Il diritto di uccidere

Film 2015 | Drammatico, Thriller +13 102 min.

Titolo originaleEye in the Sky
Anno2015
GenereDrammatico, Thriller
ProduzioneGran Bretagna
Durata102 minuti
Regia diGavin Hood
AttoriHelen Mirren, Aaron Paul, Alan Rickman, Iain Glen, Barkhad Abdi, Phoebe Fox Carl Beukes, Richard McCabe, Babou Ceesay, Tyrone Keogh, Lex King, John Heffernan, Daniel Fox.
Uscitagiovedì 25 agosto 2016
TagDa vedere 2015
DistribuzioneTeodora Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,99 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gavin Hood. Un film Da vedere 2015 con Helen Mirren, Aaron Paul, Alan Rickman, Iain Glen, Barkhad Abdi, Phoebe Fox. Cast completo Titolo originale: Eye in the Sky. Genere Drammatico, Thriller - Gran Bretagna, 2015, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 25 agosto 2016 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,99 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un gruppo di terroristi viene messo sotto attacco. Fino a quando una bambina si trova sul loro percorso. In Italia al Box Office Il diritto di uccidere ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 238 mila euro e 121 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,99/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,17
PUBBLICO 2,81
CONSIGLIATO SÌ
Cinema come dialogo etico tra punti di vista contrapposti. Ultima interpretazione di un grande Alan Rickman.
Recensione di Emanuele Sacchi
domenica 10 luglio 2016
Recensione di Emanuele Sacchi
domenica 10 luglio 2016

Il colonnello Powell guida a distanza una squadra di militari antiterrorismo nella cattura, in territorio kenyano, di una cittadina inglese che ha rinnegato il proprio Paese per il fondamentalismo islamico di Al Shaabab. Quando l'esercito, servendosi di droni, scopre la verità sui piani dei terroristi l'urgenza di fermarli con ogni mezzo diviene una priorità. Ma nei piani alti nessuno vuole prendersi la responsabilità di un attacco letale e dei suoi danni collaterali.
Quasi una rappresentazione teatrale, in cui su un tema destinato a dividere vengono esposti i diversi punti di vista. I tre poteri dello stato - militare, giuridico e politico - si trovano a dover prendere una decisione in nome del male minore. Qualcuno innocente, in ogni caso, si farà male. Hood non fa sconti, esibendo cadaveri tra le macerie senza morbosità, ma con il piglio verista di chi vuole ricostruire con la massima fedeltà una vicenda esemplare. Sulla guerra che è e sulla guerra che sarà, soprattutto.
Se Michael Bay ha scelto di concentrarsi sull'eroismo dei riservisti e sugli errori dei burocrati e Andrew Niccol sul dramma umano di chi gioca al videogame della guerra uccidendo esseri umani in carne e ossa, a Gavin Hood interessa il dilemma morale. È cinema antico il suo, che della contemporaneità utilizza la moltiplicazione degli schermi e dei dispositivi o la prospettiva del drone; il resto è classicità pura, affidata a due interpreti straordinari. Helen Mirren sceglie il cuore in inverno del colonnello Powell, consapevole della crudeltà di alcune scelte ma dedita esclusivamente al raggiungimento del proprio obiettivo. Alan Rickman, invece, nella sua ultima interpretazione, regala al generale Benson un assaggio della sua inconfondibile ironia british.
Senza negare mai la propria funzione di film che si presta all'apertura di un dibattito, il regista riesce umilmente a rinverdire i fasti di una forma di cinema troppo spesso trascurata. L'anacronistico film-caso di studio, figlio de La parola ai giurati di Sidney Lumet o, per restare in tema bellico, di Orizzonti di gloria di Kubrick, si riconfigura come dialogo socratico: una meticolosa ricostruzione dei fatti destinata a toccare dei nervi - politici, comportamentali, etici - scoperti e a rendere problematica una presa di posizione chiara che prescinda dalle ragioni dell'"altra parte". E il fatto che la sensazione di imperdonabile indecisione di fronte al dubbio morale che attanaglia sia ribaltata dallo schermo allo spettatore è fortemente voluto. Elementi che, uniti alle interpretazioni inevitabilmente impeccabili di Rickman e Helen Mirren, elevano Il diritto di uccidere al di sopra dell'aurea mediocritas in cui rischia, colpevolmente, di finire relegato. Peccato solo per un epilogo che mostra ciò che è superfluo mostrare, sbilanciando irreparabilmente l'equilibrio dialogico fin lì esemplare.

