Dizionari del cinema
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Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
marted 25 settembre 2018

Pierfrancesco Favino

Romanzo cinematografico

49 anni, 24 Agosto 1969 (Vergine), Roma (Italia)
occhiello
A volte la vita non ci d le cose come noi le vogliamo ma l'importante che ce le dia.
dal film Baciami ancora (2010) Pierfrancesco Favino Marco
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Pierfrancesco Favino
David di Donatello 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film Le confessioni di Roberto And

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attore per il film Suburra di Stefano Sollima

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore non protagonista per il film Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana

David di Donatello 2012
Premio miglior attore non protagonista per il film Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attore per il film ACAB - All Cops Are Bastards di Stefano Sollima

Nastri d'Argento 2012
Premio miglior attore per il film ACAB - All Cops Are Bastards di Stefano Sollima

David di Donatello 2010
Nomination miglior attore non protagonista per il film Baciami ancora di Gabriele Muccino

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore non protagonista per il film Baciami ancora di Gabriele Muccino

Roma Fiction Fest 2009
Premio miglior attore miniserie per il film Pane e libert di Alberto Negrin

Roma Fiction Fest 2007
Premio miglior attore miniserie per il film Liberi di giocare di Francesco Miccich

Nastri d'Argento 2006
Premio miglior attore per il film Romanzo criminale di Michele Placido

David di Donatello 2006
Premio miglior attore non protagonista per il film Romanzo criminale di Michele Placido

Nastri d'Argento 2006
Nomination miglior attore per il film Romanzo criminale di Michele Placido

David di Donatello 2006
Nomination miglior attore non protagonista per il film Romanzo criminale di Michele Placido



Intervista a regista e protagonisti di A casa tutti bene, opera corale sulle fragilit e le contraddizioni di una famiglia allargata. Al cinema dal 14 febbraio.

Gabriele Muccino: mai provata un'esperienza cos epica e intensa

luned 5 febbraio 2018 - Alessandra Vitali cinemanews

Gabriele Muccino: mai provata un'esperienza cos epica e intensa A casa tutti bene la storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un'improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a rimanere sull'isolae a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, congelosie mai sopite, inquietudini, tradimenti, paure e anche improvvisi e inaspettati colpi di fulmine. "Al di l del risultato, perch nessuno poteva immaginare fino in fondo come il film sarebbe apparso una volta finito, gi durante la lavorazione sentivamo che c'era un motivo forte per fare questo film e per farlo con uno spirito fortemente motivato". Gabriele Muccino, regista In attesa dell'uscita al cinema del 14 febbraio, Gabriele Muccino, insieme ad alcuni degli interpreti del film - Stefania Sandrelli, Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore (qui in veste anche di co-sceneggiatrice), racconta il lavoro sul set, le caratterizzazioni di personaggi dalle mille sfumature, il modo in cui ciascuno di questi personaggi pensato e messo in scena per ricreare la quotidianit, la verosimiglianza, le difficolt affrontate ogni giorno dalla gente comune.

Gli italiani su Netflix, Pierfrancesco Favino

gioved 10 marzo 2016 - Paola Casella cinemanews

Gli italiani su Netflix, Pierfrancesco Favino

L'attore il protagonista fragile e massiccio di Senza nessuna piet.

Pierfrancesco Favino, sulle spalle del gigante

marted 9 settembre 2014 - Marzia Gandolfi cinemanews

Pierfrancesco Favino, sulle spalle del gigante Non nuovo ai cattivi Pierfrancesco Favino, volto criminale del Libano della Magliana (Romanzo criminale), agente antisommossa della Polizia che ripulisce gli stadi e 'scarica' sugli ultras (ACAB), industriale senza palle e senza scrupoli nella Torino di Giuliano Montaldo (L'industriale). Eppure questa volta e dentro l'opera prima di Michele Alhaique, il suo villain abdica le tinte forti e si converte alla sfumatura, scivolando gradualmente da un colore a un altro. Gigante dal cuore d'oro e la mano pesante, Mimmo il nipote timido, introverso e ingombrante di un criminale romano, che naviga a gonfie vele nella crisi e presta denaro a interessi esorbitanti a imprenditori al collasso. Mimmo riscuote per lui i crediti insoluti e spacca le ossa agli insolventi. Ma lui diverso dallo zio e dal cugino, a cui strappa quella lolita di Latina che Manuel vorrebbe comprare e che lui invece sogna di sposare, di portare via dalla provincia del mondo. Perch Tania produce emozioni e ragioni per ricominciare. Continua

   

Tra polemiche e sorprese, presentato a Roma il thriller di Stefano Sollima.

