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![]() Ti stai facendo pippe esistenziali.Vuoi farti una scopata? Fattela.
dal film Saturno contro (2006)
Pierfrancesco Favino è Davide
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Siamo rimasti stupiti nel vederlo in un ruolo così oscuro. Lui che di solito è sempre sorridente, un po' impacciato, ma molto sicuro, ha vestito i panni più positivi dell'italiano medio. E dopo aver inscenato performance degne di lode, Placido decide di sporcargli gli abiti di sangue e sudore, di mettergli in bocca le urla della ribellione sociale e la sussurrata ambizione. Piefrancesco Favino indossa così il suo ruolo più bello, quello di un'ombra che sta dietro a una mano che vuole afferrare Roma nella sua morsa di terrore e di delinquenza. E scrive il primo capitolo di un romanzo criminale che ha fatto applaudire critica e pubblico. È un mostro del nostro cinema.Aprite gli occhi…
Formazione e anni giovanili a teatro, televisione e cinema
Dopo essersi diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, segue qualche corso di perfezionamento diretto da Luca Ronconi e una manciata di seminari di recitazione che lo porteranno a teatro diretto da Luigi Proietti ne "Il dramma della gelosia", seguito da "Verso Pee Gynt", "Quel pasticciaccio brutto…", "Davila Roa" e "I Fratelli Karamazov", tutti per la regia di Ronconi. Passa poi alla televisione interpretando il film tv Una questione privata (1991) di Alberto Negrin, con Luca Zingaretti. Poi, entra nel cast della serie tv italiana Amico mio (1993) di Paolo Poeti (e nel suo seguito) nel ruolo di Giuseppe "Beppe" Vanni.
L'esordio cinematografico avviene nel 1995, quando Lino Capolicchio lo inserisce nel film Pugili, con Antonella Attili. Da quel momento in poi comincerà a recitare per diversi registi, molti dei quali anche alla loro opera prima. Per Stefano Reali interpreta In barca a vela contromano (1997), passa poi al cinema d'autore di Marco Bellocchio con Il principe di Homburg (1997). Recita perfino in un film tv americano Bonanno: A Godfather's Story (1999) di Michel Poulette, accanto a Martin Landau.
Ricky Tognazzi lo sceglie per I giudici – Vittime eccellenti (1999), poi passa alla fiction, quella religiosa, entrando nel cast di Padre Pio (2000) di Carlo Carlei, che vede Sergio Castellitto nei panni del frate con le stigmate.
Anni del successo ed esordio in America
Dopo essere entrato nel cast de La carbonara (2000) di Luigi Magni, sceglie L'ultimo bacio (2000) di Gabriele Muccino, nella parte, quasi invisibile (ma non troppo) di un amico di Stefano Accorsi che vede nel matrimonio e nell'unione duratura di un uomo e di una donna una ribellione al conformismo di oggi. Seppur brevissima, la sua recitazione è intensa e illuminante. Bersagliere nella miniserie tv Cuore (2001), reindossa i panni del soldato nel bellico El Alamein (2002) di Enzo Monteleone. Il ruolo del padovano sergente Rizzo, fra noia, mancanza d'acqua e dissenteria, gli procura una nomination ai David di Donatello come miglior attore non protagonista.
Da zero a dieci (2002) di Luciano Ligabue e il film tv Gli insoliti ignoti (2003) arricchiscono la sua filmografia, come del resto riluce Le chiavi di casa (2004) di Gianni Amelio. E dopo il mediocre Mariti in affitto (2004) con Maria Grazia Cucinotta, fa incetta di premi con Romanzo criminale (2005) di Michele Placido nel ruolo de "Il libanese", criminale della banda della Magliana che ha come unico sogno quello di conquistare Roma in una morsa di racket, prostituzione e spaccio di stupefacenti. Impossibile non premiarlo con il David per il miglior attore non protagonista e il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista.
Fra i fondatori dell'Actor's Center di Roma, torna alle origini, diretto ancora una volta da Negrin per la fiction Gino Bartali – L'intramontabile (2006) e cerca la strada americana, all'inizio nella piccola parte di un bronzeo Cristoforo Colombo in Una notte al museo (2006) di Shawn Levy e poi nella parte dell'oscuro Lord Glozelle ne Le Cronache di Narnia – Il principe Caspian (2008).
Gli anni recenti
Ma non dimentica l'Italia, e dopo aver recitato per Giuseppe Tornatore ne La sconosciuta (2006), interpreta un intenso omosessuale in lutto in Saturno contro (2006) di Ferzan Ozpetek.