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IL DIRITTO DI UCCIDERE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 2 settembre 2016
Nanni

Dalla war room dell'impero del bene, a migliaia di km dal teatro di guerra, si sta conducendo un'operazione ad alta intensità tecnologica che dovrebbe portare all'arresto di una pericolossisima cellula terroristica. Tutto precipita appena si realizza che la cellula sta per essere operativa............Il film ad alta tensione e molto ben costruito da Gavin Hood (regista non nuovo ad operazioni di questo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 agosto 2016
M.Barenghi

Il "dilemma del carrello" sta occupando da qualche decina d'anni i saggi dei filosofi che si occupano di etica, e può essere semplificato nella domanda: "sei disposto ad uccidere qualcuno, anche innocente, per evitare un danno di più vaste proporzioni?" Il quesito è il tema centrale di questo film molto avvincente e capace di creare una tensione quasi incontenibile nello spettatore.

domenica 4 settembre 2016
Filippo Catani

Kenya. Attraverso l'utilizzo di informazioni segrete e dell'ausilio di un drone, viene individuata una pericolosa cellula terroristica pronta a fissare gli ultimi dettagli prima di farsi esplodere con giubbotti esplosivi. Il comando anglo-americano dovrà decidere come procedere. Un film veramente notevole che lascia lo spettatore letteralmente stupito.

mercoledì 31 agosto 2016
Flaw54

Film che fa riflettere  e ripropone un dibattito etico sulla realtà della guerra. Fino a che punto possiamo sostenere i danni collaterali in u n' azione di guerra? Ho apprezzato molto quest' opera, perché  mette da parte l' ipocrisia buonista e mostra la difficoltà  delle scelte da prendersi in spazi temporali assai stretti.

giovedì 13 ottobre 2016
Liuk

A poco tempo da The Good Kill, ritorna il tema dei droni e dei missili lanciati tramite computer. Eye On The Sky, miseramente tradotto ne Il Diritto Di Uccidere, tratta il tema diversamente facendo emergere temi legali e morali che rendono il tutto meno ignobile. La pellicola fa riflettere, pone interrogativi e ci si domanda se sia effettivamente giusto o meno premere il bottone.

martedì 6 settembre 2016
enzo70

Gavin Hood decide di raccontarci la ferocia della guerra da un altro angolo visuale; da un lato una casa a Nairobi dove un gruppo di terroristi, tra cui cittadini inglesi e americani convertiti al fondamentalismo islamico di Al Shaabab, prepara un attentato; dall’altro, i vertici della lotta al terrorismo che dai loro quartieri generali organizzano il bombardamento dell’appartamento attraverso [...] Vai alla recensione »

sabato 3 settembre 2016
maumauroma

Una misera abitazione alla periferia di Nairobi, in kenia, dove alcuni estremisti islamici stanno preparando un attentato kamikaze. Una bambina che vende il pane preparato dalla madre accanto alla casa in questione. Due microspie teleguidate a forma di colibri e di scarabeo che all'interno della casa studiano i dati antropometrici dei terroristi e le loro azioni.

