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Silvio Orlando

Vizi e virtù di un italiano medio

52 anni, 30 Giugno 1957 (Cancro), Napoli (Italia)
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occhiello
Io sono solo. È una scelta di vita.
Sì, delle donne.

dal film Figli di Annibale (1998) Silvio Orlando è Domenico
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Silvio Orlando
David di Donatello 2009
Nomination miglior attore per il film Il papà di Giovanna di Pupi Avati

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attore per il film Il papà di Giovanna di Pupi Avati

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attore non protagonista per il film Ex di Fausto Brizzi

Festival di Venezia 2008
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film Il papà di Giovanna di Pupi Avati

Nastri d'Argento 2007
Premio miglior attore per il film Il caimano di Nanni Moretti

David di Donatello 2006
Premio miglior attore per il film Il caimano di Nanni Moretti

Nastri d'Argento 2000
Premio miglior attore per il film Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti



Il nuovo film di Fausto Brizzi invaderà le sale il 6 febbraio.

Ex: e vissero felici e contenti?

venerdì 30 gennaio 2009 - Marianna Cappi cinemanews

Ex: e vissero felici e contenti? Seicento copie sono pronte nei magazzini di mamma Rai per invadere le sale italiane, il giorno 6 febbraio. Sono le pellicole di Ex, il nuovo film di Fausto Brizzi, scritto dal regista con i fedelissimi Marco Martani e Massimiliano Bruno e prodotto da Fulvio e Federica Lucisano. Il cast è una lunga passerella di volti noti e capaci del cinema, della televisione e del teatro italiano, con l'aggiunta dei "cugini" Cécile Cassel e Malik Zidi. La conferenza stampa è l'occasione per incontrarli quasi al completo e per assistere ad un piccolo battibecco tra "ex" amici, Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi, non si sa quanto serio e quanto scherzoso. Ma San Valentino è alle porte e l'amore trionferà. Almeno sullo schermo.

Il 2008 è l'anno del trionfo a Venezia per l'attore napoletano.

5x1: Silvio Orlando, quella faccia un po' così

martedì 9 settembre 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Silvio Orlando, quella faccia un po' così Sarà forse per gli occhi buoni da napoletano sognatore che ti fanno pensare ad un individuo con un animo grande oppure gli spigoli del volto e il naso aquilino che, invece, ti fanno intuire una personalità nervosa e ostica. Sarà per questi motivi che Silvio Orlando si presta a molti ruoli ed infiniti personaggi, tant'è che, dopo la vittoria della Coppa Volpi al Festival di Venezia per il ruolo da protagonista nel film di Pupi Avati Il papà di Giovanna, qualcuno lo ha definito il Dustin Hoffman italiano. Adatto al dramma ed alla commedia – genere con cui iniziò negli anni Ottanta con alcune partecipazioni televisive – Orlando è tra i migliori della sua generazione, un talento costruito nei teatri d'Italia mentre si preparava ad una solida arte drammatica. Il trionfo veneziano è il riconoscimento veneziano ad un figlio di Napoli, che ha saputo farsi erede di quella tradizione e portarla sulle sue gracili spalle e di forza nel XXI secolo: molti lo ricorderanno, alcuni anni fa, girare l'Italia con i suoi pezzi di De Filippo, tra cui un mitico "Don Raffaele Il Trombone" da lui diretto e interpretato in cui esclamava continuamente "l'umanità mi fa schifo schifo". Forse qualcuno potrà essere d'accordo con lui, però, Silvio non è solo questo: è tra gli attori preferiti dei migliori registi d'Italia, come dimostra la solida collaborazione con Nanni Moretti, ad esempio, che gli ha portato trionfi a Cannes ed ai David di Donatello (rispettivamente per La stanza del figlio e Il Caimano).

Pupi Avati e gli attori presentano il film al Festival di Venezia.