Nel 2008 lo vediamo ne L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, dove interpreta Roberto, in Pane e libertà di Alberto Negrin e nel film di Spike Lee che racconta la tragedia dei soldati americani nel peasino toscana di S.Anna di Stazzema durante la Seconda Guerra Mondiale, Miracolo a Sant' Anna.
Nel 2009 torna in America per recitare nel thriller diretto da Ron Howard e basato sull'omonimo romanzo best-seller di Dan Brown, Angeli e Demoni.
Nel 2010 sarà ancora protagonista con ben tre film in uscita: Figli delle stelle di Lucio Pellegrini, Cosa voglio di più di Silvio Soldini e l' atteso sequel di Gabriele Muccino, Baciami ancora.
Doveroso ricordare che non sbaglia nulla nei confronti della sua recitazione. Non è ancora un mito, ma lasciatelo fare. La critica e il pubblico non vedono l'ora di scoprire quali altri risvolti professionali porterà la sua carriera.
Roma Fiction Fest 2009
Roma Fiction Fest 2007
Nastri d'Argento 2006
David di Donatello 2006
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Cosa voglio di più
Genere Commedia, - Italia, Svizzera 2010. Uscita 30/04/2010. |
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Carlo, Giulia, Marco, Paolo, Adriano, Alberto, Livia e Veronica hanno dieci anni in più. Ce li ha anche Gabriele Muccino, che in mezzo ha visto Hollywood e le peripezie della vita, la propria e quella degli amici. Nell’idea di riprendere con Baciami ancora -come Bergman o Arcand o Solondz- i fili delle storie inaugurate da L'ultimo bacio, si affaccia ancora l’ambizione, la sana ambizione dell’ex ragazzo prodigio, che per il resto evita di scivolare sul personale e manda avanti i suoi attori. Sono loro ad animare la conferenza stampa, facendo gruppo e testimoniandogli fedeltà e gratitudine.
Il film uscirà in sala il 29 gennaio in più di 600 copie, alcune delle quali per la prima volta sottotitolate per i non udenti. "Ci sono persone che non riescono mai a vedere un film italiano al cinema, sono costrette ad aspettare l’uscita in dvd o il passaggio tv –spiega il produttore Domenico Procacci- sarebbe bello che le sale si attrezzassero d’ora in poi con dei display appositi, se c’è qualche non udente in sala; ci vorrà del tempo, ma speriamo che questo impegno vada avanti." Per ora, hanno aderito l’Apollo di Milano, il Modernissimo di Napoli, l’Astra di Padova, il Piccolo di Bari e il Politecnico Fandango di Roma.
Il film racconta di un gruppo di quarantenni squinternati. È un gruppo particolarmente sfortunato o rappresenta uno spaccato reale?
Muccino: Non voglio che si pensi che questo è un film sui quarantenni come non volevo che all’epoca dell’Ultimo bacio si pensasse che facevo un film sui trentenni: non mi posso mettere in cattedra, la mia è una visione limitata. Ma quel che vedo è una generazione in cui il rapporto di coppia è più nevrotizzato e complesso di anni fa, alle donne si chiede moltissimo e gli uomini vivono un profondo disorientamento e hanno bisogno di parlare tra loro per cercare di capire le loro donne.
Nel suo film i bambini sono testimoni muti, vittime che ci guardano?
Muccino: La responsabilità di chi siamo e cosa tramandiamo ai nostri figli è una responsabilità grande, i collassi famigliari fanno dei bambini degli adulti con dei problemi quasi certi. È un fenomeno nuovo, mai come ora ci sono in Italia tanti figli di coppie separate o divorziate e cosa ne sarà dei bambini di oggi quando saranno adulti non lo possiamo sapere, non ancora.
Grande attesa per la messa in onda della fiction che narra le "gesta" di Giuseppe Di Vittorio, fervente sindacalista, amico di Gramsci e di Togliatti che, fino alla fine, combatté per i suoi ideali. A dargli corpo e voce è lo straordinario Pierfrancesco Favino, attore ormai affermato che ha reso questo personaggio al meglio, sotto la guida registica di Alberto Negrin.
Una co-produzione Rai Fiction-Palomar-Endemol, prodotta da Carlo Degli Esposti. Presenti, oltre al cast (Raffaella Rea, che interpreta Carolina, la moglie di Di Vittorio; Danilo Nigrelli, Massimo Wertmuller, Giuseppe Zeno, Frank Crudele, Francesco Salvi, etc...), Nichi Vendola, presidente della regione che, a Di Vittorio, diede i natali: la Puglia (che è anche co-produttrice), ma anche il Presidente della "Fondazione Di Vittorio", Carlo Ghezzi (in rappresentanza, in questa sede, anche della CGIL).
