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sabato 27 agosto 2016

Barbora Bobulova

Barbora Sacra

42 anni, 29 Aprile 1974 (Toro), Martin (Slovacchia)
occhiello
non è importante dove arrivi ma quello che provi mentre vai
dal film Immaturi (2011) Barbora Bobulova è Luisa
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Barbora Bobulova
David di Donatello 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Anime nere di Francesco Munzi

David di Donatello 2012
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Scialla! (Stai sereno) di Francesco Bruni

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Scialla! (Stai sereno) di Francesco Bruni

David di Donatello 2011
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La bellezza del somaro di Sergio Castellitto

David di Donatello 2005
Premio miglior attrice per il film Cuore sacro di Ferzan Ozpetek



Francesco Bruni, l'esordio da regista con Scialla!

Dalla regia occulta della sceneggiatura alla sbornia emotiva del set

martedì 2 agosto 2011 - Marianna Cappi cinemanews

Dalla regia occulta della sceneggiatura alla sbornia emotiva del set Diceva Calvino che “la fantasia è come la marmellata: bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane”. Ebbene, della solidità di quel pane rispetto alla fantasia di alcuni bravi registi italiani, ma anche del buon gusto della marmellata, si è occupato spesso Francesco Bruni, sceneggiatore di tutti i film di Paolo Virzì, delle commedie di Ficarra e Picone, degli esordi di Mimmo Calopresti, della fortunatissima vita sul piccolo schermo del Commissario Montalbano, e altro ancora. Con Scialla! (Stai sereno), Bruni balla da solo, per la prima volta, e non archivia il file dopo aver apposto la parola fine sul copione ma si alza dalla scrivania e va dietro la macchina da presa per girare un film, il suo film. Storia di Luca, alunno ribelle, e di Bruno, professore malinconico, che si trovano costretti ad una convivenza forzata che aprirà a ciascuno la misteriosa esistenza dell’altro, Scialla! è in concorso nella sezione Controcampo Italiano del prossimo imminente Festival di Venezia. Nel cast, il giovane esordiente Filippo Scicchitano con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Vinicio Marchioni.

Presentato a Roma Immaturi, ultimo film di Paolo Genovese.

Una commedia corale su un incubo ricorrente

mercoledì 12 gennaio 2011 - Marianna Cappi cinemanews

Una commedia corale su un incubo ricorrente Medusa cavalca l’onda degli incassi da sogno della stagione con un titolo che scherza su un incubo rincorrente assai comune. Immaturi, in uscita il 21 gennaio in ben 500 copie, prende infatti le mosse dell’ipotesi che un gruppo di liceali possa essere costretto a ripetere l’esame di maturità a distanza di vent’anni, con famiglie e carriere già avviate o avariate. Il cast, nutritissimo, associa nomi della comicità televisiva, come Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, con nomi della commedia sentimentale (Raoul Bova) ma non solo (ci sono anche Barbora Bobulova e Anita Caprioli, che vengono da un altro cinema, e uno spettacolare Ricky Memphis). Al banco di prova, in un certo senso, anche il regista Paolo Genovese, che ha scritto e diretto senza la consueta spalla di Luca Miniero.

Come nasce l’idea del film?
Genovese: Quello di dover ripetere l’esame che segna la soglia tra adolescenza e libertà è un incubo ricorrente che io stesso ho vissuto con terrore alla fine del liceo: avevo paura di trovarmi a vedere i miei amici diventare grandi mentre io restavo indietro, tra i banchi di scuola. Ho chiesto ad un legale: non è probabile che avvenga ma è verosimile. Se ci fosse nella commissione un professore non realmente laureato, si potrebbe richiedere l’invalidazione.