ACAB, l'odio in divisa nella Roma a mano armata

luned 23 gennaio 2012 - Ilaria Ravarino cinemanews

ACAB, l'odio in divisa nella Roma a mano armata C' chi lo paragona a L'odio di Mathieu Kassovitz e chi torna a ragionare sui poliziotteschi dell'Italia anni '70, Roma a mano armata di Umberto Lenzi, La polizia incrimina, la legge assolve di Enzo Castellari. Chi se la prende perch con questi film invece non c'entra niente, e pare piuttosto un Romanzo criminale al contrario, fatto di guardie farabutte quanto i criminali che dovrebbero acchiappare.
Tratto dall'omonimo libro inchiesta di Carlo Bonini, ACAB - All Cops Are Bastards di Stefano Sollima, al cinema da venerd, fa discutere in capannelli critici e giornalisti. Il ritorno al cinema di genere accende la fantasia del cinefilo, i riferimenti all'attualit eccitano il cronista. Nel pubblico c' anche un poliziotto, venuto per guardare in anteprima il film sulla Celere che da settimane infiamma i blog della Polizia di Stato. Il cast (Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti e Domenico Diele) non nasconde un certo nervosismo accendendo i microfoni per l'incontro con la stampa romana, perch l'uscita in sala, in 300 copie, si prevede burrascosa: la Polizia non ha ostacolato le riprese - dice il regista - ma non le ha nemmeno agevolate, e il ritratto impietoso della Capitale, stretta in una morsa di cattiva politica e violenza, potrebbe andare di traverso (anche) agli amministratori capitolini. Continua

Lucio Pellegrini ritrae gli uomini come personaggi sfaccettati, complessi e anche negativi.

La vita facile (dei maschi)

venerd 25 febbraio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

La vita facile (dei maschi) "Forse vero. Forse potrebbe sembrare un film vagamente misogino". La nuova commedia di Lucio Pellegrini, La vita facile, ha diviso il pubblico e lui lo sa. Perch una met del cielo, quella che (al cinema) non porta ancora i pantaloni, ieri uscita dalla sala un po' meno contenta dell'altra. "Il film si focalizza sui personaggi di Favino e Accorsi, perch la loro amicizia che volevo raccontare ha detto Pellegrini a margine della conferenza stampa romana - Capisco che il personaggio di Vittoria Puccini possa innervosire, che sia difficile empatizzare con una dark lady viziata, capricciosa e pariolina. Ma questo un film di maschi".
Anche in conferenza stampa i mattatori sono Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi. Irresistibile il primo, spalla sorprendentemente vivace il secondo, invisibili le donne: la Puccini che si limita a trovare la sua dark lady "buffa e divertente, un po' manipolatrice e un po'ragazza fragile", e la sempre pi brava Camilla Filippi, capace di dare corpo al carattere pi involuto, madre e santa donna "la cui consapevolezza serve a far risaltare la natura complessa degli altri".
Storia d'amore e amicizia tra medici, impegnati in un ospedale del Kenya settentrionale, per Pellegrini "il film non fa retorica sul mondo africano. Mi interessava l'Africa come teatro in cui far emergere per contrasto le caratteristiche di questi uomini cos profondamente italiani. Personaggi sfaccettati, complessi e anche negativi". Favino dribbla con eleganza l'inevitabile paragone con la vecchia commedia all'italiana, "un ritorno sociologicamente preoccupante dice perch se ancora oggi continuiamo a rappresentare italiani simpatici e farabutti, vuol dire che forse siamo proprio cos". Il clima da spogliatoio, che ha regalato al film ottimi momenti di improvvisazione, si respira anche dal vivo. Vola qualche battuta sul calcio, Favino lancia stoccate alla Roma, squadra del cuore, e l'emigrante Accorsi ricorda gli insulti dei francesi "subito dopo i maledetti Europei". Applausi a fine conferenza, il team funziona, il film benedetto in chiusura dal produttore Domenico Procacci. La sala si svuota e Pellegrini resta accanto alla moglie, Camilla Filippi, impegnata in un'intervista. "Il prossimo film promette sottovoce, e c' da credergli lo faccio con un cast tutto al femminile. Una storia di donne, che tocchi temi che il nostro cinema, purtroppo, non riesce ancora a raccontare".

