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mercoledì 28 settembre 2016

Maya Sansa

Un'altra grande attrice italiana che la Francia ci ha rubato

41 anni, 25 Settembre 1975 (Bilancia), Roma (Italia)
occhiello
Ti perdono solo perché sei bello!
dal film La meglio gioventù (2003) Maya Sansa è Mirella Utano
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Maya Sansa
David di Donatello 2013
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Bella addormentata di Marco Bellocchio

David di Donatello 2013
Premio miglior attrice non protagonista per il film Bella addormentata di Marco Bellocchio

Roma Fiction Fest 2009
Premio miglior attrice miniserie per il film Einstein di Liliana Cavani

David di Donatello 2004
Nomination miglior attrice per il film Buongiorno, notte di Marco Bellocchio



L'attrice italo-iraniana è a Bari per il Festival "Frontiere".

Maya Sansa: "Non umiliate il corpo delle donne"

lunedì 3 ottobre 2011 - Paolo Calcagno cinemanews

Maya Sansa: La sua lettura di "Storia lacerata nel corpo di una donna", di Adonis, poeta siriano in odore di Nobel, è stato uno dei momenti magici delle serate del Festival "Frontiere", al "Petruzzelli" di Bari. L'emozione vibrava forte nel cuore di Maya Sansa, 35 anni, italo-iraniana per parte di padre, fino a bloccarla, sia pure per un solo momento. La platea l'ha sostenuta con un generoso applauso di incoraggiamento, ma la situazione restava difficile anche per un'attrice navigata e di raro talento come l'interprete de La meglio gioventù e Buongiorno notte. A soccorrerla, però, è stata la qualità della persona, la sua spontanea tendenza a porsi in sintonia con gli altri. Continua »

   

Silvio Muccino presenta la sua seconda opera come regista.

Crescere in un mondo d'amore

lunedì 20 dicembre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Crescere in un mondo d'amore Maturità professionale e ambizioni in crescita per Muccino "il giovane". Alla sua seconda opera come regista, il giovane attore continua a parlare d'amore ma allarga il senso della definizione, cercando di abbracciare un mondo "altro" che unisca romanzo di formazione e impegno civile, critica al giovanilismo effimero e manifesto per un'etica umanitaria. Un altro mondo è quello che cerca Andrea, neo-ventottenne che vive ovattato in un mondo fatto di lusso, festini e assegni in bianco, dal quale comincerà a emergere solo in seguito ad un viaggio in Kenya alla ricerca di un padre scomparso e di un fratello ignoto.
A parlare in conferenza stampa, oltre al giovane autore pariolino, anche i co-protagonisti Isabella Ragonese, Maya Sansa, Flavio Parenti e Michael Rainey Jr., la scrittrice Carla Vangelista (già sceneggiatrice di Parlami d'amore) e il dottor Gianfranco Morino, chirurgo che da anni lavora in Africa per realizzare un ospedale a Nairobi.

Come definiresti questa opera seconda?
Silvio Muccino: Ogni volta che me lo chiedono lo definisco come una specie di About a Boy ai tempi di Obama. La verità è che questo film è una fotografia della nostra società attuale che mette in campo tanto l'Italia quanto il Kenya, che proprio di Obama è il paese di origine. Un altro mondo è la storia di un rapporto fra un ragazzo italiano e un bambino di colore kenyota. Una storia che nasce dal romanzo di Carla Vangelista, che devo davvero ringraziare per avermi permesso di esplorare e di raccontare l'Africa, ma anche di interpretare un ruolo che non di frequente mi capita di poter leggere su una sceneggiatura. Personalmente, non mi sento né un regista né un attore. Mi sento solo una persona profondamente innamorata del cinema e delle storie che solo il cinema sa raccontare. Si tratta del mio secondo film ma non penso ci siano grandi rapporti con il primo, Parlami d'amore, così come non voglio che i miei prossimi film riutilizzino questa formula: sono continuamente alla ricerca di storie che mi diano nuovi stimoli.

