Giovanna MezzogiornoL'amore ai tempi di Giovanna35 anni, 9 Novembre 1974 (Scorpione), Roma (Italia) |
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![]() Quanto tempo sapresti aspettare per amore?
dal film L'amore ai tempi del colera (2007)
Giovanna Mezzogiorno è Fermina Daza
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Una delle poche attrici italiane che sa far ridere e piangere. Con una bellezza semplice, mai ostentata, ha seguito un percorso artistico fatto di film di qualità, e si è fatta dirigere spesso da autori di livello internazionale. Poco più che trentenne, è una delle interpreti italiane più richieste all'estero.
Dalla danza all'amore per il cinema
Figlia di Vittorio Mezzogiorno (scomparso quando lei aveva vent'anni) e Cecilia Sacchi, due attori importanti del cinema e del teatro italiano, Giovanna cresce a Roma, città dove rimane fino a diciassette anni. Vorrebbe diventare una ballerina e studia danza fino a tredici anni. Superata la maggiore età, parte per Parigi dove trascorre un periodo ricco di lavori interessanti: fa parte del Workshop di Peter Brook, al Centre International de Créations Théatrales. Grazie a questa illustre esperienza capisce che la strada della recitazione è quello che fa per lei. Torna in Italia e debutta al cinema con Il viaggio della sposa (1997) di Sergio Rubini, dove interpreta una giovane donna del Seicento che il destino farà innamorare di un stalliere. La freschezza della sua recitazione, misurata e seducente al tempo stesso, la ritrae come la migliore tra le giovani promesse della sua generazione (vince il Globo d'Oro, il Premio Flaiano e la Grolla d'Oro come rivelazione).
La popolarità con L'ultimo bacio di Muccino
Nel 1998 viene diretta da Michele Placido nel drammatico Del perduto amore e conquista anche stavolta diversi premi, dal Ciak d'oro al premio Pasinetti come migliore attrice. Allo stesso tempo viene scritturata per il film tv Più leggero non basta di Elisabetta Lodoli dove recita vicino alla madre Cecilia e soprattutto conosce quello che diventerà compagno di vita per diversi anni, ovvero Stefano Accorsi. Si lancia nella commedia Asini di Antonello Grimaldi e ne esce vincente, dimostra di conoscere perfettamente i ritmi e i tempi comici. Dopodiché entra a far parte del cast di Un uomo perbene e nel 2000 sbanca ai botteghini con L'ultimo bacio di Gabriele Muccino, dove interpreta una nevrotica trentenne, in pieni crisi esistenziale, tra un neomarito che la tradisce e una gravidanza tanto desiderata quanto complicata.
Il successo con Ozpetek e l'amore per la Francia
Incrociando il viaggio di uno scrittore famoso, la vediamo in Nobel (2001) di Fabio Carpi, poi diventa un'attrice arrestata ingiustamente per droga in Malefemmine (2001) di Fabio Conversi. Nello stesso anno è nel filosofico Tutta la conoscenza del mondo di Eros Puglielli, seguito dall'impegnato Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni (2003), dove veste i panni della giornalista italiana rimasta uccisa in un agguato a Mogadiscio. Vince il David di Donatello come miglior attrice per La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek, poi scappa in Francia per rifugiarsi in un gruppo di amici per la pelle che mettono in piedi un patto per dare una svolta alle proprie vite ne Il club delle promesse (2004) di Marie-Anne Chazel. Torna in Italia per fare coppia con Adriano Giannini nello stucchevole Stai con me (2004) e nell'amara riflessione sulla malattia e la vita ne L'amore ritorna (2004) di Sergio Rubini.