Lucio Pellegrini torna al cinema con una commedia corale sulla precariet.

Figli delle stelle: la banda brancaleone

luned 18 ottobre 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

Figli delle stelle: la banda brancaleone Dopo liceali "seriali" e famiglie disfunzionali, Lucio Pellegrini torna sul grande schermo con una commedia corale che riflette sul precariato e sulla difficolt degli italiani ad aderire ai politici che li rappresentano. Ispirato dallo sguardo empatico di Monicelli e influenzato dalla migliore commedia allitaliana, Pellegrini alza il tiro e realizza un film amaro addolcito da un cast in stato di grazia. Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Paolo Sassanelli, Giorgio Tirabassi, Fabio Volo e Claudia Pandolfi costituiscono un gruppo (anti)eroicomico deciso a cambiare lo stato delle cose e, per questo, a sequestrare un celebre quanto impopolare ministro della salute. Niente andr come previsto e limprobabile banda di precari muover lungo una serie di prove e di imprese che non li condurranno alla gloria ma a uno scacco e a un pi modesto "piatto di pasta e ceci". A Roma per presentare il loro film, Pellegrini e il suo cast ci raccontano il malessere sociale e una generazione che ripiega sulla nostalgia e sulla canzone vintage.

Commedia & realt
Lucio Pellegrini: Considero Figli delle stelle una commedia fortemente radicata nella realt quotidiana. In Italia si producono molte commedie ma quasi mai aderenti al periodo storico che stiamo vivendo. Cos ho pensato ai miei registi preferiti, da Monicelli a Pietrangeli, e ho creato una banda di magnifici perdenti che credono di poter fare qualcosa di buono e di reggere lo stress di unimpresa senza senso. Ma la loro naturale vocazione alla "sfiga" evidente da subito e cos finiscono per sequestrare uno dei pochi uomini politici che crede davvero nel suo lavoro e che cerca di farlo nel modo migliore. Sar proprio la relazione con lonorevole Stella di Giorgio Tirabassi ad alimentare e illuminare le loro coscienze.

Cast stellare
Lucio Pellegrini: Nel mettere insieme il cast e la mia banda improvvisata di rapitori ho pensato senza ombra di dubbio ai Soliti ignoti di Monicelli. Ho sempre ammirato lo sguardo empatico del maestro sui perdenti della terra, sguardo troppo poco praticato dal nostro cinema. Del magnifico risultato raggiunto devo ringraziare tutti i miei attori che, nonostante le diverse esperienze e provenienze, hanno saputo creare sul set una sintonia perfetta. Larmonia tra gli attori era fondamentale per la riuscita del film dal momento che Figli delle stelle si sforza di partire proprio dai personaggi, precari dellesistenza che condividono un disagio comune da cui vorrebbero emanciparsi.

Il cuore della commedia
Lucio Pellegrini: Il cuore della mia commedia sta tutto nellapplauso finale che scroscia dopo la liberazione dellonorevole Stella. Quellapplauso racconta molto bene lipocrisia diffusa in questo Paese. Volevo esprimere col sorriso che quello che abbiamo quello che in fondo ci meritiamo, perch gli italiani sono come la comunit valdostana descritta nel film: prima partecipano al rapimento e prendono i soldi e poi applaudono la scarcerazione di un innocente. Prima partecipano a unazione illegale e poi si scandalizzano per quella stessa azione.