Che ricordo avete del vostro esame di maturità ? Come avete reagito alla richiesta del copione di rifarlo?
Kessisoglu: Io ho fatto una scuola privata di lingue, tedesca, dove le mie orecchie da somaro pesavano ancora di più, perché era una scuola severa, dove tutti andavano bene. Mi ricordo che mi sono detto per mesi “domani comincio a studiare” ed è finita che ho fatto la classica nottata ed è stata un’esperienza tragica. Forse è per questo che non me lo sono mai risognato.
Bizzarri: Io, come Bova, invece me lo sogno ancora. È una delle tante cose che ho in comune con Raoul, oltre all’aspetto fisico.
Angiolini: Io quando sono nervosa spesso scoppio in crisi di riso incontrollate. L’ho fatto davvero e l’ho fatto nel film.
Memphis: Io non mi sono diplomato, non ho fatto l’esame di maturità, per cui non ho ricordi.
Bova: Io mi sogno la quinta elementare, la terza media e la maturità. Tutto. I miei professori mi scusavano perché nuotavo, però la commissione esterna mi terrorizzava. In realtà il mio anno ci fu la commissione interna per cui andò bene ma mi è rimasta la paura.
Bobulova: Io facevo Giulietta al teatro nazionale della Slovacchia quell’estate, per cui con lo stesso monologo me la sono cavata anche all’esame.
Caprioli: Prima di girare la scena dell’esame ero in macchina con Ambra e ripetevamo le battute. Il vero incubo è quando la preparazione c’è ma la tensione e l’ansia da prestazione ti fanno dimenticare tutto.
Ranieri: Io non faccio l’esame nel film e non ho nemmeno ricordi del mio vero esame, perché da brava ansiosa l’ho completamente rimosso e se me lo riproponessero davvero mi verrebbe un infarto.
Mattioli: Io a 32 anni ho preso l’abilitazione magistrale, ormai con i figli, i mutui, i peli. Poi mi arrivò davvero una raccomandata che mi invalidava la terza classe.

Quando si diventa maturi?
Angiolini: C’è tempo, c’è tempo. Ho corso tutta la vita e adesso ho deciso di rallentare.
Memphis: Non è che uno ad un certo punto diventa maturo: nel corso della vita si fanno alcune scelte mature e altre no. Quando sono diventato padre sono dovuto maturare per forza, è banale ma è vero.
Bova: Bisogna mantenere una piccola dose d’immaturità, per infrangere qualche regola e mantenere il tutto un po’ meno monotono.
Bobulova: Non lo so, perché tutte le volte che penso di aver fatto o detto una cosa matura c’è sempre qualcuno che mi viene a dire “mamma mia come sei immatura”.
Caprioli: Io penso come Ricky che ci sono delle tappe e in ogni tappa si matura un po’.
Luisa Ranieri: Io sono cresciuta in fretta, perché ho perso il papà da piccola.
Maurizio Mattioli: Quando ti arriva una telefonata pesante alle sette di sera che ti annuncia una disgrazia in famiglia, la tua vita cambia. A me è successo.
Bizzarri: Io non posso rispondere, perché non sono ancora diventato maturo.
Kessisoglu: Per me l’incontro con mia moglie e la paternità hanno significato dover provare a spiccare il volo e poi volare più alto, ma senza perdere la leggerezza, che non vuol dire immaturità ma capacità di saper giocare.

Il film non punta sulla risata facile né sulla facile commozione. L’intento era quello di sperimentare un tono diverso dal solito?
Genovese: Non mi pare un film “diverso”, ma è sicuramente una storia molto sentita, perché anche se non c’è nulla di autobiografico poi, in fondo, in realtà c’è molto. Non volevo raccontare una generazione bensì sei personaggi che appartengono ad una generazione ma non pretendono di rappresentarla.

Gli ingredienti del film pescano dall’osservazione della realtà ma anche da una serie di altre commedie recenti. Come si è svolto il processo di scrittura?
Genovese: Nelle commedie corali scrivo la storia per linee, costruendo prima ogni singola vicenda dall’inizio alla fine. Solo dopo cerco di intrecciarle tra loro con equilibrio.

