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La meglio gioventù
Un film di Marco Tullio Giordana.
Con Luigi Lo Cascio, Adriana Asti, Sonia Bergamasco, Maya Sansa, Fabrizio Gifuni.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 360 min.
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![]() 6 ore di cinema per raccontare la storia di tutti noi
Giancarlo Zappoli
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Gli ultimi 40 anni della Storia italiana sono raccontati attraverso le vicende di una famiglia. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 7 0 |
David di Donatello 6 3 |
Ispirandosi al miglior cinema italiano...
mercoledì 20 settembre 2006
di ziogiafo
ziogiafo - La meglio gioventù - Italia 2003 - Un grande lavoro, che racconta anche se con qualche piccola imperfezione la storia di un'intera generazione che va dal 1966 al 2002. E'un film coraggioso che arriva al cuore dello spettatore, sfruttando le molteplici vicissitudini dei protagonisti che vivono a cavallo di un periodo storico pieno di fatti di cronaca che hanno segnato in modo indelebile la vita degli italiani. Un'impresa impegnativa per il bravissimo regista Marco Tullio Giordana che continua » |
Per continuare a credere nei valori
martedì 9 dicembre 2003
di lorimen
Sono passati ormai due giorni da quando ho finito di vedere i due atti,ma continuo a pensare alla storia della ""meglio gioventu'""nulla prima di questo film,mi ha lasciato un segno così profondo.Alle soglie dei miei quarant'anni so che i miei sogni sono passati che tutti i giorni mi confronto con una realta'dura,crudele e sopratutto vuota!Ora sono consapevole di non essere la sola, perchè esistono tappe della vita dove l'illusione e l'onnipotenza della gioventu' lasciano il posto alla realta',ma continua » |
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La tv che fa bene al cinema
di Dario
A costo di sembrare esagerato, lo definirei il film italiano più importante degli ultimi 10 anni. Mai mi era capitato di assistere a 6 ore di proiezione e di arrivare alla conclusione con la tristezza che sia già finita. Marco Tullio Giordana è riuscito nell'impresa di mostrare la vita vera senza perdersi in inutili intellettualismi ma, al contrario, utilizzando un linguaggio popolare e ben chiaro a tutti, riuscendo tuttavia a sfuggire alla banalità delle odierne fiction tv. Il cast è perfetto, continua » |
L'affresco di 40 anni di storia italiana
domenica 4 febbraio 2007
di Carlo il cinematografico
Storia dei borghesi Carati di Roma, due figli maschi e due femmine, ripercorrono la storia d'Italia, dal 1966 al 2003, percorrendo tante città italiane, da Roma a Torino, da Palermo alla Toscana. Sceneggiato da Sandro Petraglia e Stefano Rulli, diretto dal grande regista de "I centi passi" (2000), e contornato da una ricchissima galleria di personaggi, è una grandiosa parabola sulla vita e sulla storia, Giordana stupisce per la finezza e la grandiosità della regia e della narrazione, un grande film continua » |
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| Maya Sansa ad Alessio Boni (Mirella a Matteo) | |
| Ti perdono solo perché sei bello! | |
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| Nicola a sua madre (quando scopre di avere un nipote, figlio di Matteo) | |
| perché, si fa tanta fatica a credere alle cose belle mentre a quelle brutte ci si crede subito? | |
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| Il professore e Nicola | |
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Lei ha una qualche ambizione? Ma... Non... E Allora vada via... Se ne vada dall'Italia. Lasci l'Italia finché è in tempo. Cosa vuole fare, il chirurgo? Non lo so, non ho ancora deciso... Qualsiasi cosa decida, vada a studiare a Londra, a Parigi... Vada in America, se ha le possibilità, ma lasci questo Paese. L'Italia è un Paese da distruggere: un posto bello e inutile, destinato a morire. Cioè, secondo lei tra poco ci sarà un'apocalisse? E magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire... Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta, vada via... E lei, allora, professore, perché rimane? Come perché?!? Mio caro, io sono uno dei dinosauri da distruggere! |
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Altre frasi celebri del film La meglio gioventù
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L’Italia ai tempi del ‘68: una saga da non perdere
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Arrivare a una qualche verità attraverso il romanzo, arrivare al quadro storico attraverso le vicende private. Arrivare all'ottimismo attraverso la stoica accettazione delle tragedie e dei dolori. Questi sono obiettivi che di solito si pone solo la grande letteratura. Il cinema, molto meno; e la televisione, mai. Donde la lieta sorpresa di La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, una straordinaria impresa produttiva pilotata da Angelo Barbagallo (sei ore di film, in origine destinate alla tv e ora divise in due appuntamenti in sala) che sulla scia di Heimat di Reisz sfida le abituali formule confidando nel flusso di un'appassionante materia narrativa. » |
di Alessandra De Luca Ciak
La meglio gioventù è uno di quei film che hanno il potere di costruire un mondo che non vorresti abbandonare mai più. Una di quelle storie che ti aiuta a vivere, a capire, ad amare, a ridere, a provare un dolore profondo. In sei velocissime ore (la pellicola è stata distribuita nelle sale in due parti), percorrendo a ritmo sostenuto dieci chilometri e mezzo di pellicola Marco Tullio Giordana ti strappa il cuore, ma solo per rianimarlo e restituirtelo più forte di prima, danzante sulle note struggenti di "Oblivion" di Astor Piazzolla, palpitante insieme a quello degli straordinari personaggi che danno corpo e anima sullo schermo a quarant'anni di storia italiana, dall'estate del 1966 alla primavera del 2003. » |
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di Maria Novella Oppo l'Unità
Ormai siamo tutti telespettatori professionisti e ci bastano un'immagine, una faccia, una frase, per capire se si tratta di film, telefilm o sceneggiato. E basta forse ancora meno per capire se siamo di fronte a un prodotto di qualità o alla ennesima serialità americana o nostrana. Ecco perché il fatto che La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana abbia raccolto attorno a quello che è diventata Raiuno oltre 7 milioni di persone, non sorprende neanche un po'. Lo spettatore riconosce la bellezza, anche se è afflitto, fino ad esserne coinvolto, dalla trivialità dominante. » |
di A. O. Scott The New York Times
Having seen it recently, from start to finish, for the third (and I hope not the last) time, I prefer to think of The Best of Youth as a Roman epic. That may be a little misleading, since there is not a chariot, a toga, or an armored breastplate to be seen in the whole six hours. Nor is there the kind of heroic scale and romantic sweep that the word epic, when applied to movies, or even to television, generally suggests. The Best of Youth, which takes its title from a book of poems by Pier Paolo Pasolini, as well as from an old military marching song, 15 about the members of an ordinary, modern Italian family, in love, at work, at one another’s sides and on one another’s nerves. » |
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