Alan Sorrenti e i favolosi anni Ottanta
Lucio Pellegrini: Il titolo del mio film nasce in seconda battuta. Avevo deciso di chiudere un gruppo di rapitori improvvisati dentro una casa che non veniva aperta dagli anni Ottanta. A quel punto mi sono chiesto, cosa avrebbero trovato i miei protagonisti in quellappartamento? Quali dischi? Quale musica? E cos oltre a Finardi ho pensato a Sorrenti e alla sua canzone, probabilmente simbolo di quella generazione. Volevo che a unire in un corpo solo i personaggi non fosse soltanto il disagio sociale ma anche una canzone. Una canzone da condividere dentro una pausa ludica.

Il padano
Fabio Volo: Sono entusiasta di aver partecipato a un film che ha qualcosa di importante da dire. Il mio ruolo mi ha subito appassionato soprattutto perch mi offriva lopportunit di indossare dopo trenta lunghi anni una giacca di jeans col pelo. Quando, dopo la lettura della sceneggiatura, Pellegrini mi confess che avrei indossato quella giacca per tutto il film il mio cuore ha esultato perch negli anni Ottanta ne avevo una uguale a cui ero affezionato e che mia madre fin per buttare a mia insaputa. Ho chiesto alla fine delle riprese che mi venisse regalata e cos stato, adesso quella giacca nella mia casa di Roma. Mi vergogno a indossarla a Milano ma a Roma ancora di moda. Scherzi a parte trovo che Lucio abbia reso onore alla sceneggiatura con la sua regia, realizzando una commedia sul precariato non tanto professionale quanto esistenziale. Tutti i personaggi, compreso il mio, vivono in attesa di qualcosa e di qualcuno, e in quella sospensione si finisce spesso per fare qualsiasi cosa.

Il rivoluzionario
Giuseppe Battiston: Il mio personaggio un disgraziato vero, un assistente di sociologia livoroso e rancoroso che cerca in ogni modo di ribaltare i piani dei suoi strampalati compagni. Bauer per un puro di cuore, un rivoluzionario che come me compr un eskimo tanti anni fa convinto che prima o poi gli sarebbe servito. Quello che indosso nel film davvero mio ma mai avrei pensato che un giorno mi sarebbe stato utile per girare un film.

Il bravo ragazzo
Pierfrancesco Favino: Mi piaceva lidea di partecipare a una commedia che affrontasse il disagio sociale con il sorriso e una buona dose di cinismo. Il mio personaggio ha superato i trentacinque anni ed un istruttore ISEF precario, sogna di aprire un ristorante e di trovare una posizione nel mondo ma finisce con un gruppo di compagni sghembi come lui per rapire un onorevole. Pepe soltanto un bravo ragazzo che spera con un rapimento di cambiare il mondo, un mondo in cui da troppo tempo si sente spaesato.

   

Dopo il Festival di Berlino arriva il nuovo film di Silvio Soldini.

Cosa voglio di pi, una domanda e un'affermazione

marted 27 aprile 2010 - Gabriele Niola cinemanews

Cosa voglio di pi, una domanda e un'affermazione Lo so un titolo strano per essere un film di Silvio Soldini. Sembra pi un film giovanilista" sono gli sceneggiatori ad ammettere subito la stranezza, Cosa voglio di pi infatti era il titolo di lavorazione del film (anche se di solito i film di Soldini durante la lavorazione si chiamano con il nome della protagonista) scelto da Doriana Leondeff per caso "mi sembrava triste solo 'Anna e Domenico', cos per associazione di idee con la canzone di Battisti ho pensato a Cosa voglio di pi, ma non era una cosa definitiva, invece poi piaciuto cos a tanto a tutti, produttori inclusi che l'abbiamo mantenuto". E pure il regista ha gradito la scelta perch "in certi momenti una domanda che i personaggi sembrano chiedersi, in altri invece un'affermazione che potrebbero fare".
Passato fuori concorso a Berlino e centrato sui due attori protagonisti, Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino, Cosa voglio di pi sembra proseguire il discorso di Giorni e nuvole, cio la descrizione di una vita ordinaria resa difficile dal contesto sociale ed economico. Ed in effetti di cose che i due protagonisti "vogliono di pi" ce ne sono tante e in molti momenti proprio il non sapere a cosa tengano maggiormente a portare avanti il racconto di Anna e Domenico, individui "sistemati" nel grande incastro sociale-metropolitano ma relegati ai margini della citt e del mondo lavorativo, precari ognuno a modo proprio, dotati di una stabilit economica non di ferro (specie Domenico) e con una vita inquadrata in una famiglia o in una convivenza.
L'incontro casuale tra i due scatena per l'amore imprevisto, si piacciono subito e progressivamente si amano sempre di pi, sempre di nascosto, fino per l'appunto a chiedersi se tengano di pi alla vecchia vita o alla nuova.