Sono passati tre anni dal tuo primo film.
S.M.: Tre anni sono un tempo lungo ma non poi così tanto. Ci metto molto amore nel mio mestiere e mi ritengo davvero molto fortunato. Per come sono fatto, non riesco a entrare e uscire dai progetti, li seguo li faccio miei dall'inizio alla fine. Il tempo deriva anche dal fatto che sicuramente sento la responsabilità e l'esigenza di volermi trasformare, di volermi meritare una credibilità professionale che non passi solo attraverso fortunati exploit di incassi, ma anche attraverso determinate scelte artistiche. C'era in effetti il rischio di deragliare. Il mio personaggio è molto diverso da me, forse il più diverso di tutti i personaggi che ho interpretato finora. Sapevo inoltre di dover dirigere un bambino e la cosa poteva rivelarsi complessa. Invece questo film mi ha insegnato che recitare con un bambino significa lasciare aperta la porta dell'improvvisazione. Rispetto a Parlami d'amore ho cercato di lasciare entrare maggiormente la vita, stimolare una reazione vera e lasciare che la scena partisse da sé. Il che mi ha portato in più occasioni a sentirmi più spalla che protagonista degli altri attori. È stata davvero una grande esperienza.

Quali sono le differenze con la tua opera prima?
S.M.: Mi interessa raccontare il processo di crescita. Sia in Parlami d'amore che in Un altro mondo parlo di persone che crescono, della paura di crescere, delle difficoltà del crescere, e di tutte quelle persone che ci aiutano a farlo. Parlare di "esistenzialismo" lo fa sembrare molto importante ma in sostanza è solo un processo di formazione, in cui peraltro inserisco principalmente riferimenti molto pop. Oltre ad About a Boy, posso citare infatti anche Gente comune o Magnolia: film che non si vergognano di parlare di emozioni e di quel particolare passaggio da un passato a un futuro che rappresenta ogni crescita.

Oltre che di crescita, nel film si parla anche di integrazione.
S.M.: Non credo di dire qualcosa di scioccante se affermo che l'Italia è un paese in cui l'integrazione non è avvenuta. È molto importante in un periodo in cui esistono delle forze politiche che tendono a rimandare indietro i flussi migratori che in Italia si parli di accettazione. Parlo di accettazione ancor prima che di integrazione perché ritengo che Un altro mondo racconti proprio questo: l'accettazione di tutto ciò che ci fa paura guardare. Charlie è una figura che mostra e rivela i limiti e le fragilità di tutti: è colui che sbatte in faccia ad Andrea e a Livia il fatto di esser stati privati della loro infanzia e che li obbliga a fare i conti con i traumi del loro passato.

È più difficile lavorare con un attore bambino?
S.M.: Michael è un talento, è un bambino che ha una facilità di espressione meravigliosa, anche senza il bisogno di esprimerla con la parola. È capitato che eravamo alla disperata ricerca di Charlie e lo abbiamo visto in un video di Tiziano Ferro, con un sorriso e due occhi che illuminavano tutta New York. Durante il suo provino gli abbiamo solo chiesto di memorizzare il suono delle parole che doveva ripetere e il senso che usciva da quella strana cantilena recitata a memoria ci ha stregato. Michael Rainey è uno di quei prodigi come Dakota Fanning, quelli che ti capitano once in a lifetime.

Come vivi questa competizione natalizia?
S.M.: In realtà mai avrei immaginato un'uscita natalizia. Per certi versi lo sento un film molto coraggioso e impegnato e mi pareva assurdo vederlo accanto all'ilarità dei cinepanettoni. Secondo i distributori si trattava invece di un vero film natalizio, non nel senso di un film che percorre una filone di successi comici e commerciali, ma di una tradizione "natalizia" alla Frank Capra, come La vita è meravigliosa. Il più bel complimento è stato sentirli dire che fosse un film di qualità capace di scaldare il cuore di chi lo guarda. Diciamo così che rientra in un altro tipo di Natale, ma la cosa non mi mette affatto a disagio.