In America per una storia d'amore… cinematografica
Spesso ha dichiarato di non amare la televisione ma, in ballo a progetti interessanti, la vediamo trasformarsi nella monaca di Monza per la regia di Alberto Sironi e in Suor Semplice, al fianco di Gérard Depardieu, nella trasposizione tv de I Miserabili (2005) diretta da Josee Dayan. Poi si ritrova adulta a vivere il trauma di una violenza subita da bambina ne La bestia nel cuore (2005) di Cristina Comencini, percorre le strade di un mondo fantascientifico in Ad Project (2005) di Eros Puglielli e diventa confidente di Pollo e Curry, due adolescenti italiani, sullo sfondo di un'India confusionaria come le menti dei due ragazzi, in Lezioni di volo (2006) di Francesca Archibugi. Prende l'aereo e oltrepassa l'oceano per lavorare con Mike Newell nel sentimentale L'amore ai tempi del colera (2007), tratto dall'omonimo romanzo di Gabriel Garcia Marquez.
Un noir indipendente e il cinema d'autore di Bellocchio e Wenders
Il ritorno in Italia è segnato dal noir Notturno Bus (2007) di Davide Marengo dov'è una ladra incorreggibile innamorata dell'autista di autobus Valerio Mastandrea. Vive un'instabile storia d'amore in L'amore non basta (2008), poi passa al cinema d'autore di Marco Bellocchio con Vincere (2008), a fianco di Filippo Timi e Antonio Albanese. Ma i viaggi all'estero non sono finiti: nello stesso anno lavora con il regista tedesco Wim Wenders nel progetto The Palermo Shooting che la vede protagonista, con Dennis Hopper e Milla Jovovich, di un ritratto autentico della città siciliana.
Nastri d'Argento 2009
Nastri d'Argento 2009
David di Donatello 2006
Festival di Venezia 2005
David di Donatello 2003
Nastri d'Argento 1999
Liberamente ispirato al romanzo “Miccia Corta” e alla vita (e all’amore) di Susanna Ronconi e Sergio Segio, La prima linea di Renato De Maria racconta i drammatici eventi che colpirono l’Italia negli anni Settanta e hanno per protagonisti un uomo e una donna, membri del gruppo armato di sinistra Prima Linea. Partendo dal gennaio del 1982, giorno stabilito per l’evasione della Susanna di Giovanna Mezzogiorno dal carcere di Rovigo, e procedendo a ritroso, il film di De Maria mette in scena la brutalità nella quale sfociarono le iniziative dell’organizzazione terroristica e mette a tacere le polemiche e le speculazioni sterili che hanno preceduto l’uscita ma soprattutto la visione del film. Scritto da Sandro Petraglia e Ivan Cotroneo, prodotto da Andrea Occhipinti e dai fratelli Dardenne, La prima linea riferisce, senza celebrarle, le gesta di “cattivi” reali, eludendo i meccanismi di fascinazione e di emulazione da parte dello spettatore. De Maria si è evidentemente posto la questione dei processi di identificazione, dimostrando di comprendere bene l’appeal esercitato dai suoi protagonisti. Nonostante i ripetuti (e inquietanti) tentativi di “affondamento” del film, La prima linea di De Maria vedrà stelle e schermo e farà appello al solo giudizio del suo pubblico. A Roma per presentare il loro film, il regista, gli attori, gli autori e i produttori hanno discusso le modalità di rappresentazione della criminalità.
Ha il volto americano e gli occhi azzurri di Dennis Hopper la morte che "bracca" un fotografo tedesco da Düsseldorf a Palermo per farsi ritrarre più gentile e cortese di quanto gli uomini la immaginino. Un po' Bergman, un po' Antonioni, ai quali il film è dedicato, Palermo Shooting insegue on the road un'ossessione, la filma, la fotografa e la mette in scena. È l'ossessione centrale del cinema di Wenders: quella del volo, del tuffo, del salto nel vuoto.
