esce di galera dopo undici anni di detenzione. Rocco Scalia, il figlio del boss morto in carcere, è deciso a vendicare il tradimento di Leofonte e a recuperare il denaro di suo padre. Per raggiungere il suo scopo rapisce il nipote del ragioniere, conducendolo a forza in Sicilia. Ricomposta la squadra del Questore Aggiunto Nino Venanzio, gli agenti intraprenderanno un lungo viaggio verso sud. Sbarcati sull'isola chiuderanno i conti con Scalia e col passato.
Milano Palermo - Il ritorno è un film che scivola nel parassitismo paratelevisivo, omologandosi ai codici e ai canoni della tv. Non perché Claudio Fragasso sia stato sceneggiatore di prodotti per la tv, piuttosto perché i suoi eroi dell'antimafia, tornati sul grande schermo dopo dodici anni dal viaggio di sola andata, sono (troppo) prossimi agli agenti dei "distretti" di polizia, alle squadre mobili e ai nuclei operativi che si fanno concorrenza sulle reti pubbliche e private.
Dopo Petri, Rosi e Damiani il cinema italiano sembra incapace di ricostruire l'epica partendo dalla cronaca. La squadra di Fragasso è un gruppo di brave persone in prima linea, l'ultimo avamposto della legalità contro la criminalità mafiosa. Mai sottoposti alle insidie della violenza e del desiderio, mai collusi con il crimine, gli agenti sono protagonisti di indagini ortodosse che rassicurano il pubblico. Le scansioni del racconto sono classiche: attentato, paura e smarrimento, poi rabbia, tensione e infine reciproca solidarietà, perché in fondo si tratta di un film d'azione in cerca di un forte coinvolgimento emotivo, incentrato su personaggi niente affatto ambivalenti, figuriamoci estremi.
Indossando il vestito del genere (film poliziesco e film di mafia), il film di Fragasso ri-propone il tema della crisi familiare in un'Italia ferita a morte, dove la giustizia vive confinata nella solitudine e assediata dal tradimento, privilegiando le dinamiche interne a discapito del rapporto conflittuale con l'esterno. Nel viaggio da nord a sud la squadra di Venanzio sostiene padre e figlia, proteggendoli dai pericoli esterni e funzionando da catalizzatore dei loro sentimenti e delle loro tensioni.
Il tema della mafia e della famiglia negata, già ampiamente sviscerato nella Piovra, non aggiunge niente alla comprensione del fenomeno. Cascàmi drammatici da operetta, personaggi che si vorrebbero impregnati di problematiche civili, sociali e politiche, set "avvertibili" (si osservi la sequenza del conflitto a fuoco nelle Terme di Montecatini), musiche empatiche, attori ordinari e "teledipendenti" dovrebbero allarmare lo spettatore, inducendolo al sospetto di guardare al cinema un film conforme (nello stile e nella narrazione) alla programmazione Rai. O Mediaset.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Undici anni dopo Palermo-Milano solo andata . Il rag. Leofonte li ha passati in carcere dove, collaboratore di giustizia, ha fatto arrestare molti del clan mafioso Scalìa. Pagato il conto e sotto protezione, si prepara a emigrare all'estero con una nuova identità. Lo scortano ancora due poliziotti, amici per la pelle, intanto avanzati di grado. Il cattivo è lo sfregiato Rocco Scalìa che, imbeccato da una talpa nel Ministero, intende costringere Leofonte a restituire il denaro di suo padre (500 milioni di euro), depositato in vari paradisi fiscali. Tornano al lavoro gli autori dell'altro film: Fragasso regista, Rossella Drudi sceneggiatrice unica (caso raro), Pino Donaggio e la voce di Barbara che canta "Ormai", "Ali", "Poesia". La formula d'azione è la stessa, anzi migliorata con gli stereotipi più a posto di prima. E gli stessi limiti tra cui quello, determinante, di una mafia astratta. Con una differenza: i 3 bambini che fanno da collante alla vicenda. Fragasso definisce il suo "un film di genere puro al 100%". Film d'azione, intende. Perché non poliziesco? Eppure tra i personaggi principali i poliziotti (i "buoni") sono più numerosi dei mafiosi (i "cattivi") e, pur con qualche perdita, sono loro a vincere.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 6 dicembre 2009
Fulvia

Non mi è piaciuta affatto questa seconda parte. Eppure "Palermo-Milano solo andata" mi aveva tanto emozionata! Un far west, tra l'altro con molte contraddizioni, che mi ha lasciata perplessa e delusa. Solo sparatorie, che francamente ho trovato noiosissime...mah...mi aspettavo mille volte di più. Finale molto stupido..dozzinale! Voto 2 stelle con qualche sforzo

lunedì 13 aprile 2009
Elvis shot JFK

Il primo episodio fu a tutti gli effetti un piccolo capolavoro italiano. Questo più che il seguito di quel film sembra una puntata di distretto di polizia. TROPPO SCONTATO ED ESAGERATO.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Castellano
Il Mattino

A più di dieci anni da «Palermo-Milano solo andata», che fu premiato al botteghino per l'originale (per il cinema italiano) contaminazione del mafia movie con il poliziesco d'azione on the road all'americana, esce ora il sequel «Milano-Palermo: il ritorno», giustificato dalla necessità di scortare di nuovo il pentito Leofonte, ma facendo il percorso inverso.

Luca Barnabé
Ciak

Palermo-Milano solo andata (1995) era figlio della Piovra tv, un ibrido tra il poliziesco “all’americana” e il nostro cinema civile, in cui il poliziotto Nino Di Venanzio (Raoul Bova), capo di una scorta in missione, era il chiaro erede del commissario Cattani-Placido. Il pregio maggiore del film era quello di gestire bene l’azione, con i personaggi ridotti all’osso, poco più di un fumetto, e i mafiosi [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

I cinesi copiano prodotti italiani? Milano-Palermo, il ritorno di Claudio Fragasso copia film cinesi. Per età ignaro, il pubblico giovanile accorrerà. Vedrà così Raoul Bova, al quale - in Montecatini - succede di quel che succedeva a Chow Yun-fat, in Hong Kong, vent'anni fa in certi film di John Woo. Che s'ispirava a quel che succedeva a Franco Nero, in Genova, trent'anni fa in certi film di Enzo G. [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

E' sempre confortante quando il cinema italiano ritorna industria astuta. E' quasi esaltante che lo faccia anche con inseguimenti e pistole oltre che con farse e amorazzi adolescenziali. E' però piuttosto deprimente che il sequel di un gioiellino poliziesco come Palermo-Milano solo andata (1995), che dodici anni fa ebbe successo perché fresco e vibrante, risulti ora vecchio e già visto.

Pier Maria Bocchi
Film TV

Ne è passato di tempo da La casa 5. E si rischia sempre di lasciarsi travolgere dai pregiudizi. Ma in mezzo a tanta televisione argentiana e avatiana, questa di Fragasso, tutta derivativa, mimetica, matematica, tronfissima e qua e là truzzissima, fa meno male. Non serve alcun confronto con le serie tv di riferimento: ormai sappiamo in quale realtà viviamo, quale sia il baratto mediatico della contemporaneit [...] Vai alla recensione »

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