Il papà di Giovanna: un film che arriva al cuore

lunedì 1 settembre 2008 - Désirée Colapietro Petrini cinemanews

Il papà di Giovanna: un film che arriva al cuore Con l'obiettivo puntato sull'Italia della prima metà del Novecento, Avati offre, con Il papà di Giovanna, il minuzioso ritratto della sua città natale, Bologna, in cui un drammatico fatto di cronaca cambia e rivoluziona la vita di Michele Casali (Silvio Orlando), da molti anni sposato a una donna costretta ad amarlo, Delia (Francesca Neri), e padre dell'adolescente Giovanna (Alba Rorhwacher). Siamo sul finire degli anni Trenta e, anche qui, come nel film di Ozpetek, si parla di un terribile incidente di cronaca: la ragazza uccide per gelosia la sua compagna di banco e, giudicata inferma di mente e ricoverata in un manicomio, viene abbandonata da una madre che improvvisamente rinnega tutta la famiglia. "Il personaggio di Delia", ha spiegato Francesca Neri, "è una madre terribile e calarmi nei suoi panni è stata un'esperienza interessante che però mi ha anche fatto soffrire molto. Pupi mi ha fatto capire che non si può giudicare dall'esterno, certe situazioni bisogna viverle ed è per questo che alla fine, proprio grazie a lui, Delia mi fa quasi tenerezza. Vivere la sua difficoltà è stato un viaggio di sofferenza. Non la giustifico, ma in qualche modo oggi capisco. Capisco che una madre possa vivere questo dolore con un certo distacco".

Presentato a Venezia il nuovo film di Pupi Avati, con Francesca Neri e Silvio Orlando.

Il papà di Giovanna, un film difficile

domenica 31 agosto 2008 - Alessandro Regoli cinemanews

Il papà di Giovanna, un film difficile Il cinema italiano continua a far parlare di sé a Venezia e, ancora una volta, dopo Un giorno perfetto, si presenta con una tragedia familiare. Oggi è la volta di Pupi Avati che presenta in concorso Il papà di Giovanna, la difficile storia di un uomo che cerca di occuparsi della figlia Giovanna (Alba Rohrwacher), rinchiusa in un ospedale psichiatrico dopo aver commesso un terribile delitto ed esser stata dichiarata malata di mente per evitare il carcere. Cast di richiamo per il film di che vede Silvio Orlando nel ruolo del padre di Giovanna (Michele Casali) e Francesca Neri nei panni di una madre (Delia Casali) che, dopo la tragedia, ha rinnegato la propria famiglia rifiutandosi di rivedere Giovanna.
Durante la conferenza stampa proprio Francesca Neri ha dichiarato di aver sofferto nell'interpretare il ruolo di una madre terribile ma di aver provato anche una profonda tenerezza. Silvio Orlando, al suo primo film con Pupi Avati, si è dichiarato contento per il lavoro svolto sottolineando il feeling instauratosi con Alba Rohrwacher, feeling ricambiato dalla stessa attrice.
Tra i film in concorso da sottolineare il ritorno del maestro Miyazaki che presenta Ponyo on the Cliff by the Sea, la storia di Sosuke, un bambino di cinque anni, e della sua amicizia con una principessa pesce rosso, Ponyo, che sogna di diventare un essere umano. Fuori concorso viene presentato Stazione centrale di Youssef Chahine, regista recentemente scomparso.
Per la sezione Giornate degli autori viene presentato The Visitor, una coproduzione europea ambientata in un mondo brutale e misterioso, la selvaggia natura finlandese che fa da sfondo alla storia che vede un misterioso straniero far visita a una famiglia (un ragazzo che vive con sua madre), portando loro un messaggio del padre rinchiuso in carcere. L'altro proposta odierna per le Giornate degli Autori è A Country Teacher, un viaggio di un brillante professore di città che si rifugia in un paesino della campagna boema per sfuggire ai ricordi e all'intolleranza nei confronti della propria omosessualità.
Ci spostiamo in America con Goodbye Solo (sezione Orizzonti), un road movie in cui il tassista Solo deve accompagnare William, un anziano di settant'anni stanco di vivere, fino alla cima di un monte, scelto per il lancio finale. Ne Il bambino di Kabul (Settimana della Critica), protagonista è un altro tassista nella cui macchina viene abbandonato un neonato. Non sapendo che fare e dopo vari tentativi di lasciarlo in orfanotrofio o alle forze di polizia, decide di portarlo a casa e affidarlo alle cure della moglie che lo accoglie e lo allatta.