Questa volta a raccoglierlo e ad accoglierlo lungo l'autostrada, dentro al mare di Palermo o dentro i sogni c'è l'angelo della morte, messaggero e custode della deriva dell'immagine e dell'incoscienza del nostro essere mortali. Si dice che Wenders non sappia raccontare una storia, che finisca irrimediabilmente per perdersi e girare a vuoto. Vero e non manca di farlo anche a Palermo. Il suo celebre fotografo se ne va a zonzo dove capita, finendo per girare in tondo su stesso accompagnato da un i-pod che suona rock, folk e blues. Ventuno brani che costituiscono una colonna sonora autoriale e autorevole, che comprende un De André "indiano" ("Quello che non ho") accanto a un Lou Reed interlocutorio in carne, note e pellicola ("Some Kinda Love").
La struttura dispersiva del film produce allora partiture di visioni in cui vorremmo ancora poter credere, a cui vorremmo potere cedere ma che subiscono il destino dell'immagine fine a se stessa. Palermo shooting sembra l'opera di chi ha perso l'empatia con la realtà. Di Wenders è rimasto il colpo d'occhio, nella forza con cui sa afferrare l'anima del mondo anche solo per un attimo, il resto è una riflessione datata e ripetitiva di tematiche già elaborate, che hanno ormai esaurito il loro contenuto. A restare, ancora, è la pura e semplice fascinazione, è una play list tra amici con ritornelli struggenti e rarefazioni improvvise. Palermo Shooting è puro ascolto. Da ascoltare, appunto, senza guardare.
La gestazione dell'opera terza di Stefano Chiantini (autore di Forse si... forse no... e Una piccola storia) è stata lunga. L'amore non basta nasce da sensazioni che il regista abruzzese ha vissuto sulla sua pelle e cercato di mettere da parte finché non hanno avuto il sopravvento e sono finite nella sceneggiatura. "Quando ho conosciuto Rocco Papaleo" ha raccontato Chiantini, "avevo messo da parte lo script per fare un altro film, ma il rapporto di amicizia che era nato nel frattempo mi ha fatto decidere di portare avanti il progetto insieme. Sapevo che era amico di Giovanna Mezzogiorno, ma mai mi sarei permesso di chiedergli di parlarne con lei e sinceramente non pensavo potesse mai accettare di fare questo film. Invece mi sono dovuto ricredere quando ho ricevuto una sua telefonata in cui mi diceva che aveva letto la sceneggiatura e che voleva la parte. Pensavo fosse uno scherzo... Con lei a bordo il progetto ha potuto prendere corpo.
Florentino (Javier Bardem) scopre la passione della sua vita quando vede Fermina (Giovanna Mezzogiorno) per la prima volta. I due s'innamorano a ritmo di lettere appassionate, ma lei è costretta dal padre a sposare il ricco Juvenal (Benjamin Bratt), che la porta con sé a Parigi per alcuni anni. Tornata a Cartagena, lei ha quasi dimenticato il suo primo amore, ma Florentino non l'ha mai scordata. Il suo cuore è disposto ad attendere tutta la vita, per riaverla per sé. Giovanna Mezzogiorno si racconta alla conferenza stampa di L'amore ai tempi del colera.
Se quasi ogni weekend ci regala almeno un attesissimo, questo fine settimana ha proprio intenzione di strafare offrendoci ben otto uscite che andranno ad accontentare tutte le età e tutti i gusti.
Da dove partire se non dal trionfale ritorno di Edward e Bella? In sala già da mercoledì, i protagonisti della saga Twilight (interpretati dai bellissimi Robert Pattinson e Kristen Stewart) portano sui grandi schermi New Moon, la trasposizione cinematografica del secondo libro scritto da Stephanie Meyer. Consapevole che la propria presenza mette costantemente in pericolo Bella, Edward mette da parte i sentimenti e la lascia. Bella cade così in una profonda crisi, che nemmeno l'amicizia con Jacob riesce a sollevare, e comincia a cacciarsi in situazioni pericolose al fine di rivedere il suo amato. Quando, per uno scherzo del destino, Edward crede che Bella sia morta, decide di scatenare l'ira dei Volturi per morire anche lui.
