Cuore sacro

Film 2005 | Drammatico

Regia di Ferzan Ozpetek. Un film con Barbora Bobulova, Andrea Di Stefano, Lisa Gastoni, Caterina Vertova, Massimo Poggio. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2005, Uscita cinema venerdì 25 febbraio 2005 - MYmonetro 2,40 su 88 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Fiacco, insostenibile il ritmo del film: sopravvivere alla parte centrale metterebbe a dura prova un monaco zen al più alto grado di imperturbabilità. Ha vinto 2 David di Donatello. In Italia al Box Office Cuore sacro ha incassato 3,2 milioni di euro .

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Consigliato nì!
2,40/5
MYMOVIES 1,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,61
CONSIGLIATO NÌ
Un film sul 'sacro' che è in ognuno di noi.
Recensione di Andrea Chirichelli
Recensione di Andrea Chirichelli

"I poveri sono poveri e a noi dispiace, ma che possiamo farci?"
Così chiosava, in maniera cinica ma realistica, Anthony Hopkins in Casa Howard di James Ivory. Parecchi lustri dopo, il regista più (positivamente) costante degli ultimi anni, prova a dare una risposta molto personale al problema che affligge l'umanità dai suoi albori: il divario tra i ricchi ed i poveri. Il problema resta, come ovvio irrisolto, e, ahimè, il trend positivo di Ozpetek s'interrompe bruscamente. Cuore Sacro, è infatti il peggior film del regista turco, una pellicola affossata da uno script troppo confuso, realizzata in maniera frettolosa e dalla morale finale ampiamente discutibile.
I difetti oggettivi del film sono tutti formali. La messa in scena è barocca e sfarzosa, ha delle belle trovate stilistiche, che ammiccano dichiaratamente al portato religioso che Ozpetek, generalmente sensibile, inserisce in tutte le sue realizzazioni, ma appaiono meri esercizi retorici, privi di spessore etico e morale.
Gli attori sono pessimi. La Bobulova si muove sulla scena con la grazia di un cetaceo spiaggiato ed agonizzante, la giovane Comencini è un monumento vivente all'insopportabilità, mentre gli altri personaggi, sono mere comparse e spariscono di fronte alla sistematica presenza in scena della protagonista che invade silenziosamente ogni ripresa, ogni inquadratura.
Fiacco, insostenibile il ritmo del film: sopravvivere alla parte centrale metterebbe a dura prova un monaco zen al più alto grado di imperturbabilità, con la musica di Guerra che sottolinea ogni passaggio con fare tronfio e rimbombante e la macchina da presa che indugia senza pietà sul bel volto della Bobulova senza un motivo apparente, se non quello di cogliere l'assoluta vacuità delle sue espressioni. I personaggi vanno e vengono, non c'è un minimo di approfondimento, sono presi e buttati via. La climax francescana che è posta come prefinale appare banale e ridondante e il discorso del prete (la Chiesa ne esce a pezzi, e questo è l'unico punto condivisibile) è un campionario di luoghi comuni. Atroce infine il "colpo di scena finale", con tanto di reincarnazione... Qui finisce l'elenco delle storture della pellicola, già bastanti a decretare un pollice verso senza se e senza ma.
Sicuramente non era intenzione del regista approntare un quadro documentaristico o credibile dell'intera vicenda, ma la coltre di noia che avvolge Cuore Sacro, la sua totale incapacità di emozionare, lo scarso appeal dei personaggi, porta a considerare l'opera un poderoso passo falso.
C'è poco da fare: i sensi di colpa borghesi sono irritanti e le loro analisi non portano a nulla, quindi perché insistere?

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CUORE SACRO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 25 gennaio 2011
bob dylon

E' uno dei film più belli che abbia mai visto. Il regista si è dimostrato un profondo conoscitore delle verità teologiche e ha saputo renderle direttamente accessibili alle emozioni. La vicenda tratta del graduale disvelamento della Verità, dalla realtà fattuale (il primo cuore) a quella soprannaturale (il secondo cuore, quello sacro), mediante la kenosys totale di sé e l'unione mistica con il prossimo [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 giugno 2011
Pan....

cuore sacro resterà per sempre uno dei film più belli che abbia mai visto in assoluto. ho conosciuto così Ozpetek e da allora non mi sono persa alcuna sua pellicola. devo dire che i tempi, i personaggi, la recitazione, i dialoghi, la scelta delle musiche e dei contesti sono propri di un'intelligenza mista a profondità che caratterizza il regista in ogni sua opera.

giovedì 3 febbraio 2011
radiohernandez

Quando si affrontano temi religiosi non vengono fuori solo dei film eccezionali (come "L'ora di religione" ad es.) o delle opere incompiute. Ci sono anche dei film intensi come questo che, senza offendere nessuno, riescono a non farci dimenticare i valori cristiani che hanno determinato e continuano a determinare le scelte [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 novembre 2011
Edilio Mentigazza

