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Figlia di un medico torinese e di una donna irlandese, dalla quale prende i suoi fantastici occhi verdi, Lisa Gastoni è stata una delle migliori attrici del cinema italiano, che purtroppo non ha avuto la fortuna che avrebbe meritato. Nel dopoguerra si trasferisce a Londra, dove lavora come fotomodella, in teatro, nel cinema (il suo primo film è They Who Dare, di Lewis Milestone, 1953) e in televisione. La bellissima Lisa, che ad un corpo decisamente formoso unisce un volto indiscutibilmente erotico, con costanza e determinazione, riesce a raggiungere persino qualche ruolo primario in film di discreto successo. Nel 1961 l'attrice sposa un professore di fisica di grande valore, Constatine Manos, ma il matrimonio ha breve durata. Il cinema italiano la scopre verso la fine degli anni '50, ma nei primi anni gli offre solo opportunità molto deludenti. Partecipa anche a qualche film di fantascienza col nome d'arte di Jane Fate. Conosce, in questo periodo, Joseph Fryd, un produttore d'incerta nazionalità che distribuisce in America film realizzati in Italia. Lisa e Joe simpatizzano, nonostante l'uomo abbia già passato i sessanta anni d'età. Il legame tra i due si consolida e, dopo il film Uomo che ride (1966), dove interpreta Lucrezia Borgia, le viene proposta la parte di protagonista nel film Svegliati ed uccidi (1966) di Carlo Lizzani. Un successo oltre le previsioni, e gran parte del merito è proprio della Gastoni che riesce a costruire un personaggio dalle molte sfaccettature: prostituta e moglie fedele, banale ragazza di dancing e donna divorata dall'angoscia. Per questo film la Gastoni ottiene un meritatissimo Nastro d'argento. Alla sua bravura si aggiunga la bellezza particolare, spregiudicata e raffinata allo stesso tempo. Il cinema italiano di quel periodo si trova senza attrici-dive. Quelle poche che riscuotono un certo successo si orientano verso il genere comico o boccaccesco. Lisa è l'unica, sul mercato, a poter reggere ruoli drammatici. Ha la fortuna di indovinare subito un altro paio di ruoli giusti: quello di Grazie zia (1968) e de I sette fratelli Cervi (1968). Grazie zia, in particolare, la lancia come sex-symbol del cinema italiano. Nel decennio successivo appare sempre più raramente sullo schermo ma da un'eccellente prova impersonando Claretta Setacci nel film Mussolini: ultimo atto (1974), di Carlo Lizzani. Verso la fine degli anni '70 decide di abbandonare la carriera d'attrice senza nessun rimpianto, per dedicarsi alla pittura e alla scrittura.
Nastri d'Argento 1975
David di Donatello 1968
Nastri d'Argento 1967
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Genere Commedia, - Italia 2006. Uscita 13/04/2007. |
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Grazie, zia
Genere Drammatico, - Italia 1968. |
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Scandalo
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Genere Drammatico, - Italia 1976. |
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