Decisamente meno movimentato e dal target più fanciullesco, arriva anche Planet 51, film d'animazione in 3D, metà americano e metà spagnolo, dal "modesto" budget di 60 milioni di euro. Si racconta la storia dell'astronauta americano Charles "Chuck" Baker, che atterra sul Pianeta 51 convinto di essere la prima persona a metterci piede. Ma con sua grande sorpresa, scopre che il pianeta è popolato da dei piccoli esseri verdi, in un mondo che ricorda l'America degli anni '50 con le casette circondate da un recinto bianco.
Il 20 novembre uscirà nella sale La prima linea, il film di Renato De Maria tratto dal libro di Sergio Segio "La miccia corta". Il film racconta la vicenda di Segio, terrorista, assassino, che nel 1982 attaccò il carcere di Rovigo per liberare alcune detenute "politiche" fra le quali Susanna Ronconi, la sua compagna. Segio, col nome "comandante Sirio" era stato uno dei fondatori di Prima linea, il movimento armato che uccideva la gente in nome di una cosiddetta (da Segio e compagnia) giustizia proletaria. Condannato all'ergastolo, il terrorista ha scontato 22 anni ed è stato rimesso in libertà nel 2004. Il film è prodotto da Andrea Occhipinti, che dopo aver chiesto il finanziamento ministeriale, vi ha rinunciato. A Segio e Ronconi danno corpo e volto Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno.
Il secondo appuntamento con una delle saghe più amate dai giovani sta per arrivare e sicuramente non avrà nulla da invidiare al successo di pubblico del precedente Twilight. The Twilight Saga: New Moon questo il titolo del nuovo capitolo delle avventure sentimentali di Bella e del tenebroso vapiro Edward, che, in occasione del suo diciottesimo compleanno, decide di rinunciare alla sua amata per paura di ferirla.
Bella piomberà così in una profonda crisi per la mancanza del giovane, rifugiandosi nell'amicizia di Jacob Black, ma un segreto metterà in difficoltà questo nuovo rapporto. La storia si sposterà poi dai banchi di scuola americani ai vicoli di Volterra, dove qualche mese fa il cast ha mobilitato orde di adolescenti (e non) a caccia di autografi.
Si parla d'amore, ma a breve scadenza (500 giorni), anche nella commedia sentimentale 500 giorni insieme di Marc Webb, storia delicata di un amore post-adolescenziale tra un giovane e romantico architetto (Joseph Gordon-Levitt) che per vivere scrive biglietti d'auguri e la segretaria del suo capo, Sole (Zooey Deschanel), una ragazza che non crede nell'amore eterno. Tra i due nascerà un sentimento della durata di 500 giorni che vedrà emergere la difficoltà e le contraddizioni del rapporto di coppia al giorno d'oggi. Il film, presentato con successo al Festival di Locarno 2009, è già un cult del cinema indipendente grazie anche alla colonna sonora ricca di pezzi di culto della scena musicale indie, dagli Smiths a Feist, dai Doves ai Black Lips.
E si può inquadrare all'interno di un panorama indipendente anche il cartone animato Planet 51, che lontano dai colossi Pixar o Dreamworks, è stato realizzato dagli studi spagnoli Ilion Animation Studios, con la regia di Jorge Blanco, Javier Abad e Marcos Martínez. Il punto di forza del film è la rivisitazione ironica del filone fantascientifico degli invasori alieni sulla Terra: in Planet 51 sono infatti gli alieni, pacifici esseri verdi abbigliati in stile anni '50, a essere invasi dagli esseri umani. Storia di un'invasione che invita alla convivenza attraverso riferimenti al cinema classico americano (cui il mondo alieno rimanda): i riferimenti cinematografici vanno da E. T. ad Alien, da Independence Day a Star Wars e Ritorno al Futuro.
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