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Enzo Monteleone

Enzo Monteleone è un regista, scrittore, sceneggiatore, co-sceneggiatore, è nato il 13 aprile 1954 a Padova (Italia). Enzo Monteleone ha oggi 68 anni ed è del segno zodiacale Ariete.

Uno sceneggiatore che si scopre regista

A cura di Paola Monticelli

Enzo Monteleone nasce a Padova il 13 aprile 1954. Il suo interesse per il mondo cinematografico comincia presto e trova espressione già nel periodo universitario: dirige, collabora, scrive. Direttore del Centro Universitario Cinematografico e del cineclub CinemaUno di Padova in compagnia di Roberto Citran e Carlo Mazzacurati, collaboratore del Circuito Cinema del Comune di Venezia e della retrospettiva del 50° anniversario della Biennale Cinema, scrive monografie su Blake Edwards, Ken Russell e Werner Herzog. Nel 1980 dà una mano all'amico Mazzacurati per la realizzazione di Vagabondi, film che ottiene importanti riconoscimenti alla rassegna Film-Maker di Milano.
Enzo è determinato a seguire la sua vocazione cinematografica: nel 1982 si trasferisce a Roma e inizia una lunga gavetta, adattandosi a qualsiasi tipo di lavoro. Scrive press-book per Gaumont e Artisti Associati, fa una trasmissione di cinema per la tv, scrive i dialoghi italiani di Nightmare, segue un tv-movie in Amazzonia come aiuto-regista.

La sceneggiatura, il primo amore
Ma uno dei suoi grandi amori è la scrittura: la lunga carriera di sceneggiatore inizia nel 1986 con Hotel Colonial, una co-produzione Italia-Usa con Robert Duvall, John Savage, Rachel Ward e Massimo Troisi diretta da Cinzia Torrini. Ma il momento più importante è l'incontro con Gabriele Salvatores per il quale scrive ben quattro film: nel 1987 Kamikazen, storia tragicomica di sei attori dilettanti (tra cui gli esordienti Paolo Rossi, Claudio Bisio e Silvio Orlando) che hanno l'occasione di sfondare in tv, ma restano vittime di una truffa; nel 1989 Marrakech Express, ancora una storia corale, con quattro amici che attraversano il Marocco per salvare il quinto della compagnia, detenuto per droga; nel 1991 il capolavoro Mediterraneo, oscar come miglior film straniero, che racconta, sullo sfondo del secondo conflitto mondiale, le avventure, gli amori e le disillusioni di otto militari italiani su una sperduta isola greca dell'Egeo. L'ultima fatica con Salvatores è Puerto Escondido l'anno successivo, che ci riporta ancora una volta al tema del viaggio, questa volta in Messico, per il protagonista, un direttore di banca milanese, coinvolto in due omicidi.
Ma le collaborazioni con i più importanti registi della nuova generazione non finiscono qui: torna dall'amico Mazzacurati per la sceneggiatura de Il prete bello; scrive per Piccioni Chiedi la luna, per D'Alatri Americano rosso, collabora con Sciarra per Alla rivoluzione sulla due cavalli (vincitore del festival di Locarno 2001). Vola in Spagna dove scrive la sceneggiatura del film Spara che ti passa (Dispara!) del regista Carlos Saura, con Antonio Banderas e Francesca Neri presentato al festival di Venezia nel 1993.

Scoprirsi registi, da La vera vita di Antonio H. a Due partite
Nel 1994 arriva il momento di mettersi dietro la macchina da presa e con La vera vita di Antonio H.. esordisce alla regia. Si tratta di una biografia, che mescola aneddoti reali e giochi di sceneggiatura, dell'eclettico attore del nostro cinema Alessandro Haber. La bizzarra esistenza di Antonio H. piace e Monteleone vince il premio Fice per la regia e il suo protagonista riceve il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista. Passano alcuni anni ed Enzo ci riprova: nel 1999 dirige Ormai è fatta!. Tratto da un libro autobiografico di Horst Fantazzini, l'anarchico bolognese conosciuto negli anni '60 come "il bandito gentile", racconta del tentativo di evasione casuale quanto improbabile del protagonista, interpretato da Stefano Accorsi. Un film d'azione che sfocia in dramma, che sa cogliere l'occasione del fatto di cronaca per aprirsi ad una riflessione più profonda sulla società degli anni '70. La pellicola vince il premio della federazione europea dei cinema d'essai al festival di Annecy, il Grolla d'Oro a Stefano Accorsi come miglior attore protagonista, il 1° Premio al festival internazionale dei direttori della fotografia di Madrid e quattro nomination ai David di Donatello 2000. Nel 2002, tornando alle tematiche care in Mediterraneo, dirige El Alamein - La linea del fuoco, in cui racconta le vicende di una compagnia di soldati italiani in una delle battaglie più sanguinose della seconda guerra mondiale in Nord-Africa. Anche questo film ottiene importanti riconoscimenti: 3 David di Donatello, 2 Globi d'Oro, 1 Nastro d'Argento, premio Fellini per la colonna sonora, premio Mastroianni a Pierfrancesco Favino, premio De Sica al regista padovano. Segue una breve parentesi in tv, dove dirige nel 2004 per Canale5 un film in due parti Il tunnel della libertà, tratto una storia vera, che racconta l'impresa di due studenti italiani a Berlino Ovest che nel 1962 riuscirono a far fuggire da Berlino Est una trentina di persone scavando un tunnel sotto il muro. Nel 2007, invece, realizza la fiction di grande successo Il capo dei capi, fotografia della mafia di Totò Riina e del clan dei Corleonesi, che vince il Telegatto come miglior fiction dell'anno.
Il 2008 lo vede impegnato nell'adattamento cinematografico della commedia di Cristina Comencini Due partite, uno sguardo su due generazioni femminili, quella degli anni '70 e quella dei nostri giorni, madri e figlie, con un cast di prime donne: Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher. Bella sfida.

Ultimi film

Drammatico, (Italia - 2008), 94 min.
Drammatico, (Italia - 1999), 99 min.

Focus

INCONTRI
lunedì 2 marzo 2009
Marzia Gandolfi

Dalla parte delle bambine Dopo aver diretto, lungo la linea del fuoco, la ricostruzione della tragica disfatta dell'esercito italiano nel deserto africano durante la Seconda Guerra Mondiale, un film di guerra ma anche un film contro la guerra, Enzo Monteleone traspone al cinema la pièce di successo di Cristina Comencini. Il regista di uomini, di loser, di rapinatori gentili e di storie "vere", guarda il mondo femminile raccolto dentro un salotto e intorno a un tavolo a "giocarsi" la partita

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