giovedì 25 agosto 2016
Flyanto

Quando si tratta di conflitti bellici il discorso diventa sempre molto delicato e giudicare da che parte stia la ragione, anche in nome di quella di Stato o di un' azione che si ritiene necessaria al fine di debellare quello che viene reputato come il male, è sempre molto soggettivo ed, in ogni caso, parecchio difficile. "Il Diritto di Uccidere" presenta esattamente questo spinoso quesito presentando [...] Vai alla recensione »

martedì 23 agosto 2016
FabioFeli

La citazione di Eschilo,“In guerra la verità è la prima vittima”, sembra annunciare un film contro tutti i conflitti, che si rivela poi un’altalena tra una spy-story thriller e un dramma con risvolti di carattere etico. La storia si svolge tra Nairobi e località lontane di basi militari sparse in tutte il mondo. Un pezzo grosso del terrorismo islamico atterra nella capitale kenyota con sua moglie, [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 giugno 2017
elgatoloco

"Eye in the Sky"di Gavin Hood(molto diverso il titolo italiano"Il dirittio di uccidere"; dove il titolo originale è molto più neutro , relativo al drone, a chi lo manvra-guida, ma anche a tutto il team che si assume, pluralisticamente, la responsabilità di controllare la situazione complessiva e di decidere, a Nairobi, un attacco con un drone che implicherebbe [...] Vai alla recensione »

domenica 11 settembre 2016
Maurizio.Meres

Ottimo film con una tensione dialettale di rara intensità,tematica attuale,in un mondo dove tutto è soprattutto le guerre si possono organizzare seduti in poltrona,chiaramente chi dirige le operazioni e non i soldati sul campo,ma soprattutto si pone il dilemma su due parole secondo me,diritto di uccidere o potere di uccidere,il primo come nel film e la parte di responsabilità legale di azioni svolte [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 settembre 2016
Siebenzwerg

Congegno ben allestito (non so quanto rispondente al vero) con ottimi attori e dialoghi. Una suspense continua di un'ora e più, tra diplomazia e calcoli di politica militare ed elettorale, ci mostra i temi e le forze che si contrastano dietro le quinte dei lanci di bombe che coinvolgono e colpiscono civili innocenti. La guerra oggi nella sua crudezza, interpretata come vetrina ideologica, [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 settembre 2018
Fedezena

ogni tanto al telegiornale sentiamo, bombardamento di quá, bombardamento di lá,. e ognuno si fá un opinione a riguardo. Ma cosa accade davvero prima di quei bombardamenti ? Questo film mostra come vengono prese decisioni importanti, sulla vita delle persone, durante le nostre guerre moderne, e lo mostra dal lato etico/umano. Ci si immedesima fin da subito nei personaggi e nelle loro decisioni, ottimi [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 settembre 2018
Ennio

Come rovinare un buon film. Quello che sarebbe un buon film sul piano della tensione e del ritmo, oltre che nella fotografia, una storia che ti rende partecipe. Ma poi, quando il tema si focalizza sugli "effetti collaterali" di un'azione militare, ecco che la realtà viene fumettisticamente travisata, cercando ossessivamente l'effetto strappalacrime: si tratta di [...] Vai alla recensione »

martedì 30 agosto 2016
Mario Nitti

Prima un omaggio a Alan Rickman; stringe il cuore sapere che questo era il suo ultimo film perchè è stato un attore grande, qualche volta superbo. Non bastano però i nomi, accanto al suo c'è quello di Helen Mirren a fare un film, ci vogliono anche una storia e, specialmente in pellicole come questa, dei dialoghi serrati e credibili.

domenica 21 agosto 2016
LBavassano

Violentemente filomilitarista ed antipolitico, ma soprattutto ipocrita nella rappresentazione di un'organizzazione militare tanto tecnologicamente perfetta quanto umanamente preoccupata dai possibili effetti collaterali del proprio, comunque ampiamente giustificato, indispensabile, intervento, contrapposta ad una classe politica inetta, ridicola ed incapace di decidere, preoccupata unicamente dalla [...] Vai alla recensione »

sabato 27 agosto 2016
genoa1952

si puo' stentare a credere che i militari possano essere cosi' sensibili, cosi' come si puo' non stentare a credere a politici scaricabarile, entrambe le figure descritte magistralmente in questo ottimo film. La storia e' coinviolgente ed incalzante . Un drone che deve individuare ed eliminare potenziali kamikaze ed i dubbi di chi dovrebbe dare l'autorizzazione -questa e' [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 agosto 2016
Marta73

