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![]() Lo sai chi ci abita qui? U' Sultano ci abita qui! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi...vivi nella stessa strada prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te...e invece sono loro i padroni di Cinisi!
dal film I cento passi (2000)
Luigi Lo Cascio è Peppino Impastato
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Attore palermitano formatosi a teatro, ma ben presto arrivato al cinema. Forse è nato veramente un nuovo grande attore italiano, e grazie si deve soprattutto dire a registi come Marco Tullio Giordana, Giuseppe Piccioni e Cristina Comencini che hanno messo per primi le mani su questo talento della recitazione, sdoganando tutti i pregiudizi esistenti e persistenti sugli attori del palcoscenico che venivano ghettizzati dal cinema.
Una famiglia col vizio del cinema
Nato in Sicilia, Luigi Lo Cascio segue la tradizione di famiglia studiando medicina, con l'intenzione di diventare psichiatra (come un suo zio). L'obiettivo verrà poi modificato quando avvertirà farsi più intensa un'altra tradizione di famiglia: quella legata al mondo della recitazione. Ha, per esempio, un cugino paterno, Elio Lo Cascio, che ha recitato nel film La spiaggia (1954) di Alberto Lattuada con Enrico Maria Salerno e Alida Valli, lasciando però la strada di attore per diventare docente universitario. Ma ha anche un altro zio, Luigi Maria Burruano, che ha fatto una discreta carriera d'interprete nel cinema. Per passione, entra in un piccolo gruppo di attori di strada e di cabaret (le "Ascelle") di Palermo.
Ma è l'incontro con Federico Tiezzi che lo spinge a considerare l'attore come una vera e propria professione. Tiezzi lo fa debuttare in teatro, nel 1989, con un piccolo ruolo in "Aspettando Godot" di Samuel Beckett, grazie al quale recita al Quirino e al Carignano. Spinto dalla magia del palcoscenico, si trasferisce a Roma per frequentare l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, diplomandosi nel 1992, con un saggio su "Amleto" diretto da Orazio Costa. Da quel momento in poi, aggiunge al suo curriculum ruoli sempre più importanti e viene diretto da registi come Patroni Griffi, Quartucci e Cecchi.
L'esordio: un indimenticabile Peppino Impastato
Il suo esordio cinematografico, fra l'altro come protagonista, avviene nel 2000, quando lo zio Luigi Maria Burruano, lo invita a partecipare al provino di un film di Marco Tullio Giordana che dovrà girare con l'intensa Lucia Sardo. Il film è I cento passi e racconta la storia di Peppino Impastato, ucciso a Cinisi, dal boss locale Tano Badalamenti (che abitava a soli 100 passi da casa sua), per essersi ribellato al muro d'omertà che avvolgeva il paese. Il film è stupendo, accorato ed intenso, Luigi Lo Cascio si muove sul set e fra Burruano e la Sardo (che interpretano i suoi genitori) come fosse veramente Impastato e questo gli vale il David di Donatello come Miglior Attore Protagonista, nonché una fama immediata ed immensa.
Dopo il successo della pellicola, Luigi riceve varie offerte di lavoro, ma una in particolare lo colpisce per la bellezza della sceneggiatura e per la possibilità di interpretare un personaggio agli antipodi dal ruolo di Peppino: il film è Luce dei miei occhi (2001) di Giuseppe Piccioni, accanto a Sandra Ceccarelli. Lo Cascio e la Ceccarelli avranno modo di lavorare gomito a gomito in diverse pellicole, grazie ad una speciale alchimia che nasce quando si legano professionalmente sul grande schermo. E anche se la pellicola è accusata di essere eccessivamente barocca, Luigi vincerà il Premio Pasinetti come miglior attore e la Coppa Volpi al Festival di Venezia, ma anche due nomination: una all'European Film Awards e una al David di Donatello.
Comencini e Giordana, andata e poi ritorno
Successivamente, i registi fanno a gara per contenderselo, ma è Cristina Comencini a conquistarlo con Il più bel giorno della mia vita (2002), dove interpreta Claudio, il figlio gay che reprime la sua sessualità alla famiglia, composta dalla madre Virna Lisi e dalle sorelle Margherita Buy e Sandra Ceccarelli. L'anno successivo, ritorna ad essere diretto da Marco Tullio Giordana in quello che è considerato il suo capolavoro. Un film originariamente creato per la tv italiana e che sarà distribuito anche nelle sale: La Meglio Gioventù (2002). Inserito in un cast di nomi eccezionali, calatosi perfettamente nel ruolo di uno psichiatra, è lui che strappa le nominations come miglior attore protagonista al David di Donatello e all'European Film Award, conquistandosi un posto fra gli attori più amati dal pubblico italiano.