Muccino e tutto il cast per la presentazione a Roma.

Baciami Ancora: dieci anni dopo...

marted 26 gennaio 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Baciami Ancora: dieci anni dopo... Carlo, Giulia, Marco, Paolo, Adriano, Alberto, Livia e Veronica hanno dieci anni in pi. Ce li ha anche Gabriele Muccino, che in mezzo ha visto Hollywood e le peripezie della vita, la propria e quella degli amici. Nellidea di riprendere con Baciami ancora -come Bergman o Arcand o Solondz- i fili delle storie inaugurate da L'ultimo bacio, si affaccia ancora lambizione, la sana ambizione dellex ragazzo prodigio, che per il resto evita di scivolare sul personale e manda avanti i suoi attori. Sono loro ad animare la conferenza stampa, facendo gruppo e testimoniandogli fedelt e gratitudine.
Il film uscir in sala il 29 gennaio in pi di 600 copie, alcune delle quali per la prima volta sottotitolate per i non udenti. "Ci sono persone che non riescono mai a vedere un film italiano al cinema, sono costrette ad aspettare luscita in dvd o il passaggio tv spiega il produttore Domenico Procacci- sarebbe bello che le sale si attrezzassero dora in poi con dei display appositi, se c qualche non udente in sala; ci vorr del tempo, ma speriamo che questo impegno vada avanti." Per ora, hanno aderito lApollo di Milano, il Modernissimo di Napoli, lAstra di Padova, il Piccolo di Bari e il Politecnico Fandango di Roma.

Il film racconta di un gruppo di quarantenni squinternati. un gruppo particolarmente sfortunato o rappresenta uno spaccato reale?
Muccino: Non voglio che si pensi che questo un film sui quarantenni come non volevo che allepoca dellUltimo bacio si pensasse che facevo un film sui trentenni: non mi posso mettere in cattedra, la mia una visione limitata. Ma quel che vedo una generazione in cui il rapporto di coppia pi nevrotizzato e complesso di anni fa, alle donne si chiede moltissimo e gli uomini vivono un profondo disorientamento e hanno bisogno di parlare tra loro per cercare di capire le loro donne.

Nel suo film i bambini sono testimoni muti, vittime che ci guardano?
Muccino: La responsabilit di chi siamo e cosa tramandiamo ai nostri figli una responsabilit grande, i collassi famigliari fanno dei bambini degli adulti con dei problemi quasi certi. un fenomeno nuovo, mai come ora ci sono in Italia tanti figli di coppie separate o divorziate e cosa ne sar dei bambini di oggi quando saranno adulti non lo possiamo sapere, non ancora.

L'epopea di Giuseppe Di Vittorio.