Il grande sogno

* * 1/2 - - (mymonetro: 2,65)
Un film di Michele Placido. Con Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Massimo Popolizio, Alessandra Acciai.
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Genere Drammatico, - Italia, Francia 2009. Uscita 11/09/2009.

Ex

* * 1/2 - - (mymonetro: 2,72)
Un film di Fausto Brizzi. Con Claudio Bisio, Nancy Brilli, Cristiana Capotondi, Cécile Cassel, Fabio De Luigi.
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Genere Commedia, - Italia, Francia 2009. Uscita 06/02/2009.

Il papà di Giovanna

* * 1/2 - - (mymonetro: 2,76)
Un film di Pupi Avati. Con Silvio Orlando, Francesca Neri, Ezio Greggio, Alba Rohrwacher, Serena Grandi.
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Genere Drammatico, - Italia 2008. Uscita 12/09/2008.

Caos calmo

* * 1/2 - - (mymonetro: 2,98)
Un film di Antonello Grimaldi. Con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Blu Yoshimi.
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Genere Drammatico, - Italia 2007. Uscita 08/02/2008.

Il caimano

* * 1/2 - - (mymonetro: 2,91)
Un film di Nanni Moretti. Con Silvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Nanni Moretti, Giuliano Montaldo.
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Genere Politico, - Italia 2006. Uscita 24/03/2006.
Filmografia di Silvio Orlando »

martedì 9 febbraio 2010 - Grandi attori e giovani scoperte per il nuovo film sulla paternità di Pupi Avati.

Il figlio più piccolo: Ingenui e furbetti (del quartierino)

Edoardo Becattini cinemanews

Il figlio più piccolo: Ingenui e furbetti (del quartierino) A poco più di settant'anni, Pupi Avati procede a quei ritmi produttivi serratissimi cui solo i grandi vecchi del cinema paiono adeguarsi. Come Woody Allen, Clint Eastwood o Manoel De Oliveira, Avati gira in media più di un film all'anno, accompagnando da qualche tempo l'uscita di ognuno di questi con un romanzo tradotto dalla relativa sceneggiatura. Forse uno dei motivi di tanta prolificità sta nelle dimensioni del suo cinema, “piccolo” quasi per definizione. Come “piccolo” è anche il figlio al quale dedica il suo ultimo film, nuovo capitolo di un indagine sulle forme di paternità ma primo in assoluto che guardi con un certo interesse alla realtà italiana e un atteggiamento fortemente critico ai suoi più recenti costumi. Il figlio più piccolo si conferma un piccolo film, nelle dimensioni e nello sguardo, anche se con i grandi obiettivi della critica sociale. Tuttavia, “grandi” sono gli attori che mette in scena, a cominciare da Christian De Sica, ennesima scommessa avatiana di corpo comico che si fa tragico, capace di trasformarsi da italiano medio in vacanza in furbetto del quartierino miserabile, amorale ed estremamente fragile. Oltre a lui e alle conferme di Laura Morante e Luca Zingaretti, la scoperta del “figlio più piccolo” Nicola Nocella, anima candida innamorata di cinema splatter su cui Avati investe il suo elogio della purezza e dell'ingenuità per salvare un'Italia esibizionista e volgare.

Un nuovo film sulla famiglia?
Pupi Avati: Questo è il terzo film in cui mi concentro sulla figura di un padre. Il primo è stato il padre impenitente Diego Abatantuono di La cena per farli conoscere, padre di tre figlie avute con tre madri diverse con le quali si mette contatto solo in seguito ad una profonda crisi personale. Il secondo padre è il Silvio Orlando de Il papà di Giovanna che è al contrario un padre iper-protettivo, che condiziona la vita della figlia imponendole un ideale di felicità e portandola ad un atto infelice ed estremo come un omicidio. Il terzo padre è il più indecente di tutti, il più infame. Chi conosce i miei film sa che non ho mai fatto un cinema di denuncia, perché non mi piace puntare il dito contro la gente, penso che ognuno debba saper prima giudicare se stesso. Ma il presente di questi ultimi tempi è diventato veramente indecente, perfino per una persona moderata come me. Non parlo solo della politica, che è l'ambito contro cui è più facile scagliarsi in modo un po' qualunquistico. Parlo di tutti gli ambiti in cui domina la volgarità, l'assioma che sei quello che hai, i rapporti interpersonali e una scorrettezza praticata in modo sistematico solo per raggiungere uno specifico fine. È questo universo che porta anche una persona come me a insorgere. E senza nessun secondo fine, senza nessuna ragione specifica cerco di ricandidare l'innocenza più “cogliona”, quella più disarmante. In questa forma, in questo scontro-incontro fra una madre e un figlio che si somigliano nel loro praticare con convinzione l'ingenuità, vedo un modo per poter resettare, per ricominciare da capo. Vorrei ritrovare nella gente lo sguardo che apparteneva a Nik Novecento, senza vergognarsi dell'innocenza, del candore, dell'altruismo. Vorrei frequentare solo persone così, solo persone che credono nei sogni e nelle cose impossibili e cancellare dalla mia interlocuzione tutti gli altri. Proprio per questo motivo credo che d'ora in avanti mi occuperò quasi esclusivamente del presente, perché trovo sia davvero molto preoccupante e necessiti di una certa sorveglianza e attenzione.