Quali sono le differenze rispetto al suo libro?
Carla Vangelista: Scrivere un libro ti lascia grande libertà d'azione e ti permette di dare ai personaggi femminili quella grande forza che spesso il cinema "maschile" non gli permette di avere. In una storia come questa i personaggi di Livia e Cristina sono fondamentali al percorso di Andrea e penso sarebbero rimaste le stesse anche se fosse nata prima la sceneggiatura. Raccontare l'evoluzione di un personaggio maschile non significa relegare le figure femminili a ruoli deboli e unidimensionali. Rispetto al libro abbiamo deciso di togliere attenzione a Tommaso e dare più importanza al rapporto fra Charlie e Andrea. L'adattamento è frutto di un processo davvero molto lungo, più di un anno e mezzo, durante il quale non ci sono stati comunque spargimenti di sangue e abbiamo litigato solo qualche volta.

La parola agli altri attori.
Isabella Ragonese: Per me era una grande occasione interpretare un personaggio come Livia perché è molto diversa dagli altri personaggi che ho fatto finora, ha tutta un'altra energia. Il discorso per me non riguarda essere più o meno protagonista di un film, ma poter segnare il percorso del mio personaggio. Livia viene presentata con un'energia molto negativa: è sempre tesa, sempre contrariata, ma poi trova una bellissima apertura. Certo, anche in questo caso sono "la fidanzata di", ma trovare una figura femminile così ben scritta e con un tale spessore è sempre divertente e soprattutto è un occasione da cogliere al volo.
Maya Sansa: Anche il mio è un bellissimo ruolo. Non ne conosciamo il percorso, non ne apprendiamo l'evoluzione, ma sappiamo che Sara è una donna che ha già capito molte cose, che ha preso una posizione netta nella vita e ha così deciso di andare a lavorare in Africa. Prima ancora di conoscere il personaggio, Silvio mi ha proposto di partire in Africa con lui e di fargli scoprire il Kenya, scoprire Nairobi, di diventare per lui il personaggio che gli fa conoscere le bidonville e che gli apre un nuovo percorso, imponendogli di assumersi una responsabilità enorme con grande ironia e leggerezza.
Flavio Parenti: Con Silvio c'è un grande rapporto di collaborazione, una fiducia tale che mi ha portato a catapultarmi in una dimensione lontanissima da me. A me piace molto trasformarmi e questa è stata un'occasione d'oro. Non mi importa se il personaggio di Tommaso nel romanzo aveva più spazio, anzi più un personaggio viene smussato e più un attore ha l'occasione di potergli dare un'impronta digitale forte.
Michael Rainey Jr.: Ho portato indietro un sacco di amore, un sacco di cose. Cose che non avevo mai visto prima, cose davvero bellissime: leoni, facoceri, giraffe.