La verosimiglianza del film è una scelta o un risultato?
Genovese: Una scelta. La grandezza della commedia è proprio quella di riuscire a raccontare la realtà da un preciso punto di vista, da un’esagerazione, ma pur sempre la realtà. Per il personaggio di Ambra, la sessodipendente ossessivo-compulsiva, per esempio, mi sono consultato con una sessuologa. Non volevo rischiare di dire cose non reali.

La scena in discoteca segnala il gap tra le due generazioni a confronto: quasi ventenni e quasi quarantenni. Cos’è cambiato rispetto a vent’anni fa?
Genovese: Quando avevo 20 anni io era molto più difficile sentirsi grandi prima del tempo, oggi la società ci permette di farlo, con i social network e tutto quanto.

Ricky Memphis in versione bamboccione è esilarante. Com’è nato il suo personaggio?
Genovese: Mi piaceva l’idea di un Memphis quasi intellettuale, secchione, completamente diverso da com’è nella vita reale.
Memphis: Mi sono trovato bene nel personaggio di Lorenzo, perché anche se non sembra, anche se me ne sono andato presto da casa, sono molto simile a lui caratterialmente: sono un secchione nella vita, non a scuola, perché ci sono andato poco.

Dal film emerge il ritratto di una generazione incompiuta. È così?
Genovese: Quella tra i 35 e i 45 anni è una generazione orfana di ideali. I nostri genitori venivano posti dalla Storia davanti a delle scelte forti, ma che consentivano loro di identificarsi con un’ideologia dominante. Per noi non è stato così.
Bizzarri: Paolo Nori dice che i nostri nonni volevano costruire il mondo, i nostri padri cambiarlo e noi basta che non rompiamo troppo i c… Per i ventenni di oggi la prospettiva è più dura, più seria, ma la nostra generazione è proprio quella lì, di quelli che basta che non rompano troppo i c…

Il film accresce il numero delle tante fortunate commedie corali di questi ultimi anni. Come si spiega?
Genovese: Rispetto a pochi anni fa, nel cinema italiano si è innestato un circolo virtuoso, ed è perché i prodotti offerti sono molto buoni, se non lo fossero il pubblico li abbandonerebbe. La coralità però non è l’unica opzione, il film di Checco Zalone, per esempio, è un one man show.
Letta: Da qualche anno è caduto il pregiudizio sui film italiani, ci sono stati film “d’autore” che hanno ottenuto ottimi risultati sul mercato, la novità positiva è il rapporto recuperato tra pubblico e autori e produttori del cinema italiano.

Rimarranno sempre e comunque 9 e mezzo i mesi della loro distribuzione?
Letta: Medusa negli ultimi tre anni ha puntato molto sulla commedia “di qualità” e i risultati sono soddisfacenti, ma non è la nostra unica offerta. Sulla durata della stagione cinematografica continuiamo a lavorare, per scardinare l’abitudine del cinema italiano a non frequentare le sale d’estate, ma è un lavoro lungo nel quale bisogna credere, bisogna investire e bisogna essere uniti.

Quali impegni all’orizzonte?
Kessisoglu e Bizzarri: Per noi Sanremo, "Le Iene" e "Camera Cafè"
Angiolini: “I pugni in tasca” di Bellocchio in teatro.
Memphis: Ho in uscita una serie tv sui narcotici, il film di Abatantuono per Mediaset (Area Paradiso) e Come un delfino, la miniserie di Stefano Reali.
Bova: Come un delfino e Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi.
Bobulova: Come un delfino e Scialla! di Francesco Bruni, presto al cinema.
Caprioli: Il film di Alice Rohrwacher Corpo celeste.
Ranieri: Mozzarella story, film d’esordio di Edoardo De Angelis.
Mattioli: Come un delfino e il musical "Rugantino".

Intrattenimento e attualità nella nuova pellicola di Claudio Fragasso.