Marco Bellocchio, nel 2003, gli chiede di vestire i panni di uno dei sequestratori di Aldo Moro in Buongiorno, notte, mentre Alessandro Piva gli offre il suo primo ruolo comico nella commedia Mio cognato, sempre nel 2003, accanto ad uno sprizzante Sergio Rubini, con il quale si sfiderà a colpi di vitalità e simpatia. E si spingerà perfino nel thriller più nero grazie ad Eros Puglielli con Occhi di cristallo (2004), nel ruolo di un commissario di polizia che indaga su un serial killer che mutila i cadaveri.
Nel 2004, Piccioni e la Ceccarelli lo aspettano per calarsi nei panni di un attore nevrotico ne La vita che vorrei e lui, ovviamente non rifiuta, così come non rifiuta un secondo film con Cristina Comencini, La bestia nel cuore, dove condivide insieme a Giovanna Mezzogiorno il dolore di una violenza familiare rimossa. Nel 2006 si cimenta in un noir, Mare nero, firmato da Roberta Torre che richiama da vicino Eyes Wide Shut di Kubrick, ma con risultati ben diversi.
Il legame con quel Peppino Impastato dell'esordio e la profonda conoscenza della realtà siciliana è sempre così forte da portarlo ad accettare il ruolo di protagonista ne Il dolce e l'amaro di Andrea Porporati, dove Lo Cascio passa aldilà della barricata ed interpreta un boss di Cosa Nostra che, non sostenendo più il peso delle sue colpe, decide di cambiare vita e trasferirsi con la sua donna. Il binomio artistico con Marco Tullio Giordana va oltre i ruoli da protagonista, così Luigi nel 2008 prende parte a Sanguepazzo, anche se in veste di semplice comparsa. Lo stesso anno fa parte del cast del discusso Miracolo a Sant'Anna di Spike Lee, accanto ad un altro italiano d'eccezione Pierfrancesco Favino, mentre nel 2009 lo ritroviamo a ritmo anni Cinquanta ne Gli amici del Bar Margherita di Pupi Avati, in un genere, quello della commedia, finora poco esplorato dall'attore siciliano.
Che Luigi Lo Cascio ci sia entrato dentro con le sue splendide interpretazioni è palese e, anche se gira mediamente un film all'anno, è comunque uno degli artisti più amati da pubblico e critica.
David di Donatello 2004
David di Donatello 2001
Ha fatto quasi quaranta film in quarant'anni, eppure il materiale a Pupi Avati sembra non mancare mai. Quello migliore ce l'ha nascosto in casa, nel baule delle cose vecchie, dei ricordi da bar. Da lì ha estratto Gli amici del Bar Margherita, dalle memorie di quando era sedicenne e sognava di poter avere un soprannome e un posto al tavolo del biliardo vicino ai suoi eroi. Quelli, tra gli altri, come Al, il duro del quartiere, come Manuelo, il "linfomane" o come Gian, che è andato a Sanremo per cantare anche se non l'avevano chiamato. Quelli che oggi hanno hanno le facce di Diego Abatantuono, Luigi Lo Cascio e Fabio De Luigi.
Il secondo film italiano in concorso a Venezia (oltre a Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi, presentato lo scorso venerdì, e L'ora di punta di Vincenzo Marra, atteso giovedì) racconta la storia di Saro Scordia (Luigi Lo Cascio), un ragazzo cresciuto nella mafia che viene chiamato a unirsi all'organizzazione. "Volevamo servirci della storia di Saro" spiega il regista Andrea Porporati, "non per raccontare la mafia ma piuttosto un certo tipo di persone e di scelte che la vita ti offre per poi seguire passo passo le conseguenze di queste scelte". In attesa dell'uscita del film (l'appuntamento è per domani nelle maggiori sale italiane), abbiamo incontrato il regista e gli interpreti de Il dolce e l'amaro.