Pane e libert, intervista al cast

mercoled 11 marzo 2009 - Alessandra Giannelli cinemanews

Pane e libert, intervista al cast Grande attesa per la messa in onda della fiction che narra le "gesta" di Giuseppe Di Vittorio, fervente sindacalista, amico di Gramsci e di Togliatti che, fino alla fine, combatt per i suoi ideali. A dargli corpo e voce lo straordinario Pierfrancesco Favino, attore ormai affermato che ha reso questo personaggio al meglio, sotto la guida registica di Alberto Negrin.
Una co-produzione Rai Fiction-Palomar-Endemol, prodotta da Carlo Degli Esposti. Presenti, oltre al cast (Raffaella Rea, che interpreta Carolina, la moglie di Di Vittorio; Danilo Nigrelli, Massimo Wertmuller, Giuseppe Zeno, Frank Crudele, Francesco Salvi, etc...), Nichi Vendola, presidente della regione che, a Di Vittorio, diede i natali: la Puglia (che anche co-produttrice), ma anche il Presidente della "Fondazione Di Vittorio", Carlo Ghezzi (in rappresentanza, in questa sede, anche della CGIL).
In onda su Rai Uno domenica 15 e luned 16 marzo, quella di Di Vittorio la storia di un uomo, cos introduce Tinni Andreatta (responsabile Rai Fiction), che ha combattuto per i massimi principi della nostra costituzione e della nostra vita democratica e l'ha fatto sin dall'inizio del secolo, per i diritti dei braccianti, ma poi, durante il fascismo e nell'Italia democratica, per i diritti di tutti i lavoratori. E' la storia di un uomo che aveva una forza "rocciosa", un combattente che si sempre esposto ed ha rischiato in prima persona, un condottiero che sapeva parlare alla gente e che difendeva i diritti di tutti e, per questo, aveva un'idea della politica estremamente alta e nobile, assoluta, certe volte anticonformista, trovandosi "stretto" anche all'interno del suo stesso partito. La storia di questo film il racconto del suo coraggio, dei suoi ideali, della sua forza morale. Nella prima parte del film, raccontato lo "scontro" epico tra Di Vittorio e il latifondista di Cerignola per i lavoratori che combattono per i diritti pi elementari: il pane e la libert. Di Vittorio, che era un autodidatta, aveva capito che il padrone proprio nelle parole aveva la sua forza sul lavoratore spesso analfabeta. Segue, quindi, l'avvento del fascismo con gli scontri che ne derivarono, fino a giungere alla fase democratica, in cui Di Vittorio manifesta quello che il suo massimo pensiero: l'unit dei lavoratori.

Andrew Adamson, Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino presentano il secondo capitolo della saga di C.S. Lewis.

Le cronache di Narnia: il regista, il Re e il cattivo

luned 21 luglio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Le cronache di Narnia: il regista, il Re e il cattivo Duecentonovantunomilioni e settecentonovemila e rotti dollari l'incasso raggiunto in patria dal primo capitolo de Le cronache di Narnia, portato sul grande schermo grazie agli sforzi di Douglas Gresham, figlio della moglie dell'autore della saga nonch responsabile creativo ed artistico della fondazione C.S. Lewis e della C.S. Lewis Company. Dopo il notevole successo de Il leone, la strega e l'armadio, Gresham si immediatamente attivato per trasformare anche il secondo capitolo "di un sogno durato tutta la vita" in un film che potesse ricreare il regno di Narnia e ottenere gli stessi risultati. ancora una volta Andrew Adamson (gi regista di Shrek uno, due e tre) ad assumersene la responsabilit, circondandosi dello stesso staff che lo aveva affiancato nel primo adattamento cinematografico. Gli sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely, i produttori Mark Johnson e Philip Steuer, lo scenografo Roger Ford, l'ideatrice dei costumi Isis Mussenden, nonch Georgie Henley, Skandar Keynes, Anna Popplewell e William Moseley, in altre parole i fratelli Lucy, Edmund, Susan e Peter Pevensie, tornano a far parte della squadra (vincente) di Adamson. E se il secondo capitolo si arricchisce di nuovi personaggi, non mancano le new entry nel cast che vanta, tra gli altri, i volti di Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino nei ruoli del cattivissimo Re Miraz e del suo braccio destro Lord Glozelle.

Rachel

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Roger Michell. Con Rachel Weisz, Sam Claflin, Holliday Grainger, Iain Glen, Pierfrancesco Favino.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2017. Uscita 15/03/2018.

A casa tutti bene

* * - - -
(mymonetro: 2,24)
Un film di Gabriele Muccino. Con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2018. Uscita 14/02/2018.