Sulla validità artistica della regia e della recitazione, non ho abbastanza esperienza da commentarla. Posso solo dire che il film mi è interessato solo fino a quando non si è voluto dimostrare che la carità è il solo rimedio alla povertà. Esprimo quindi le mie idee su come mi piacerebbe fosse la società in cui vivo, ponendo una domanda forse provocatoria: & [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 gennaio 2015
Raymond Brooks

Un'opera d'arte da conservare nella teca di cristallo di chi ha un "cuore sacro". Tutto funziona, storia e forma in un commovente intreccio. Attori impeccabili (e Barbora Bobulova ricorda Irène Jacob di "Film Rosso", ed è magnifica). Evocativo, poetico, autenticamente evangelico. Francesca D'assisi, perdona chi è cieco.

sabato 5 marzo 2016
g_andrini

La prima parte è profonda e piacevole, direi che le protagoniste femminili sono egregie. E' una buona pellicola nel complesso, un po' lunga nella durata, ma basta una piccola pausa tra i due tempi. 

lunedì 29 aprile 2013
aurora6

Ferzan Özpetek è un regista che mi piace molto è così giovane e i suoi films trattano argomenti attuali  ho visto : le fate ignoranti,del 2001,la finestra di fronte del 2003, cuore sacro,del 2005,li ho trovati assolutamente positivi,intelligenti,per me sono capolavori, se la televisione li rifacesse li guarderei molto volentieri,non possiedo il registratore e non posso [...] Vai alla recensione »

martedì 27 aprile 2010
giancojazz

Ho letto un po' di messaggi e la recenione di Andrea Chirichelli e credo sia sfuggito un passaggio essenziale per capire il significato del film, che sarà anche noioso e baroccheggiante, ma quando Chirichelli scrive che la Chiesa ne esce a pezzi dimostra evidentemente che gli sfugge il fatto che il prete ha ragione ed il film vuole aprire una riflessione sul delirio autodistruttivo della [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 febbraio 2012
toty bottalla

E' un film che andava affidato ad attori veri, la trama e le situazioni all'interno di essa sono fuori dalle capacità del cast scelto, la BUBULOVA mi piace molto, certo,...ma per altri motivi! Saluti.

lunedì 28 febbraio 2011
Lady Libro

Uno dei film più brutti che io abbia mai visto. Noiosissimo, privo di senso e senza alcun filo logico. Ozpetek ha fatto sicuramente di meglio.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Il leggero senso di stordimento che si prova in quelle stradine romane a cui fanno ombra i giganteschi palazzi nobiliari, luoghi visitati dal nuovo film di Ferzan Ozpetek, Cuore Sacro, fa parte di un viaggio nel tempo. Per tutta la prima parte del film infatti si accumulano indizi di cinema che proprio in quei luoghi prendevano forma e sono rimasti come ectoplasmi: i film degli storici cineclub romani. [...] Vai alla recensione »

Giacomo Vallati
Avvenire

La nostalgia di Dio. Non la chiama così; anzi non la chiama affatto: ci gira attorno senza nemmeno nominarla. Ma tutto quello che dice – col suo film, con le parole stesse che usa per descriverlo – sempre a quello torna. Alla nostalgia di Dio. «Da anni sentivo l’esigenza di questo film – confida Ferzan Ozpetek – soprattutto da quando ho perso tanti amici, e da quando ho visto tanta nuova povertà attorno [...] Vai alla recensione »

Oscar Cosulich
Il Mattino

In una bella casa, la cameriera sta mettendo a punto gli ultimi preparativi per la cena, quando arrivano i coniugi cui il banchetto è riservato e la congedano affabilmente. Sembra l'inizio di una serata romantica, ma è solo il preludio al suicidio dei due, che scopriamo essere titolari di un'azienda appena rilevata dalla società immobiliare gestita da Irene Ravelli, cioè la loro più cara amica, insieme [...] Vai alla recensione »

Antonio Valenzi
L'Indipendente

Miglior film italiano della stagione (se si eccettua il bel docufilm Come inguaiammo il cinema italiano di Ciprì e Maresco) Cuore sacro è l’ultima fatica di Ferzan Ozpetek. Come in una stampa tridimensionale, lo sguardo del regista italo-turco si concentra sul mondo circostante aprendo il sipario sull’“altra realtà”, quella di tormenti e sentimenti confusi nel substrato di una quotidianità attraversata [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Una volta, molti decenni fa, sopratutto ma non solo nel cinema hollywoodiano c’era una sorta di genere al quale era concesso tutto, sia narrativamente che stilisticamente. Si chiamavano “women’s films” e il genere in realtà era il mélo, ma a differenza di altri melodrammi questi si buttavano a capofitto nella psiche femminile, esaltandone gli eccessi, materializzandone i desideri e gli incubi, mettendo [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Rossellini o Matarazzo? Forse entrambi, e non è detto che siano in contraddizione. Il turco Ferzan Ozpetek è forse l’unico regista italiano che lavori sulla memoria storica del nostro cinema. Basterebbe, a conferma, la scelta di due attrici come Lisa Gastoni ed Erika Blanc per interpretare le zie di Barbora Bobulova in Cuore sacro, il film che esce oggi nei cinema.