domenica 24 gennaio 2010 - La domanda dell'attore è stata accolta.

Terra di Siena Film Festival: sentenza a favore di Verdone

a cura della redazione cinemanews

Terra di Siena Film Festival: sentenza a favore di Verdone Direttore di un festival, senza essere stato pagato. Sembra quasi la scena di un suo film: Carlo Verdone era stato chiamato a dirigere il festival cinematografico "Terra di Siena". Lo ha fatto, con successo e mezzo cinema italiano è accorso: la famiglia Tognazzi, Laura Morante, Silvio Orlando, Lucia Bosè, Giovanna Mezzogiorno, Rubini, Veronesi, Paola Cortellesi, Claudia Gerini, Fabio Volo e tanti altri. Ma alla fine dell'ultima edizione da lui diretta, quella del 2006, non viene pagato. La promotrice della rassegna, Maria Pia Corbelli, gli dice di rivolgersi agli enti pubblici. Lei soldi da dargli non ne ha. Ci pensino loro, semmai…
Se l'avesse scritto in un suo film, ci metteremmo a ridere, pensando a Verdone a spasso per le anticamere di uffici comunali, rimbalzando da una segreteria all'altra, con gli occhi al cielo "alla Verdone". Ma il fatto è che è tutto vero. Ne è nato un contenzioso legale. E ora, una sentenza del tribunale di Siena dà ragione all'attore e regista romano. Nella sentenza, depositata in cancelleria il 20 gennaio, e firmata dal magistrato, il giudice Ugo Bellini, si legge: "La domanda di Verdone è fondata e va accolta. Accertato il mancato pagamento di euro 50.000 dovuto all'attore per l'attività di direttore artistico della decima edizione del Terra di Siena film festival, il tribunale civile di Siena condanna l'associazione 'Il viaggio di Ulisse' ed in solido il suo presidente Corbelli Maria Pia al pagamento di 50.000 euro, più interessi e spese legali, a favore di Verdone Carlo".
L'avvocato di Verdone, Felice d'Alfonso del Sordo, che ha assistito l'attore insieme all'avvocato Lorenzini, dichiara: "La sentenza è giusta. Ci sono stati gravi inadempimenti da parte di Maria Pia Corbelli, che non ha versato a Verdone quanto pattuito e dovutogli. Il giudice istruttore ha accertato che gli enti pubblici non erano obbligati con Verdone, come l'organizzatrice pretendeva".
E Verdone? L'attore e regista, in questi giorni sugli schermi con Io, loro e Lara, dice: "Mi ritengo soddisfatto della sentenza, perché chiarisce una volta per tutte la mia misteriosa scomparsa dal festival cinematografico Terra di Siena. È triste, dopo edizioni create e condotte con passione, esplorando cinematografie, organizzando dibattiti, lavorando entusiasta con Mario Sesti e Giovanni Bogani, non aver potuto proseguire questa bella avventura, nella quale è transitato mezzo cinema italiano. Rimane dentro di me una grande amarezza, visto il legame fortissimo con la città di Siena, città natale di mio padre. Non è una questione esclusivamente economica, ma una questione di rispetto, per chi ha amato Siena e la memoria del cinema".

   

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