Il lato umanitario de Un altro mondo
Silvio Muccino: L'incontro con il dottor Morino mi ha cambiato più del viaggio in sé. Ero preparato a vedere un certo tipo di miseria, di povertà, di durezza e di violenza, ma non ero assolutamente preparato a vedere uomini in giacca e cravatta e donne in tailleur entrare e uscire con quella dignità da una bidonville. In quel momento ho capito che dovevo cambiare tutto quello che avevo immaginato. Non è un aspetto meramente registico: è come se mi fossi risvegliato. Nella mia vita non sono mai stato particolarmente sensibile alla beneficenza ma una volta che entri in contatto con quella realtà non puoi più voltare la testa. Abbiamo deciso così assieme a Carla di restituire all'Africa quello che ci aveva dato. Una domenica ci siamo dati un appuntamento con Gianfranco Morino ai bordi dello slum dove sta cercando di far sorgere una struttura ospedaliera completamente gratuita per i suoi pazienti e abbiamo deciso di dargli una mano a portarla a termine.
Carla Vangelista: Gianfranco si sta occupando anche della formazione del personale medico, seguendo il principio sacrosanto che l'Africa ha molto bisogno di carità ma di autonomia. Da questi intenti è nato il libro per bambini dedicato alla figura di Fish N'Chips che è lo sviluppo del pupazzo che Charlie si porta dietro per tutto il film. È la storia di un piccolo dinosauro e per me rappresenta la mia prima (e sofferta) incursione nella letteratura per bambini. È stato molto difficile ma è importante che tutti i proventi vengano devoluti all'associazione del dottor Morino, "Amici del Mondo-World Friends".
Gianfranco Morino: Ringrazio moltissimo Carla e Silvio. In questi tempi freddi e bui di ideali, questo film riscalda davvero il cuore. Quando l'ho visto, mi è tornato alla mente un detto della popolazione sudafricana cui appartiene anche Nelson Mandela: "una persona è una persona solo attraverso le altre persone". Il concetto di comunità è stato perduto in Africa, soprattutto nelle persone che vivono nelle baraccopoli. La "World Friends" è un'associazione nata in Africa, in luoghi dove i bambini vivono fra cartoni, lamiere e rifiuti. Colgo l'occasione per informarvi che fino a domenica 26 dicembre potete contribuire con una donazione di 1 euro attraverso un sms al 45593.

Cinque donne e un festival.

5x1: A Roma, la festa delle donne

martedì 13 ottobre 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: A Roma, la festa delle donne A pochi giorni dall'inizio dell'ormai ex festa veltroniana si può dire che il Festival Internazionale del Film di Roma sta finalmente assumendo una sua dimensione. Lontana dal padre putativo – e anche dalla madre adottiva Goffredo Bettini che lo ha diretto agli inizi – la quarta edizione può essere considerata quella dello slancio in avanti definitivo. Messe da parte velleità autoriali e appetito da aperitivo accanto al tappeto rosso, la selezione in concorso del 2009 si dimostra sobria ma anche attenta alle esigenze del pubblico, come dimostra Up in the air di Reitman con Clooney, e le ricche selezioni parallele, tra documentari e voglia di sperimentare.
Scartabellando tra le pieghe del Festival tra ruggiti di vecchi leoni come Ivory, Littin e Hallstrom, fa piacere leggere i nomi di donne, giovani e meno giovani, che rappresentano il passato, il presente e soprattutto il futuro del nostro cinema. Con madrina del festival Margherita Buy e l'opera prima di Stefani Sandrelli regista, a Roma sfileranno sul tappeto rosso cinque stelle emergenti – ma anche un po' di più – della celluloide del Belpaese: Maya Sansa, Isabella Ragonese, Valeria Solarino, Alba Rohrwacher e Moran Atias. Ed è il caso di esclamare: è veramente un bel cinema.

Dalla penna del grande romanziere un personaggio da non confondere con l'omonimo illusionista.

David Copperfield, la letteratura di Dickens approda su Rai Uno

venerdì 24 aprile 2009 - Alessandra Giannelli cinemanews

David Copperfield, la letteratura di Dickens approda su Rai Uno Da uno dei romanzi più popolari, ma anche più letti, da generazioni di adolescenti, David Copperfield, un film di Ambrogio Lo Giudice, co-prodotto da Rai Fiction e Rizzoli Audiovisivi, in onda, in prima serata su Rai Uno, domenica 26 e lunedì 27 aprile. Ad interpretare il noto personaggio è il bravo Giorgio Pasotti, a fianco a lui, un'altra eccellente protagonista, Maya Sansa, ma anche Gianmarco Tognazzi, nel personaggio del "cattivo" Uriah Heep, Stefano Dionisi, che interpreta Edward Murdstone, Chiara Conti, nel ruolo della madre di Copperfield e Larissa Volpentesta, nei panni di Emily. Un racconto, in realtà, non così letto, ma bensì tramandato oralmente, sostiene il responsabile Rai Fiction Max Gusberti, ma di certo un grande romanzo, anche un successo per la televisione nel 1965 (il celebre sceneggiato, interpretato da Giancarlo Giannini, divenne un cult), che crea una certa continuità, "televisivamente parlando", con la tradizione di riadattare alcune storie famose, come è accaduto con Rebecca-La prima moglie, che dovrebbe essere il "gusto" di Rai Uno.