E magari va anche bene, a ognuno le sue idee. Ci sono film filo-militaristi stupendi, ben fatti, ben scritti, ben congeniati. Il problema vero di questo film è che è brutto! Scritto malissimo con attori mai credibili e sempre fedeli a un ruolo pre-confezionato. Film che fa pensare? Non direi, fa pensare al peggio! Film di intrattenimento? mah, non è riuscito a trattenermi in sala.

venerdì 16 settembre 2016
pier delmonte

Mi sembra che qualcosa di simile ho visto in “good kill”, quindi come per quel film meglio lasciar perdere, la sceneggiatura scorre anche bene ma un certo sentimentalismo militare e’ da vomito, davvero.

FOCUS
FOCUS
lunedì 29 agosto 2016
Roy Menarini

Quante volte abbiamo dichiarato di voler essere una mosca per poter volare vicino a nostri conoscenti e guardare ciò che fanno gli altri o ascoltare quel che dicono di noi? Con le nuove tecnologie è possibile. Lo dimostra Il diritto di uccidere di Gavin Hood, dove - tra i molti dispositivi visivi in grado di osservare gli avvenimenti in un dato luogo - c'è anche un calabrone meccanico dotato di micro-telecamera che spia da punti di vista imprendibili e quasi onnicomprensivi la riunione segreta di alcuni jihadisti. È solo una delle strategie di visione proposte dal film, insieme alla vista dal drone, quella proveniente da un altro insetto artificiale, e da altri mezzi, poi rimandati in simultanea su diversi schermi digitali in differenti parti del mondo, collegate tra di loro attraverso una conference call dove si decide la sopravvivenza o meno dei bersagli e delle vittime collaterali.

Non è certo la prima volta che il cinema fa suoi alcuni strumenti di rappresentazione della realtà in uso all'armamentario bellico, anzi alcune serie televisive (come 24) e alcuni franchise cinematografici (le avventure di Jason Bourne) ne hanno fatto un territorio di sperimentazione linguistica e di rinnovamento del linguaggio del cinema d'azione.

Tuttavia, in Il diritto di uccidere di azione ce n'è poca e, come è stato giustamente sottolineato, il nocciolo drammaturgico del film è claustrofobico, quasi teatrale. Le immagini di quello che potrebbe avvenire e di quello che continua a non avvenire creano una tensione formidabile, di cui Hood è perfettamente consapevole, tanto da limitarsi a usare il potenziale estetico delle immagini "senza autore" di droni e occhi meccanici, e mantenendo la regia a livelli minimali di intervento.

Frasi
"Non far sapere mai ad un soldato quant'è disumana la guerra".
Frank Benson (Alan Rickman)
dal film Il diritto di uccidere
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Il film del sudafricano Gavin Hood si destreggia benissimo nell'evitare il rischio che può correre un racconto che parla di guerra attuale, terrorismo, tecnologia militare e bellica. il punto narrativo, e di necessaria ricaduta anche etico, ruota intorno all'uso dei droni e dunque intorno allo stridente contrasto tra l'illusione di poter condurre una guerra "pulita", "chirurgica" e "intelligente" e [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

L'obiettivo da eliminare è individuato-studiato-pedinato da una rete di intercettazioni snodata in vari punti del mondo. Al momento di "colpire" una micro videocamera montata su un insetto-drone (Micro Aerial Vehicle) si apposta nei pressi della futura vittima che sarà messa a fuoco da un altro drone (Reaper Drone) dotato di missili. Il comando al lancio nasce dalla comunanza d'intenti di militari, [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

È un caso più unico che raro quello di un film intelligente, ottimamente recitato, capace di coinvolgerti e farti riflettere: in questo caso, se sia giusto o no sacrificare vittime innocenti al fine di prevenire altri potenziali morti. Una pellicola di guerra, ma non nel modo tradizionale con il quale siamo abituati a confrontarci. In realtà, Il diritto di uccidere è essenzialmente un thriller da camera [...] Vai alla recensione »

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