Cominciare un nuovo mese e una nuova settimana con una festività che cade proprio di domenica non è di buon auspicio. Ad ogni modo, la programmazione dei film in tv si presenta da subito ricca e interessante, con la capacità di stupire con uno dei thriller più singolari e meno conosciuti della produzione americana di Fritz Lang: Dietro la porta chiusa (La7, 14.00), rilettura del racconto di Barbablù in chiave noir e psicanalitica. La sera è dominata invece da titoli e nomi di grande appeal. Come quello legato alla serie dei banditi gentiluomini di Steven Soderbergh, che dopo aver sbancato in lungo e in largo, con il terzo episodio, Ocean's Thirteen (Canale 5, 21.30) tentano di fregare perfino il più importante magnate dei casinò Al Pacino. La programmazione di Italia 1 dispensa azione in triplice dose passando attraverso secoli e medium, dal selvaggio west in versione futuribile di Wild Wild West (Italia 1, 19.20), alla battaglia delle Termopili in versione ultraviolenta di 300 (Italia 1, 21.25), su ispirazione di graphic novel di Frank Miller, oppure proiettando Milla Jovovich nel futuro apocalittico dei videogiochi con il primo Resident Evil (Italia 1, 23.45). Ma la notte dei santi, anziché con qualche eroe positivo, preferisce chiudersi in epoca contemporanea con i manager più spietati e le politiche di licenziamento della commedia amara Volevo solo dormirle addosso (RaiUno, 3.20).
L'adrenalina riesce comunque a propagarsi fino a lunedì, quando si presenta una nuova serata all'insegna del militarismo e delle invasioni di virus anomali. Militari in pensione per Shooter (Italia 1, 21.10), dove Mark Wahlberg è un tiratore scelto dei marines che viene coinvolto in un complotto terroristico, o militari in azione nei territori di guerra civile, come quelli che si impegnarono in un tragico blitz in Somalia nel 1993 e a cui si ispira Ridley Scott per il suo Black Hawk Down (Rete 4, 23.15). Proseguono poi le avventure di Alice, l'eroina in lotta con gli uomini zombi della Umbrella Corporation con il seguito di Resident Evil: Resident Evil: Apocalypse (Italia 1, 23.45). Di eroine di tutt'altra specie si racconta invece sul satellite, ovvero delle ragazze dei quartieri alti di New York nel loro passaggio dal piccolo al grande schermo con Sex and the City - Il film (Sky 1, 21.00).
L'ormai consueta triplice programmazione della domenica di Italia 1 inaugura anche questa nuova settimana. E la inaugura con un gradito "ritorno" direttamente da fine anni '80, quello di Marty McFly e dello scienziato pazzo Doc, che in Ritorno al futuro – Parte II (Italia 1, 19.20) viaggiano ancora una volta indietro e avanti del tempo sfidando i paradossi della fisica. Dalla fantascienza brillante di Robert Zemeckis si passa a quella action di Alex Proyas e Will Smith, detective a caccia di automi ribelli in Io, Robot (Italia 1, 21.25). Chiude i giochi l'operazione "bastarda" di Quentin Tarantino A prova di morte (Italia 1, 23.40), omaggio filologico e citazionista al cinema di genere di serie B e alla sua estetica. Ma la domenica prosegue anche in piena notte, con il remake di Sciarada firmato da Jonathan Demme, in The Truth about Charlie (Canale 5, 2.15), in cui Mark Wahlberg e Thandie Newton hanno l'arduo compito di rimpiazzare Cary Grant e Audrey Hepburn. Oppure con l'omaggio di Jean Renoir al mondo folle e itinerante dei teatranti de La carrozza d'oro (RaiTre, 3.30).
A proposito di intoccabili remake, lunedì sera uno dei più grandi film di Stanley Kubrick, nonché il più noto romanzo di Vladimir Nabokov, viene riproposto coi colori e la regia patinati del regista di Nove settimane e mezzo, Adrian Lyne. Nel moderno Lolita (Rete 4, 23.20), il maturo professore di letteratura è Jeremy Irons, mentre l'adolescente "fuoco dei suoi lombi" è Dominique Swain. Un giallo dal respiro letterario ed europeo anche per un'altra giovane star, Elijah Wood, che in Oxford Murders – Teorema di un delitto (Joi, 21.00) è uno studente americano in trasferta nel prestigioso college inglese, dove si ritrova coinvolto in una serie di delitti che hanno a che fare con i più importanti filosofi della scienza. Ma, al di omicidi accademici e infatuazioni passionali, nella serata c'è spazio anche per un cinema più infantile e per i personaggi dei cartoon più amati del passato, come Garfield (Italia 1, 21.10), o del presente, come il panda Po di Kung Fu Panda (Sky 1 HD, 21.00).
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