Stella Pende
Panorama

Ho rubato Cuore sacro. E non me ne pento, tanto più che il furto l’ho tatto al dio regista Ferzan Ozpetek. A lui che difende la sua ultima creatura come una tigre, che sta li chiuso da un mese a umana, lucidarla e spolverarla per il grande debutto del 25 febbraio. Allora la faccenda si fa più seria. Molto più seria. Cuore sacro l’ho visto seminando affamati cacciatori di prime, uffici stampa inquieti, [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Il mistero, l’amore per gli altri che si identifica con il sacro, la «follia della croce». Temi alti che Ferzan Ozpetek, una delle voci ormai più prestigiose del nostro cinema, si fa ispirare a tal segno da «Europa ’51» da non esitare a chiamare la sua protagonista Irene come quella cui, nel grande film di Rossellini, dava indimenticabile volto Ingrid Bergman.

Federica Lamberti Zanardi
La Repubblica

Ero in metropolitana, saranno state le undici di sera. Ho visto una signora di una sessantina d’anni, seduta con la testa china. Si capiva che era sfinita dalla stanchezza. Forse tornava a casa dal lavoro. La sua fragilità mi ha stretto il cuore. Ma perché una donna così anziana deve ancora lavorare, ammazzarsi di fatica, invece di stare a casa sua al caldo?».

Dario Zonta
L'Unità

«Da anni mi pongo tante domande: il senso della vita, le persone che muoiono dove vanno a finire, se tutto finisce qui oppure no… Non sono domande religiose, riguardano tutti gli uomini di qualsiasi fede. È il dolore che si prova quando si perde un amico o un'amica, come è successo a me quest'anno. E nella disperazione cerco un segno da qualche parte: nel vento, in uno sguardo».

Monica Capuani
L'Espresso

Spirituale. Allusivo. Provocatorio. Cuore sacro, il nuovo film di Ferzan Ozpetek nelle sale da venerdì 25, affronta di petto il tema della nuova povertà del ceto medio e della sempre più estrema e arrogante ricchezza della classe imprenditoriale, l'amara sorpresa prodotta dal modello capitalista che si è imposto in questi anni. Irene Ravelli è a capo, insieme a una zia (una fantastica Lisa Gastoni), [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Con le migliori intenzioni. E anche con un prezioso imprinting cinéfilo, una fotografia eccellente e una grande sensibilità di scrittura cinematografica. Ma «Cuore sacro» finisce con l'autodistruggersi per la clamorosa ingenuità con la quale vengono via via spiattellati il suo accorato messaggio, la sua ansia redentoristica, il suo thrilling più mistico che francescano.

Roberta Bottari
Il Messaggero

Cuore Sacro , ultimo film di Ferzan Ozpetek, dopo opere come La finestra di fronte e Le fate ignoranti , sarà nei cinema da domani. Attraverso la storia della crisi di identità di una donna, la pellicola di Ozpetek tocca anche altri temi, come la solidarietà, la povertà, il sacro, la morte. Il film, prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli, è stato scritto da Ozpetek e Romoli.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Nel film di Ozpetek i luoghi contano a volte più delle persone. Sono le case, i muri, le strade che custodiscono le memorie e raccontano le storie. Ma le storie più belle, lo sappiamo, non sempre sono immediatamente comprensibili. Talvolta, come nei sogni, parlano una lingua misteriosa o alludono a fatti e sentimenti che non sappiamo riconoscere. Dal Bagno turco a La finestra di fronte , Ozpetek racconta [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Ci voleva un regista turco per raccontare in un film italiano una crisi di coscienza, una ricerca di fede, una conversione all'altruismo. «Cuore Sacro» di Ferzan Ozpetek non è il Sacro Cuore, o almeno il film offre un'altra definizione: «La signora credeva che ciascuno di noi ha due cuori. Diceva sempre però che uno dei cuori eclissa l'altro... ma se ognuno di noi riuscisse, anche per un solo istante, [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Ci sono almeno tre film dentro Cuore sacro. Il primo è il film ideale, che merita rispetto, in quanto nasce dalla sincerità e dall’urgenza di autore e di uomo: raccontare, qui e ora, la società rimossa, quella della povertà e dell’esclusione. Una scelta che si traduce in una serie di immagini, chiare ed essenziali, che abbinano denuncia a pudore (tocco perfetto, ad esempio, quello della donna che alla [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

E' una storia di fantasmi Cuore sacro di Ferzan Ozpetek, film tutto costruito su un sistema di dualità (la protagonista ha due zie, incontra due uomini, si muove in due luoghi opposti), come afferma lo stesso regista, ma soprattutto su una coppia di spettri: fantasmi benefici, capaci di trasformare la vita della rampante Irene. L'uno, antico, è quello della madre, di cui la donna scopre illeggibili [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attrice
David di Donatello
2005
winner
miglior scenogr.
David di Donatello
2005
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