In onda su Rai Uno domenica 15 e lunedì 16 marzo, quella di Di Vittorio è la storia di un uomo, così introduce Tinni Andreatta (responsabile Rai Fiction), che ha combattuto per i massimi principi della nostra costituzione e della nostra vita democratica e l'ha fatto sin dall'inizio del secolo, per i diritti dei braccianti, ma poi, durante il fascismo e nell'Italia democratica, per i diritti di tutti i lavoratori. E' la storia di un uomo che aveva una forza "rocciosa", un combattente che si è sempre esposto ed ha rischiato in prima persona, un condottiero che sapeva parlare alla gente e che difendeva i diritti di tutti e, per questo, aveva un'idea della politica estremamente alta e nobile, assoluta, certe volte anticonformista, trovandosi "stretto" anche all'interno del suo stesso partito. La storia di questo film è il racconto del suo coraggio, dei suoi ideali, della sua forza morale. Nella prima parte del film, è raccontato lo "scontro" epico tra Di Vittorio e il latifondista di Cerignola per i lavoratori che combattono per i diritti più elementari: il pane e la libertà. Di Vittorio, che era un autodidatta, aveva capito che il padrone proprio nelle parole aveva la sua forza sul lavoratore spesso analfabeta. Segue, quindi, l'avvento del fascismo con gli scontri che ne derivarono, fino a giungere alla fase democratica, in cui Di Vittorio manifesta quello che è il suo massimo pensiero: l'unità dei lavoratori.
Duecentonovantunomilioni e settecentonovemila e rotti dollari è l'incasso raggiunto in patria dal primo capitolo de Le cronache di Narnia, portato sul grande schermo grazie agli sforzi di Douglas Gresham, figlio della moglie dell'autore della saga nonché responsabile creativo ed artistico della fondazione C.S. Lewis e della C.S. Lewis Company. Dopo il notevole successo de Il leone, la strega e l'armadio, Gresham si è immediatamente attivato per trasformare anche il secondo capitolo "di un sogno durato tutta la vita" in un film che potesse ricreare il regno di Narnia e ottenere gli stessi risultati. È ancora una volta Andrew Adamson (già regista di Shrek uno, due e tre) ad assumersene la responsabilità, circondandosi dello stesso staff che lo aveva affiancato nel primo adattamento cinematografico. Gli sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely, i produttori Mark Johnson e Philip Steuer, lo scenografo Roger Ford, l'ideatrice dei costumi Isis Mussenden, nonché Georgie Henley, Skandar Keynes, Anna Popplewell e William Moseley, in altre parole i fratelli Lucy, Edmund, Susan e Peter Pevensie, tornano a far parte della squadra (vincente) di Adamson. E se il secondo capitolo si arricchisce di nuovi personaggi, non mancano le new entry nel cast che vanta, tra gli altri, i volti di Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino nei ruoli del cattivissimo Re Miraz e del suo braccio destro Lord Glozelle.
Remake e sequel fanno da padrone in questo weekend di fine gennaio, povero di uscite (solo quattro) e di novità. Ciò non toglie che, almeno nel caso di Baciami ancora, ci sia da aspettarsi un buon esito al botteghino perché le opere di Gabriele Muccino non passano mai inosservate, soprattutto tra i giovani. A distanza di dieci anni da L'ultimo bacio, il regista/attore romano torna a parlare dei suoi personaggi più cari per mostrarci l'evoluzione delle loro vite e della loro felicità. Ed è proprio la felicità quella ad essere rincorsa ancora una volta, è un po' il filo conduttore di tutti i lavori del regista che non manca mai di far lottare i protagonisti contro la delusione e il disincanto, sazi di un'inevitabile crisi esistenziale. Neppure il viaggio in America (dove ha realizzato le due opere interpretate da Will Smith, La ricerca della felicità e Sette anime) ha distolto Muccino da questo sguardo che oggi, con Baciami ancora, ritorna, si evolve e include una nuova ricerca, quella del bello della vita. L'ambizione di Carlo (Stefano Accorsi), Paolo (Claudio Santamaria), Marco (Pierfrancesco Favino), Alberto (Marco Cocci), Adriano (Giorgio Pasotti), Livia (Sabrina Impacciatore), Veronica (Daniela Piazza) e Giulia (stavolta interpretata da Vittoria Puccini) collima con il racconto della "storia di tutte le storie d'amore".