Chi m'ha visto

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,53)
Un film di Alessandro Pondi. Con Pierfrancesco Favino, Beppe Fiorello, Mariela Garriga, Dino Abbrescia, Mariolina De Fano.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 28/09/2017.

Moglie e marito

* * * - -
(mymonetro: 3,29)
Un film di Simone Godano. Con Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Valerio Aprea, Sebastian Dimulescu, Gaetano Bruno.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 12/04/2017.

Le confessioni

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,89)
Un film di Roberto And. Con Toni Servillo, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Marie-Jose Croze, Moritz Bleibtreu.
continua»

Genere Drammatico, - Italia, Francia 2016. Uscita 21/04/2016.
Filmografia di Pierfrancesco Favino »

marted 4 settembre 2018 - Anna Ferzetti al CineCocktail: "Sono stata diretta da registe e registi e non parlerei di differenza, ma di qualit".

I CineCocktail approdano alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia

I CineCocktail approdano alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Per l'ottavo anno consecutivo i CineCocktail - Incontri ravvicinati del miglior tipo: cinema, cocktail e chiacchiere in libert, ideati e condotti dalla giornalista e scrittrice Claudia Catalli, sono approdati alla Mostra d'Arte Cinematografica. Al centro dell'incontro, avvenuto presso un'affollata Terrazza Biennale, il cortometraggio di animazione di Laura Luchetti Sugar Love in onda il 24 settembre alle 20.40 su Studio Universal (Mediaset Premium HD). "Se sono mai stata discriminata in quanto donna sull'ambiente di lavoro? Quand' successo ho fatto finta di non farci caso e sono andata avanti. Noi registe in Italia siamo poche, ma il numero sta crescendo, nelle scuole di formazioni ce ne sono sempre di pi e sono ottimista al riguardo, presto non saremo pi una 'rarit'. Siamo un po' come i coleotteri: considerata l'apertura alare e la frequenza del battito delle ali non potrebbero volare. Per lo fanno. E vanno avanti, senza curarsene". Laura Luchetti Concorda l'attrice Anna Ferzetti, voce portante del corto nei panni della "sposa di zucchero" con il suo compagno Pierfrancesco Favino: "Le donne stanno iniziando a far sentire sempre pi la loro voce: sono stata diretta da registe e registi, non parlerei di differenza, ma di qualit. Conta il talento, la bravura, poi innegabile che una regista porta con s un bagaglio di sensibilit e sguardo propri che pu arricchire il film". Lievi e divertenti, Fabio Canino e Eleonora Russo, anche loro voci di Suger Love, hanno preso parte al dibattito del CineCocktail, sottolineando come sul versante comico la presenza femminile sia ormai consolidata: "Penso a Luciana Littizzetto, Paola Cortellesi, ma anche alla stessa Sconsolata: lo spazio per le donne, tra i comici, certamente pi ampio, come pure il consenso". A chiusura del CineCocktail, Anna Ferzetti ha letto e interpretato una poesia sull'amore che ha commosso tutti i presenti.

I CineCocktail torneranno presto con l'appuntamento CineCocktail Apullia Edition, che verr presentato il 5 settembre p.v. alle ore 14.30 presso la Terrazza Fondazione Ente dello Spettacolo dell'Hotel Excelsior di Venezia Lido.

   

mercoled 22 agosto 2018 - La nuova trasposizione dell'opera di Dumas di Giovanni Veronesi. Nel cast anche Rubini, Mastandrea e Papaleo.