Le ultime 56 ore: Verità all'uranio

giovedì 29 aprile 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Le ultime 56 ore: Verità all'uranio Dopo aver affrontato il viaggio di ritorno dal nord al sud Italia della scorta capitanata da Raoul Bova, Claudio Fragasso resta in Sicilia e si dedica ad un altro capitolo del suo cinema di genere innamorato dell'attualità. Partendo da un soggetto fortemente voluto dalla compagna di vita e di idee Rossella Drudi, Fragasso realizza un film ritmato dall'azione e improntato al problema delle varie “sindromi” che hanno colpito vari militari in seguito alle loro missioni. Sindromi che lo stesso governo ha poi riconosciuto essere malattie e mutazioni cancerogene contratte dal contatto con l'uranio impoverito. Le ultime 56 ore presenta così due personaggi e i loro personali percorsi di ribellione: da una parte il vicequestore Manfredi (Luca Lionello), negoziatore esperto quanto poco incline alle regole e ai protocolli, dall'altra il colonnello Moresco (Gianmarco Tognazzi), militare pluridecorato coinvolto in una personale battaglia per far emergere la verità sui miasmi respirati nelle operazioni belliche.
L'argomento è controverso e già non manca di suscitare polemiche e contrasti riguardo le verità sull'uso delle armi da parte dell'esercito nelle missioni degli ultimi dieci anni. Quel che è certo è che questo connubio di “cinema di genere civile” ha ricevuto l'approvazione sia del Ministero dei Beni Culturali che di quello della Difesa.

Barbora Bobulova e Shirley McLaine protagoniste.

Coco Chanel: una miniserie sulla rivoluzionaria stilista

giovedì 2 ottobre 2008 - Lisa Meacci cinemanews

Coco Chanel: una miniserie sulla rivoluzionaria stilista Arriva su Raiuno in prima serata (ore 21:10) Coco Chanel, una miniserie in due serate sulla storia della mitica stilista francese. Si preannuncia come la prossima fiction evento, calcolando il grande successo già avuto negli States (si raccontano cifre intorno ai 24 milioni di spettatori sulla tv cavo Lifetime) e tenendo presente che si tratta di un progetto internazionale: è una coproduzione italiana (Rai e Lux Vide), francese (Pampa e Fr2) e americana (Alchemy e Lifetime).
Ad interpretare questa icona della moda, e non solo, sono state scelte l'attrice slovacca Barbora Bobulova e l'attrice americana Shirley MacLaine (premio Oscar per Voglia di tenerezza), rispettivamente nel ruolo della giovane e dell'anziana Chanel. Nel cast c'è anche Malcom McDowell, protagonista del memorabile Arancia meccanica, che vestirà i panni di Arthur "Boy" Chapel, infelice amore di Coco.

Anime nere

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,74)
Un film di Francesco Munzi. Con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova, Anna Ferruzzo.
continua»

Genere Drammatico, - Italia, Francia 2014. Uscita 18/09/2014.

I nostri ragazzi

* * * - -
(mymonetro: 3,01)
Un film di Ivano De Matteo. Con Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2014. Uscita 05/09/2014.

Il mondo fino in fondo

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,49)
Un film di Alessandro Lunardelli. Con Luca Marinelli, Filippo Scicchitano, Barbora Bobulova, Camilla Filippi, Cesare Serra.
continua»

Genere Commedia drammatica, - Italia 2013. Uscita 30/04/2014.

Una piccola impresa meridionale

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,82)
Un film di Rocco Papaleo. Con Riccardo Scamarcio, Barbora Bobulova, Rocco Papaleo, Sarah Felberbaum, Claudia Potenza.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2012. Uscita 17/10/2013.

Gli equilibristi

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,92)
Un film di Ivano De Matteo. Con Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Grazia Schiavo.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2012. Uscita 14/09/2012.
Filmografia di Barbora Bobulova »
Anime nere (2014) I nostri ragazzi (2014)
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