Diretta da Liliana Cavani, la miniserie approderà in autunno sui palinsesti della Rai.

Il genio di Einstein al Fiction Film Festival

venerdì 11 luglio 2008 - Marianna Cappi cinemanews

Il genio di Einstein al Fiction Film Festival Reduce dal successo di pubblico e di critica dello scorso anno, Il cielo è sempre più blu, biopic su Rino Gaetano, la Ciao Ragazzi di Claudia Mori presenta quest’anno al Fiction Film Festival di Roma un nuovo racconto biografico, che punta ben più in alto: ad Albert Einstein. Icona del Novecento, genio della fisica, nome universalmente noto, Einstein, curiosamente, non ha goduto fino ad ora di grande attenzione da parte di cinema e tv, forse perché le sue teorie poco si prestano alla rappresentazione immediata e alla conoscenza divulgativa. Al contrario, è proprio spronata da questa sfida, di rosselliniana memoria, che vi si è cimentata Liliana Cavani, da sempre conquistata dai personaggi che da soli hanno compiuto una rivoluzione culturale.
La messa in onda della miniserie Einstein è prevista per l’autunno sulla Rai.

Breve storia di lunghi tradimenti

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Davide Marengo. Con Guido Caprino, Carolina Crescentini, Maya Sansa, Flora Martinez, Philippe Leroy.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2011. Uscita 28/01/2016.

Storie sospese

* * - - -
(mymonetro: 2,00)
Un film di Stefano Chiantini. Con Marco Giallini, Maya Sansa, Alessandro Tiberi, Antonio Gerardi, Pietro Bontempo.
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Genere Commedia, - Italia 2015. Uscita 03/09/2015.

Molière in bicicletta

* * * - -
(mymonetro: 3,41)
Un film di Philippe Le Guay. Con Fabrice Luchini, Lambert Wilson, Maya Sansa, Laurie Bordesoules, Camille Japy.
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Genere Commedia, - Francia 2013. Uscita 12/12/2013.

Bella addormentata

* * * - -
(mymonetro: 3,42)
Un film di Marco Bellocchio. Con Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Maya Sansa.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2012. Uscita 06/09/2012.

Il primo uomo

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,86)
Un film di Gianni Amelio. Con Jacques Gamblin, Catherine Sola, Maya Sansa, Denis Podalydès, Ulla Baugué.
continua»

Genere Drammatico, - Italia, Francia, Algeria 2011. Uscita 20/04/2012.
Filmografia di Maya Sansa »

sabato 27 agosto 2016 - Tra letteratura e teatro, filosofia e scienza, dal 31 agosto l'appuntamento è a Venezia per tuffarsi in un mare di cinema e approdare a nuovi lidi. E su MYmovies.it torna la Sala Web con ben 18 titoli in streaming.

73. Mostra di Venezia, i film (internazionali) da non perdere

Marzia Gandolfi cinemanews

73. Mostra di Venezia, i film (internazionali) da non perdere

venerdì 26 agosto 2016 - Riccardo Scamarcio e Greta Scarano sono i protagonisti di un film sui fatti che sconvolsero Roma fra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta. Dal 6 ottobre al cinema.

La verità sta in cielo, il poster

a cura della redazione cinemanews

La verità sta in cielo, il poster

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