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giovedì 28 luglio 2016

Luigi Lo Cascio

Lo Cascio dei miei occhi

48 anni, 20 Ottobre 1967 (Bilancia), Palermo (Italia)
occhiello
Lo sai chi ci abita qui? U' zu Tanu ci abita qui! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi...vivi nella stessa strada prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te...e invece sono loro i padroni di Cinisi!
dal film I cento passi (2000) Luigi Lo Cascio è Peppino Impastato
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Luigi Lo Cascio
David di Donatello 2015
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il nome del figlio di Francesca Archibugi

David di Donatello 2004
Nomination miglior attore per il film La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana

David di Donatello 2001
Premio miglior attore per il film I cento passi di Marco Tullio Giordana



Dal 12 novembre Noi credevamo verrà distribuito con solo 30 copie.

È polemica per la scarsa distribuzione

mercoledì 10 novembre 2010 - Luca Marra cinemanews

È polemica per la scarsa distribuzione M ario Martone legge il giuramento della "Giovine Italia" come Roberto Saviano ha detto l'8 novembre in tv a Vieni via con me, "Queste parole" spiega il regista "Riguardano il nostro tessuto civile dal Risorgimento fino a oggi". Si apre così la conferenza stampa di presentazione di Noi Credevamo, ultimo film di Mario Martone presente alla casa del cinema di Roma con parte del cast: Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi e Valerio Binasco. La pellicola, passata in concorso all'ultimo festival di Venezia, è un corposo spaccato sul Risorgimento italiano, in parte ispirato al romanzo omonimo di Anna Banti.
Martone torna al cinema dopo sei anni con un film complesso e impegnativo: "Faccio storie dolorose da sempre. Non so perché ma non sono infelice" premette il regista che poi si focalizza sul suo ultimo film: "Noi Credevamo è fantascienza al contrario, ambientato nel passato ma parla al presente. Non trattiamo del Risorgimento ma di quattro storie legate a questo periodo, quattro luci su ombre che la maggior parte dei cittadini non conosce".
Nel cast, tantissimi attori italiani. Francesca Inaudi che interpreta la liberale principessa Caterina di Belgiojoso racconta : "Mi sono documentata sul personaggio, ma poi la passione ha sovrastato il pur necessario lavoro autobiografico. Volevo restituire l'umanità di Caterina". Ardore nella recitazione anche per Luigi Lo Cascio nei panni di un fervente repubblicano: "Ho cercato di rendere impercettibile lo scarto tra il sentimento e l'azione e mi ha aiutato il sottofondo operistico, colonna sonora del film" dichiara l'attore siciliano, curioso invece l'episodio che ha ispirato il lavoro di Valerio Binasco: "Ho letto molto Dostoevskij, ma un giorno una persona con problemi mentali è venuta in camerino, la sua forza d'animo mi ha guidato sul set".
Grandi temi, 6 milioni di euro di budget ma solo 30 copie per il film che uscirà venerdì prossimo: è polemica per la scarsa distribuzione. Per Carlo Degli Esposti, uno dei produttori "In Italia è impossibile produrre cose non banali. Noi credevamo non merita poche copie, ci sono tanti ‘geometri della cultura', ma serve un architetto che orienti il gusto in senso più alto. Scriverò alla Rai per avere più spot in questo week end" proprio dal servizio pubblico televisivo arriva la replica, Paolo Del Brocco, amministratore di Rai Cinema dichiara: "La Rai ha finanziato il film al 50%, crede in quest'opera necessaria e importante ma se le persone vedono più i cinepanettoni, non dipende dai bravi o scarsi ‘architetti della cultura'", amareggiato Filippo Roviglioni, amministratore di 01 Distribution che distribuisce la pellicola : "Dimentichiamo forse che bisogna fare i conti col mercato, con gli esercenti e non è semplice".
In ogni caso, Mario Martone è fiducioso: "Spero che gli spettatori apprezzino il film e gli regalino quindi il successo" nonostante l'ottimismo l'autore napoletano non perde la sua appassionata lucidità e conclude: "L'Italia comunque è stata fatta ma non dobbiamo nascondere che è stata costruita anche col sangue, come i francesi sono consapevoli che la loro patria è nata con la rivoluzione. C'è un fondo di autoritarismo che ogni tanto riemerge nel nostro Paese e che va combattuto. Dobbiamo assumerci la forza dell'azione legale e non violenta per cambiare. Noi credevamo e crediamo ancora".