I tre moschettieri tornano al cinema, e Favino D'Artagnan

Pino Farinotti cinemanews

I tre moschettieri tornano al cinema, e Favino  D'Artagnan In autunno uscir Moschettieri del re, visti da un italiano, Giovanni Veronesi, con attori italiani nei ruoli degli eroi. Veronesi percorre una sua strada, quella della commedia e della dissacrazione divertente. Ma se affronti il romanzo che ha inventato l'avventura moderna e che fa parte della formazione e dell'incanto di noi tutti... devi stare molto attento. Ci sono testi di cui il cinema si impadronito trattandoli secondo le epoche e secondo le sue legittime licenze. Qualche titolo esemplare: i vari 'Romeo e Giulietta', 'Anna Kerenina', le ispirazioni di 'Robin Hood', gli "assassinii" della Christie, le 'Jane Eyre', i 'Miserabili', i ' Grande Gatsby', i 'Bond' e molti altri. Il cinema magari li violentava per necessit e per franchigia, perch ai film non deve appartenere il rigore e la verit. La tentazione di alcuni autori era quella di una revisione estrema, dove il buono diventava cattivo, il macho gay, l'eroe vigliacco. Stupidaggini pi che estrosit. Se ambienti 'Romeo e Giulietta' in citt negli anni Novanta, a tempo di rock, pu apparire blasfemo ai puristi, ma se fai un film di qualit, come ha fatto Baz Luhrmann, allora la licenza pu venire accettata. Vado a memoria, ma credo proprio che il modello apicale in questo senso sia "I tre moschettieri". Alexandre Dumas, lo pubblic, a puntate, sulla testata "Le sicle", nel 1844. Pu darsi che non lo sapesse, ma aveva inventato il genere di cui sopra. E se quel titolo il pi filmato della storia, qualcosa deve significare. Contesto storico, amori e intrighi, monarchi e cardinali, segreti e duelli, e poi ci che pi vale, l'eroe. I codici c'erano tutti.

impossibile fare una lista dei film sui moschettieri e i loro derivati come le maschere di ferro le vendette, i figli e affini. Stiamo a qualche classico. Gi nel 1909, col cinema ancora nella culla, ecco la prima edizione, italiana, di 18 minuti, per la regia di Mario Caserini. Del '21 il film di Allan Dwan, D'Artagnan lo fa Douglas Fairbanks, la prima grande icona dell'avventura. Nel '61 tocca ai francesi, Bernard Borderie regista, Grard Barray D'Artagnan. Nel '74 la volta di Richard Lester, autore con l'attitudine della dissacrazione, con un D'Artagnan (Michael York) cialtroncello pi che eroe. C' un'edizione del 1993, della Walt Disney, niente di indimenticabile. Ma che fa testo sono i "moschettieri" firmati da George Sidney nel 1948, con Gene Kelly, magnifica maschera e grande acrobata, che fa D'Artagnan. Gli attori sono tutti perfetti, alcuni: Lana Turner/Milady, Van Heflin/Athos, Vincent Price/Richelieu, Angela Lansbury, s, la signora in giallo, eterna come Dumas, fa la regina. Hanno posto un marchio che nessuno canceller pi.
Il cast nella versione di Veronesi: Aramis Sergio Rubini, Porthos Valerio Mastandrea - e come poteva mancare - Athos lo fa Rocco Papaleo, che mi sembra un assurdo estetico che imbarazza. Rocco, ottimo caratterista ma maschera ultrapop davvero poco eroica. La regina Margherita Buy, ma lei va benissimo, sempre e dovunque. Pierfrancesco Favino D'Artagnan. Ci pu anche stare, in un contesto particolare. Favino possiede appeal e vasta gamma di ruoli - da conduttore a Sanremo a poliziotto nelle storie di Dan Brown -.

La vicenda: sono passati anni, i quattro sono dediti a lavoretti umilianti, la Storia cambiata, non c' pi il banale Luigi XIII ma regna il figlio "XIV", il re sole nientemeno. lui che corre pericoli mortali e cos gli amici dovranno riprendere spade e moschetti, lo sanno ancora fare. Anche l'intrigante cardinale cambiato, a Richelieu succeduto Mazzarino, altrettanto intrigante. Favino si dichiarato felice per quel ruolo: "Ci sono racconti che ci restano dentro senza che lo sappiamo, fino a quando qualcuno li va a ripescare". Poi ha aggiunto "Il mio D'Artagnan un bambinone, di lui mi piace l'animo puro, che convive con un grande talento... come se Maradona giocasse a calcetto, anche se si ritirato comunque pi bravo di tutti". Penso a Dumas, perplesso.

   

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