Dopo un viaggio negli States per scrivere e produrre le due opere interpretate da Will Smith (La ricerca della felicità e Sette anime), Gabriele Muccino torna in patria per dare una seconda possibilità ai protagonisti de L'ultimo bacio e realizzare l'atteso sequel, Baciami ancora (nelle sale a partire dal 29 gennaio). A distanza di dieci anni, Carlo (Stefano Accorsi), Paolo (Claudio Santamaria), Marco (Pierfrancesco Favino), Alberto (Marco Cocci), Adriano (Giorgio Pasotti), Livia (Sabrina Impacciatore), Veronica (Daniela Piazza) e Giulia (stavolta interpretata da Vittoria Puccini) si ritrovano di fronte all'ennesima crisi esistenziale e sentimentale dalla quale tenteranno di uscire facendo ordine nella propria vita.
In questo backstage, in esclusiva per MYmovies, il regista racconta quanto ha desiderato mostrare al pubblico l'evoluzione dei suoi personaggi e anche dove i loro sogni e le loro voglie di fuga li hanno portati, andando a sancire l'idea che il perseguimento della felicità passa attraverso le sconfitte, gli errori e le delusioni.
Se il 2010 inizia con il ciclone Avatar, non passeranno troppi giorni per l'arrivo del ciclone italiano di questo inizio anno, l'attesissimo Baciami ancora di Gabriele Muccino. Il regista italiano amato in America dovrà affrontare una sfida importante ai botteghini, contando però sulla scia del successo del precedente L'ultimo bacio. Ritrovando esattamente dieci anni dopo i trentenni insicuri Stefano Accorsi (Carlo), Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino, Marco Cocci e Giorgio Pasotti, Muccino indaga sui sogni e le disillusioni di questi quarantenni concentrandosi sugli sviluppi della storia d'amore tra Carlo e Giulia (Vittoria Puccini, che ha preso il posto di Giovanna Mezzogiorno). Separazioni, paure, liti e gelosia per un film dal successo assicurato, grazie anche a una colonna sonora (dopo il fortunato pezzo "L'ultimo bacio" di Carmen Consoli) creata ad hoc da Jovanotti ("Baciami ancora" il titolo della canzone).
Di rapporti interpersonali si parla anche nel film della regista danese Lone Scherfig (Italiano per principianti) An Education, sceneggiato dallo scrittore Nick Hornby e basato sulle autobiografiche memorie della giornalista britannica Lynn Barber. Ambientata nella Londra degli anni '60, la vicenda è quella di Jenny, una sedicenne diligente e studiosa orientata verso gli studi all'università di Oxford. La sua vita verrà sconvolta dall'incontro con il trentenne David, che la introdurrà alla bella vita londinese e ai locali bohemien di Parigi; ma una scioccante verità su David la porterà a riconsiderare la sua vita e a trovarsi di fronte a delle scelte importanti. "Un'educazione" sentimentale e sessuale che ha come garanzia la penna abile e attenta alla giovinezza di Nick Hornby (Un ragazzo, Alta fedeltà) e che ha già conquistato il premio del pubblico e il Cinematography Award al Sundance Film Festival 2009.
La riflessione sul sentimento amoroso si conclude infine con Bright Star di Jane Campion, che racconta John Keats, la sua dissoluzione ma anche la sua ispirazione creativa attraverso la musa Fanny Brawne.
Sette giorni per godersi il meglio del cinema italiano di sempre; commedie, grandi film d'autore, western e impegno per una carrellata con i successi del grande schermo nostrano. Domenica si comincia all'insegna della risata con Un americano a Roma (Sky Italia 11.35), intramontabile classico diretto da Steno con un Alberto Sordi da antologia. In serata Claudio Bisio si dimostra interprete ironico ma di spessore nell'originale film di Manfredonia, Si può fare (Premium cinema, 21.00), in cui il comico è alle prese con una cooperativa di ex degenti psichiatrici post legge Basaglia. Si chiude in bellezza con le commedie di due maestri come Mario Monicelli, che propone l'ironia graffiante del secondo capitolo di Amici miei (Amici miei atto II, Rete 4, 23.30) e Pupi Avati, con il sequel del suo Regalo di Natale, La rivincita di Natale (Italia 1, 2.40), in cui i protagonisti dell'originale tornano a sedersi attorno a un tavolo da poker. Lunedì storie di famiglie che si fondono con la Storia; Mio fratello è figlio unico (Premium Emotion, 19.15) mette a confronto Riccardo Scamarcio e Elio Germano, fratelli di opposte fazioni politiche, mentre il Tornatore di Nuovo cinema paradiso (Sky Italia, 21.00) racconta 30 anni di Storia attraverso l'amore per il cinema di un bambino in un paesino siciliano. Ancora famiglie complicate in Come dio comanda (Premium Cinema, 21.00) di Salvatores, trasposizione dell'omonimo romanzo di Ammaniti con un Filippo Timi padre violento e appassionato. Infine un Adriano Celentano "d'autore" nei panni dell'ingenuo pastore raccontato da Pietro Germi in Serafino (Iris, 21.00).
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