Avati e il suo cast presentano Gli amici del bar Margherita.

Eravamo tanti amici al bar

lunedì 30 marzo 2009 - Marianna Cappi cinemanews

Eravamo tanti amici al bar Ha fatto quasi quaranta film in quarant'anni, eppure il materiale a Pupi Avati sembra non mancare mai. Quello migliore ce l'ha nascosto in casa, nel baule delle cose vecchie, dei ricordi da bar. Da lì ha estratto Gli amici del Bar Margherita, dalle memorie di quando era sedicenne e sognava di poter avere un soprannome e un posto al tavolo del biliardo vicino ai suoi eroi. Quelli, tra gli altri, come Al, il duro del quartiere, come Manuelo, il "linfomane" o come Gian, che è andato a Sanremo per cantare anche se non l'avevano chiamato. Quelli che oggi hanno hanno le facce di Diego Abatantuono, Luigi Lo Cascio e Fabio De Luigi.

Il gangster movie di Porporati racconta la mafia attraverso lo sguardo di un uomo qualunque.

Il dolce e l'amaro: non c'è niente da ridere

martedì 4 settembre 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Il dolce e l'amaro: non c'è niente da ridere Il secondo film italiano in concorso a Venezia (oltre a Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi, presentato lo scorso venerdì, e L'ora di punta di Vincenzo Marra, atteso giovedì) racconta la storia di Saro Scordia (Luigi Lo Cascio), un ragazzo cresciuto nella mafia che viene chiamato a unirsi all'organizzazione. "Volevamo servirci della storia di Saro" spiega il regista Andrea Porporati, "non per raccontare la mafia ma piuttosto un certo tipo di persone e di scelte che la vita ti offre per poi seguire passo passo le conseguenze di queste scelte". In attesa dell'uscita del film (l'appuntamento è per domani nelle maggiori sale italiane), abbiamo incontrato il regista e gli interpreti de Il dolce e l'amaro.

Una nuova storia di mafia per Luigi Lo Cascio.

La mafia in Sicilia, più amara che dolce

martedì 4 settembre 2007 - Claudia Resta cinemanews

La mafia in Sicilia, più amara che dolce Ormai un abitudinario dei film sulla mafia e sulla Sicilia, Luigi Lo Cascio, ultimamente maturato molto in teatro, unisce la sua voce a quella di Andrea Porporati, coraggioso regista al suo secondo film. Insieme, raccontano la storia di Saro Scordia (Luigi Lo Cascio), un ragazzo cresciuto per le strade del quartiere palermitano di Kalsa, che si lascia affascinare dal mito della vecchia mafia e viene preso sotto la protezione degli uomini d'onore di Cosa Nostra, che lo crescono nel loro vivaio di promesse. Tra gli anni '70 e la fine dei '90, è raccontata la vita di un mafioso nella sua quotidianità: come e perchè si entra in quel tipo di vita e la realtà di una situazione di cui si sa poco.

Il nome del figlio

* * * - -
(mymonetro: 3,19)
Un film di Francesca Archibugi. Con Alessandro Gassman, Micaela Ramazzotti, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Rocco Papaleo.
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Genere Commedia, - Italia 2015. Uscita 22/01/2015.

I nostri ragazzi

* * * - -
(mymonetro: 3,01)
Un film di Ivano De Matteo. Con Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers.
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Genere Drammatico, - Italia 2014. Uscita 05/09/2014.

Marina

* * * - -
(mymonetro: 3,24)
Un film di Stijn Coninx. Con Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro, Matteo Simoni, Cristian Campagna, Evelien Bosmans.
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Genere Biografico, - Italia, Belgio 2013. Uscita 08/05/2014.

Il capitale umano

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,70)
Un film di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio.
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Genere Thriller, - Italia 2014. Uscita 09/01/2014.

Salvo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,97)
Un film di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza. Con Saleh Bakri, Sara Serraiocco, Luigi Lo Cascio, Giuditta Perriera, Mario Pupella.
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Genere Drammatico, - Italia, Francia 2012. Uscita 27/06/2013.
Filmografia di Luigi Lo Cascio »
Il nome del figlio (2015) I nostri ragazzi (2014)
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